Buongiorno,da circa un mese sono in cura da pisichiatra per ansia e attacchi di panico e sto seguend
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Buongiorno,da circa un mese sono in cura da pisichiatra per ansia e attacchi di panico e sto seguendo la cura farmacologica e sono anche in cura da una psicoterapeuta di zona dove già ho svolto 2 colloqui,mi sentivo un po meglio dopo un mese di cura e per 2 mattine col caldo ho lasciato la pastiglia e ieri ero in agitazione irrequieto mi sa che é ancora presto pur soffrendo il fatto di sentirmi giù fisicamente dovró continuare la cura poi piano piano con la psicoterapeuta valutiamo il tutto,tutto questo si è scatenato perché la mia compagna si è ammalata a febbraio di tumore ed è in cura al pascale di napoli e io lavoro al nord e sono solo..stanotte ho sognato sia la morte di mio padre che della mia compagna non so se sia normale o c'è qualcosa da valutare un vostro parere in merito grazie di ❤
Gentile Utente,
mi dispiace molto per la malattia della sua compagna. Comprendo facilmente quale ansia possa generarle, e non devono stupirci né gli episodi di panico né gli incubi, perché rappresentano il tentativo della sua mente di digerire una situazione tutt'altro che semplice. Mi sembra un'ottima scelta quella di rivolgersi ad uno psichiatra e uno psicoterapeuta; nel primo caso è importante che l'eventuale sospensione dei farmaci segua sempre il confronto con il medico che glieli ha prescritti, altrimenti si rischiano recrudescenze come quelle che ha descritto. Nel secondo caso, porti all'attenzione del suo terapeuta i sentimenti che prova e che stanno accompagnando lo stato di malattia della sua compagna, ad esempio i vissuti di solitudine, così come ha fatto con noi; la aspetta un periodo complesso ma affrontabile, seppur con comprensibile fatica, e il suo terapeuta potrà essere un valido alleato. Un caro augurio di buona fortuna
mi dispiace molto per la malattia della sua compagna. Comprendo facilmente quale ansia possa generarle, e non devono stupirci né gli episodi di panico né gli incubi, perché rappresentano il tentativo della sua mente di digerire una situazione tutt'altro che semplice. Mi sembra un'ottima scelta quella di rivolgersi ad uno psichiatra e uno psicoterapeuta; nel primo caso è importante che l'eventuale sospensione dei farmaci segua sempre il confronto con il medico che glieli ha prescritti, altrimenti si rischiano recrudescenze come quelle che ha descritto. Nel secondo caso, porti all'attenzione del suo terapeuta i sentimenti che prova e che stanno accompagnando lo stato di malattia della sua compagna, ad esempio i vissuti di solitudine, così come ha fatto con noi; la aspetta un periodo complesso ma affrontabile, seppur con comprensibile fatica, e il suo terapeuta potrà essere un valido alleato. Un caro augurio di buona fortuna
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Buongiorno, prosegua la cura con lo psichiatra e i colloqui con lo psicoterapeuta. Esponga loro pensieri, dubbi, considerazioni, preoccupazioni e rivolga loro anche questa Sua ultima importante domanda. Non sospenda sua sponte la terapia farmacologia, ma concordi sempre ogni variazione con lo psichiatra e gli si rivolga in tutta franchezza. È importante.
SM
SM
Buonasera. Da quello che scrive e sogna si percepisce grande preoccupazione ed angoscia. La invito caldamente sia a continuare la cura farmacologia sia il percorso di psicoterapia. Lei ha bisogno di essere sostenuto e di avere uno spazio dove esternare ed elaborare tutte queste emozioni complesse derivanti dal senso di solitudine e per la lontananza dalla sua compagna malata. Non demorda e le auguro di stare bene presto.
Gentile utente,
è comprensibile che, durante un periodo così emotivamente faticoso, stia sperimentando vissuti ansiosi intensi e incubi di questo tipo.
Prosegua nel prendersi cura di sè come sta già facendo. Il mio consiglio è di essere il più possibile paziente con se stesso e darsi tutto il tempo e gli strumenti per stare meglio.
Tuttavia, è fondamentale che segua la prescrizione del medico curante e che si rivolga a lui nel discutere eventuali sintomi collaterali, dubbi o rimostranze. Infatti, si tratta di farmaci con cui è sconsigliato fare di testa propria; perciò, anche nel caso in cui desiderasse smettere di prendere il farmaco, è necessario concordare con il medico un piano di riduzione graduale dello stesso. Vedrà ad ogni modo che insieme troverete una soluzione a riguardo.
Inoltre, l'effetto terapeutico degli antidepressivi non sostituisce il percorso che farà in terapia, ma può metterla in condizioni "sufficientemente buone" per poter attingere alle risorse necessarie al lavoro terapeutico stesso.
Cordialmente,
dott.ssa Eleonora Pinna
è comprensibile che, durante un periodo così emotivamente faticoso, stia sperimentando vissuti ansiosi intensi e incubi di questo tipo.
Prosegua nel prendersi cura di sè come sta già facendo. Il mio consiglio è di essere il più possibile paziente con se stesso e darsi tutto il tempo e gli strumenti per stare meglio.
Tuttavia, è fondamentale che segua la prescrizione del medico curante e che si rivolga a lui nel discutere eventuali sintomi collaterali, dubbi o rimostranze. Infatti, si tratta di farmaci con cui è sconsigliato fare di testa propria; perciò, anche nel caso in cui desiderasse smettere di prendere il farmaco, è necessario concordare con il medico un piano di riduzione graduale dello stesso. Vedrà ad ogni modo che insieme troverete una soluzione a riguardo.
Inoltre, l'effetto terapeutico degli antidepressivi non sostituisce il percorso che farà in terapia, ma può metterla in condizioni "sufficientemente buone" per poter attingere alle risorse necessarie al lavoro terapeutico stesso.
Cordialmente,
dott.ssa Eleonora Pinna
Buongiorno. Immaginando quanto possa desiderare di " salvare" tutto e tutti, oggi è importante riferirsi a chi sta cercando di "salvare" lei. Sicuramente non è semplice farsi aiutare, per davvero, ma.prosegua il lavoro che ha iniziato. Questo è l'unico suggerimento che umanamente mi sento di poter esprimere
Buongiorno! Credo che stia affrontando tutto nel modo migliore. Mi permetto di consigliarle di non interrompere o cambiare posologia dei farmaci se non dopo aver sentito il parere dello psichiatra. I suoi sogni rimangono tali e non mi sembrano anormali visto il periodo che sta affrontando. Potrebbe descriverli e lavorarci all'interno del suo percorso di psicoterapia. Saluti e in bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Valeria Randisi
Gent prosegua nel suo percorso di psicoterapia. I suoi sogni e i sintomi descritti esprimono profondi turbamenti. Lei sta proiettando all'esterno le sue insicurezze e sofferenze che potrebbero avere un'origine più remota
Lo psicoterapeuta la può aiutare ma è necessario che lei esprima i suoi dubbi. Cordiali saluti dott.ssa Maria Grazia Messaglia
Lo psicoterapeuta la può aiutare ma è necessario che lei esprima i suoi dubbi. Cordiali saluti dott.ssa Maria Grazia Messaglia
Buon pomeriggio, dalla sua descrizione lei già è seguito da professionisti, continui con loro il percorso appena cominciato ed esponga a loro i dubbi, domande che in questo momento delicato sta vivendo. Dott.ssa Troisi
Salve purtroppo penso che la malattia della sua compagna ha fatto da riattivatore del lutto paterno. Prosegua le terapie con i professionisti che la seguono. Se ha dei dubbi li esprima a loro che sapranno darle delle risposte.
Dott.ssa Milvia VERGINELLI
Dott.ssa Milvia VERGINELLI
Buongiorno caro utente
comprendo la sofferenza che sta provando e penso sia normale sentirsi addolorati per ciò che vive. La solitudine che sta vivendo a distanza di km dai suoi legami più stretti, potrebbe contribuire a farle sperimentare di nuovo dei sentimenti che ha già vissuto e riacutizzare vecchie ferite.
Sostenersi in questo momento così delicato invece di imporsi dei cambiamenti rapidi (come togliere il farmaco) significa prendersi cura di sè e darsi il tempo di far rimarginare la ferita.
Contatti i professionisti che la seguono e comunichi loro le sue difficoltà. Vedrà che andrà bene.
comprendo la sofferenza che sta provando e penso sia normale sentirsi addolorati per ciò che vive. La solitudine che sta vivendo a distanza di km dai suoi legami più stretti, potrebbe contribuire a farle sperimentare di nuovo dei sentimenti che ha già vissuto e riacutizzare vecchie ferite.
Sostenersi in questo momento così delicato invece di imporsi dei cambiamenti rapidi (come togliere il farmaco) significa prendersi cura di sè e darsi il tempo di far rimarginare la ferita.
Contatti i professionisti che la seguono e comunichi loro le sue difficoltà. Vedrà che andrà bene.
Caro utente, quello che mi sento di dirle è che spesso curare gli attacchi di panico usando anche le benzodiazepine può essere controproducente, poiché le rimane in testa il fatto che affronta l'ansia grazie al farmaco e non grazie a lei e alla gestione dei suoi pensieri disfunzionali. Le sedute di psicoterapia cognitivo comportamentale sono fondamentali per imparare a gestire l'attacco, passo dopo passo: insieme ai miei pazienti affrontiamo contemporaneamente i pensieri allo studio e facciamo esercizi fuori dallo studio, combattendo nel concreto e una volta per tutte i timori e le situazioni ansiogene. In bocca al lupo di cuore, anche alla compagna per la sua importante battaglia!
Gentile utente di mio dottore,
sicuramente sta attraversando un momento della difficile della sua vita. La malattia della sua compagna risulta esser sicuramente l'evento da cui molto probabilmente scaturisce il suo malessere.
Ha fatto benissimo nel consultare uno psichiatra ed allo stesso tempo ad iniziare un percorso di psicoterapia che possa supportarla in questo momento cosi difficile della sua vita. Prosegua pure, e vedrà che col tempo acquisirà gli strumenti necessari anche per poter fronteggiare questo momento cosi difficile della sua vita.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
sicuramente sta attraversando un momento della difficile della sua vita. La malattia della sua compagna risulta esser sicuramente l'evento da cui molto probabilmente scaturisce il suo malessere.
Ha fatto benissimo nel consultare uno psichiatra ed allo stesso tempo ad iniziare un percorso di psicoterapia che possa supportarla in questo momento cosi difficile della sua vita. Prosegua pure, e vedrà che col tempo acquisirà gli strumenti necessari anche per poter fronteggiare questo momento cosi difficile della sua vita.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, dato il periodo difficile che sta passando, sognare contenuti angosciosi e dolorosi è qualcosa di normale. Rafforzo la sua scelta di seguire sia una cura farmacologica che psicoterapeutica, ma mi permetto di sottolineare due aspetti importanti: prima di tutto, non sospenda mai i farmaci se non dietro prescrizione! E' molto importante che si attenga a quanto dice lo psichiatra. In seconda battuta, per vedere miglioramenti significativi e duraturi, è necessario che rimanga costante in psicoterapia, ci vuole tempo e pazienza! Ma vedrà che ansia e panico andranno sempre a diminuire, così come la sensazione di essere solo, donandole uno slancio maggiore nell'affrontare il dolore della malattia della sua compagnia. Persista che ha intrapreso la strada giusta! Un caro saluto
Gentile utente, intraprendere un percorso oncologico, sia da paziente che da caregiver, risulta essere sempre un viaggio complesso. Ha intrapreso la giusta strada cercando il giusto supporto, sia a livello farmacologico che psicologico. Come altri colleghi hanno fatto in precedenza, le suggerisco di non modificare la sua terapia farmacologica in modo autonomo. Il benessere e l'equilibrio in queste situazioni si possono trovare ma non si lasci prendere alla sprovvista da una ricaduta. Il percorso che vi troverete a vivere entrambi avrà bisogno di tutto il supporto necessario. Se posso permettermi, sottolineo l'ottima scelta di richiedere l'aiuto di un professionista. Non so se il professionista attuale fa parte dell'equipe oncologica che segue la sua compagna ma se le va provi ad informarsi sull'esistenza di una figura anche interna al percorso di cure, magari anche solo per fare il punto della situazioni insieme rispetto al percorso che entrambi state vivendo.
Buongiorno, ne parli in terapia per quanto riguarda il sogno; il suo terapeuta, sicuramente, la conosce più di me e dei colleghi di miodottore e saprà fornirle maggiori dettagli riguardo al contesto onirico (relativo al sogno). Ciò che, invece, emerge dalla descrizione del suo stato psicologico è una profonda angoscia che potrà essere guarita con un percorso psicoterapeutico accompagnato da quello farmacologico che deve sempre tenere sotto osservazione. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Gentile Utente, posso solo immaginare quanto possa essere faticoso affrontare la malattia della sua compagna a distanza. La lontananza a volte amplifica e rende tutto più faticoso. Sta mostrando molto coraggio e forza nell’aver riconosciuto la difficoltà che sta vivendo chiedendo aiuto, vedrà che la terapia diventerà una grande risorsa per lei e le permetterà di supportare la sua compagna, nonostante la distanza.
Un cordiale saluto
Un cordiale saluto
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Salve, mi spiace molto per la situazione che vive, credo abbia fatto la scelta giusta nel farsi seguire, prosegua con il suo percorso e saprà affrontare gli eventi della vita.
Saluti
Saluti
Buongiorno, dispiace quello che sta vivendo in questo periodo. La scelta di essere seguito dai professionisti che ha citato sembra ottima. Le domande che pone sono legittime e sicuramente chi la segue saprà darle risposte esaustive.
Cordiali saluti
dr.ssa Elena Santomartino
Cordiali saluti
dr.ssa Elena Santomartino
Comprendo profondamente il carico di solitudine e di angoscia che sta sostenendo; trovarsi lontano da casa, al Nord, mentre la propria compagna affronta una sfida così dura in un centro come il Pascale, mette a dura prova ogni risorsa emotiva. La sensazione di essere "solo" in questa battaglia è un peso che il corpo e la mente registrano, traducendolo spesso in quell'agitazione e in quell'irrequietezza che ha provato.
In merito alla cura farmacologica, è importante considerare che i farmaci per l'ansia e il panico necessitano di una continuità assoluta per permettere al sistema nervoso di stabilizzarsi. Interrompere l'assunzione, anche solo per pochi giorni, può provocare un "effetto rimbalzo", ovvero un ritorno acuto dei sintomi proprio perché la protezione biochimica viene meno improvvisamente. È del tutto normale che si senta ancora fragile: un mese è un tempo breve per elaborare un cambiamento di vita così radicale e doloroso. La stanchezza fisica che avverte è spesso il modo in cui il corpo scarica la tensione accumulata durante i periodi di massima allerta.
Per quanto riguarda i sogni che ha fatto, nella prospettiva della psicologia del profondo, il sogno non è una premonizione, ma una rappresentazione simbolica del nostro mondo interno. Sognare la morte di persone care — in particolare del padre, figura di protezione, e della compagna, centro del Suo affetto attuale — riflette probabilmente il Suo estremo timore di perdita e di impotenza. In questo momento, la malattia della Sua compagna ha riattivato una vulnerabilità profonda; sognare la morte può essere il modo in cui la Sua psiche tenta di "metabolizzare" l'angoscia della separazione e il peso della solitudine che vive ogni giorno al Nord.
È fondamentale che Lei continui a condividere questi vissuti e questi sogni con la Sua psicoterapeuta: sono "matrici" simboliche preziose per comprendere come la Sua identità stia reagendo a questo evento traumatico. Non si senta in colpa per la fatica che prova; sta attraversando un lutto anticipato e una distanza geografica che rendono tutto più faticoso. La cura farmacologica La sosterrà in questa fase di emergenza, mentre la parola in terapia La aiuterà, piano piano, a ricostruire un senso di vicinanza e di speranza nonostante la distanza.
C'è un momento particolare della Sua giornata lavorativa o del rientro a casa in cui sente che la mancanza di contatti e la solitudine diventano più difficili da sostenere?
Dottssa Giovanna Costanzo
In merito alla cura farmacologica, è importante considerare che i farmaci per l'ansia e il panico necessitano di una continuità assoluta per permettere al sistema nervoso di stabilizzarsi. Interrompere l'assunzione, anche solo per pochi giorni, può provocare un "effetto rimbalzo", ovvero un ritorno acuto dei sintomi proprio perché la protezione biochimica viene meno improvvisamente. È del tutto normale che si senta ancora fragile: un mese è un tempo breve per elaborare un cambiamento di vita così radicale e doloroso. La stanchezza fisica che avverte è spesso il modo in cui il corpo scarica la tensione accumulata durante i periodi di massima allerta.
Per quanto riguarda i sogni che ha fatto, nella prospettiva della psicologia del profondo, il sogno non è una premonizione, ma una rappresentazione simbolica del nostro mondo interno. Sognare la morte di persone care — in particolare del padre, figura di protezione, e della compagna, centro del Suo affetto attuale — riflette probabilmente il Suo estremo timore di perdita e di impotenza. In questo momento, la malattia della Sua compagna ha riattivato una vulnerabilità profonda; sognare la morte può essere il modo in cui la Sua psiche tenta di "metabolizzare" l'angoscia della separazione e il peso della solitudine che vive ogni giorno al Nord.
È fondamentale che Lei continui a condividere questi vissuti e questi sogni con la Sua psicoterapeuta: sono "matrici" simboliche preziose per comprendere come la Sua identità stia reagendo a questo evento traumatico. Non si senta in colpa per la fatica che prova; sta attraversando un lutto anticipato e una distanza geografica che rendono tutto più faticoso. La cura farmacologica La sosterrà in questa fase di emergenza, mentre la parola in terapia La aiuterà, piano piano, a ricostruire un senso di vicinanza e di speranza nonostante la distanza.
C'è un momento particolare della Sua giornata lavorativa o del rientro a casa in cui sente che la mancanza di contatti e la solitudine diventano più difficili da sostenere?
Dottssa Giovanna Costanzo
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