Buongiorno dottori, vi scrivo per avere un parere riguardo la mia relazione che ormai dura da quas

24 risposte
Buongiorno dottori,
vi scrivo per avere un parere riguardo la mia relazione che ormai dura da quasi sei anni.

Sin dai primi momenti ed incontri ho nutrito dei dubbi nei confronti del mio partner, nonostante ciò non l’ho mai voluto allontanare perché sentivo che non era quello che volessi realmente.
Alcune volte pensavo fosse brutto, altre invece ritenevo di voler fare altre conoscenze, quando questi dubbi si insediavano non riuscivo a liberarmene fin quando non ne parlavo con lui magari anche piangendo, fortunatamente mi ha sempre capito e la relazione continuava normalmente.

Dopo un primo periodo di stallo senza paranoie o cose simili purtroppo per cause esterne ci siamo dovuti sperare bruscamente senza poterci sentire per circa 15 giorni, da quel momento sono stato molto male, avendo anche attacchi di panico.

Dopo la riconciliazione la relazione ha continuato la sua strada fino ad arrivare ad oggi, dove ecco che spiego il motivo per cui sono qui.
Quando trascorro tempo con lui sono in ansia, penso continuamente al fatto non possa piacermi e che non è proprio quello che voglio dal mio futuro, quando poi per un litigio o altro si concretizza l’idea di perderlo svaniscono tutti i pensieri che lui non sia la persona giusta e subentra solo il terrore di poterlo perdere.
C’è un alternanza tra queste due fasi che dopo tempo mi hanno letteralmente stremato.
Quando dopo un litigio pesante mi rendo conto di poterlo perdere per via di una decisione o da parte mia o da parte sua di dover chiudere la relazione mi dico quanto io sia stato stupido ad aver pensato di non poterlo amare o di non voler passare tempo con lui.
La situazione alcune volte ha toccato proprio gli abissi, sono arrivato ad avere attacchi di panico e non mangiare per via di tutte queste paranoie e ansie scaturite dalla relazione, tant’è vero andai da una psicologa e disse che avevo un DOC del dubbio, essendo arrivati anche alla conclusione che in linea di massima funzionassi così un po’ su tutto.
Vorrei concludere che ci sono comunque periodi bellissimi che trascorro con lui dove non c’è un momento della giornata in cui penso di volermi allontanare o di volermi prendere del tempo per riflettere sulla nostra relazione.

Secondo voi è normale aver continuato e continuare una relazione nonostante il malessere che questa possa causare?

(Vorrei precisare che sono ossessionato dalla continua ricerca di risposte su internet e sui blog che non fanno altro che aumentare l’ansia, considerando che mi rispecchio in alcune storie come dipendenza affettiva o paura di chiudere il rapporto, o ancora il fatto che sia normale che manchi dopo aver chiuso la relazione)
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per la situazione che espone e comprendo il disagio provato. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con la situazione riportata tuttavia ritengo possa essere utile un consulto psicologico poichè, oltre al fatto che è necessario avere ulteriori informazioni, credo si debba indagare il motivo originario, più o meno consapevole, per il quale è nata la vostra storia ossia, quale motivazione l'ha spinta a stare con lui? E soprattutto, quali sono i motivi scatenanti l'ansia e i sintomi di cui parla? E come mai ha estremo bisogno delle continue ricerche di rassicurazione tramite internet e, più in generale, di porsi continui dubbi? La necessità di certezze da cosa le protegge? Ritengo che questi e molti altri aspetti siano meritevoli di indagine clinica al fine di poter accogliere la sua richiesta d'aiuto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Georgia Silvi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Cara utente, per quanto tempo vuole continuare a vivere questa situazione di dubbio che le crea uno stato di malessere? Si conceda la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico, all'interno del quale poter riflettere su se stessa e sulla sua relazione, sui suoi bisogni e come poterli soddisfare. Cordiali saluti. Dott.ssa Georgia Silvi
Dott.ssa Elisa Del Greco
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Caro Utente,
la situazione che descrive è certamente di grande difficoltà e posso capire la sua sofferenza.
Scrive cose molto interessanti, ad esempio " alcune volte pensavo fosse brutto" o "non possa piacermi e che non è proprio quello che voglio dal mio futuro". Rifletterei un pò su questo.
Non stia a darsi etichette diagnostiche, non serve a niente, o cercare risposte su blog o internet. Sarebbe buono per lei iniziare un percorso di psicoterapia per dare un significato a quello che sta accadendo e che la sta facendo soffrire.
Resto a disposizione.
Un caro saluto
dr.ssa Elisa Del Greco
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, come mai ha interrotto la terapia precedente? Potrebbe di nuovo confrontarsi con la terapeuta che l’ha seguita per chiarirsi alcuni dubbi.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, sembra esserci un conflitto sul piano emotivo: si sente in ansia quando sta nella relazione, si sente minacciato (sarebbe utile capire a quale livello emotivo) quando non sta nella relazione. Che cosa vuol dire per lei perderlo e quali conseguenze teme e sente, sono alcuni punti che andrebbero osservati nel percorso psicologico. Non credo che il malessere derivi dalla relazione in quanto tale, piuttosto da come lei vive quest'ultima. Rimango a disposizione, un saluto
Dott.ssa Erika Conti
Psicologo
Celle Ligure
Gentile Utente, buona sera!
Innanzitutto vorrei condividere con lei una riflessione: una relazione sentimentale funzionale, specie stabile, può avere momenti di tensione o di stanca, ma in linea di massima dovrebbe farci stare bene, farci sentire appagati, accolti, gratificati ... sereni.
Dal suo racconto mi pare di percepire un andamento ad alti e bassi continuo,tanto che lei stesso si sente sofferente.
Potrebbe essere giunto il momento per prendersi un tempo, ed uno spazio, per sé stesso, per riflettere su cosa desidera per sé, su cosa vorrebbe da una relazione sentimentale e non trova nella sua attuale situazione.
Resto a sua disposizione anche on line, nel caso volesse approfondire.
Le auguro ogni bene!
Dr.ssa Erika Conti
Buonasera, mi dispiace per il suo stato di malessere continuo. Sarebbe importante poter riflettere con lei su questa relazione, ma soprattutto sul significato che lei dà alla relazione in generale. Cercare su internet o su blog può aumentare l'ansia soprattutto perché tendiamo a porre l'attenzione sugli aspetti negativi che leggiamo e che possano rafforzare così le nostre idee.
Si rivolga a uno psicologo, il quale potrà aiutarla proprio riflettendo con lei su tutti i dubbi, le paure e le domande che si pone.
Resto a disposizione, un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Dice che funziona così un pó su tutto. Non è importante sapere come funziona o cosa ha, è importante comprendere perché ogni situazione o decisione la mettono in uno stato di agitazione, restando in un limbo di indecisione. Potrebbe riprendere il percorso psicoterapeutico o iniziarne un altro per affrontare e chiarire le cause dell'indecisione, per stimolare la fiducia in sé che possa portarla fuori da questa situazione che le impedisce di essere sereno. Distinti saluti
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signora dalla lettura della sua nota emerge chiaramente che lei conosce la risposta alla sua domanda. Ora la questione si deve semplicemente spostare su un altro piano ovvero vuole rimanere in questa condizione di disagio o vuole lavorare per poterla modificare. Se rimane in questa condizione è molto probabile che questo senso di malessere rimanga e che continui tutto quello che lei descrive e che le crea sofferenza se decide di lavorarci contattando uno psicoterapeuta è possibile che questa situazione cambi. Ovviamente lei tutto questo già lo aveva capito da tempo. Un cordiale saluto
Gentile utente, grazie per averci contattato. Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta per capire meglio se stessa e le sue scelte. Sarebbe utile capire se ha la motivazione necessaria per uscire da questo disagio. Il cambiamento spaventa ma a volte è necessario per il nostro benessere.
Si dia la possibilità di intraprendere un percorso terapeutica...si può stare meglio!
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
un caro saluto.
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
sta vivendo un periodo davvero difficile, ossessionato da dubbi e incertezze: leggendola si comprende che è difficile per lei tanto restare in questa relazione, quanto decidere di interromperla. Come se la decisione fosse "giustificata" solo se ci fosse la certezza senza ambiguità in ogni aspetto da considerare. E questo, leggendola, fa pensare che viva in una sorta di perenne crisi di fiducia: in quello che sente, che percepisce, che pensa...
Stante questa situazione, sarebbe opportuno consultare uno psicoterapeuta, che sia anche competente per quanto riguarda le questioni LGBTQ, per approfondire le ragioni del suo malessere, e finalmente superarle.

Con i migliori auguri,
Dr. Ventura
Dott.ssa Valentina Maccioni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cagliari
Buongiorno, capisco quanto sia difficile questa situazione. Si trova di fronte alla difficoltà di fare una scelta, sia quella di restare, sia quella di andare. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo che la possa aiutare a fare chiarezza sul suo vissuto e sulle sue paure. Cordialmente, Dott. Valentina Maccioni
Dr. Dario Corteggiano
Psicoterapeuta, Psicologo
Napoli
Buonasera. Mi dispiace molto per il momento difficile che sta vivendo, non deve essere assolutamente facile oscillare tra questi dubbi e incertezze. Vorrei consigliarle di riconsiderare la possibilità di effettuare un percorso di sostegno volto all'approfondimento di ciò che internamente le succede ogni qual volta si trova davanti al "rifiuto" o al "litigio" con il suo partner, dietro quella paura abbandonica da lei descritta ci potrebbe essere una delle numerose risposte che lei tanto desidera avere.
Cordiali saluti,
Dottor Corteggiano Dario.
Dott. Marco Bacciottini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Suppongo che quando lei chiede: "Secondo voi è normale aver continuato e continuare una relazione nonostante il malessere che questa possa causare?" intenda il malessere che lei causa al suo partner. Ma se a lui piace così, perché porsi il dubbio? Il DOC talvolta lascia pochi spazi agli altri, pur se molto vicini: fa vedere poco oltre se stessi e si centra spesso solo sulle proprie sensazioni...
Dott.ssa Daniela Iagulli
Psicologo clinico, Psicologo
Salerno
Caro utente, posso solo immaginare quanto sia difficile vivere questa relazione considerando i presupposti che ha chiaramente descritto. Sicuramente andare a cercare su internet e nei forum uno spazio di supporto, confronto o conoscenza rispetto i suoi stati emotivi non, credo sia saggio considerando l'ansia e le altre conseguenze che ne derivano. E' più utile per lei intraprendere un percorso individuale al fine di comprendere meglio e prendere consapevolezza dei suoi meccanismi di funzionamento all'interno delle relazioni. In uno spazio protetto in cui possa sperimentare sicurezza, serenità, contenimento, seguendo il naturale processo di scoperta di se stessi con la guida di un clinico, credo possa essere la scelta migliorare e più sicura per lei.
Ci pensi e si dia un tempo al fine di non rimandare ancora.
In bocca al lupo e "buon viaggio" lungo il sentiero della sua vita.
Dott.ssa Daniela Iagulli.
Dott.ssa Luisa Anibaldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Senigallia
Buongiorno, per prima cosa sarebbe interessante capire se questi suoi dubbi o pensieri intrusivi li ha provati anche in altre relazioni oppure è la prima volta.
In ogni caso visto che il problema che sta portando inevitabilmente si ripercuote sul vostro rapporto di coppia sarebbe consigliato un percorso di psicoterapia di coppia in modo tale che riusciate a confrontarvi seduta dopo seduta, sperimentando nuove modalità di relazione per trovare un equilibrio.
Buona giornata
Dott.sa Luisa Anibaldi
Dott Raffaello Di Monte
Dott.ssa Arianna Maria Coglio
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi alla professionista che ha menzionato per portare i dubbi che ha chiaramente espresso qui sulla pagina. Se non vi sono stati motivi bruschi di interruzione con la dottoressa, a volte la costanza è la chiave per stare meglio.
Cordialmente
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, potremmo interpretare la tua situazione come una dinamica complessa che coinvolge diverse dimensioni del tuo essere. Da un lato, sembra che ci siano dei dubbi e delle insicurezze che tu nutri nei confronti della tua relazione e del tuo partner, che ti portano ad avere pensieri negativi e a vivere momenti di malessere e ansia. Dall'altro lato, sembra che ci sia un legame affettivo profondo che ti lega al tuo partner, tanto da farti provare terrore all'idea di perderlo.
Questa alternanza tra sentimenti contrastanti - da un lato il desiderio di allontanarti e riflettere sulla relazione, dall'altro la paura di perderla - potrebbe essere sintomo di una dinamica relazionale complessa e contraddittoria che ti porta a oscillare tra la ricerca di conferme esterne (come la lettura di blog e la consultazione di psicologi) e la nostra percezione interna dei tuoi sentimenti.
L'idea di continuare una relazione nonostante il malessere che questa possa causare potrebbe essere il riflesso di una serie di dinamiche psicologiche e relazionali che ti spingono a restare legato alla situazione, nonostante i tuoi dubbi e la tua sofferenza.
In questi casi, potrebbe essere utile approfondire il lavoro con un terapeuta specializzato in psicologia sistemica relazionale per esplorare le dinamiche interne ed esterne alla tua relazione, per comprendere meglio le tue motivazioni e per trovare delle risposte più autentiche e soddisfacenti per te. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Dr. Enrico Astorina
Psicologo, Psicoterapeuta
Novara
Buongiorno, grazie per aver condiviso questa esperienza così complessa e ricca di emozioni contrastanti. È comprensibile che, dopo anni di relazione e momenti di ansia, dubbi e riconciliazioni, ci si possa sentire stremati. Quando si alternano fasi di desiderio di vicinanza e paura di perdere l'altro a momenti di insoddisfazione e ansia, può emergere confusione su ciò che davvero desideriamo.
La sua consapevolezza e il desiderio di esplorare questi sentimenti sono già un passo importante. Un ulteriore supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio le radici di questi vissuti e a trovare strategie per gestire l'ansia e coltivare una connessione più stabile con te stesso e, eventualmente, con il tuo partner.

Cordialmente, Enrico Astorina
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri e le tue preoccupazioni. Posso immaginare quanto possa essere faticoso sentirsi intrappolato in un ciclo di dubbi e ansie che ti portano a mettere in discussione un legame così significativo, e al tempo stesso sentirti spaventato all’idea di perderlo. Quello che descrivi, un continuo alternarsi di sentimenti contrastanti verso il tuo partner, è qualcosa che molti vivono. È normale, in una relazione lunga, sperimentare momenti in cui ci si chiede se sia davvero giusta per noi, soprattutto se emergono differenze o se la relazione ci mette in contatto con aspetti della nostra personalità che non ci sono familiari. Quando questi dubbi diventano un pensiero costante, invadono i momenti di vicinanza e iniziano a generare ansia intensa, potrebbe trattarsi di un fenomeno che chiamiamo "DOC relazionale". Non significa che tu stia inventando o che i tuoi dubbi siano superficiali. Questo tipo di DOC spesso si manifesta proprio con pensieri intrusivi, dubbi persistenti e preoccupazioni che sembrano impossibili da risolvere, per quanto ci si provi. Nel DOC relazionale, i pensieri possono riguardare la paura di non amare davvero il proprio partner, di non essere abbastanza attratti da lui o che qualcosa nella relazione non vada, e questi dubbi possono generare grande angoscia. Un aspetto del DOC relazionale è che i dubbi spesso svaniscono nel momento in cui si percepisce il rischio reale di perdere la persona amata. Questo accade perché, all’improvviso, diventa evidente l’attaccamento e l’affetto che si prova. È normale, in questo contesto, oscillare tra periodi in cui si vive la relazione con tranquillità e momenti in cui i dubbi tornano a prendere il sopravvento. Anche la tendenza a cercare continuamente risposte su internet è molto comune in queste situazioni. Questo però, piuttosto che aiutare, rischia di alimentare ulteriormente l’ansia, creando un circolo vizioso in cui più si cercano risposte e rassicurazioni, più i dubbi crescono. Cosa si può fare in questi casi? Nella terapia cognitivo-comportamentale, il DOC relazionale viene affrontato con strategie specifiche, come l’esposizione e la prevenzione della risposta (ERP), che permette gradualmente di tollerare l’incertezza legata alla relazione senza dover cercare continuamente risposte o rassicurazioni. Inoltre, la terapia ti aiuta a distinguere tra dubbi “naturali” e quelli alimentati dal DOC, che spesso sono rigidi e ripetitivi, accompagnati da forte ansia e da un bisogno urgente di trovare una soluzione definitiva. Non sei sbagliato per provare queste paure. Non c’è nulla di sbagliato nel continuare una relazione che, pur avendo momenti difficili, ti arricchisce e in cui ci sono anche periodi di grande connessione e serenità. Ciò che stai sperimentando è un percorso comune per chi vive con ansie di questo tipo. Considera che, con il giusto supporto e l’approccio terapeutico adeguato, puoi imparare a gestire questi pensieri e vivere la relazione in modo più sereno. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il conflitto tra l’amore e il dubbio che descrive, insieme alla paura di perdere il partner, sembra riflettere un’intensa ansia relazionale che può essere legata a un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) del dubbio, come le è stato indicato dalla psicologa. È comprensibile che la relazione, pur portando momenti felici, causi anche malessere a causa delle continue preoccupazioni e incertezze. La difficoltà nell'accettare i propri sentimenti e l’alternanza tra momenti di vicinanza e paura possono essere sintomi di una dipendenza affettiva, in cui la relazione diventa una fonte di ansia. Il suo desiderio di trovare risposte su internet, purtroppo, spesso aumenta l’ansia e la confusione, invece di aiutarla. Sarebbe utile approfondire il lavoro con il terapeuta per esplorare meglio queste dinamiche emotive e imparare a gestirle senza che diventino paralizzanti.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente, quello che racconti non è solo un dubbio passeggero sull’amore. È un vero e proprio circolo ansiogeno, in cui ti alterni tra la paura di non amare abbastanza e il terrore di perdere la persona che ami.
E in mezzo a questo vortice, ci sei tu: esausto, in lotta continua con la tua testa, il tuo cuore e il tuo corpo.

No, non è “normale” vivere una relazione che ti fa stare così male. Ma non è nemmeno segno che tu non ami o che la relazione sia sbagliata.
È il segnale che qualcosa dentro di te ha bisogno di essere ascoltato, capito, contenuto.
Il bisogno compulsivo di cercare risposte online, gli attacchi di panico, l'alternanza tra il dubbio e il panico dell’abbandono: tutto questo non è amore malato.
È amore impastato di paura, che merita di essere ripulito da tutta l’ansia che lo contamina.
E qui entra in gioco la terapia: non per dirti se dovresti stare con lui o no, ma per aiutarti a distinguere ciò che è tuo da ciò che è del dubbio, a ricostruire fiducia in te stesso e a vivere le relazioni non più come una minaccia, ma come uno spazio sicuro in cui restare.

Se vuoi smettere di girare in tondo tra blog, articoli e loop mentali che ti portano solo più confusione, scrivimi. Possiamo lavorarci insieme.
Può esserci un modo diverso di amare. E puoi scoprirlo.

Un caro saluto.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
il modo in cui descrive la sua esperienza mostra una profonda consapevolezza di sé e un notevole sforzo nel cercare di capire cosa le accade — e questo è già un passo molto importante. Quello che racconta è un andamento tipico dei pensieri ossessivi a tema relazionale, spesso definiti come “DOC da relazione” o “DOC del dubbio”, in cui la persona si ritrova intrappolata in un ciclo di controllo mentale e verifica continua dei propri sentimenti.

In queste situazioni, non è tanto la relazione in sé a generare malessere, quanto il bisogno costante di certezza su ciò che si prova e sul futuro del rapporto. Ogni dubbio o emozione ambivalente viene percepito come una minaccia (“se ho pensato che non mi piace, allora forse non lo amo davvero”), e questo alimenta ansia e rimuginio. Quando poi si teme la perdita, il cervello reagisce con un’intensa ondata emotiva che conferma l’attaccamento e fa sentire di nuovo “sicuri”. È un ciclo che alterna distanza e paura di abbandono, fino allo sfinimento.

Il fatto che nei momenti sereni riesca a vivere la relazione con affetto e presenza è un segnale prezioso: non si tratta di una mancanza d’amore, ma di una difficoltà nel tollerare l’incertezza e le sfumature del sentimento. L’amore reale, infatti, non è mai costante o privo di dubbi — ma chi soffre di questo tipo di pensieri tende a vivere ogni oscillazione come una prova di qualcosa che “non va”.

È comprensibile che cerchi risposte online, ma questo meccanismo — come ha già notato — rafforza l’ansia e la confusione. La strada più efficace è proseguire in un percorso psicoterapeutico centrato sulla gestione dei pensieri intrusivi e dell’ansia relazionale, per imparare a riconoscere il dubbio come parte del funzionamento mentale, non come un segnale di pericolo o di verità.

Sì, è possibile continuare una relazione pur sentendo disagio: ciò che conta è lavorare non tanto sulla relazione in sé, quanto sul modo in cui la mente interpreta e amplifica ogni incertezza. Con un percorso mirato, questi vissuti possono attenuarsi fino a permetterle di vivere l’amore in modo più libero e sereno.

— Dott.ssa Sara Petroni
Gentile Utente,
ti ringrazio perché il tuo racconto è molto chiaro e anche molto coraggioso: descrivi una sofferenza reale, fatta non tanto di ciò che accade tra voi due, ma di ciò che accade dentro di te mentre sei nella relazione.
Da quello che scrivi emerge un movimento molto preciso:
• quando stai con lui → compaiono dubbi, analisi continue, controllo delle emozioni, ricerca di certezze (“mi piace davvero?” “è la persona giusta?”)
• quando rischi di perderlo → spariscono i dubbi e arriva il panico
Questa alternanza non è tipica delle relazioni incompatibili.
È tipica delle relazioni vissute sotto ansia.
Infatti la domanda che ti tormenta sembra essere:
“Lo amo davvero?”
ma l’esperienza che vivi è:
“Devo essere sicuro al 100% di amarlo, altrimenti sto sbagliando vita.”
E qui nasce la trappola.
Il dubbio non cerca una risposta: cerca sollievo
Il meccanismo che descrivi è molto coerente con ciò che ti è stato già ipotizzato: un funzionamento ossessivo del dubbio nelle relazioni.
Il problema non è il partner.
Il problema è il bisogno di certezza emotiva assoluta.
Tu provi a ottenerla:
• analizzando i sentimenti
• confrontandoti con gli altri
• cercando risposte online
• controllando se ti manca oppure no
• parlando con lui fino a calmarti
E ogni volta funziona… ma solo per poco.
Poi il cervello riparte da capo.
Per questo stai così male: non stai vivendo la relazione, stai verificando continuamente la relazione.
Perché quando stai per perderlo stai meglio?
Perché in quel momento il cervello smette di analizzare e passa alla paura dell’abbandono.
La mente ossessiva vive di possibilità aperte; la perdita, invece, è concreta.
E paradossalmente la concretezza riduce il dubbio.
Non significa che allora lui sia “quello giusto solo quando lo perdi”.
Significa che l’ansia smette di chiederti prove.
Non è dipendenza affettiva (anche se sembra)
Nella dipendenza affettiva la persona teme di non valere senza l’altro.
Nel tuo racconto invece compare soprattutto un altro timore:
prendere una decisione sbagliata irreversibile
Per questo non riesci né a lasciarlo né a stare tranquillo con lui.
Non stai scegliendo tra stare o andare via — stai cercando la certezza perfetta prima di scegliere.
E quella certezza nelle relazioni non esiste.
La domanda importante non è: “È normale restare?”
La vera domanda è:
quanto della sofferenza nasce dalla relazione e quanto dal modo in cui la tua mente tratta i dubbi?
Perché tu stesso racconti che esistono periodi sereni, spontanei, senza analisi.
E questo è un dato clinico importante: le relazioni realmente incompatibili non funzionano a intermittenza solo quando smetti di controllarle.
Cosa può aiutarti davvero
Continuare a cercare testimonianze online purtroppo mantiene il problema: ogni storia diventa una nuova prova da confrontare con la tua esperienza, quindi il dubbio cresce.
Il lavoro psicologico utile non è capire se lui sia la persona giusta,
ma cambiare il rapporto con il dubbio.
In terapia si lavora per:
• tollerare l’incertezza emotiva
• smettere di monitorare continuamente i sentimenti
• distinguere percezioni spontanee da pensieri ansiosi
• permettere alla relazione di essere vissuta, non verificata
Quando questo accade, di solito la risposta arriva da sola — non perché la cerchi, ma perché smetti di inseguirla.
In sintesi:
non stai continuando una relazione che ti fa stare male.
Stai vivendo una relazione mentre combatti contro la tua mente che pretende una certezza impossibile sull’amore.
E questa è una sofferenza molto più comune di quanto immagini, ma anche molto trattabile.
Se vorrai, un percorso mirato può aiutarti a uscire dal “tribunale interno” in cui ogni emozione deve essere giudicata vera o falsa… e tornare semplicemente a sentire.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale

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