Salve sono qui per chiedere un consiglio su cosa fare. Ho 21 anni, sono un ragazzo e frequento il 2°

24 risposte
Salve sono qui per chiedere un consiglio su cosa fare. Ho 21 anni, sono un ragazzo e frequento il 2° anno di università.
Dall'età di 19 anni ho iniziato a soffrire di periodi d'ansia che andavano e venivano tant'è che ho dovuto abbandonare una relazione poichè lei non capiva
Dopo questo mi sentii meglio. Tutto è iniziato di nuovo a dicembre 2020 non so perchè. Sono iniziati periodi d'ansia molto più invalidanti fino ad oggi. Ultimamente vedo che più che ansia ho un senso di tristezza e non so il motivo. Vivo da 2 anni una relazione a distanza e credendo fosse questo il problema mi sono preso una pausa(lei mi ha capito)poichè voglio provare a capire qual è il motivo che mi fa star male. Non so perchè mi sta capitando questo senso di tristezza, se è una conseguenza di questa situazione d'ansia irrisolta o altro. Voglio prendere provvedimento poichè non voglio che sfoci in un disturbo depressivo di cui ho molta paura. Diciamo che ad agosto sono stato 10 giorni in vacanza con amici e ho vissuto a pieno, senza ansia ne niente e pochi giorni dopo essere ritornato a casa mi è ricapitato( non ho problemi in famiglia).
È strano e non mi spiego come è possibile che in quei 10 giorni io sia stato cosi bene. Spero di aver inquadrato bene la situazione e che possiate consigliarmi qualcosa, grazie
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio che esprime. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Sarebbe opportuno cercare di capire cosa possa aver scatenato i sintomi e soprattutto il significato.
Cordialmente, dott. FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Credo che sia opportuno per lei intraprendere un percorso psicologico per riuscire a gestire meglio l’ansia. Inoltre, ha mai avuto episodi di attacchi di panico?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Caro ragazzo, mi dispiace per la sofferenza che sta sperimentando. Noto che è stato capace di chiedere aiuto e suppongo che Lei stesso abbia intuito la risposta alla sua domanda, se è qui a formularla. Ritengo utile concedersi la possibilità di conoscere un* psicolog* con cui esplorare i suoi vissuti e sviluppare le sue risorse, nel contesto protetto di una relazione terapeutica. Resto a sua disposizione anche eventuali chiarimenti o ulteriori specifiche, dott.ssa Valentina Cecchi
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, deve essere molto frustrante sentirsi così. Ciò che mi sento di consigliarti e senz'altro di rivolgerti ad uno psicologo con cui snocciolare il tuo stato d'animo andando a capire il significato della tristezza che senti tanto pesante. Rimango a disposizione, un caro saluto
Dott.ssa Tania Farris
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Bisognerebbe, con pazienza, capire quali sono i nodi che scatenano i sintomi di cui parla. In questo modo lei potrebbe essere aiutato a sbrogliarli e stare sempre bene, non solo in vacanza come scrive...
Dott.ssa Rosamaria Aloisi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Grazie per aver condiviso il momento di difficoltà che sta vivendo.
Purtroppo tramite questo forum è difficile risposte esaustive sulle cause scatenanti la sua ansia. Condivido il suggerimento dei colleghi di valutare di intraprendere un percorso psicologico. Rimango a disposizione per qualsiasi domanda. Dott.ssa Rosamaria Aloisi
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Nel periodo di vacanza con gli amici ha vissuto a pieno, è stato bene, non ha avuto problemi. Forse perché si è sentito libero da responsabilità e aspettative? Valuti la possibilità di ricavarsi uno spazio per sé in un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a individuare le cause dell'ansia che la fanno vivere col peso e la tristezza di non riuscire a vivere a pieno. Cosa la frena e l'angoscia quando rientra a casa, nella routine quotidiana? Un percorso che possa stimolare la fiducia in sé, dove possa elaborare i vissuti emotivi collegati alla situazione che sta vivendo, per riuscire a liberarsi dai condizionamenti che le frenano la vitalità che è venuta fuori in vacanza. Distinti saluti
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve, quando si evidenziano situazioni di disagio come quelle che lei riconduce all'ansia o alla depressione non è solitamente una buona possibilità cercare di risolvere da soli queste difficoltà. Quello che viene considerato il problema è di fatto la migliore soluzione che quella persona è riuscita a trovare a quel conflitto. Per questo motivo è solitamente una buona prassi consultare uno psicoterapeuta per una valutazione e solo successivamente concordare quelle potrebbero essere delle possibili alternative di lavoro. Sulla base delle sue indicazioni e quindi del modo in cui lei esprime i comportamenti che usa con sistema di gestione delle spinte che le creano una situazione di difficoltà è possibile fare delle ipotesi connesse ai suoi legami affettivi ma queste sono di fatto troppo vaghe e poco utili perché si devono approfondire e esplorare con maggiore attenzione. Pertanto diventa chiaro il motivo per cui è sicuramente una buona prassi quella di consultare uno specialista in psicoterapia. Su questo portale può facilmente trovarne uno da contattare ma ovviamente solo lei può scegliere cosa fare e le sue decisioni meritano un doveroso rispetto. Un cordiale saluto
Dott. Simone Marenco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Gentile Utente, dal suo racconto emerge il malessere e il disagio emotivo che sta affrontando, ma anche la volontà di provare a capire e stare meglio, la motivazione è molto importante, le consiglio quindi di provare ad iniziare un percorso di psicoterapia, approccio che le potrebbe permettere di indagare i nuclei conflittuali emotivi che possono essere la causa dell'ansia che descrive.
Dott. Marenco
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Dott. Luca Napoli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve, mi arriva molto la sua sofferenza dalle sue parole...Molte volte quando si sperimentano vissuti di ansia, capita di adoperarsi in tutti i modi possibili per cercare di evitarli e silenziarsi, ma spesso quello di cui abbiamo bisogno è provare ad ascoltare quello che la nostra ansia ha da dirci per trovare la chiave che ci permetta di comprendere la nostra stessa confusione e entrare in contatto con le nostre emozioni. Credo che sarebbe molto importante per lei prendersi uno spazio con un professionista, che la possa accompagnare in questo viaggio di scoperta.. Un caro saluto, Dott. Luca Napoli
Dott.ssa Tanja Valentic
Psicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve! Comprendo molto bene la a sua situazione di disagio. La sua età è un periodo di numerosi cambiamenti e spesso anche di aspettative rispetto a come vorremmo che le cose fossero, ma queste non vanno come previsto. Può capitare che si inizi ad avere alcuni pensieri legati all'ansia o alla depressione, per cui può risultare utile un aiuto specialistico, per riconoscere questi pensieri, comprendere a cosa si riferiscono e perché si presentano, cercando anche un modo funzionale per fronteggiarli. Spero di essere stata di aiuto. Un cordiale saluto, la dott.ssa Tanja Valentic
Buona sera,
per rispondere ai suoi dubbi le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Ognuno di noi ha una storia diversa e merita di essere ascoltata in un giusto contesto. Le consiglio di non curarsi da solo, si affidi ad uno specialista del settore. L'ansia è un sintomo che vuole comunicarci qualcosa, non va mai sottovalutata.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
un caro saluto.
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott.ssa Emilia Sannini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
gentile utente, sebbene il momento complesso che sta vivendo la esorto ad o"ccuparsi" del suo disagio, senza pregiudizio. La patologia psichiatrica cosi come le altre patologie necessita di una corretta diagnosi e terapia e per la maggior parte dei disturbi l'outcome è assolutamnte positivo ossia si guarisce e la qualità di vita riprende come in precedenza. per fare diagnosi occorre una attenta valutazione. non abbia paura della depressione spesso tra le altre cose copresente all'ansia in uno stato ansioso depressivo. ovviamente non è corretto fare diagnosi senza una visita specialistica. E' importante pero non stigmatizzare la sofferenza psichica, ma cominciare a pensare come farsi aiutare. C'è bisogno di cura non di paura. un caro saluto e sono a disposizione per chiarimenti
Dott.ssa Jessica Maranza
Psicologo, Psicoterapeuta
Urbino
Gentile utente, capisco quanto possa apparire difficile chiedere il sostegno di qualcun altro senza sapere bene cosa ci aspetta, ma le sue parole mi fanno pensare che il "provvedimento" migliore da prendere in questo momento sia proprio rivolgersi ad un professionista che la aiuti a capire un po' di più questi vissuti di ansia e tristezza che prova e ha provato. Conoscere è il primo passo per imparare a gestire e non lasciare che la sofferenza stia alla guida della nostra vita. Le auguro di trovare presto una figura di cui fidarsi, con cui lavorare sul suo vissuto. Dott.ssa Jessica Maranza
Dott.ssa Giada Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio. Per quanto la descrizione della sua situazione risulti abbastanza accurata, sarebbero diversi i fattori da tenere in considerazione e per poterla aiutare o quantomeno darle una risposta completa avrei bisogno di altri elementi. La invito in ogni caso a prendere in considerazione l’idea di un percorso psicologico perché penso che sia l’ideale in questo momento proprio per scongiurare ipotesi più importanti in futuro.
In bocca al lupo,
Dottoressa Ricciardi
Dr. Roberto Greco
Psicologo, Psicologo clinico
Nociglia
Salve, la ringrazio per aver condiviso con dei professionisti la sua esperienza. Considerato, da quanto riferisce, come i problemi legati all’ansia si siano modificati agendo sul suo umore, le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico al fine di comprendere questo decorso, sondando le motivazioni da cui sono scaturiti i problemi d’ansia e perché, oggi, ciò che ne risente è il suo umore. Ciò potrà essere fatto sondando il suo vissuto e, contemporaneamente, andando a incoraggiare risorse emotive che possono essere recuperate. Resto a disposizione. Buona giornata! Dott. Greco
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, ogni sintomo che sia ansia o depressione si instaura in un contesto specifico di vita che genera in modo ripetitivo il malessere. Per uscirne è opportuno tramite uno psicoterapeuta riappropriarsi del senso del suo disagio alla luce di ciò che effettivamente sente nella vita di tutti i giorni. Il periodo di benessere che descrive coincide infatti con un cambio di contesto e dunque di emozioni.
Rimango a disposizione per un approfondimento.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
La psicoterapia sistemico relazionale potrebbe essere un valido approccio per affrontare la tua situazione. Questo approccio considera il contesto sociale, culturale e relazionale in cui una persona vive, mettendo in luce l'influenza dei legami affettivi e delle dinamiche relazionali sul benessere psicologico dell'individuo.
Inizialmente potresti cercare di capire quali sono i fattori che scatenano i tuoi periodi d'ansia e tristezza, sia dal punto di vista individuale che relazionale. Potresti riflettere sui tuoi pensieri, emozioni e comportamenti in questi momenti e cercare di individuare eventuali schemi ricorrenti.
Potresti anche considerare di rivolgerti a uno psicoterapeuta specializzato in psicoterapia sistemico relazionale che possa aiutarti a esplorare e comprendere meglio le tue emozioni, a rielaborare eventuali eventi passati che potrebbero influenzare il tuo stato attuale e a sviluppare strategie per affrontare l'ansia e la tristezza in modo più efficace.
Inoltre, potresti valutare l'opportunità di coinvolgere la tua partner nella terapia, in modo da esplorare insieme le dinamiche della vostra relazione a distanza e trovare modalità per supportarti reciprocamente nel tuo percorso di crescita personale e di benessere psicologico.
Ricorda che è importante essere gentili e pazienti con te stesso durante questo processo e che chiedere aiuto è un passo coraggioso verso la ricerca del tuo benessere emotivo. Spero che queste riflessioni possano esserti utili e ti auguro di trovare il supporto di cui hai bisogno per affrontare la tua situazione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio dio consultazione.
Dott. Cordoba
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Da quello che racconti, sei molto consapevole dei tuoi stati emotivi, e questa è una qualità preziosa. Capisco quanto possa essere frustrante provare periodi di ansia e tristezza senza riuscire a identificarne chiaramente le cause. Vediamo insieme alcuni aspetti importanti e delle possibili direzioni che potresti esplorare per aiutarti a stare meglio. Quando descrivi come ti senti durante una vacanza o un momento di svago, senza sintomi di ansia o tristezza, può sembrare che questi stati emotivi si "accendano e spengano". Questo è più comune di quanto pensiamo e succede spesso che, in contesti nuovi o in situazioni che ci distraggono, l'ansia e la tristezza passino in secondo piano, poiché siamo immersi nel presente, senza quei "trigger" o pensieri ricorrenti che alimentano le preoccupazioni. Tornare a casa, nella routine e nella familiarità, può riattivare quei meccanismi, e non c'è niente di sbagliato in te per il fatto che accada. L'ansia e la tristezza, infatti, possono essere influenzate da molti fattori: pensieri, convinzioni profonde, abitudini e perfino il nostro stile di vita. La connessione tra la tua ansia iniziale e il cambio di relazione, o la distanza nella tua attuale relazione, potrebbe suggerire che le tue emozioni siano legate anche a situazioni interpersonali o alla sensazione di non avere il controllo su certe parti della tua vita. E questo è comprensibile, soprattutto a un'età in cui si affrontano molte sfide e transizioni. Per affrontare questi stati d'animo e prevenire che evolvano verso qualcosa di più profondo, come il disturbo depressivo che temi, potresti considerare alcune strategie utili. Quando compaiono ansia e tristezza, può essere utile fare una sorta di "esplorazione" dei pensieri che emergono in quei momenti. Ci sono idee o convinzioni negative che ti si presentano spesso? Che tipo di scenari o giudizi associ a te stesso in quei momenti? Allenarsi a osservare i propri pensieri e, gradualmente, imparare a metterli in discussione può ridurre la loro forza. Inoltre, pratiche di rilassamento e mindfulness aiutano a focalizzare l’attenzione sul presente, riducendo l’impatto dell’ansia e della tristezza. Queste pratiche ti permettono di accogliere le tue emozioni senza giudizio, diminuendo l’ansia legata al bisogno di “capire subito” il motivo di ogni stato emotivo. È anche possibile che l'ansia si leghi a schemi comportamentali, come il bisogno di conferma dagli altri o la paura di non essere all’altezza. Anche se descrivi la tua vita come priva di particolari problemi esterni, non sottovalutare la possibilità che certi schemi mentali possano contribuire a questi stati emotivi. Parlarne con qualcuno e ricevere supporto potrebbe darti nuove prospettive: potresti considerare un percorso con un terapeuta che ti aiuti a esplorare questi sentimenti più in profondità e a lavorare su strategie pratiche per gestirli. La terapia cognitivo-comportamentale, per esempio, è efficace nel ridurre l'ansia e migliorare la qualità della vita, aiutando le persone a identificare e modificare i pensieri negativi e le reazioni emotive. Hai già compiuto un passo importante prendendo una pausa nella tua relazione, per capire meglio te stesso e cosa stai attraversando. Continua su questa strada di auto-esplorazione, cercando di mantenere un equilibrio tra lo spazio per te stesso e la possibilità di farti supportare da amici, famiglia o un professionista. Sappi che è normale non avere sempre le risposte e che, con il giusto supporto, puoi arrivare a gestire questi momenti difficili. Con il tempo e un po' di pazienza, potresti trovare delle strategie che ti permettano di affrontare con maggiore serenità l’ansia e la tristezza, portandoti verso una maggiore stabilità emotiva. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Martina Panzeri
Psicologo, Psicologo clinico
Cusano Milanino
Gentile utente,
innanzitutto grazie per esserti raccontato ed esposto, con tutta la fatica e la sofferenza che porti. Così attraverso alcune righe è difficile capire a cosa sia dovuto, ma da come racconti questa sensazione dura da un po' di tempo, credo che la tua domanda qui sia indice del fatto che c'è il desiderio di occupartene e di capire meglio che cosa sta accadendo nella tua vita. Se desideri iniziare un percorso psicologico, mi trovi disponibile. Saluti, Dott.ssa Martina Panzeri
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua situazione. È comprensibile sentirsi confusi di fronte a periodi di ansia che sembrano alternarsi con sensazioni di tristezza, e il fatto che durante la vacanza lei si sia sentito meglio suggerisce che potrebbero esserci fattori esterni che influenzano il suo stato emotivo. A volte, il contrasto tra la vita quotidiana e momenti di relax o di svago può aiutarci a vedere le cose da una prospettiva diversa. La tristezza che sta vivendo potrebbe essere legata a fattori psicologici più profondi, come l'ansia non ancora completamente elaborata, o a un bisogno di cambiamento nelle sue routine o nelle sue relazioni. È positivo che abbia preso una pausa dalla relazione per riflettere, e la sua preoccupazione di non voler sviluppare un disturbo depressivo è legittima. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a esplorare più a fondo questi sentimenti e a capire meglio le radici di questa tristezza, ma anche a sviluppare strumenti per gestire meglio l’ansia.
Dott.ssa Giulia Sedda
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro utente, capisco molto bene la problematica che descrive. L'ansia è un sintomo e in quanto sintomo irrompe nelle nostre vite senza troppe spiegazioni e spesso ci sembra impossibile trovare una spiegazione plausibile. In realtà, in quanto sintomo, tendenzialmente ci sta dando un segnale che qualcosa non sta funzionando e necessita di essere risolto per poter evolvere e superare il compito evolutivo della specifica fase di vita in cui si è presentato. L'assenza di ansia durante un momento spensierato come una vacanza può indicarci che c'è qualcosa, della vita quotidiana, che sta generando stress e malumore. Le potrebbe essere utile indagare, tramite l'aiuto di un professionista, che cosa si nasconde dietro questo sintomo ansioso, così da poter trovare un modo per ridurne l'impatto sulla vita quotidiana e tornare a stare meglio. Resto a disposizione per utleriori chiarimenti. Un caro saluto
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
dalle sue parole emerge una grande lucidità nel descrivere ciò che sta vivendo e nel voler comprendere da dove provenga questo malessere. È molto positivo che si stia ponendo il problema ora, con l’intento di affrontarlo, perché questo è il modo più efficace per evitare che la situazione si cronicizzi.

Quello che racconta — periodi di ansia alternati a fasi di apparente normalità, con momenti di tristezza e stanchezza emotiva — è una dinamica piuttosto comune quando la mente rimane per lungo tempo sotto pressione. In vacanza, lontano dai contesti abituali e dalle preoccupazioni quotidiane, l’ansia si allenta perché si interrompe il circolo di pensieri e stimoli che la alimenta; quando poi si torna alle routine e agli impegni, il corpo e la mente riprendono i vecchi schemi di allerta, e i sintomi riemergono.

È probabile che la tristezza che sente ora sia il segnale di un affaticamento emotivo successivo a mesi di tensione, più che l’inizio di una vera e propria depressione. Dopo tanto tempo trascorso a “tenere sotto controllo” ansia e pensieri, il sistema nervoso può reagire con una fase di rallentamento e svuotamento, che può sembrare una perdita di vitalità.

Il consiglio, a questo punto, è di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per iniziare un percorso di sostegno che la aiuti a:

riconoscere e gestire i meccanismi che attivano la sua ansia;

elaborare la paura della ricaduta, che di per sé mantiene lo stato di allerta;

ritrovare un equilibrio emotivo più stabile, evitando di oscillare tra momenti di sollievo e fasi di tristezza profonda.

Nel frattempo, può aiutarla mantenere una routine regolare, evitare di rimuginare sul “perché sto così” e praticare attività che favoriscano il radicamento nel presente (sport, camminate, respirazione lenta).

Il fatto che lei riesca a stare bene in certi contesti dimostra che non ha perso la capacità di stare bene, ma che ha bisogno di comprendere meglio come gestire le condizioni che, in alcuni momenti, la fanno sentire in trappola. È un lavoro possibile e con ottime prospettive di miglioramento.

— Dott.ssa Sara Petroni
Dott.ssa Nicole Pisciali
Psicologo, Psicologo clinico
Teolo
Buongiorno,
quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto nella fascia d’età in cui si trova. Il fatto che lei voglia capire e intervenire prima che la situazione peggiori è già un segnale di consapevolezza importante.

Dal suo racconto emergono alcuni elementi chiave: episodi d’ansia che vanno e vengono da circa due anni, una progressiva trasformazione dell’ansia in senso di tristezza e vuoto,
periodi in cui sta bene (es. vacanza con amici) seguiti da ricadute al rientro.
Partiamo da un punto rassicurante: il fatto che lei sia stato 10 giorni completamente bene indica che il suo sistema emotivo sa funzionare bene. Questo è un dato molto importante. Significa che non si tratta di qualcosa di “irreversibile”, ma probabilmente di uno stato legato a fattori psicologici e situazionali.
Spesso l’ansia persistente, se non compresa e regolata, può portare a una fase successiva di affaticamento emotivo, che viene percepito come tristezza o apatia. È come se il sistema nervoso, dopo essere rimasto in allerta a lungo, si “abbassasse” di tono.
Il fatto che in vacanza sia stato bene può essere spiegato da diversi fattori, come maggiore stimolazione sociale, distrazione dai pensieri ricorrenti, meno tempo per rimuginare.
Quando è tornato a casa, probabilmente sono rientrati la routine e i pensieri anticipatori.

Il timore che diventi depressione è comprensibile, ma la paura in sé può aumentare l’ansia. Più che preoccuparsi di un’etichetta, è utile osservare la sua qualità del sonno, l'appetito, la motivazione, la capacità di provare piacere.
Se nota un calo persistente in queste aree per settimane, allora è opportuno chiedere un aiuto professionale.
Il consiglio concreto è quello di non aspettare che peggiori: un percorso psicologico breve può aiutarla a capire l’origine dell’ansia e del senso di tristezza.

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