Buongiorno A seguito di spese di ristrutturazione/trasloco, quest'anno non ho potuto andare in vacan
Buongiorno A seguito di spese di ristrutturazione/trasloco, quest'anno non ho potuto andare in vacanza per conto mio e ho accettato di venire nell'appartamento che abbiamo in montagna con i miei genitori visto il grande caldo della zona in cui abito. Mio padre avrebbe dovuto andare in un'altra zona per le vacanze, ma all'ultimo ha avuto un contrattempo e si è unito anche lui. Mi spiace dirlo di un padre perchè non ci ha mai fatto mancare niente economicamente, ma non riesco più a sopportare i suoi atteggiamenti (che è il motivo per cui mi sono trasferita). Mio padre è sempre critico, non gli va mai bene niente e pensa che siano sempre gli altri a sbagliare. Ad esempio in questi ultimi anni sono arrivata al punto di dirgli che, dato non gli andavano bene i negozi in cui facevo la spesa o il modo in cui cucinavo, ognuno avrebbe pensato per sè perchè non avevo intenzione di portare questo stress sulle spalle. Gli ho anche fatto presente che questo suo comportamento non mi faceva vivere serenamente e di smettere, ma lui continua. Ieri mia mamma si è arrabbiata dopo l'ennesimo appunto fatto e adesso mi ritrovo a non voler parlare con mio padre e non poter parlare con mia madre perchè non vuole aver a che fare con nessuno. Non conosco altre persone e qui in montagna e cerco di passare qualche ora fuori casa, ma il pensiero continua a tornare a questa situazione in cui mi sento schiacciata. Spesso sono triste e piango per sfogarmi, ma ho sempre questo sottofondo di ansia/agitazione. Ho pensato di tornare a casa, ma con temperature di 37 gradi vorrebbe dire stare rinchiusa con l'aria condizionata (almeno qui posso fare delle passeggiate o andare in pinete/boschi). Volevo chiedervi consigli o parole di conforto per sopravvivere a questo casino, con l'assurdità di stare aspettando di tornare a casa per sentirmi a mio agio. Grazie
1 risposta
Buongiorno, quello che racconta è comprensibile e, in situazioni come questa, è facile sentirsi sopraffatti. Le vacanze, che immaginiamo come un momento di riposo e leggerezza, possono in realtà riattivare dinamiche familiari e tensioni che durante l’anno, anche grazie alle distanze e ai propri spazi, riusciamo a gestire meglio. Stare insieme più a lungo, condividere gli stessi spazi e ritrovarsi nelle vecchie dinamiche può far riemergere con particolare intensità emozioni e fatiche già conosciute. Non è quindi così strano che proprio in vacanza ci si possa sentire più irritabili, ansiosi o bisognosi di prendere le distanze. E anche quel paradossale desiderio di “tornare a casa” mentre si è in vacanza è molto più comune di quanto si pensi! Quando il luogo in cui viviamo abitualmente rappresenta anche i nostri spazi, le nostre abitudini e soprattutto la nostra autonomia, può diventare proprio ciò che desideriamo quando ci sentiamo troppo coinvolti nelle dinamiche familiari. Forse, in questi giorni, più che cercare di risolvere la situazione con suo padre, potrebbe provare a concedersi il diritto di proteggere un po’ il suo spazio: uscire, passeggiare, stare nei luoghi che le fanno bene, organizzare qualche momento per sé. Non è necessario che questa vacanza sia perfetta e non è necessario risolvere ora una dinamica che evidentemente viene da più lontano. Si conceda anche di desiderare semplicemente che questi giorni finiscano. A volte prendersi cura di sé significa anche riconoscere che una situazione ci sta facendo stare male, senza per questo sentirci in colpa. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Tezza
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