Buongiorno, è da almeno 2 settimane che vengo accompagnato da un fastidio continuo alla testa. Dal m
20
risposte
Buongiorno, è da almeno 2 settimane che vengo accompagnato da un fastidio continuo alla testa. Dal momento in cui mi alzo a quando vado a letto, a momenti alterni e con diversa intensità provo confusione mentale e senso di sbandamento, ma non capisco da cosa sia dovuto. Feci a inizio settembre tac encefalo e esami ematici tutto nella norma, ma se prima la sensazione capitava di rado durante la giornata oramai é persistente. Avete qualche consiglio su come poter risolvere questa situazione?
Altri problemi rilevanti non ne ho, se non qualche dolore muscolare qua e là di (penso) lieve importanza, mai febbre mai svenimenti o problemi evidenti gravi
Ringrazio chiunque per le varie risposte.
Buon anno
Altri problemi rilevanti non ne ho, se non qualche dolore muscolare qua e là di (penso) lieve importanza, mai febbre mai svenimenti o problemi evidenti gravi
Ringrazio chiunque per le varie risposte.
Buon anno
Salve, suggerisco di rifare gli accertamenti adesso e se nuovamente escluse cause di natura prettamente organica, consiglierei di iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta in grado di aiutarla a far luce sulle "dinamiche psicosomatiche" che potrebbero essere in atto.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buongiorno,
da ciò che descrive il fastidio è certamente molto invalidante, soprattutto perché persistente durante l’arco della giornata. Il fatto che TAC encefalo ed esami ematici recenti siano risultati nella norma è un elemento rassicurante e permette di escludere, con buona probabilità, patologie neurologiche acute o gravi.
La sensazione di confusione mentale, testa “ovattata” o senso di sbandamento può avere diverse possibili origini non necessariamente organiche:
stati di ansia o stress prolungato, anche quando non percepiti come tali in modo consapevole;
tensione muscolare (soprattutto a livello cervicale e delle spalle), che può dare cefalea, instabilità e affaticamento mentale;
alterazioni del sonno, stanchezza accumulata o sovraccarico mentale;
periodi di particolare cambiamento o preoccupazione emotiva.
Spesso questi sintomi tendono a mantenersi nel tempo perché la preoccupazione stessa per ciò che si prova aumenta l’attenzione corporea e il circolo vizioso del disagio.
In attesa di un approfondimento, può essere utile:
osservare se i sintomi aumentano in momenti di stress o tensione;
curare il riposo, l’idratazione e ridurre stimolanti come caffeina;
fare attenzione alla postura e alla tensione muscolare cervicale;
evitare di monitorare continuamente i sintomi, se possibile.
Detto questo, vista la persistenza del disturbo e l’impatto sulla qualità della vita, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa valutare in modo integrato sia gli aspetti fisici sia quelli psicologici ed emotivi, ed eventualmente impostare un percorso mirato.
Un caro saluto e auguri di buon anno,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che descrive il fastidio è certamente molto invalidante, soprattutto perché persistente durante l’arco della giornata. Il fatto che TAC encefalo ed esami ematici recenti siano risultati nella norma è un elemento rassicurante e permette di escludere, con buona probabilità, patologie neurologiche acute o gravi.
La sensazione di confusione mentale, testa “ovattata” o senso di sbandamento può avere diverse possibili origini non necessariamente organiche:
stati di ansia o stress prolungato, anche quando non percepiti come tali in modo consapevole;
tensione muscolare (soprattutto a livello cervicale e delle spalle), che può dare cefalea, instabilità e affaticamento mentale;
alterazioni del sonno, stanchezza accumulata o sovraccarico mentale;
periodi di particolare cambiamento o preoccupazione emotiva.
Spesso questi sintomi tendono a mantenersi nel tempo perché la preoccupazione stessa per ciò che si prova aumenta l’attenzione corporea e il circolo vizioso del disagio.
In attesa di un approfondimento, può essere utile:
osservare se i sintomi aumentano in momenti di stress o tensione;
curare il riposo, l’idratazione e ridurre stimolanti come caffeina;
fare attenzione alla postura e alla tensione muscolare cervicale;
evitare di monitorare continuamente i sintomi, se possibile.
Detto questo, vista la persistenza del disturbo e l’impatto sulla qualità della vita, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa valutare in modo integrato sia gli aspetti fisici sia quelli psicologici ed emotivi, ed eventualmente impostare un percorso mirato.
Un caro saluto e auguri di buon anno,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per il trattamento di ansia e fobie. Cordiali saluti.
Buongiorno, prima di ricercare una causa psicologica al malessere che certamente sembra debilitante, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista in osteopatia. I sintomi che riporta possono essere attribuibili anche a tensioni muscolari o squilibri cervicali.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Resto a disposizione
Un caro saluto
Buonasera, io le suggerisco di rivolgersi al suo medico curante per approfondire, con esami specifici, lo stato organico che può causare questi sintomi. Se non ci fosse nulla dagli esami, si potrebbe ipotizzare un disturbo psicosomatico.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, avendo escluso tutte le possibili cause organiche le suggerirei di considerare la possibilità di un percorso psicologico. Quanto meno per esplorare tutta una serie di possibili fattori antecedenti e di mantenimento. Alcune forme di cefalea spesso sono legate anche a fattori psico somatici. Necessaria consulenza psicologica.
Rimango a sua disposizione qualora volesse considerare la possibilità di interfacciarsi con uno psicologo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Rimango a sua disposizione qualora volesse considerare la possibilità di interfacciarsi con uno psicologo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
La sintomatologia che descrive è spesso fonte di forte preoccupazione proprio perché continua nel tempo e non ha una causa immediatamente riconoscibile. Dal punto di vista psicologico, è importante considerare non solo il sintomo in sé, ma anche il modo in cui il corpo e la mente stanno reagendo a un periodo prolungato di attivazione o stress.
Quando esami strumentali e accertamenti medici risultano nella norma, come nel tuo caso, è frequente che il sistema nervoso continui comunque a segnalare un disagio attraverso sensazioni corporee persistenti. Questo accade soprattutto quando una persona vive uno stato di iperattivazione interna, anche non sempre consapevole. La mente resta in allerta, il corpo fa fatica a “spegnersi” e i sintomi diventano più frequenti e più invasivi nel tempo. Il fatto che inizialmente fossero sporadici e ora quasi costanti è coerente con questo meccanismo.
Un aspetto centrale è che questi disturbi tendono ad autoalimentarsi: il fastidio fisico genera preoccupazione, la preoccupazione aumenta il controllo su ciò che si sente, e questo controllo amplifica ulteriormente le sensazioni corporee. Non significa che i sintomi siano “immaginari”, ma che il sistema mente–corpo è entrato in un circolo di mantenimento del disagio.
Il senso di sbandamento e la “nebbia mentale” sono molto comuni in condizioni di ansia somatizzata, stress cronico, affaticamento emotivo o periodi di sovraccarico, anche in assenza di eventi particolarmente eclatanti. Spesso chi li vive tende a minimizzare (“non ho altri problemi rilevanti”), ma il corpo può comunque esprimere una fatica accumulata nel tempo.
Dal punto di vista psicologico, può essere utile iniziare a chiedersi se negli ultimi mesi ci sia stata una tensione costante, una difficoltà a rilassarsi davvero, un sonno non pienamente ristoratore o una tendenza a monitorare continuamente le sensazioni fisiche. In questi casi, un percorso di supporto psicologico può aiutare a ridurre l’iperattenzione corporea, regolare l’attivazione emotiva e interrompere il circolo sintomo–preoccupazione–peggioramento.
Rimane comunque importante, e lo sottolineo anche come psicologa, continuare a mantenere un riferimento medico, soprattutto se i sintomi persistono o cambiano. L’approccio più efficace è integrato: medico e psicologico insieme, non in alternativa.
Spero di esserle stata utile.
Saluti,
Dottoressa Forcignano
Quando esami strumentali e accertamenti medici risultano nella norma, come nel tuo caso, è frequente che il sistema nervoso continui comunque a segnalare un disagio attraverso sensazioni corporee persistenti. Questo accade soprattutto quando una persona vive uno stato di iperattivazione interna, anche non sempre consapevole. La mente resta in allerta, il corpo fa fatica a “spegnersi” e i sintomi diventano più frequenti e più invasivi nel tempo. Il fatto che inizialmente fossero sporadici e ora quasi costanti è coerente con questo meccanismo.
Un aspetto centrale è che questi disturbi tendono ad autoalimentarsi: il fastidio fisico genera preoccupazione, la preoccupazione aumenta il controllo su ciò che si sente, e questo controllo amplifica ulteriormente le sensazioni corporee. Non significa che i sintomi siano “immaginari”, ma che il sistema mente–corpo è entrato in un circolo di mantenimento del disagio.
Il senso di sbandamento e la “nebbia mentale” sono molto comuni in condizioni di ansia somatizzata, stress cronico, affaticamento emotivo o periodi di sovraccarico, anche in assenza di eventi particolarmente eclatanti. Spesso chi li vive tende a minimizzare (“non ho altri problemi rilevanti”), ma il corpo può comunque esprimere una fatica accumulata nel tempo.
Dal punto di vista psicologico, può essere utile iniziare a chiedersi se negli ultimi mesi ci sia stata una tensione costante, una difficoltà a rilassarsi davvero, un sonno non pienamente ristoratore o una tendenza a monitorare continuamente le sensazioni fisiche. In questi casi, un percorso di supporto psicologico può aiutare a ridurre l’iperattenzione corporea, regolare l’attivazione emotiva e interrompere il circolo sintomo–preoccupazione–peggioramento.
Rimane comunque importante, e lo sottolineo anche come psicologa, continuare a mantenere un riferimento medico, soprattutto se i sintomi persistono o cambiano. L’approccio più efficace è integrato: medico e psicologico insieme, non in alternativa.
Spero di esserle stata utile.
Saluti,
Dottoressa Forcignano
Buongiorno,
Molto spesso lo stress può essere causa di problemi simili, il corpo in risposta ad esso può somatizzare e rispondere in questo modo, un colloquio psicologico le potrebbe essere d'aiuto.
Buon anno!
Molto spesso lo stress può essere causa di problemi simili, il corpo in risposta ad esso può somatizzare e rispondere in questo modo, un colloquio psicologico le potrebbe essere d'aiuto.
Buon anno!
Gentile utente, le consiglio di parlare con il suo medico di fiducia spiegandogli che la situazione sta andando avanti, per escludere eventuali cause organiche. Parallelamente le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Salve, grazie per aver condiviso il sui vissuto. Magari può avere un problema di natura psicologica, magari legato a un per5iodo particolarmente stressante, e delicato. Iniziando un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla a caprine meglio cause sottostanti. Resto a sua disposizione.
Buongiorno. Consulti un terapeuta, magari parlando viene fuori altro, qualcosa che la preoccupa, qualcosa che è rimasto intrappolato nella sua testa e magari raccontandosi, narrandosi, riesce a tirare fuori quello che è il motivo di questo "fastidio continuo alla testa". Sono a disposizione.
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Capisco bene quanto possa essere destabilizzante avere questa sensazione costante di fastidio, confusione e sbandamento, soprattutto quando gli esami fatti finora risultano nella norma. Da quello che racconti, sembra una situazione che influenza molto la tua quotidianità, anche se per ora non ci sono segnali di pericolo acuto. È normale sentirsi preoccupati quando il corpo manda segnali che non riusciamo a interpretare.
Alcune cose che puoi provare nel frattempo:
-Annota i sintomi: quando compaiono, quanto durano, cosa li peggiora o li allevia. Questo aiuta sia te a capire eventuali pattern, sia i medici in caso di controlli futuri.
-Gestione dello stress e relax: a volte tensione muscolare, mancanza di sonno o stress possono aumentare confusione e sbandamento. Tecniche di respirazione, stretching leggero o passeggiate possono dare sollievo.
-Idratazione e alimentazione regolare: non sottovalutare piccoli fattori come disidratazione o pasti irregolari.
-Controllo medico: anche se TAC ed esami recenti sono nella norma, vale la pena parlare con il medico di base o uno specialista (neurologo o otorinolaringoiatra) per valutare altre cause possibili come problemi vestibolari, pressione o disturbi legati a ansia/stanchezza accumulata.
È importante non trascurare i sintomi persistenti, ma allo stesso tempo non farti travolgere dall’ansia: il fatto che gli esami iniziali siano normali è già un segnale rassicurante.
Se vuoi, posso suggerirti alcuni piccoli esercizi di gestione di confusione e senso di sbandamento da fare in casa per ridurre il fastidio quotidiano. Se hai bisogno, contattami.
Alcune cose che puoi provare nel frattempo:
-Annota i sintomi: quando compaiono, quanto durano, cosa li peggiora o li allevia. Questo aiuta sia te a capire eventuali pattern, sia i medici in caso di controlli futuri.
-Gestione dello stress e relax: a volte tensione muscolare, mancanza di sonno o stress possono aumentare confusione e sbandamento. Tecniche di respirazione, stretching leggero o passeggiate possono dare sollievo.
-Idratazione e alimentazione regolare: non sottovalutare piccoli fattori come disidratazione o pasti irregolari.
-Controllo medico: anche se TAC ed esami recenti sono nella norma, vale la pena parlare con il medico di base o uno specialista (neurologo o otorinolaringoiatra) per valutare altre cause possibili come problemi vestibolari, pressione o disturbi legati a ansia/stanchezza accumulata.
È importante non trascurare i sintomi persistenti, ma allo stesso tempo non farti travolgere dall’ansia: il fatto che gli esami iniziali siano normali è già un segnale rassicurante.
Se vuoi, posso suggerirti alcuni piccoli esercizi di gestione di confusione e senso di sbandamento da fare in casa per ridurre il fastidio quotidiano. Se hai bisogno, contattami.
Gentile utente di mio dottore,
le manifestazioni di cui parla possono esser di matrice psicosomatica. Richieda quanto prima un consulto ad uno psicoterapeuta, vedrà che attraverso un percorso psicologico potrà trovare risposte alle sue domande.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
le manifestazioni di cui parla possono esser di matrice psicosomatica. Richieda quanto prima un consulto ad uno psicoterapeuta, vedrà che attraverso un percorso psicologico potrà trovare risposte alle sue domande.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera, intanto vorrei rassicurarla sul fatto che se la TAC e gli esami ematici recenti sono risultati nella norma , questo è un elemento rassicurante sul piano organico.
La persistenza dei sintomi merita comunque attenzione e un approfondimento più ampio. In situazioni come quella che descrive, i sintomi possono essere dovuti anche a
stati di stress prolungato, ansia, anche non sempre percepita come tale, alterazioni del sonno. Quello che consiglio è di confrontarsi nuovamente con il medico curante per valutare se fare altri approfondimenti mirati. Se ritiene che anche un consulto psicologico possa esserle utile, possiamo parlarne meglio a voce.
Le lascio un mio contatto
Dott.ssa Federica Amorosino - Psicologa
La persistenza dei sintomi merita comunque attenzione e un approfondimento più ampio. In situazioni come quella che descrive, i sintomi possono essere dovuti anche a
stati di stress prolungato, ansia, anche non sempre percepita come tale, alterazioni del sonno. Quello che consiglio è di confrontarsi nuovamente con il medico curante per valutare se fare altri approfondimenti mirati. Se ritiene che anche un consulto psicologico possa esserle utile, possiamo parlarne meglio a voce.
Le lascio un mio contatto
Dott.ssa Federica Amorosino - Psicologa
Salve,
da quanto descrive, i sintomi che riferisce – fastidio continuo alla testa, senso di confusione, sbandamento – pur persistendo, non sembrano accompagnati da segni neurologici acuti o gravi, considerando che TAC ed esami ematici recenti risultano nella norma. Questo è un dato rassicurante. Tuttavia, la persistenza dei sintomi e la loro intensità crescente meritano attenzione.
Spesso, in assenza di cause organiche evidenti, questi disturbi possono essere influenzati da fattori legati a stress, ansia, affaticamento mentale o squilibri del ritmo sonno-veglia. Anche la postura, l’attività fisica ridotta o tensioni muscolari cervicali possono contribuire a sensazioni di sbandamento e mal di testa diffuso.
Per affrontare la situazione, sarebbe utile osservare alcuni aspetti: mantenere regolarità nei ritmi sonno-veglia, monitorare l’alimentazione e l’idratazione, praticare brevi esercizi di rilassamento o mindfulness per ridurre tensione e ansia, ed eventualmente includere attività fisica leggera per favorire il benessere generale.
Se i sintomi dovessero persistere o intensificarsi, oppure comparissero disturbi come vertigini improvvise, difficoltà di linguaggio o debolezza agli arti, è opportuno rivolgersi nuovamente al neurologo per eventuali approfondimenti aggiuntivi o valutare un consulto con uno specialista in disturbi d’ansia o cefalea primaria.
In un percorso psicologico mirato, con tecniche CBT integrate a mindfulness, si può lavorare sia sulla gestione dell’ansia e dello stress sia sul miglioramento della percezione corporea, che spesso amplifica sensazioni come confusione o sbandamento.
Saluti, resto a disposizione.
da quanto descrive, i sintomi che riferisce – fastidio continuo alla testa, senso di confusione, sbandamento – pur persistendo, non sembrano accompagnati da segni neurologici acuti o gravi, considerando che TAC ed esami ematici recenti risultano nella norma. Questo è un dato rassicurante. Tuttavia, la persistenza dei sintomi e la loro intensità crescente meritano attenzione.
Spesso, in assenza di cause organiche evidenti, questi disturbi possono essere influenzati da fattori legati a stress, ansia, affaticamento mentale o squilibri del ritmo sonno-veglia. Anche la postura, l’attività fisica ridotta o tensioni muscolari cervicali possono contribuire a sensazioni di sbandamento e mal di testa diffuso.
Per affrontare la situazione, sarebbe utile osservare alcuni aspetti: mantenere regolarità nei ritmi sonno-veglia, monitorare l’alimentazione e l’idratazione, praticare brevi esercizi di rilassamento o mindfulness per ridurre tensione e ansia, ed eventualmente includere attività fisica leggera per favorire il benessere generale.
Se i sintomi dovessero persistere o intensificarsi, oppure comparissero disturbi come vertigini improvvise, difficoltà di linguaggio o debolezza agli arti, è opportuno rivolgersi nuovamente al neurologo per eventuali approfondimenti aggiuntivi o valutare un consulto con uno specialista in disturbi d’ansia o cefalea primaria.
In un percorso psicologico mirato, con tecniche CBT integrate a mindfulness, si può lavorare sia sulla gestione dell’ansia e dello stress sia sul miglioramento della percezione corporea, che spesso amplifica sensazioni come confusione o sbandamento.
Saluti, resto a disposizione.
Gentile Paziente,
I sintomi che descrive possono avere origini diverse e non indicano necessariamente un problema neurologico, soprattutto considerando che TC encefalo ed esami ematici recenti risultano nella norma e che non sono presenti segnali di allarme come febbre o svenimenti. Sensazioni di confusione mentale e sbandamento possono comparire in periodi di affaticamento fisico o mentale, tensioni muscolari, alterazioni del sonno o stress prolungato, anche quando non sempre ce ne rendiamo subito conto. In questi casi il corpo può esprimere un sovraccarico attraverso sintomi persistenti ma aspecifici. Se il disturbo dovesse continuare o cambiare nel tempo è comunque opportuno confrontarsi con il medico curante per una valutazione più approfondita.
Resto a disposizione qualora desiderasse esplorare più a fondo questi aspetti.
Auguro anche a lei buon anno.
Un caro saluto,
Elena Montagnoli
I sintomi che descrive possono avere origini diverse e non indicano necessariamente un problema neurologico, soprattutto considerando che TC encefalo ed esami ematici recenti risultano nella norma e che non sono presenti segnali di allarme come febbre o svenimenti. Sensazioni di confusione mentale e sbandamento possono comparire in periodi di affaticamento fisico o mentale, tensioni muscolari, alterazioni del sonno o stress prolungato, anche quando non sempre ce ne rendiamo subito conto. In questi casi il corpo può esprimere un sovraccarico attraverso sintomi persistenti ma aspecifici. Se il disturbo dovesse continuare o cambiare nel tempo è comunque opportuno confrontarsi con il medico curante per una valutazione più approfondita.
Resto a disposizione qualora desiderasse esplorare più a fondo questi aspetti.
Auguro anche a lei buon anno.
Un caro saluto,
Elena Montagnoli
Gentile utente, la sintomatologia che descrive merita attenzione ma, alla luce degli accertamenti già effettuati con esito nella norma, è importante evitare conclusioni allarmistiche. Sensazioni come confusione mentale, senso di sbandamento e fastidio persistente alla testa possono avere origini diverse e non sempre riconducibili a una patologia neurologica strutturale, soprattutto in assenza di segni di allarme quali svenimenti, deficit neurologici focali o febbre. In molti casi questi disturbi possono essere associati a stati di tensione prolungata, stress psicofisico, alterazioni del ritmo sonno-veglia, affaticamento, contratture muscolari cervicali o a una marcata focalizzazione sulle sensazioni corporee, che tende a renderle più persistenti e intrusive. Detto questo, è corretto mantenere un confronto con il medico curante, che potrà valutare l’opportunità di ulteriori approfondimenti o di un consulto specialistico, ad esempio otorinolaringoiatrico o neurologico, se ritenuto necessario. Dal punto di vista comportamentale, può essere utile osservare se i sintomi variano in relazione allo stress, alla postura, all’attività fisica o ai momenti di riposo, curare l’igiene del sonno e ridurre il monitoraggio costante delle sensazioni, che spesso ne amplifica la percezione. Se il disagio dovesse mantenersi o interferire significativamente con la qualità della vita, un confronto anche in ambito psicologico potrebbe aiutare a inquadrare il ruolo di eventuali fattori emotivi o di tensione che contribuiscono al mantenimento del sintomo. Dott.ssa Chiara Avelli.
Buon pomeriggio,
dal suo messaggio si evince che la condizione di malessere che sta vivendo è persistente. Per escludere ogni causa organica la inviterei a ribadire la sua situazione al medico di base cui si riferisce ed a rivolgersi ad un neurologo. Qualora emergesse nuovamente e con certezza che non sussistono cause prettamente fisiologiche, può provare a rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta per comprendere, attraverso un'adeguato assessment, se le cause possano essere di natura psicologica.
Cordialmente,
dott.ssa Togni
dal suo messaggio si evince che la condizione di malessere che sta vivendo è persistente. Per escludere ogni causa organica la inviterei a ribadire la sua situazione al medico di base cui si riferisce ed a rivolgersi ad un neurologo. Qualora emergesse nuovamente e con certezza che non sussistono cause prettamente fisiologiche, può provare a rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta per comprendere, attraverso un'adeguato assessment, se le cause possano essere di natura psicologica.
Cordialmente,
dott.ssa Togni
Buongiorno, potrebbe valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia per capire le origini di tale disagio, in particolare se sono avvenuti di recente eventi stressanti. Il corpo alle volte potrebbe somatizzare le tensioni, soprattutto visto che le visite mediche non hanno riscontrato nulla di anomalo.
Buongiorno,
in questi casi l'iter da seguire è quello prima di consultazione con vari specialisti valutati dal medico di base e in caso di esito negativo può rivolgersi ad uno psicologo per valutare se la causa di tale sintomo possa essere psicogena.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
in questi casi l'iter da seguire è quello prima di consultazione con vari specialisti valutati dal medico di base e in caso di esito negativo può rivolgersi ad uno psicologo per valutare se la causa di tale sintomo possa essere psicogena.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.