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Esperienze

Sono una psicologa e psicoterapeuta specializzata in "Psicoterapia Cognitivo comportamentale ad approccio Breve Strategico", un approccio efficace e focalizzato sulla risoluzione dei problemi in tempi relativamente brevi. Integro anche tecniche della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, ma soprattutto mi adatto alle esigenze specifiche di ogni persona, perché credo che ogni individuo sia unico e meriti un percorso su misura.

Le mie aree di intervento:
- Difficoltà relazionali e di comunicazione (coppia, famiglia, lavoro)
- Ansia e attacchi di panico**
- Disturbi alimentari
- Gestione delle emozioni e crescita personale

Lavoro esclusivamente con adulti (maggiorenni) e offro un ambiente accogliente e non giudicante, in cui poterti sentire libero/a di esplorare le tue difficoltà e trovare insieme le soluzioni più adatte a te.

Il mio approccio:
La Psicoterapia Breve Strategica si concentra su obiettivi concreti e misurabili, aiutandoti a superare i blocchi che ti impediscono di vivere serenamente. Utilizzo tecniche mirate per interrompere i circoli viziosi che mantengono il problema, favorendo un cambiamento rapido ed efficace.

Credo fortemente nell’importanza di creare un’alleanza terapeutica basata sulla fiducia e sul rispetto, in cui tu ti senta sostenuto/a e compreso/a.

Perché scegliere me?
- Professionalità e competenza: anni di formazione ed esperienza nel campo della psicoterapia.
- Flessibilità: mi adatto alle tue esigenze, senza schemi rigidi.
- Risultati concreti: lavoro per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi in modo efficace e duraturo.

Se stai vivendo un momento di difficoltà o semplicemente desideri migliorare alcuni aspetti della tua vita, non esitare a contattarmi. Insieme possiamo trovare la strada per ritrovare il tuo benessere.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia breve strategica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia del lavoro

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Adulti

Tipologia di visite

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Prestazioni e prezzi

  • Primo colloquio individuale

    Prestazione gratuita

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Consulenza online


  • Psicoterapia

    60 €

  • Psicoterapia individuale

    60 €

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051 952...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Via Guerrazzi 11, Bologna 40125

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Studio Dedalus

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5 recensioni

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  • G

    Davvero professionale e di grande aiuto dall'inizio alla fine del percorso.

     • Studio Dedalus psicoterapia individuale  • 

  • L

    Ho contattato Roberta durante un periodo di blocco mentale che mi impediva di finire la mia tesi di laurea. Ho deciso di affrontare questo percorso perché sebbene potesse sembrare un problema minore, per me era diventato una vera e propria fonte di ansia e frustrazione.
    Prima di iniziare questo percorso ci ho pensato molto, soprattutto perché avevo paura di essere giudicata. Tuttavia, sin dal primo incontro, mi sono sentita subito estremamente a mio agio. Roberta è molto empatica ed è riuscita fin da subito a creare un posto sicuro nel quale potevo esprimermi senza mai sentirmi giudicata. Grazie a lei ho capito quali fossero le origini della mia ansia, che andavano oltre la semplice difficoltà di scrivere. Adesso ho più consapevolezza di me stessa e riesco a gestire meglio le mie emozioni e soprattutto a non farmi sopraffare dalle difficoltà.
    Consiglio vivamente la Dottoressa Roberta a chiunque stia affrontando una difficoltà simile, grande o piccola che sia.

     • Studio Dedalus psicoterapia individuale  • 

  • G

    Vi sono momenti nella vita in cui tutto sembra andare storto, come se tutti i nodi (tra cui errori e inadempienze) venissero di colpo al pettine. E allora vorresti mollare tutto.
    Poi trovi chi è in grado di ascoltarti, e ti sembra strano che qualcuno ti ascolti veramente, senza elogiarti o criticarti. E ti viene spiegato che la strada giusta non te la devono indicare gli altri, e nemmeno gli eventi (per quanto tumultuosamente importanti), ma la devi imboccare da solo. In sintesi, avere qualcuno al tuo fianco, né davanti né dietro. Grazie a Roberta.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico  • 

  • G

    Terapia efficace, la dottoressa è molto empatica e professionale e riesce sempre a metterti a tuo agio dandoti la possibilità di esprimerti senza farti sentire giudicato. Mi sento di consigliarla caldamente a tutti coloro che sentono il bisogno di un supporto.

     • Studio di Psicologia psicoterapia  • 

  • C

    Ho avuto il piacere di rivolgermi a Roberta in un momento delicato della mia vita, e non avrei potuto fare scelta migliore. Fin dal primo incontro, mi sono sentita accolta, ascoltata e compresa in un ambiente sicuro e privo di giudizi.

    La sua empatia, professionalità e capacità di guidarmi nella comprensione di me stessa hanno fatto una grande differenza nel mio percorso. Ogni seduta è stata un'opportunità per riflettere, acquisire nuovi strumenti e affrontare le difficoltà con una prospettiva diversa.

    Consiglio vivamente la dottoressa Ceccarelli a chiunque cerchi un supporto psicologico competente e umano. Grazie al suo aiuto, ho ritrovato maggiore serenità e fiducia in me stessa.

     • Studio Dedalus psicoterapia  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, affronto da 1 anno e mezzo una relazione malsana. Ci siamo lasciati già due volte nel corso del tempo. La persona in questione non ammette mai gli errori , è rabbioso e affibia le sue reazioni alle cose che gli dico. Si discutere per ogni cosa , è rabbioso , si litiga anche per una scemenza . Costantemente vengo dipinta come la ragazza peggiore sulla faccia della terra e ogni minima cosa diventa un problema enorme , con tanto di parole brutte , denigratorie , mi affibia addirittura patologie , dice che lo manipolo ( perché gli dico dove sbaglia) e lo svaluto , quando in realtà ha atteggiamenti gravi in una relazione . Per avergli chiesto il motivo per cui aveva un anello in casa ( mai visto ) ha fatto scoppiare una bomba atomica , offese , senZa volontà di chiarire e comunicare come si deve , non calcolando che le sue risposte a me sono bastate . È normale che debba essere attaccata per tutto ? Come mi vesto non va bene . Quello che dico non va bene , sono troppo esuberante , mi trucco troppo , ho la realtà alterata , lo manipolo, gli faccio il Gashliting. Posso stare vicino ad una persona che mi dice queste cose che neppure so cosa sono ? Posso essere sempre io la causa di ogni cosa ? Anche per i lettini al mare che non trova disponibili , la colpa è la mia perché dovevamo andare prima al mare. Non dimenticandoci che a natale mi ha chiamato la polizia per farmi andare via di casa sua , quando io in realtà rimanevo lì solo per cercare di risolvere la grande litigata , alla quale lui sfuggiva e mi trattava male , rimasta lì specialmente perche avevo paura che poi non avrei potuto più avere dialogo con lui , dato che ad ogni evenienza minaccia di bloccarmi il numero e sui social. Non so cosa fare . Chiedo aiuto . Proposi una terapia individuale e di coppia ma la rifiutò. Io vado dallo psicologo , lui no , però mi controlla se ci vado o no per curare la manipolazione che faccio su di lui . Mi sembra tutto surreale . Mi sento il cervello fuso e stanco , mi sento denigrata su ogni fronte , non accolta dal dialogo ai fatti .

salve,
innanzitutto immagino che lo psicologo a cui si sta rivolgendo le stia dando un supporto e forse anche dei suggerimenti su come "affrontare" la relazione. Per questo motivo, non volendo interferire, mi sento di chiederle solo di rileggere quanto ha inviato come se fosse una richiesta che le viene fatta da un* su* car* amic*: che consiglio darebbe?
inoltre, provi a pensare se "la persona in questione" è la persona che vuole avere accanto o vorrebbe che fosse diversa. in questo ultimo caso si chieda se ha senso stare con qualcuno che dovrebbe cambiare o se non sarebbe meglio stare da sola o con altra persona.
spero di essere stata anche solo un poco di aiuto
cordiali saluti

Dott.ssa Roberta Ceccarelli

Buongiorno,
la ragione per la quale scrivo qui è per ricevere un parere circa il mio stato d'animo.
Lavoro in un'azienda industriale da poco più di due anni. Premesso che il mio lavoro mi piace, sin dal principio ho sempre puntato all'instaurazione di rapporti dettati dalla massima collaborazione e aiuto reciproco. Tuttavia mi ritrovo spesso a scontrarmi con dinamiche comportamentali che non reputo giuste. La collaborazione non è l'obiettivo di tutti, al contrario sembra di più il polemizzare continuo. La mia indole mi spinge a ribellarmi in nome del rispetto di tutti e del lavoro degli altri, ma quando noto parecchia accondiscendenza tacita o implicita da parte degli altri colleghi a tali comportamenti tossici, dispettosi, irrispettosi, percepisco quindi di essere solo. Sento costantemente di imbarcarmi in una battaglia completamente nudo, con gli altri che si limitano ad osservare e a non prendere nessuna posizione, ciò anche da parte di persone che sostengono di essermi vicine, che mi reputano caro a loro, ma che puntualmente piuttosto che scontrarsi, preferiscono il quieto vivere, anche quando ciò significa far passare atteggiamenti che non dovrebbero passare, bensì essere ripresi. Le frasi più comuni sono: "qui è sempre stato così", "è una guerra persa", "chi te lo fa fare", "tanto vince sempre quello o quell'altro", "ne vale la pena?". A mio sfavore, devo altresì confessare che la rabbia prende il sopravvento e commetto l'errore di sfogare anche con chi dice di starmi vicino, ma che puntualmente non reagisce mai a tali soprusi, sempre in nome del "quieto vivere", sententomi ribadire sempre che "lo si dice per me, per il mio bene, per il mio benessere mentale altrimenti mi ammalo". Inizio a pensare di non aver capito niente dell'ambiente, di aver, nell'intento di collaborare ad un'armonia pura, contribuito invece a creare solo fastidi con i miei appelli, di aver rotto degli equilibri, di aver innescato il pensiero negli altri ad una mia disfatta o dimissione, ad una immagine di me disadattata. Al momento continuo a svolgere il mio lavoro, cercando di limitare i rapporti a ciò che essenziale e a costruire la mia vita fuori dall'ufficio, cercando di imparare a non aspettarmi niente da nessuno. Grazie per i professionisti che leggeranno questo topic e che avranno la gentilezza di esprimere loro impressioni e pareri. Cordialità

Salve, grazie per la chiarezza e la cura con cui descrive la situazione. Quello che racconta è coerente con dinamiche organizzative abbastanza frequenti: in alcuni contesti si crea una “norma implicita” per cui il conflitto (polemica, dispetto, svalutazione) viene tollerato e chi prova a richiamare rispetto e collaborazione finisce per essere percepito come l’elemento disturbante, non perché abbia torto, ma perché mette in discussione un equilibrio ormai stabilizzato.
Il senso di solitudine che descrive è comprensibile: quando i colleghi scelgono il “quieto vivere”, spesso non è indifferenza verso di lei, ma un meccanismo di difesa (paura di esporsi, convinzione che non cambi nulla, fatica emotiva, gerarchie informali). Questo però non toglie che per chi, come lei, ha un forte orientamento al rispetto e alla correttezza, il costo psicologico diventi alto: frustrazione, rabbia, senso di ingiustizia e, col tempo, il dubbio su se stessi.
Un passaggio importante riguarda proprio la rabbia: non è “sbagliata”, è un segnale. Tuttavia, in ambienti già tesi, può trasformarsi nel punto su cui gli altri spostano l’attenzione (“il problema è il suo modo”), riducendo la possibilità di intervenire sul comportamento tossico alla radice. L’obiettivo non è reprimere ciò che sente, ma costruire strumenti per esprimere confini e richieste in modo efficace e sostenibile.
In questi casi, può essere utile cercare di definire Confini operativi chiari riportando le criticità su fatti osservabili e sull’impatto che hanno sul lavoro (tempi, qualità, collaborazione), Più è concreto meno è attaccabile; e cercare di distinguere chi “la stima” da chi è disposto a esporsi concretamente; chiedere supporto in modo specifico (“in quel momento mi aiuterebbe se…”), così da avere risposte chiare.
Il fatto che stia cercando di mantenere il focus sul lavoro e investire sulla vita fuori dall’ufficio è una risorsa. La invito però a non arrivare alla conclusione “non mi aspetto niente da nessuno” come forma di chiusura: più utile è passare a “mi aspetto il minimo professionale e lo chiedo con confini chiari”, preservando la sua identità.
Se nel tempo, nonostante tentativi ragionevoli e supporti adeguati, l’ambiente continua a premiare la tossicità e a penalizzare chi lavora in modo cooperativo, allora la domanda non diventa “chi ha ragione”, ma “quanto mi costa restare?”: a volte la scelta più protettiva è ricollocarsi in un contesto più compatibile con i propri valori.

Dott.ssa Roberta Ceccarelli
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