Buongiorno, avrei bisogno di un parere in merito ad un possibile caso di insonnia. Per circa 6/7
Buongiorno, avrei bisogno di un parere in merito ad un possibile caso di insonnia. Per circa 6/7 mesi andavo a dormire alle 4-5 del mattino. Nell'ultimo mese andavo a dormire alle 9 del mattino (semplicemente perché stavo lavorando per un progetto) e adesso per fortuna ho iniziato ad andare a dormire ad orari decenti (intorno a mezzanotte, da poco meno di una settimana). Il problema è che mi sveglio dopo 3 ore e non riesco più a prendere sonno. Inizialmente andavo a dormire tardi perché provavo una certa ansia mentre cercavo di dormire, adesso però sono solo stanca dalla mancanza di sonno degli ultimi giorni (negli ultimi 3 giorni ho dormito 7 ore). Il mio stile di vita non è cambiato. Arrivando alla domanda, volevo chiedere se ne vale la pena iniziare a prendere degli integratori e quanto possono funzionare. Ho uno stile di vita abbastanza sedentario anche se cerco di fare camminate lunghe quasi ogni giorno. Essendo da circa una settimana che ho iniziato ad andare a dormire presto, è possibile che sia semplicemente dovuto al brusco cambiamento di orari? Ne varrebbe la pena semplicemente aspettare qualche giorno per vedere un possibile cambiamento? Mi scuso se il testo è confusionario, però non riesco a pensare in questo momento ad un modo migliore per formulario e mi scuso anche se la categoria è sbagliata o se ho fatto qualche errore nella pubblicazione. Ho 22 anni nel caso fosse un'informazione utile. Buona giornata
25 risposte
Gentile utente, dal suo racconto si capisce come questa situazione le stia recando molto disagio. L’insonnia è un disturbo molto invalidante che influisce molto sulle proprie capacità cognitive e sulla propria vita in generale. Il suo corpo è stato abituato negli ultimi mesi a dei ritmi sonno-veglia che non le hanno permesso di riposare per un tempo sufficiente e anche la vita sedentaria non aiuta questa situazione. Le lunghe camminate possono essere molto utili ma da sole non bastano. Ora che ha iniziato ad addormentarsi intorno alla mezzanotte, avrà bisogno di un po’ di tempo per abituarsi a questa nuova routine, ed è normale che dopo 3 ore si risvegli senza riuscire a riaddormentarsi essendo stata abituata a dormire sempre poche ore. Sicuramente aspettare qualche giorno per vedere come evolve la situazione può essere utile. Più che degli integratori, le consiglierei di iniziare un percorso psicologico così, in un ambiente sicuro e protetto, potrà capire le motivazioni che l’hanno portata a soffrire d’insonnia e imparare ad utilizzare delle tecniche di rilassamento. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Saluti, Dott. Alessio Lambiase
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto ciò possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in alto punto ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Salve, sicuramente ci sono stati dei cambiamenti riguardo alle sue abitudini e potrebbe vedere se l'uso di integratori possono aiutare a migliorare la situazione, ma sembra che la difficoltà riguardo al sonno possa essere legata ad un suo stato emotivo in questo momento. Si è fermato/a a pensare a come sta e a delle possibili cause di questa difficoltà? La invito a farlo...cari saluti
Buongiorno, Sicuramente ci vuole un po' di tempo per abituarsi al cambiamento. Gli integratori credo che, per questa situazione in particolare, non la aiuterebbero in modo decisiovo. Ha provato a valutare di intraprendere una psicoterapia personale per quanto riguarda l'ansia? o di rivolgersi al suo medico di base oppure ad un medico psichiatra per aiutarla a concernere il sonno? Resto a disposizione Dott.ssa GDM
Gentile Utente, il sonno di ciascuno di noi è regolato da un orogologio interno settato sulle 24 ore, e se spostiamo per un certo periodo di tempo le lancette in avanti, abbiamo bisogno di un pò di tempo per riportarlo alle "impostazioni di fabbrica". Valuterei due strade: la prima è quella di assumere melatonina, un ormone naturale che regolarizza il comportamento notturno, mentre la seconda è di concedersi qualche colloquio qualora la componente ansiosa continuasse ad essere rilevante. Tenga presente che nessuno impara come si dorme, viene spontaneo, e quando questa spontaneità manca succede di provare un pò di ansia, perché esattamente non si sa come intervenire. Ripeto, se a dispetto della melatonina dovesse continuare ad incontrare difficoltà si ritagli uno spazio di lavoro in psicoterapia, l'ansia è più controllabile di quanto siamo portati a credere. Un caro saluto
Ciao, Mi dispiace per ciò che stai affrontando e comprendo quanto per te possa essere difficile. Spesso ci troviamo di fronte a delle difficoltà contingenti e non disponiamo di tutte le risorse necessarie per affrontarle e superarle. Ci sentiamo bloccati e questo, nella maggior parte dei casi, ci impedisce di svolgere una vita completa ed appagante. Tutti riteniamo di conoscerci, di essere consapevoli delle nostre emozioni, pensieri e comportamenti, ma in realtà , non tutti gli aspetti del nostro carattere e della nostra personalità sono per noi così chiari e consapevoli. Un consulto psicologico potrebbe essere utile al fine di approfondire il vissuto,la situazione, l'origine e l’evoluzione, le risorse che è possibile attivare e le strade percorribili per alleviare il disagio, agevolando una conoscenza più profonda di noi stessi. Ciò consentirà il cambiamento di tutti quegli elementi, poco funzionali, che non ci permettono di stare bene e che amplificano i vissuti negativi e le nostre sofferenze. Resto a disposizione anche online. Saluti, Dott.ssa Francesca Caterino
Ciao, io trovo che la domanda sia posta molto bene e che ti stia rivolgendo ai professionisti giusti. Da quel che leggo i cambiamenti di orario sicuramente la portano ad un variare gli orari di sonno e di veglia. Dato che racconta di una problematica che si presenta già da mesi penso che invece sia importante comprenderne l'origine, anche perché comprendo le difficoltà che comporta nella sua vita quotidiana. Spero che riuscirà a trovare le risposte che cerca ed a superare questo periodo non semplice. Saluti, Emanuela.
Gentilissima, anzitutto grazie per aver condiviso! Vista la sua giovane età, comincerei a cercare di seguire un "regime" del sonno, così come sta già facendo: ovviamente l'orologio biologico al momento la sveglia nel cuore della notte perché è ancora settato sulle vecchie abitudini, ma piano piano dovrebbe riassestarsi. Se dovesse rendersi conto che il problema dei risvegli notturni persiste, può valutare di sentire dei pareri in quest'ordine: -Neurologo -Psichiatra -Psicoterapeuta Resto a disposizione, un cordiale saluto.
Grazie per la condivisione, avrei piacere di darle supporto per superare questa condizione di disagio. Il trattamento dell'ansia è tanto più efficace quanto più precisa è la diagnosi del disturbo; è quindi di grande importanza pervenire ad una diagnosi accurata di tutte le condizioni emotive che possono contribuire al disturbo del sonno d’ansia lamentato da lei, per determinare quale ne sia la causa primaria: questa informazione ci aiuterà a stabilire il piano di trattamento più adeguato, poiché ritengo che non siano solo i cambiamenti di orario a compromettere il suo rapporto sonno veglia. Per rendere questi pensieri più funzionali è necessario modificarli, e ciò sarà possibile mediante la psicoterapia, la quale annovera tra i suoi obiettivi primari proprio la trasformazione degli elementi ed emozioni disfunzionali per favorire un'adeguata quotidianità a se stesso. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente dott.ssa Bachiorri Sara
Salve, ci vuole del tempo per cambiare abitudini sedimentate soprattutto quelle legate al sonno. Si dia il giusto tempo senza un approccio ansioso. Inoltre la vita sedentaria non aiuta il regolare sonno quindi cerchi per quanto le sarà possibile di occupare la giornata con attività che la impegnino. Se durante la notte si sveglia, non si faccia prendere dall'ansia e assecondi il momento con serenità e vedrà che col tempo tutto entrerà nella norma. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Buonasera, avendo ribaltato per qualche mese e soprattutto nell'ultimo, il ciclo sonno/veglia, potrebbe essere possibile che mente e corpo debbano riabituarsi a ritmi e orari diversi. Aspettare qualche giorno come chiede, potrebbe essere un rimedio efficace, ma se nulla dovesse cambiare senta il suo medico curante. Alcuni disturbi del sonno possono dipendere dallo sfasamento del ciclo di secrezione della melatonina che aiuta a ripristinare i naturali ritmi biologici dell'organismo.
Gentile utente, immagino che avere difficoltà del sonno non sia una situazione piacevole. Tali difficoltà portano a conseguenze negative a livello personale (difficoltà di concentrazione, irritabilità, ansia, umore basso), sociale e relazionale (ridurre le uscite, isolarsi). Da quello che ha scritto occorre inquadrare il disturbo in modo preciso per poter avviare un trattamento ad hoc e personalizzato. Personalmente, in caso di insonnia e difficoltà di addormentamento utilizzo un protocollo di terapia cognitivo-comportamentale che agisce sui comportamenti disfunzionali tramite le regole dell'igiene del sonno, sui pensieri negativi e sull'attivazione psicofisiologica mediante tecniche di rilassamento e di mindfulness. Imparerà delle tecniche di coping e di fronteggiamento che faranno parte del suo bagaglio personale e che potrà utilizzare in casi di stress e di vulnerabilità. Proprio per questo le consiglio una terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi del sonno. Spero di averle dato uno spunto di riflessione e di azione. Per ulteriori chiarimenti mi contatti pure online. Buona giornata Dott.ssa Melania Filograna
Gentile, percepisco la sofferenza che esprime, mi dispiace davvero per la situazione che riporta e mi rendo conto di quanto possa essere complicato conviverci. La prima cosa che mi sento di consigliarle è un consulto psicologico, anche online, che possa aiutarla ad affrontare il disagio espresso al fine di ritagliarsi uno spazio per comprendere meglio ciò che prova e cosa potrà farla stare meglio, elaborare i pensieri e i vissuti emotivi rivolgendosi ad un esperto con un approccio che si basi sull’accoglienza e ciò che è utile per la persona, valorizzando le sue risorse personali, aiutandola così a divenire artefice del racconto della propria vita, dando al corpo lo spazio e l’ascolto che merita. Iniziare un percorso per sentirsi meglio richiede coraggio, ma è già un importante passo iniziale verso il cambiamento. Resto a disposizione per ulteriori indicazioni e ad incontrarla. Cordiali saluti dott. Paolo Notarangelo
Buongiorno, gli integratori possono essere sicuramente utili per aiutare il fisico a riprendere un ciclo sonno-veglia corretto. Tuttavia, il fisico e la mente risentono molto dei continui cambiamenti nelle abitudini del sonno e quindi il rimedio principale per cercare di stare meglio è quello di cercare di andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora tutti i giorni. Se anche in questo modo il suo disturbo del sonno non dovesse passare, le consiglio di affidarsi ad un medico competente. Un caro saluto, Dott.ssa Giorgia Ferrucci
Buongiorno, Comprendo la tua preoccupazione riguardo ai disturbi del sonno che hai sperimentato in questi mesi. È positivo che tu stia cercando un parere professionale per affrontare questa situazione e trovare possibili soluzioni. La tua esperienza di cambiamento negli orari del sonno potrebbe essere influenzata da diversi fattori, come ansia, stile di vita sedentario e la mancanza di sonno accumulata negli ultimi giorni. È importante notare che il sonno è un processo complesso e può essere influenzato da molti fattori, sia fisici che psicologici. Prima di considerare l'assunzione di integratori o altre misure, vorrei sottolineare l'importanza di adottare abitudini sane per favorire il sonno. Mantenere un regolare ritmo sonno-veglia, evitare l'uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi e creare un ambiente di sonno confortevole sono alcune strategie che possono aiutarti a migliorare la qualità del sonno. Tuttavia, se continui a sperimentare difficoltà nell'addormentarti e nel mantenere il sonno durante la notte, potrebbe essere utile consultare un medico o uno specialista del sonno. Un professionista può esaminare la tua situazione in modo più dettagliato, valutare possibili cause sottostanti e consigliarti sulle opzioni disponibili per migliorare il tuo sonno. Nel frattempo, potrebbe essere utile continuare a mantenere una routine di sonno regolare e adottare strategie di gestione dello stress, come la meditazione o il rilassamento muscolare, per contribuire a ridurre l'ansia e favorire il riposo. Ricorda che ogni individuo è unico e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un'altra. È importante cercare un supporto professionale per affrontare questa situazione in modo appropriato e personalizzato. Ti auguro buona giornata e ti invito a prenderti cura del tuo benessere. Cordiali saluti, Ilaria
Ciao! È possibile che il tuo recente cambiamento di orari di sonno abbia influenzato il tuo ciclo di sonno. Potrebbe richiedere un po' di tempo per il tuo corpo e la tua mente adattarsi a questo nuovo ritmo. Ti consiglierei di aspettare ancora qualche giorno per vedere se ci sono miglioramenti. Gli integratori possono essere una soluzione temporanea, ma è sempre meglio cercare di affrontare le cause alla radice. Assicurati di avere una routine di sonno regolare, un ambiente rilassante e di gestire lo stress in modo sano. Se il problema persiste, potrebbe essere utile consultare un professionista per una valutazione più approfondita. Buona giornata! Dott.ssa Francesca Gottofredi
Certo, capisco la sua preoccupazione riguardo all'insonnia. Prima di prendere integratori o considerare altre opzioni, ci sono diverse strategie che potrebbe provare per migliorare il tuo sonno in modo naturale. Ad esempio, mantenere un orario regolare per andare a dormire e svegliarti, anche nei giorni non lavorativi. Questo aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano. O limitare la caffeina e l'alcol. Tuttavia, se l'insonnia persiste, potrebbe considerare di consultare un medico per un parere più dettagliato e specifico sulle tue esigenze. Quanto agli integratori, alcuni possono essere utili, come la melatonina, ma è sempre meglio consultarne l'uso con un medico o un professionista della salute prima di iniziarne l'assunzione, specialmente considerando la tua età e le tue condizioni di salute. Dott. Alberto Binda
gentile utente, per il momento, la invito a prendere contatto con uno psichiatra. La condizione di insonnia non va presa sottogamba. Prima di intraprendere un quasi percorso psicologico è importante che questa condizione rientri. Il tono di questa risposta potrebbe sembrarle allarmistico ma mi sento di esplicitarle che non è così. Non credo che l'entità del problema sia grave. Tuttavia, la mancanza di sonno può portare a tutta una serie di sintomatologie collegate al disturbo del pensiero. E' bene che questa eventualità possa essere scongiurata, senza provocarle ulteriore sofferenza. Successivamente, si può prendere in considerazione una consultazione da uno psicologo/psicoterapeuta. Un saluto.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Buon giorno, hai fatto bene a scrivere, qui non troverai nessun tipo di giudizio. Ci sono dei periodi della nostra vita in cui il nostro ritmo sonno-veglia subiscono delle piccole alterazioni. Prima di prendere degli integratori, ti consiglio di fare le analisi del sangue per vedere se hai qualche valore che possa incidere sulla qualità del sonno. Poi hai parlato di ansia, è utile approfondire questo aspetto, capire, attraverso un percorso graduale, le sue radici, per poter incentivare il proprio benessere. Io posso accompagnarti in questo cammino se vorrai, non esitare a contattarmi eventualmente. Una serena giornata Dott.ssa Erika Terrazzino
Buonasera, grazie e lei per aver scritto. Mi dispiace, sicuramente si sentirà molto stanca e anche piuttosto scarica. Comprensibilmente vorrebbe trovare una soluzione a questa sua condizione e cercare, giustamente, di stabilizzare maggiormente il suo ritmo sonno-veglia. Non sono un medico, pertanto non è competenza mia parlare di farmaci e/o di integratori, per cui le consiglierei un consulto dapprima, appunto di tipo medico. Sono psicologa e nella mia pratica professionale mi occupo anche di situazioni di questa tipologia. Pertanto, mi sento di dirle che attraverso un percorso di questo tipo potrebbe riuscire ad individuare strategie funzionali e di gestione di questo importante aspetto della vita. Potrebbero rivelarsi utili anche alcune tecniche di rilassamento. Buona serata e buon tempo.
Buongiorno, la ringrazio per la sua condivisione, così autentica e lucida nonostante la stanchezza che traspare dalle sue parole. È comprensibile che in un momento in cui il riposo viene a mancare, anche la mente faccia fatica a mantenere chiarezza e concentrazione. Proprio per questo, è importante che si stia prendendo del tempo per riflettere su quanto sta accadendo e chiedere un parere. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, l'insonnia può essere mantenuta da un circolo vizioso tra pensieri, emozioni e comportamenti. Anche se il fattore scatenante può essere stato inizialmente legato a una situazione esterna (come il progetto a cui stava lavorando), il corpo e il cervello tendono ad "abituarsi" a certi ritmi alterati, e quando si cerca di tornare a una routine più regolare, può esserci una sorta di resistenza fisiologica e psicologica, che si manifesta proprio come difficoltà nel mantenere il sonno. Non è raro che, dopo lunghi periodi di sonno irregolare o fortemente posticipato, il ritmo circadiano abbia bisogno di tempo per risincronizzarsi. La situazione che descrive suggerisce proprio questo: un corpo e una mente che stanno tentando di ritrovare equilibrio, ma che sono ancora influenzati da mesi di abitudini diverse. Il fatto che lei sia riuscita a iniziare a coricarsi a orari più regolari è un ottimo segnale, un primo passo fondamentale. Tuttavia, come spesso accade nel lavoro sul sonno, i risultati non sono immediati: il nostro sistema nervoso ha bisogno di continuità, ripetizione e stabilità per ritrovare un ritmo naturale. Il fatto che si svegli dopo tre ore e non riesca a riaddormentarsi può essere una manifestazione della cosiddetta iperattivazione fisiologica, un eccesso di allerta che il cervello mantiene anche durante la notte, talvolta senza che ci siano pensieri consapevoli particolarmente ansiosi. In molti casi, questa iperattivazione è il frutto della preoccupazione per il sonno stesso, un paradosso per cui più si desidera dormire, più il cervello si attiva, temendo di non riuscirci. È una reazione comune e molto umana. Riguardo alla sua domanda sugli integratori, questi possono essere un aiuto temporaneo e blando per favorire il rilassamento, soprattutto se a base di melatonina, magnesio o passiflora. Tuttavia, la loro efficacia è spesso limitata se non accompagnata da un lavoro più profondo sulle abitudini del sonno e sui pensieri associati. L'approccio cognitivo-comportamentale all'insonnia, ad esempio, si concentra molto sull’igiene del sonno, sulla gestione delle aspettative irrealistiche e sull’interruzione dei pensieri disfunzionali legati al dormire. La sua domanda se "valga la pena aspettare" è molto pertinente: sì, aspettare è importante, ma non nel senso passivo del termine. Si tratta piuttosto di agire in modo coerente ogni giorno per aiutare il cervello a stabilizzare il ritmo sonno-veglia. Continui a mantenere orari di sonno e sveglia regolari, anche nei fine settimana, e cerchi di esporsi alla luce naturale nelle prime ore del giorno: la luce è uno dei principali regolatori del nostro orologio biologico. Eviti di restare a letto troppo a lungo sveglia: se dopo 20-30 minuti non riesce a riprendere sonno, può alzarsi, fare qualcosa di tranquillo (come leggere o ascoltare musica rilassante), poi tornare a letto quando avverte nuovamente sonnolenza. Questo evita di associare il letto alla frustrazione del non dormire. Infine, tenga presente che il sonno non si può forzare. Può però essere favorito creando le condizioni più adatte, sia esterne (ambiente, routine) sia interne (stato mentale). Se la difficoltà dovesse persistere per più settimane, un intervento psicologico specifico come la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I) potrebbe rappresentare una risorsa molto efficace e priva di effetti collaterali. Sta facendo un percorso importante verso un maggiore equilibrio, e questo va riconosciuto. Dia fiducia al suo corpo e ai suoi tempi: la regolazione del sonno è un processo graduale, ma assolutamente raggiungibile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Ciao, quello che descrivi è molto comune quando si tenta di ristabilire un ritmo sonno-veglia dopo mesi di orari sfasati. Il corpo e il cervello hanno bisogno di tempo per riadattarsi: di solito servono almeno 10-15 giorni di regolarità prima che il sonno torni stabile. Il risveglio dopo 3 ore non è un segno di vera insonnia cronica, ma un effetto del “jet-lag sociale” dovuto al brusco cambiamento. Ti consiglio di: mantenere orari fissi per andare a dormire e svegliarti (anche nel weekend); evitare schermi luminosi nell’ora prima di dormire; limitare caffeina e stimolanti dal primo pomeriggio; continuare con le camminate quotidiane (ottime per regolare il ritmo circadiano). Gli integratori (melatonina o magnesio) possono essere utili solo come supporto temporaneo, ma la chiave resta la costanza nelle abitudini. Se dopo 2-3 settimane il problema persiste, è utile una valutazione psicologica o medica per approfondire eventuale ansia da addormentamento. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
Non si preoccupi per il testo confusionario: dopo così tante notti insonni, è assolutamente normale sentirsi poco lucidi. Alla sua età, 22 anni, il corpo è molto resiliente, ma lei ha sottoposto il suo 'orologio interno' a uno stress notevole, spostando i ritmi quasi come se avesse vissuto in un costante stato di jet-lag. Quello che sta vivendo non è una mancanza di sonno 'biologica', ma un disorientamento del ritmo circadiano. Il fatto che si svegli dopo 3 ore è il segno che il suo cervello è ancora tarato sulla modalità 'allerta' che ha mantenuto per mesi lavorando fino all'alba. È un po' come se il suo corpo non si fidasse ancora del fatto che ora può davvero riposare. Prima di ricorrere agli integratori (che possono aiutare, ma non risolvono la causa), ci sono due aspetti su cui riflettere: L'ansia del cuscino: Lei ha accennato al fatto che inizialmente andava a dormire tardi per ansia. Spesso, quando restiamo svegli a lungo per lavoro o stress, il letto smette di essere il luogo del riposo e diventa il luogo della 'prestazione' o della preoccupazione. Bisogna riportare il piacere e la sicurezza in quel momento. La sedentarietà: Le camminate sono preziose, ma il corpo ha bisogno di scaricare l'adrenalina accumulata. Se il corpo non è 'stanco' fisicamente in modo sano, la mente farà molta più fatica a spegnersi. Il mio consiglio: Sì, valga la pena aspettare ancora qualche giorno perché il ritmo ha bisogno di tempo (almeno un paio di settimane) per stabilizzarsi. Nel frattempo, cerchi di non 'combattere' con il sonno: se dopo 20 minuti che si è svegliata non riprende sonno, si alzi, faccia qualcosa di noioso a luce bassa e torni a letto solo quando sente lo sbadiglio. Se la situazione non dovesse migliorare, un consulto psicologico potrebbe aiutarla a capire quale ansia 'parla' nel silenzio della notte, permettendole di ritrovare quella che io chiamo la 'guarigione silenziosa' che solo un buon sonno può dare. Un caro saluto, Dott.ssa Maria Pandolfo
Buongiorno, quello che descrive è molto più comprensibile — e molto meno preoccupante — di quanto in questo momento possa sembrarLe, soprattutto considerando la stanchezza che sta accumulando. Il Suo organismo, per mesi, si è adattato a un ritmo completamente diverso. Andare a dormire alle 4–5, poi addirittura alle 9 del mattino, non è solo una “cattiva abitudine”: è un vero e proprio spostamento del ritmo biologico interno, quello che regola sonno e veglia. Quando prova a riportarlo improvvisamente a mezzanotte, il corpo non si riallinea in pochi giorni, anche se la volontà c’è tutta. Quello che sta succedendo — addormentarsi e poi svegliarsi dopo 3 ore senza riuscire a riprendere sonno — è un fenomeno molto tipico in queste fasi. È come se il Suo cervello riuscisse ad “agganciare” l’inizio del sonno grazie alla stanchezza, ma non fosse ancora capace di mantenerlo perché il ritmo interno è ancora spostato. C’è un passaggio molto importante che ha scritto: all’inizio c’era ansia legata al dormire, ora invece si sente semplicemente stanca. Questo indica che una parte del problema iniziale si è già modificata. Tuttavia, quando il sonno diventa fragile, basta poco perché si riattivi una forma più sottile di tensione: il pensiero “devo dormire”, “perché non dormo?”, “domani sarò distrutta”. Anche se non lo vive come ansia evidente, questo tipo di attivazione può essere sufficiente a mantenere il risveglio. Venendo alla Sua domanda sugli integratori, Le rispondo con molta chiarezza: in questa fase non sono la soluzione principale. Possono dare un piccolo supporto, ma il nodo centrale non è una carenza da “compensare”, è un ritmo da ristabilire. Se interviene subito con qualcosa di esterno, rischia di non dare al corpo il tempo di riadattarsi da solo. La Sua intuizione, quando si chiede se valga la pena aspettare qualche giorno, è corretta. Non solo qualche giorno: spesso serve anche un paio di settimane perché il sistema sonno-veglia si stabilizzi dopo cambiamenti così marcati. Il fatto che negli ultimi tre giorni abbia comunque dormito 7 ore totali indica che il sonno, anche se frammentato, sta cercando di riorganizzarsi. Il punto delicato, adesso, è evitare di entrare in una lotta con il sonno. Più si sforza di riaddormentarsi, più il cervello si attiva. Se si sveglia e sente che non arriva il sonno, è spesso più utile accettare quel momento, alzarsi con calma, fare qualcosa di tranquillo, e poi tornare a letto quando il sonno si ripresenta. Può sembrare controintuitivo, ma aiuta a non associare il letto alla frustrazione. Un altro elemento importante, anche se può sembrare banale, è l’esposizione alla luce e la regolarità: svegliarsi più o meno alla stessa ora, esporsi alla luce del giorno, mantenere orari coerenti, sono segnali fondamentali per “insegnare” di nuovo al corpo quando deve dormire. Lei è molto giovane, e il Suo sistema è assolutamente in grado di riassestarsi. Non c’è nulla, in quello che racconta, che faccia pensare a un’insonnia strutturata o cronica. Siamo in una fase di riadattamento dopo uno sfasamento importante, con una componente iniziale di ansia che ha lasciato una certa sensibilità. Se posso lasciarLe una domanda utile per orientarsi: quando si sveglia dopo quelle tre ore, ciò che Le pesa di più è la stanchezza… o il pensiero che “non sta dormendo come dovrebbe”? Perché spesso è proprio quel secondo elemento a tenere il sistema acceso più del necessario. Se nei prossimi giorni mantiene una certa regolarità e lascia al corpo il tempo di fare il suo lavoro, è molto probabile che inizi a vedere dei miglioramenti spontanei. Se così non fosse, allora sì, si potrà valutare un supporto più mirato, ma in questa fase la cosa più terapeutica che può fare è non avere fretta di dormire perfettamente subito.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.














