Buongiorno chiedo un consulto psicologico..... sono un papa di 50 anni due bimbi 8 e 4 anni separato
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Buongiorno chiedo un consulto psicologico..... sono un papa di 50 anni due bimbi 8 e 4 anni separato da 2 anni .... per scelta sua, ma alla fine non ci siamo mai separati nel senso che ci vediamo di frequentiamo ci sentiamo sempre ma ognuno dorme a casa sua ... so che puo' sembrare assurda come cosa ma e' cosi ... io ovviamente ritornerei con mia moglie sono stato seguito da una psicologa per 6 mesi purtroppo per problemi economici non potevo piu' andarci.... la mia ex (moglie ) invece e' seguita da una collega a.s.l.... ho provato in tanti modi a farla ragionare a dimostrarmi assertivo cambiato ... ma il tornare sotto lo stesso tetto non riesco proprio a convincerla anzi piu' lo chiedo e certe volte sembra tirarsi indietro... credetemi per me non e' facile e come una danza certe volte si fanno 2 passi avanti e 3 indietro... lei mi dice puo' essere un momento ecc ecc ecc ... non riesco ad immaginarti fuori dalla mia vita..... purtroppo lei ha un rapporto conflittuale con sua madre (ex suocera)... dove spesso a causa del lavoro lascia le mie bimbe e sembra quasi che la nonna abbia il ruolo di mamma e lei sia rimasta figlia. non ci sono terze persone da parte di entrambi e nessuno di noi due ha intenzione di cercarsele per sfuggire a questa situazione ... pero' credetemi per me che la amo e' veramente difficile accettare tutto questo . ... sembra piu una crisi di coppia gestita male .... ho provato a sparire per un po' ma massino 6 ore mi arriva un sms che fai? tutto bene? e purtroppo non riesco neache a troncare starei molto peggio....scusate lo sfogo buon lavoro a tutti
Buongiorno,
la situazione che descrivi è sicuramente complessa e carica di emozioni contrastanti. Da un lato, c'è il desiderio di ricostruire la relazione con la sua ex moglie, dall'altro sembra esserci una dinamica che mantiene entrambi in una sorta di limbo, senza una vera separazione ma neanche una riconciliazione completa.
Il fatto che non ci siano terze persone coinvolte e che ci sia ancora una comunicazione costante tra voi due può alimentare questa ambiguità, rendendo difficile sia andare avanti insieme sia separarsi definitivamente. È comprensibile che questa condizione sia fonte di sofferenza, soprattutto per lei che prova ancora un forte sentimento nei confronti della sua ex moglie.
Le difficoltà nel convincerla a tornare a vivere insieme potrebbero derivare da diversi fattori, tra cui il suo personale bisogno di spazio, il rapporto con la madre e la sua attuale elaborazione della separazione. A volte, quando si cerca di "far ragionare" una persona affinché prenda una decisione che noi desideriamo, il risultato può essere opposto, portandola a ritirarsi ancora di più.
In questi casi, potrebbe essere utile esplorare con uno specialista le dinamiche della relazione e capire come affrontare al meglio questa fase della sua vita. Un supporto psicologico mirato potrebbe aiutarla a gestire le sue emozioni e a trovare strategie efficaci per affrontare la situazione in modo più sereno.
Rivolgersi a uno psicologo specializzato potrebbe offrirle strumenti utili per comprendere meglio il legame che vi unisce e valutare con maggiore chiarezza quali siano le possibilità reali per il futuro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrivi è sicuramente complessa e carica di emozioni contrastanti. Da un lato, c'è il desiderio di ricostruire la relazione con la sua ex moglie, dall'altro sembra esserci una dinamica che mantiene entrambi in una sorta di limbo, senza una vera separazione ma neanche una riconciliazione completa.
Il fatto che non ci siano terze persone coinvolte e che ci sia ancora una comunicazione costante tra voi due può alimentare questa ambiguità, rendendo difficile sia andare avanti insieme sia separarsi definitivamente. È comprensibile che questa condizione sia fonte di sofferenza, soprattutto per lei che prova ancora un forte sentimento nei confronti della sua ex moglie.
Le difficoltà nel convincerla a tornare a vivere insieme potrebbero derivare da diversi fattori, tra cui il suo personale bisogno di spazio, il rapporto con la madre e la sua attuale elaborazione della separazione. A volte, quando si cerca di "far ragionare" una persona affinché prenda una decisione che noi desideriamo, il risultato può essere opposto, portandola a ritirarsi ancora di più.
In questi casi, potrebbe essere utile esplorare con uno specialista le dinamiche della relazione e capire come affrontare al meglio questa fase della sua vita. Un supporto psicologico mirato potrebbe aiutarla a gestire le sue emozioni e a trovare strategie efficaci per affrontare la situazione in modo più sereno.
Rivolgersi a uno psicologo specializzato potrebbe offrirle strumenti utili per comprendere meglio il legame che vi unisce e valutare con maggiore chiarezza quali siano le possibilità reali per il futuro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Buon pomeriggio,
purtroppo pur comprendendo tutto ciò che lei ha descritto, non vedo altra soluzione che intraprendere nuovamente un percorso di psicoterapia che potrebbe aiutare e portare alla risoluzione del problema o ad una sana accettazione dello stesso. Non é un risultato prevedibile.
Le auguro di prendere la migliore decisione per tutti voi rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti,
Dott.ssa Loretta Cavazzini
purtroppo pur comprendendo tutto ciò che lei ha descritto, non vedo altra soluzione che intraprendere nuovamente un percorso di psicoterapia che potrebbe aiutare e portare alla risoluzione del problema o ad una sana accettazione dello stesso. Non é un risultato prevedibile.
Le auguro di prendere la migliore decisione per tutti voi rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti,
Dott.ssa Loretta Cavazzini
Buongiorno, rispondo al suo "sfogo" anche se non so quando lo ha inviato e per questo mi scuso in anticipo qualora avesse già risolto il problema.
Ovviamente le posso dare qualche suggerimento solo sulla base di quanto ha scritto. Mi sembra di capire che la sua richiesta sarebbe sapere come può convincere sua moglie a tornare sui suoi passi. Posso immaginare che sua moglie abbia preso la decisione di separarsi per proprie convinzioni e motivazioni e che non sia stata una scelta facile. Quello che posso immaginare è un meccanismo di questo tipo: sua moglie ha elaborato una idea per cui stare separati almeno in questo momento è meglio che stare insieme; agisce sulla base di questa idea; ogni volta che lei tenta di convincerla a tornare sui suoi passi, sua moglie dovrà difendere l'idea che ha portato a separarsi e convincersi che è la strada giusta, rinforzando la sua posizione.
Anche se immagino sia l'unica cosa che non voleva sentirsi dire forse la strada migliore è non forzare e darle spazio, sapendo che se non insiste non da a sua moglie l'occasione per difendere la propria idea a favore della separazione. Se è difficile non insistere provi a pensare che ogni volta che cerca di convincerla le sta dando l'occasione per rimanere ferma nella propria idea.
spero di esserle stata anche solo un poco d'aiuto e in ogni caso: in bocca al lupo
Ovviamente le posso dare qualche suggerimento solo sulla base di quanto ha scritto. Mi sembra di capire che la sua richiesta sarebbe sapere come può convincere sua moglie a tornare sui suoi passi. Posso immaginare che sua moglie abbia preso la decisione di separarsi per proprie convinzioni e motivazioni e che non sia stata una scelta facile. Quello che posso immaginare è un meccanismo di questo tipo: sua moglie ha elaborato una idea per cui stare separati almeno in questo momento è meglio che stare insieme; agisce sulla base di questa idea; ogni volta che lei tenta di convincerla a tornare sui suoi passi, sua moglie dovrà difendere l'idea che ha portato a separarsi e convincersi che è la strada giusta, rinforzando la sua posizione.
Anche se immagino sia l'unica cosa che non voleva sentirsi dire forse la strada migliore è non forzare e darle spazio, sapendo che se non insiste non da a sua moglie l'occasione per difendere la propria idea a favore della separazione. Se è difficile non insistere provi a pensare che ogni volta che cerca di convincerla le sta dando l'occasione per rimanere ferma nella propria idea.
spero di esserle stata anche solo un poco d'aiuto e in ogni caso: in bocca al lupo
Buonasera, la condizione che descrive è senz'altro molto dolorosa. Ha provato a proporre a sua moglie una terapia di coppia? Può servire a chiarire in modo definitivo questa situazione in cui non riuscite a separarvi ma neanche a stare insieme. In bocca al lupo!
Gentile signore,
La ringrazio per aver condiviso questa storia così intima e complessa. Il suo racconto restituisce un quadro di una famiglia che, pur separata formalmente, mantiene legami profondi e interconnessi. Osservo un sistema familiare che sta attraversando una fase di ridefinizione, dove i confini relazionali appaiono sfumati ma non completamente interrotti. La vostra "separazione non separazione" sembra essere un tentativo di mantenere una continuità relazionale, probabilmente a tutela dei figli.
L'ideale sarebbe certamente una terapia di coppia, che consentirebbe di esplorare congiuntamente le dinamiche relazionali. Tuttavia, anche un iniziale percorso individuale è utile perché le permetterebbe di acquisire strumenti e consapevolezza.
Il suo desiderio di ricongiungersi trova resistenza in dinamiche che necessitano di essere ascoltate e comprese. La relazione conflittuale con la suocera e il ruolo della nonna nella cura delle bambine sembrano essere elementi chiave da esplorare.
Comprendendo la difficoltà economica che le ha impedito di proseguire un percorso psicologico, sono disponibile a venirle incontro con modalità di supporto flessibili. Credo fermamente che il benessere psicologico sia un diritto, soprattutto quando coinvolge sistemi familiari complessi come il suo.
Un percorso di terapia sistemico-relazionale potrebbe aiutarla a:
- Comprendere i meccanismi relazionali attuali
- Ridefinire ruoli e confini familiari
- Esplorare le dinamiche che ostacolano il ricongiungimento
- Supportare una genitorialità condivisa e serena
Le propongo un primo colloquio conoscitivo, durante il quale potremo valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze, con attenzione alle sue risorse economiche.
Il mio obiettivo è accompagnarla in questo processo di ri-connessione familiare.
Se desidera approfondire, sono disponibile per un colloquio. Cordiali saluti
Dott.ssa Elin Miroddi
La ringrazio per aver condiviso questa storia così intima e complessa. Il suo racconto restituisce un quadro di una famiglia che, pur separata formalmente, mantiene legami profondi e interconnessi. Osservo un sistema familiare che sta attraversando una fase di ridefinizione, dove i confini relazionali appaiono sfumati ma non completamente interrotti. La vostra "separazione non separazione" sembra essere un tentativo di mantenere una continuità relazionale, probabilmente a tutela dei figli.
L'ideale sarebbe certamente una terapia di coppia, che consentirebbe di esplorare congiuntamente le dinamiche relazionali. Tuttavia, anche un iniziale percorso individuale è utile perché le permetterebbe di acquisire strumenti e consapevolezza.
Il suo desiderio di ricongiungersi trova resistenza in dinamiche che necessitano di essere ascoltate e comprese. La relazione conflittuale con la suocera e il ruolo della nonna nella cura delle bambine sembrano essere elementi chiave da esplorare.
Comprendendo la difficoltà economica che le ha impedito di proseguire un percorso psicologico, sono disponibile a venirle incontro con modalità di supporto flessibili. Credo fermamente che il benessere psicologico sia un diritto, soprattutto quando coinvolge sistemi familiari complessi come il suo.
Un percorso di terapia sistemico-relazionale potrebbe aiutarla a:
- Comprendere i meccanismi relazionali attuali
- Ridefinire ruoli e confini familiari
- Esplorare le dinamiche che ostacolano il ricongiungimento
- Supportare una genitorialità condivisa e serena
Le propongo un primo colloquio conoscitivo, durante il quale potremo valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze, con attenzione alle sue risorse economiche.
Il mio obiettivo è accompagnarla in questo processo di ri-connessione familiare.
Se desidera approfondire, sono disponibile per un colloquio. Cordiali saluti
Dott.ssa Elin Miroddi
Buonasera, avete provato a fare una consulenza di coppia? Scrive lei stesso "sembra piu una crisi di coppia gestita male" questo potrebbe dire che è rimasto molto in sospeso, il legame intimo sembrerebbe non chiuso in modo armonico. Un obiettivo dello spazio terapeutico della coppia potrebbe essere quello di aiutarvi a ritrovare UN equilibrio, che non è detto sia quello precedente, ma uno diverso, che solo voi due potrete costruire nel "terzo spazio"di un consulto di coppia, dove potrete sperimentare comunicazione e fiducia alternative, e questo potrebbe risultare favorevole a voi, alle vostre emozioni, alle vostre persone e relazioni affettive, a prescindere se tornerete insieme. Cordialità
Gentile utente, posso solo immaginare la fatica e la complessità della situazione. Credo che le questioni siano molto complesse ed articolate. lei e sua moglie avete mai valutato un percorso di coppia che vi possa aiutare a comprendere cosa accada e a comunicare i vostri pensieri, vissuti ed emozioni. Rimango a disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Capisco quanto possa essere difficile la situazione che stai vivendo. Essere in una sorta di "limbo" emotivo, dove la relazione con tua moglie è incerta e ambigua, può essere veramente estenuante. Anche se non vivete più sotto lo stesso tetto, la costante interazione e la confusione tra il passato e il presente non ti permettono di fare chiarezza su cosa desideri veramente. Inoltre, il tuo amore per lei ti spinge a voler rimettere insieme la famiglia, ma la sua indecisione e la situazione complessa con sua madre sembrano essere ostacoli difficili da superare.
A volte, il tentativo di risolvere una crisi di coppia con richieste di tornare insieme può generare ulteriore resistenza, specie quando la persona coinvolta non ha ancora elaborato del tutto la decisione presa o non si sente pronta. Mi sembra che ci sia una certa difficoltà nel trovare un equilibrio tra ciò che desideri e la realtà che si sta creando, un tira e molla che ti lascia con la sensazione di non riuscire mai a fare un passo definitivo. In queste situazioni, può essere utile cercare di concentrarsi su di sé, proprio come avevi iniziato a fare con la psicologa, per fare chiarezza sui propri bisogni, desideri e limiti. Lavorare su di sé non significa "smettere di amare" l’altra persona, ma piuttosto rendersi conto di cosa ci si aspetta da una relazione sana e cosa si è disposti a tollerare o accettare.
Inoltre, se la situazione con tua moglie ti pesa emotivamente, potrebbe essere utile avere un altro spazio di consulenza psicologica per riuscire a gestire meglio le emozioni e il conflitto interno che provi. A volte, parlare con un professionista ti aiuta anche a prendere decisioni più consapevoli e a non vivere la situazione in modo così dilatato nel tempo. Rispetto al rapporto con tua suocera e la percezione che la tua ex moglie ha riguardo al suo ruolo di madre, potrebbe esserci una questione irrisolta di autonomia e di confini familiari. Questi temi potrebbero beneficiare di un'analisi più approfondita da parte di una figura professionale, magari in un percorso di coppia o di consulenza familiare.
Un saluto
Dott.ssa Noretta Lazzeri
A volte, il tentativo di risolvere una crisi di coppia con richieste di tornare insieme può generare ulteriore resistenza, specie quando la persona coinvolta non ha ancora elaborato del tutto la decisione presa o non si sente pronta. Mi sembra che ci sia una certa difficoltà nel trovare un equilibrio tra ciò che desideri e la realtà che si sta creando, un tira e molla che ti lascia con la sensazione di non riuscire mai a fare un passo definitivo. In queste situazioni, può essere utile cercare di concentrarsi su di sé, proprio come avevi iniziato a fare con la psicologa, per fare chiarezza sui propri bisogni, desideri e limiti. Lavorare su di sé non significa "smettere di amare" l’altra persona, ma piuttosto rendersi conto di cosa ci si aspetta da una relazione sana e cosa si è disposti a tollerare o accettare.
Inoltre, se la situazione con tua moglie ti pesa emotivamente, potrebbe essere utile avere un altro spazio di consulenza psicologica per riuscire a gestire meglio le emozioni e il conflitto interno che provi. A volte, parlare con un professionista ti aiuta anche a prendere decisioni più consapevoli e a non vivere la situazione in modo così dilatato nel tempo. Rispetto al rapporto con tua suocera e la percezione che la tua ex moglie ha riguardo al suo ruolo di madre, potrebbe esserci una questione irrisolta di autonomia e di confini familiari. Questi temi potrebbero beneficiare di un'analisi più approfondita da parte di una figura professionale, magari in un percorso di coppia o di consulenza familiare.
Un saluto
Dott.ssa Noretta Lazzeri
Gentile Utente,
Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e confusa per lei. Da quello che racconta, sembra che si trovi in una relazione sospesa, dove l’amore è ancora presente, ma manca una chiarezza rispetto alla direzione da prendere. Questa sorta di "danza" di avvicinamenti e allontanamenti, con la speranza di ricostruire ma senza mai tornare pienamente insieme, può generare una grande sofferenza, soprattutto perché lei prova ancora sentimenti profondi per la sua ex moglie.
Mi sembra importante riconoscere anche il ruolo delle dinamiche familiari, come il rapporto conflittuale che sua ex moglie ha con la madre, che potrebbe influenzare le sue difficoltà nel trovare una propria stabilità come compagna e madre. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, la sua esitazione nel tornare a vivere insieme, forse per paura di perdere un equilibrio che, seppur precario, le dà una certa sicurezza.
Anche se per motivi economici non ha potuto proseguire il suo percorso psicologico, potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi a servizi pubblici, come consultori familiari o centri di supporto psicologico a tariffe agevolate, dove può ricevere un aiuto per gestire questa situazione. Potrebbe anche considerare la possibilità di proporre una terapia di coppia, se la sua ex moglie fosse disposta: potrebbe essere uno spazio neutro in cui esplorare insieme cosa vi tiene uniti e cosa invece vi allontana.
Le mando un grande incoraggiamento.
Dott.ssa Maria Elena Rossler
Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e confusa per lei. Da quello che racconta, sembra che si trovi in una relazione sospesa, dove l’amore è ancora presente, ma manca una chiarezza rispetto alla direzione da prendere. Questa sorta di "danza" di avvicinamenti e allontanamenti, con la speranza di ricostruire ma senza mai tornare pienamente insieme, può generare una grande sofferenza, soprattutto perché lei prova ancora sentimenti profondi per la sua ex moglie.
Mi sembra importante riconoscere anche il ruolo delle dinamiche familiari, come il rapporto conflittuale che sua ex moglie ha con la madre, che potrebbe influenzare le sue difficoltà nel trovare una propria stabilità come compagna e madre. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, la sua esitazione nel tornare a vivere insieme, forse per paura di perdere un equilibrio che, seppur precario, le dà una certa sicurezza.
Anche se per motivi economici non ha potuto proseguire il suo percorso psicologico, potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi a servizi pubblici, come consultori familiari o centri di supporto psicologico a tariffe agevolate, dove può ricevere un aiuto per gestire questa situazione. Potrebbe anche considerare la possibilità di proporre una terapia di coppia, se la sua ex moglie fosse disposta: potrebbe essere uno spazio neutro in cui esplorare insieme cosa vi tiene uniti e cosa invece vi allontana.
Le mando un grande incoraggiamento.
Dott.ssa Maria Elena Rossler
Caro utente, nel leggere le sue parole, scritte di getto e da cui trapela tutta l'ansia nel vivere in questo limbo, lei ha fatto cenno a "terapia di coppi". In effetti la domanda mi è sorta spontanea: come mai, prima della separazione fisica e prima di farvi seguire entrambi, ma separatamente, da un collega, non avete pensato di intraprendere un percorso di coppia?
spesso le coppie non si riescono a separare, ci si trova in una situazione emotivamente complessa e difficile da gestire. Le ragioni per cui le persone possono avere difficoltà a separarsi, possono essere varie e includere paura della solitudine, attaccamento emotivo, abitudine, impegni familiari o sociali, o il senso di colpa nei confronti dell'altro partner.
Ecco alcune riflessioni e passi pratici che potrebbero aiutare a fare chiarezza sulla situazione e prendere decisioni più consapevoli (sapendo benissimo che così come ogni individuo anche ogni coppia è unica nelle sue caratteristiche):
1. **Riconoscere i propri sentimenti**:
2. **Lavorare sulle proprie paure**:
3.**Considerare le ragioni più profonde della difficoltà**:
Spesso, anche quando l'amore romantico finisce, si resta legati alla persona per motivi di attaccamento, routine, o dipendenza emotiva. L’attaccamento non si dissolve facilmente e può rendere la separazione difficile, ma è possibile sviluppare una maggiore indipendenza emotiva con il tempo.
E' sempre fondamentale cercare supporto professionale soprattutto a fronte della presenza dei bimbi:
- Terapia di coppia: Se entrambi i partner sono disposti, la terapia di coppia può essere utile per affrontare le difficoltà relazionali e esplorare se esiste ancora un terreno comune su cui ricostruire la relazione o se la separazione è davvero la scelta migliore.
- Supporto individuale: Se una separazione sembra inevitabile, ma si ha difficoltà a fare il passo, il supporto di un terapeuta individuale può aiutare ad esplorare e comprendere i propri sentimenti, le paure e i blocchi emotivi, oltre a fornire strategie per affrontare il cambiamento.
Ecco alcune riflessioni e passi pratici che potrebbero aiutare a fare chiarezza sulla situazione e prendere decisioni più consapevoli (sapendo benissimo che così come ogni individuo anche ogni coppia è unica nelle sue caratteristiche):
1. **Riconoscere i propri sentimenti**:
2. **Lavorare sulle proprie paure**:
3.**Considerare le ragioni più profonde della difficoltà**:
Spesso, anche quando l'amore romantico finisce, si resta legati alla persona per motivi di attaccamento, routine, o dipendenza emotiva. L’attaccamento non si dissolve facilmente e può rendere la separazione difficile, ma è possibile sviluppare una maggiore indipendenza emotiva con il tempo.
E' sempre fondamentale cercare supporto professionale soprattutto a fronte della presenza dei bimbi:
- Terapia di coppia: Se entrambi i partner sono disposti, la terapia di coppia può essere utile per affrontare le difficoltà relazionali e esplorare se esiste ancora un terreno comune su cui ricostruire la relazione o se la separazione è davvero la scelta migliore.
- Supporto individuale: Se una separazione sembra inevitabile, ma si ha difficoltà a fare il passo, il supporto di un terapeuta individuale può aiutare ad esplorare e comprendere i propri sentimenti, le paure e i blocchi emotivi, oltre a fornire strategie per affrontare il cambiamento.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d’ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera. Immagino quanto possa essere faticoso gestire una relazione così complessa. Mi trova concorde nella sua ipotesi di una crisi di coppia non ben gestita. Mi è sembrato di comprendere che ognuno ha seguito/segue un percorso psicologico individuale, avete provato a riflettere sulla possibilità di un percorso di coppia? Per quanto ce la si metta tutta a capirsi, a volte è necessario rivedere, rileggere la propria storia personale /di coppia sotto altro punti di vista, supportati da un professionista che in maniera neutra guida il paziente (quindi anche la coppia) verso letture più funzionali e sane delle risorse e dei problemi, allo scopo di raggiungere un nuovo equilibrio personale/di coppia. Vi auguro di poter trovare la vostra strada. Un caro saluto.
Buongiorno, sentirsi di non aver scelta o via di uscita non è una cosa piacevole. Ma a volte provare la strada più coerente con ciò che sentiamo ci fa sentire meglio.
Un percorso psicoterapeutico o un supporto psicologico aiuterebbe a darle questa possibilità di scegliere.
Un percorso psicoterapeutico o un supporto psicologico aiuterebbe a darle questa possibilità di scegliere.
buonasera, credo che in questo caso sarebbero utili delle seduta di coppia che vi aiutino a definirvi. sembrerebbe una separazione impossibile e un tira e molla che non fa stare bene entrambi, uno psicoterapeuta di coppia vi potrebbe sicuramente aiutare
Buongiorno, da quello che racconta, la sua situazione sembra essere caratterizzata da una forte ambivalenza emotiva e relazionale: da un lato, lei desidera ricostruire la coppia e tornare a una convivenza stabile; dall'altro, sua moglie mantiene un legame stretto con lei, ma senza compiere il passo della riunificazione. Questa “danza” di avvicinamento e allontanamento, come giustamente la definisce, può essere faticosa e frustrante, specialmente perché lei prova ancora un forte sentimento d'amore. Dal punto di vista sistemico-familiare, è possibile che ci siano dinamiche più profonde che influenzano la situazione, come il rapporto conflittuale di sua moglie con la madre. Il fatto che la nonna abbia un ruolo quasi materno con le bambine e che sua moglie “rimanga figlia” potrebbe indicare un'irrisolta dipendenza affettiva o una difficoltà a definire chiaramente i confini tra le generazioni. Questa dinamica può rendere più difficile per lei trovare un posto chiaro come partner e non solo come padre. Alcuni spunti di riflessione e suggerimenti pratici: 1. **Qual è il significato della separazione per sua moglie?** – Seppur non siate formalmente tornati insieme, lei continua a cercarla e a mantenere un legame stretto. Potrebbe esserci un bisogno di sicurezza o paura di una rottura definitiva. Ha mai provato a chiedere apertamente cosa significa per lei questa situazione?
Capisco quanto questa situazione sia dolorosa per lei. Il legame persiste, ma la distanza mantiene un equilibrio precario. Invece di cercare di convincerla, potrebbe essere utile comprendere cosa la trattiene davvero.
Si chieda: quanto questa attesa sta influenzando la mia serenità? Ridefinire i confini del vostro rapporto potrebbe aiutarla a tutelare il suo benessere e a capire se può restare in questa situazione senza perdere sé stesso. Le auguro una buona serata. Dr.ssa Olimpia Miraglia
Si chieda: quanto questa attesa sta influenzando la mia serenità? Ridefinire i confini del vostro rapporto potrebbe aiutarla a tutelare il suo benessere e a capire se può restare in questa situazione senza perdere sé stesso. Le auguro una buona serata. Dr.ssa Olimpia Miraglia
Buongiorno, avete considerato l'opportunità di intraprendere un percorso di terapia di coppia? un terapeuta di coppia è la figura professionale che vi supporta nella gestione dei conflitti, vi aiuta a migliorare la comunicazione e a scegliere il meglio per entrambi. Se lei ha necessità di proseguire un percorso individuale con uno psicologo(utile da svolgere in parallelo con il percorso di coppia) può rivolgersi al consultorio che le garantisce un pacchetto di incontri, utili per sostenerla in questo periodo particolare. La invito a prendersi cura di sé in modo da poter fare le scelte giuste. Cordiali saluti
Dalle sue parole traspare tutta la sua difficoltà di questa situazione, di questa vostra relazione. Si per quanto atipica è pur sempre una relazione. Non riuscite a stare insieme nè a separarvi. Il mio consiglio è di affrontare il tutto con una psicoterapia di coppia.
Dott.ssa Silvia Goretti
Dott.ssa Silvia Goretti
Buon pomeriggio,
spiacente per la situazione che vive. Le relazioni possono essere complicate in alcuni momenti. Crepo possa essere utile approfondire quali elementi alimentino la danza di cui parla e valutare se intervenire in due oppure singolarmente.
Per cui quello che posso dirLe, dato il contesto, è di riprendere un supporto individuale oppure, se condiviso, uno spazio di coppia per approfondire sia il quadro che l'intervento.
Un saluto
spiacente per la situazione che vive. Le relazioni possono essere complicate in alcuni momenti. Crepo possa essere utile approfondire quali elementi alimentino la danza di cui parla e valutare se intervenire in due oppure singolarmente.
Per cui quello che posso dirLe, dato il contesto, è di riprendere un supporto individuale oppure, se condiviso, uno spazio di coppia per approfondire sia il quadro che l'intervento.
Un saluto
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