Buongiorno ho 45 anni e mia moglie 43 siamo insieme da 20 anni ed abbiamo una figlia di 8....un anno
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Buongiorno ho 45 anni e mia moglie 43 siamo insieme da 20 anni ed abbiamo una figlia di 8....un anno e mezzo fa mia moglie si è persa in chat erotiche da allora siamo in terapia abbiamo capito tante cose e raggiunto un discreto benessere ma a livello sessuale mia moglie non si eccita più ...mentre in chat riusciva ad eccitarsi...ci amiamo e ci piacciamo ma dopo aver provato quelle emozioni non riesce più fare l'amore con me la psicologa dice che prova rabbia verso il babbo e la mamma che le genera emicrania inadeguatezza ed è vero ! ma c'è qualcosa di più a livello sessuale... mi chiedo cosa fare....forse un EMDR su cio che ha provato per eccitarsi in chat ....cosa che la psicologa non ha fatto temo per vergogna di mia moglie .....la chat è una finta realtà che l'ha trasportata verso un mondo lontano dalla coppia tradizionale....nella chat dominava e si eccitava ma nella realtà non vuole farlo perché è umiliante e mi ama che casino un consiglio grazie
A volte non è facile far entrare le fantasie sessuali nella vita di coppia, per vergogna, o per troppo amore romantico, ma nel vostro caso, visto che tutto è cominciato in una chat, potreste iniziare chattando fra voi, come se foste due sconosciuti. Mi viene in mente un libro di uno scrittore giapponese, dal quale è stato tratto il noto film " La chiave" di Tinto Brass; nel libro i due coniugi si lasciano dei messaggi in un posto segreto, senza mai parlarne tra loro nella vita di tutti i giorni, in un crescendo di eccitazione sessuale reciproca.
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Il suggerimento del collega mi sembra un ottima opportunità. Ovviamente se il disagio rimane è possibile approfondire. Per quanto riguarda l’EMDR va sempre valutata la richiesta specifica. Eventualmente sono disponibile telefonicamente per un chiarimento.
Oltre a sostenere quanto detto dai colleghi, le evidenzio che EMDR può dare ottimi risultati in quanto permette di " rielaborare soggettivamente " blocchi emozionali legati al percepito personale.
Certo è che non ci si può esimere da un percorso psicoterapeutico che sostenga questa evoluzione. Se vuole, può contattarmi per un chiarimento a riguardo.
Certo è che non ci si può esimere da un percorso psicoterapeutico che sostenga questa evoluzione. Se vuole, può contattarmi per un chiarimento a riguardo.
Capisco quanto sia complessa questa situazione e come possa essere difficile trovare una strada che vi permetta di ritrovare un’intimità sessuale appagante. È positivo che abbiate intrapreso un percorso terapeutico e che abbiate già raggiunto dei miglioramenti. Tuttavia, sembra che l’aspetto legato alla sessualità rimanga un nodo importante, legato a emozioni profonde che possono andare oltre la dimensione fisica.
L’idea di esplorare l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) potrebbe essere interessante, soprattutto se ci sono traumi o emozioni non risolte che emergono durante l’eccitazione sessuale. L’EMDR può aiutare a elaborare e ridurre il carico emotivo di certe esperienze, ma è fondamentale che tua moglie si senta pronta e a suo agio ad affrontare questi aspetti, magari con una psicologa con cui si sente completamente sicura e non giudicata.
Parlare apertamente di ciò che la eccitava in chat, senza vergogna, potrebbe essere un modo per capire cosa le impedisce di ritrovare quell’intimità nella vita reale. La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che quelle dinamiche nella chat rappresentavano una “via di fuga” emotiva che si scontra con la realtà di una relazione duratura e stabile come la vostra. Se la vergogna è un ostacolo, potrebbe essere utile esplorare questo tema in terapia, magari cercando di normalizzare le sue sensazioni e le sue fantasie.
Se sentite che questi temi non vengono affrontati a sufficienza nella terapia attuale, potreste considerare l’idea di cercare un supporto aggiuntivo che si concentri più specificamente sull’aspetto sessuale, magari con un esperto in sessuologia. Un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro e neutrale per esplorare insieme questi temi, senza giudizio, e aiutarvi a trovare nuovi modi di vivere la vostra intimità.
Se pensi che possa esservi utile, possiamo approfondire questi aspetti durante una consulenza. Un supporto esterno potrebbe offrire una prospettiva diversa e delle strategie mirate per affrontare la situazione.
L’idea di esplorare l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) potrebbe essere interessante, soprattutto se ci sono traumi o emozioni non risolte che emergono durante l’eccitazione sessuale. L’EMDR può aiutare a elaborare e ridurre il carico emotivo di certe esperienze, ma è fondamentale che tua moglie si senta pronta e a suo agio ad affrontare questi aspetti, magari con una psicologa con cui si sente completamente sicura e non giudicata.
Parlare apertamente di ciò che la eccitava in chat, senza vergogna, potrebbe essere un modo per capire cosa le impedisce di ritrovare quell’intimità nella vita reale. La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che quelle dinamiche nella chat rappresentavano una “via di fuga” emotiva che si scontra con la realtà di una relazione duratura e stabile come la vostra. Se la vergogna è un ostacolo, potrebbe essere utile esplorare questo tema in terapia, magari cercando di normalizzare le sue sensazioni e le sue fantasie.
Se sentite che questi temi non vengono affrontati a sufficienza nella terapia attuale, potreste considerare l’idea di cercare un supporto aggiuntivo che si concentri più specificamente sull’aspetto sessuale, magari con un esperto in sessuologia. Un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro e neutrale per esplorare insieme questi temi, senza giudizio, e aiutarvi a trovare nuovi modi di vivere la vostra intimità.
Se pensi che possa esservi utile, possiamo approfondire questi aspetti durante una consulenza. Un supporto esterno potrebbe offrire una prospettiva diversa e delle strategie mirate per affrontare la situazione.
Capisco quanto questa situazione possa essere complessa e dolorosa per entrambi. Dal tuo racconto emerge che state già facendo un lavoro importante in terapia e che c’è ancora affetto, volontà di capirsi e di stare insieme: questo è un punto molto prezioso da cui partire.
È abbastanza frequente che, dopo esperienze erotiche vissute in contesti virtuali, la sessualità di coppia entri in una fase di blocco. Non tanto perché manchi l’amore o l’attrazione, ma perché la chat erotica attiva dinamiche psicologiche diverse: distanza emotiva, fantasia, controllo, possibilità di essere una versione di sé meno legata alla realtà quotidiana. Da quello che descrivi, tua moglie in quel contesto poteva sperimentare un ruolo (dominante, libero, senza conseguenze reali) che nella vita di coppia vive in modo ambivalente o conflittuale.
Questo non significa che “non desideri più te”, ma che potrebbe esserci una difficoltà a integrare quella parte erotica con l’immagine di sé come partner, moglie, madre, persona amata. Spesso il problema non è la mancanza di desiderio, ma il conflitto interno tra eccitazione e significato emotivo: ciò che eccita in fantasia può essere vissuto come imbarazzante, umiliante o incompatibile con la relazione reale, come voi avete già capito nel vostro percorso terapeutico.
La rabbia o i vissuti legati alla storia familiare, di cui vi ha parlato la vostra psicologa, possono certamente avere un peso: il modo in cui impariamo a stare nelle relazioni, a sentirci desiderabili o a concederci piacere ha radici profonde. Tuttavia è comprensibile che tu senta che ci sia anche una dimensione specificamente sessuale da esplorare, per integrare quel tipo di comportamento nella vostra esperienza sessuale reale.
Rispetto all’EMDR: può essere uno strumento utile quando ci sono esperienze traumatiche o blocchi emotivi ben definiti, ma non è detto che la chiave sia “lavorare su ciò che l’ha eccitata in chat”. Più spesso il lavoro efficace consiste nel riconnettere erotismo e relazione, aiutando la persona a integrare parti diverse di sé senza vergogna. (come dicevo poco fa)Questo può essere affrontato anche in una terapia sessuologica o di coppia focalizzata sulla sessualità, dove si possa parlare apertamente di desiderio, fantasia, ruoli e limiti senza viverli come minacce. Un consiglio potrebbe essere anche che sua moglie, oltre alla terapia di coppia, possa iniziare anche un percorso individuale,: ciò potrebbe permettere un lavoro più mirato sulle difficoltà di lei e farla sentire più a proprio agio, aiutandola maggiormente ad integrare queste sue fantasie nel vostro rapporto di coppia o a trovare delle chiavi di lettura che potrebbero sbloccarla sessualmente anche in modi che la fanno sentire meno in difetto ma che le risultino comunque eccitanti e appaganti.
Il fatto che tu stia cercando di capire e non solo di giudicare è già un segnale molto positivo. Continuare il lavoro terapeutico, magari integrando uno spazio più specifico sulla dimensione sessuale, potrebbe aiutarvi a dare senso a questo “casino” e trasformarlo in qualcosa di più comprensibile e condiviso.
Un caro saluto
Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sessuologo
È abbastanza frequente che, dopo esperienze erotiche vissute in contesti virtuali, la sessualità di coppia entri in una fase di blocco. Non tanto perché manchi l’amore o l’attrazione, ma perché la chat erotica attiva dinamiche psicologiche diverse: distanza emotiva, fantasia, controllo, possibilità di essere una versione di sé meno legata alla realtà quotidiana. Da quello che descrivi, tua moglie in quel contesto poteva sperimentare un ruolo (dominante, libero, senza conseguenze reali) che nella vita di coppia vive in modo ambivalente o conflittuale.
Questo non significa che “non desideri più te”, ma che potrebbe esserci una difficoltà a integrare quella parte erotica con l’immagine di sé come partner, moglie, madre, persona amata. Spesso il problema non è la mancanza di desiderio, ma il conflitto interno tra eccitazione e significato emotivo: ciò che eccita in fantasia può essere vissuto come imbarazzante, umiliante o incompatibile con la relazione reale, come voi avete già capito nel vostro percorso terapeutico.
La rabbia o i vissuti legati alla storia familiare, di cui vi ha parlato la vostra psicologa, possono certamente avere un peso: il modo in cui impariamo a stare nelle relazioni, a sentirci desiderabili o a concederci piacere ha radici profonde. Tuttavia è comprensibile che tu senta che ci sia anche una dimensione specificamente sessuale da esplorare, per integrare quel tipo di comportamento nella vostra esperienza sessuale reale.
Rispetto all’EMDR: può essere uno strumento utile quando ci sono esperienze traumatiche o blocchi emotivi ben definiti, ma non è detto che la chiave sia “lavorare su ciò che l’ha eccitata in chat”. Più spesso il lavoro efficace consiste nel riconnettere erotismo e relazione, aiutando la persona a integrare parti diverse di sé senza vergogna. (come dicevo poco fa)Questo può essere affrontato anche in una terapia sessuologica o di coppia focalizzata sulla sessualità, dove si possa parlare apertamente di desiderio, fantasia, ruoli e limiti senza viverli come minacce. Un consiglio potrebbe essere anche che sua moglie, oltre alla terapia di coppia, possa iniziare anche un percorso individuale,: ciò potrebbe permettere un lavoro più mirato sulle difficoltà di lei e farla sentire più a proprio agio, aiutandola maggiormente ad integrare queste sue fantasie nel vostro rapporto di coppia o a trovare delle chiavi di lettura che potrebbero sbloccarla sessualmente anche in modi che la fanno sentire meno in difetto ma che le risultino comunque eccitanti e appaganti.
Il fatto che tu stia cercando di capire e non solo di giudicare è già un segnale molto positivo. Continuare il lavoro terapeutico, magari integrando uno spazio più specifico sulla dimensione sessuale, potrebbe aiutarvi a dare senso a questo “casino” e trasformarlo in qualcosa di più comprensibile e condiviso.
Un caro saluto
Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sessuologo
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