Buongiorno allora inizio con il dire che sono in cura con il daparox goccie a sera da quando avev
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Buongiorno allora inizio con il dire che sono in cura con il daparox goccie a sera da quando avevo 20 anni adesso ho 32 anni, non sono mai andato da un piscoterapetua perchè a quell'epoca il daparox mi e stato dato dal mio medico di famiglia... però una cosa che vorrei chiedere che sinceramente mi sta facendo preoccupare un pò perchè nei cambi stagioni tipo marzo, ottobre mi viene un senso di distaccamento come se non ho più concentrazione, quello che faccio non provo piacere, la sera nel dormiveglia sento come delle voci, pensieri di fare del male, ecc... tutto questo da cosè dovuto visto che mi viene nei cambi stagione mi dura qualche settimana tipo3, 4 settimane e poi piano piano va via... sarà disturbo dell'umore oppure cosa?
Buongiorno,
Quello che descrive potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui le variazioni stagionali, che in alcune persone influenzano l'umore e il benessere psicologico. Nei cambi di stagione, infatti, il nostro organismo deve adattarsi a nuove condizioni di luce, temperatura e ritmi biologici, e questo può avere un impatto anche a livello neurochimico, influenzando la regolazione dell'umore e delle emozioni.
I sintomi che si riferiscono – senso di distacco, difficoltà di concentrazione, anedonia (mancanza di piacere nelle attività), pensieri intrusivi – potrebbero essere riconducibili a un disturbo dell'umore con una componente stagionale, ma anche potrebbero essere influenzati dall'uso prolungato del farmaco o dalla mancanza di un supporto psicoterapeutico per affrontare in modo più strutturato il disagio.
È importante considerare che l'assunzione di farmaci da sola, senza un percorso psicoterapeutico, potrebbe non essere sufficiente a comprendere e gestire in modo efficace le proprie difficoltà. Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, sia per una valutazione accurata della sintomatologia sia per esplorare percorsi terapeutici che possano aiutarla a gestire meglio questi momenti di difficoltà.
Cordiali saluti,
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Quello che descrive potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui le variazioni stagionali, che in alcune persone influenzano l'umore e il benessere psicologico. Nei cambi di stagione, infatti, il nostro organismo deve adattarsi a nuove condizioni di luce, temperatura e ritmi biologici, e questo può avere un impatto anche a livello neurochimico, influenzando la regolazione dell'umore e delle emozioni.
I sintomi che si riferiscono – senso di distacco, difficoltà di concentrazione, anedonia (mancanza di piacere nelle attività), pensieri intrusivi – potrebbero essere riconducibili a un disturbo dell'umore con una componente stagionale, ma anche potrebbero essere influenzati dall'uso prolungato del farmaco o dalla mancanza di un supporto psicoterapeutico per affrontare in modo più strutturato il disagio.
È importante considerare che l'assunzione di farmaci da sola, senza un percorso psicoterapeutico, potrebbe non essere sufficiente a comprendere e gestire in modo efficace le proprie difficoltà. Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, sia per una valutazione accurata della sintomatologia sia per esplorare percorsi terapeutici che possano aiutarla a gestire meglio questi momenti di difficoltà.
Cordiali saluti,
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Il senso di distacco, la perdita di piacere nelle attività, le difficoltà di concentrazione e le esperienze sensoriali nel dormiveglia (come sentire voci o pensieri intrusivi) possono essere espressioni di un’alterazione temporanea dell’equilibrio neurochimico, legata magari anche all’uso del Daparox. Alcuni farmaci, infatti, possono non essere più altrettanto efficaci dopo anni di assunzione o potrebbero necessitare di piccoli aggiustamenti in certi periodi.
Visto che questi episodi si ripresentano ciclicamente, potrebbe essere utile approfondire con uno specialista, come uno psichiatra, per valutare se il farmaco è ancora adeguato o se servono modifiche. Inoltre, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a sviluppare strumenti per affrontare questi momenti con maggiore consapevolezza e controllo, riducendo il disagio.
Ha mai notato se questi episodi si associano anche a cambiamenti nel sonno, nell’alimentazione o nel livello di energia? Potrebbero essere dettagli utili per capire meglio la situazione.
Visto che questi episodi si ripresentano ciclicamente, potrebbe essere utile approfondire con uno specialista, come uno psichiatra, per valutare se il farmaco è ancora adeguato o se servono modifiche. Inoltre, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a sviluppare strumenti per affrontare questi momenti con maggiore consapevolezza e controllo, riducendo il disagio.
Ha mai notato se questi episodi si associano anche a cambiamenti nel sonno, nell’alimentazione o nel livello di energia? Potrebbero essere dettagli utili per capire meglio la situazione.
buon giorno nei cambi di stagione la sintomatologia si accentua, è come se il corpo necessita di un nuovo equilibrio.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera, il daparox è uno psicofarmaco che andrebbe preso quantomeno insieme ad una psicoterapia. Spesso ,come riportano gli studi ,la cura farmacologica da sola non serve molto se non è accompagnata da quella terapeutica.
Il medico di base spesso non ha le competenze specifiche come uno psichiatra ,quindi quello che le consiglio è 1 andare da un collega psichiatra e informarsi su quello che riporta durante i cambi di stagione e 2) intraprendere una psicoterapia insieme ,solo così avrá la possibilità di stare meglio ! Buona serata. Dr. Jasmine Scioscia
Il medico di base spesso non ha le competenze specifiche come uno psichiatra ,quindi quello che le consiglio è 1 andare da un collega psichiatra e informarsi su quello che riporta durante i cambi di stagione e 2) intraprendere una psicoterapia insieme ,solo così avrá la possibilità di stare meglio ! Buona serata. Dr. Jasmine Scioscia
Gentile utente, darle una risposta precisa e puntuale non è possibile a causa della scarsità dei dati sulla sua storia di vita. Un'attenta valutazione psicodiagnostica ed un consulto psichiatrico potrebbero essere importanti per lei. Inoltre una psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere l'orgine dei suoi sintomi, permettendole così di attraversare questi momenti con consapevolezza, strumenti e strategie funzionali. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
La narrazione dei sintomi non è sufficiente per una psicodiagnosi.
Saluti
Saluti
Buongiorno, i cambi di stagione sono momenti decisamente delicati nei disturbi dell’umore; le consiglio di approfondire e definire la sintomatologia da lei riportata in psicoterapia.
buongiorno, il principio attivo del farmaco che nomina si utilizza principalmente nella cura dei disturbi dell'umore di stampo depressivo. Il fatto che lei lo usi da 12 anni, su prescrizione medica di base senza (apparentemente) aver mai fatto un controllo periodico sull'efficacia della cura farmacologica già di per sé è un elemento problematico.
Le consiglio, in primis, di rivolgersi ad uno psichiatra per capire se il farmaco e la relativa posologia sono adeguate o necessitino di cambiamenti (anche nel dosaggio in difetto o eccesso).
In secondo luogo, dalle pochissime informazioni che ci da, le segnalo che i sintomi legati ad oscillazioni del tono dell'umore meriterebbero un trattamento integrato farmacologico+psicoterapeutico con l'obiettivo di migliorare lo stato del paziente e nel lungo termine di ridurre ed eliminare l'ausilio del farmaco.
Il senso di distaccamento che nomina, inoltre, meriterebbe maggior approfondimento anamnestico per capire se collegato, insieme ai sintomi del dormiveglia, ad una condizione di emergente sofferenza non più arginabile dai farmaci
Saluti
Le consiglio, in primis, di rivolgersi ad uno psichiatra per capire se il farmaco e la relativa posologia sono adeguate o necessitino di cambiamenti (anche nel dosaggio in difetto o eccesso).
In secondo luogo, dalle pochissime informazioni che ci da, le segnalo che i sintomi legati ad oscillazioni del tono dell'umore meriterebbero un trattamento integrato farmacologico+psicoterapeutico con l'obiettivo di migliorare lo stato del paziente e nel lungo termine di ridurre ed eliminare l'ausilio del farmaco.
Il senso di distaccamento che nomina, inoltre, meriterebbe maggior approfondimento anamnestico per capire se collegato, insieme ai sintomi del dormiveglia, ad una condizione di emergente sofferenza non più arginabile dai farmaci
Saluti
Buongiorno e grazie per aver scritto. Il trattamento farmacologico ha una sua funzione ma va accompagnato da un "percorso personale" ossia da un'attività di esplorazione e conoscenza personale che, per forza di cose, va fatto insieme ad un professionista che ti possa affiancare ed aiutare in questo. Il farmaco è un buon ausilio e, quando serve, ben venga ma non sostituisce la tua capacità di comprendere e comprenderti, così come le soluzioni ai problemi personali non possono dipendere dal tipo di farmaco e dalla posologia. Il mio consiglio, visto che non hai mai cominciato un percorso psicoterapeutico, ma sai che esiste, è di provare per sperimentare personalmente come ti trovi. Grazie e ti faccio i miei migliori auguri per un pronto miglioramento.
Gentile utente, grazie per essersi aperto e per aver condiviso quello che sta vivendo. Capisco che queste sensazioni possano essere davvero preoccupanti, soprattutto se si ripetono con i cambi di stagione. Il fatto che stia assumendo il Doparox da così tanto tempo è importante da considerare, insieme al fatto che questi episodi si manifestano in determinati periodi dell'anno. I farmaci possono essere un valido supporto nel breve termine, aiutando a ridurre l'intensità dei sintomi e migliorando la qualità della vita. Tuttavia, è importante sottolineare che non risolvono le cause profonde del problema. La combinazione di psicoterapia e farmacologia può essere particolarmente efficace in alcuni casi. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l'obiettivo di trovare maggior serenità.
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Buonasera, occorrerebbe fare una valutazione per capire il disturbo di cui soffre. In merito agli effetti che sente ai cambi di stagione, questi possono dipendere o dal farmaco o da un'eventuale disturbo. Discriminare fra le cause è compito di chi le ha prescritto il farmaco e di chi opera la diagnosi. Inoltre a seconda della diagnosi è utile affiancare un percorso, eventualmente, di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve gentile utente, le consiglio di intraprendere un lavoro di psicoterapia, poiché unitamente alla terapia farmacologica potrebbe portare un ulteriore miglioramento dei sintomi. Cordialmente, dott.ssa Elda Valente
Gentile utente di mio dottore,
Per ricevere informazioni sugli effetti del farmaco la invito a confrontarsi con il medico prescivente.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Per ricevere informazioni sugli effetti del farmaco la invito a confrontarsi con il medico prescivente.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Amico o Amica,
assumere psicofarmaci per lunghi periodi senza verificare con uno psichiatra se continua re, diminuire o cambiare la prescrizione non è una buona idea: il nostro organismo cambia nel tempo, le nostre esperienze ci cambiano e alcuni temi che ci preoccupavano a 20 anni a 32 possono essere mutati radicalmente.
Le consiglio di consultare uno psichiatra a cui potrà esporre anche i suoi dubbi in merito ai piccoli cambiamenti che avverte nel cambio di stagione.
Inoltre una psicoterapia può migliorare la qualità del suo umore in modo stabile: ci ha mai pensato?
con i migliori auguri,
dr. Ventura
assumere psicofarmaci per lunghi periodi senza verificare con uno psichiatra se continua re, diminuire o cambiare la prescrizione non è una buona idea: il nostro organismo cambia nel tempo, le nostre esperienze ci cambiano e alcuni temi che ci preoccupavano a 20 anni a 32 possono essere mutati radicalmente.
Le consiglio di consultare uno psichiatra a cui potrà esporre anche i suoi dubbi in merito ai piccoli cambiamenti che avverte nel cambio di stagione.
Inoltre una psicoterapia può migliorare la qualità del suo umore in modo stabile: ci ha mai pensato?
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buonasera,
I pensieri e le emozioni vanno accolti senza combatterli, perché più si cerca di eliminarli, più possono amplificarsi. La Terapia Breve Strategica può essere molto utile per gestire queste sensazioni, aiutando a interrompere i circoli viziosi di ansia e paura. Potrebbe essere utile anche confrontarsi con un professionista per comprendere meglio la situazione, soprattutto in relazione alla sospensione del farmaco. Se hai dubbi sulla schizofrenia, parlane con uno psicologo per rassicurarti e ricevere indicazioni adeguate.
I pensieri e le emozioni vanno accolti senza combatterli, perché più si cerca di eliminarli, più possono amplificarsi. La Terapia Breve Strategica può essere molto utile per gestire queste sensazioni, aiutando a interrompere i circoli viziosi di ansia e paura. Potrebbe essere utile anche confrontarsi con un professionista per comprendere meglio la situazione, soprattutto in relazione alla sospensione del farmaco. Se hai dubbi sulla schizofrenia, parlane con uno psicologo per rassicurarti e ricevere indicazioni adeguate.
Buongiorno, capisco che questa situazione possa essere preoccupante, soprattutto perché si ripresenta ciclicamente nei cambi di stagione.
Anche se il farmaco è stato prescritto dal medico di famiglia, uno psichiatra potrebbe aiutarti a gestire meglio queste fasi, dopo tanti anni con la paroxetina, potrebbe essere utile rivedere il dosaggio e considerare di affiancare il trattamento farmacologico con una psicoterapia.
Un saluto
Dott.ssa Noretta Lazzeri
Anche se il farmaco è stato prescritto dal medico di famiglia, uno psichiatra potrebbe aiutarti a gestire meglio queste fasi, dopo tanti anni con la paroxetina, potrebbe essere utile rivedere il dosaggio e considerare di affiancare il trattamento farmacologico con una psicoterapia.
Un saluto
Dott.ssa Noretta Lazzeri
Buongiorno, credo in questa situazione sia importante capire per lei cosa vorrebbe dire ricevere una diagnosi e valutare una visita con uno psichiatra per avere informazioni in merito ed eventualmente rivalutare la terapia. Oltre alla terapia farmacologica un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a gestire questi momenti dal punto di vista emotivo.
Salve, capisco la sua preoccupazione ed è opportuno comprendere la causa del suo malessere così da poter intervenire. Dal punto di vista farmacologico non mi posso esprimere in quanto psicoterapeuta, ma dal mio parere di terapeuta le posso indicare che abbinare una psicoterapia al farmaco permette di raggiungere dei cambiamenti più stabili nel lungo termine. I sintomi che lei riferisce vanno approfonditi per inquadrarli al fine di un trattamento personalizzato su di lei.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi può contattare anche online.
Le augurio una buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna, Psicologa-Psicoterapeuta
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi può contattare anche online.
Le augurio una buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna, Psicologa-Psicoterapeuta
Buonasera,
purtroppo è molto frequente che i medici di base prescrivano farmaci psichiatrici. In teoria essendo medici posso farlo, ma dal mio punto di vista, non è eticamente corretto. Innanzitutto lei prende principalmente un antidepressivo che, un bravo psichiatra, somministrerebbe solo dopo accurata valutazione mnestica e prognostica. Detto ciò la esorterei a riferirsi ad uno psichiatra per l'adeguamento della posologia, (forse dopo molti anni è anche il caso di cambiare il farmaco),e ad uno psicoterapeuta per iniziare una terapia quanto prima. Auguri per la sua vita,
Dott.ssa G.T.
purtroppo è molto frequente che i medici di base prescrivano farmaci psichiatrici. In teoria essendo medici posso farlo, ma dal mio punto di vista, non è eticamente corretto. Innanzitutto lei prende principalmente un antidepressivo che, un bravo psichiatra, somministrerebbe solo dopo accurata valutazione mnestica e prognostica. Detto ciò la esorterei a riferirsi ad uno psichiatra per l'adeguamento della posologia, (forse dopo molti anni è anche il caso di cambiare il farmaco),e ad uno psicoterapeuta per iniziare una terapia quanto prima. Auguri per la sua vita,
Dott.ssa G.T.
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