Buonasera, voglio iniziare un percorso di terapia, ma non vorrei dover procedere per troppi tentativ

Buonasera, voglio iniziare un percorso di terapia, ma non vorrei dover procedere per troppi tentativi ed errori, sento già una enorme resistenza e temo di non trovare le forze per insistere. La mia paura deriva dall'aver fatto parte per anni di una setta di formazione che si occupava di corsi di auto-aiuto e crescita personale, che tra le altre cose ha sempre denigrato la psicologia. Questa esperienza ha avuto delle gravi ripercussioni sulla mia salute mentale, e anche adesso, a distanza di anni, mi causa incubi e difficoltà ad andare avanti con la mia vita. Ho paura che alcuni approcci di psicoterapia possano essere più "triggeranti" di altri. Quale approccio potrebbe essermi più utile, almeno come primo impatto? Grazie.

21 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto. Al di là dell'approccio ritengo utile che lei possa instaurare una sana alleanza terapeutica, elemento essenziale per la buona riuscita della terapia. Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL

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Salve, per la scelta dell'approccio terapeutico potrebbe essere utile visionare le risposte che i vari professionisti danno alle domande dei pazienti di questa piattaforma. Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Cappon

Dr. Vincenzo Cappon

psicologo

Castiglione delle Stiviere

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Buonasera, il tipo di approccio terapeutico è di importanza secondaria rispetto allo stabilire una buona relazione con il/la terapeuta. Le consiglio quindi di provare a fidarsi della persona che sceglierà, mettendo da parte i pareri negativi sulla psicologia che ha ascoltato in passato. Le auguro un percorso soddisfacente e proficuo.


Buonasera, grazie per aver condiviso la sua situazione. Posso comprendere, la sua resistenza ad iniziare un percorso di psicoterapia. Ciò che mi sento di dirle è che l'approccio in sé può essere secondario al suo benessere. Importante è trovare un terapeuta che la faccia sentire accolta, compresa, non giudicata e protetta... un approccio più profondo può aiutarla a comprendere la natura del trauma e il dare un nome, una risposta a come mai ha sentito la necessità di avvicinarsi ad una setta. Ora, per rispondere alla sua domanda potrebbe chiedere di una psicoterapia psicodinamica breve, per lavorare sul conflitto e poi continuare per approfondire l'origine di tutto e trovare insieme al suo terapeuta una chiave di lettura e comprenderne la struttura affinché non si ritrovi a vivere malesseri simili. Spero di esserle stata utile. La saluto e in bocca al lupo

Dott.ssa Cristina Merolla

Dott.ssa Cristina Merolla

psicologo

Santa Maria Capua Vetere

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Buongiorno gentile utente, suggerisco un approccio pratico e partecipativo come la terapia cognitivo comportamentale. Considerata la scarsa fiduciosa alla psicoterapia sarebbe opportuno che lei elaborasse le emozione e i pensieri a riguardo con esiti immediati. Resto disponibile per ulteriori informazioni. Saluti. Dott ssa Silvana Zito


Sono comprensibili le sue resistenza data le esperienze precedenti, però è importante sapere che una variabile fondamentale che determina l'esito di una terapia è che si crei un'intesa fra il paziente e il terapeuta, uno stare bene insieme a pelle, dove ci si può affidare, e questo non dipende dall'approccio del terapeuta, ma da quella "chimica" che quando capita è molto bella, sia per il paziente sia per il terapeuta. Per cui ci sta che alla prima non troviamo il terapeuta giusto... Lei è tanto coraggiosa.


Buonasera, come le hanno già suggerito, non è tanto l' approccio, quanto la sintonia che si crea con il terapeuta e, soprattutto, la sensazione di sentirsi al sicuro, che potranno permetterle di iniziare un percorso terapeutico. Sentirsi al sicuro è imprescindibile, e lo può sentire ' a pelle'. Le auguro di trovare presto la persona ' giusta ' per aiutarla. Saluti S.G.R

Dott.ssa Silvia Guerini Rocco

Dott.ssa Silvia Guerini Rocco

psicologo

Sant'Angelo Lodigiano

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Buonasera, grazie della domanda. Molte persone si trovano di fronte allo stesso dubbio e alle stesse paure quando decidono di voler iniziare un percorso. Nel suo caso, l'esperienza da lei vissuta si somma alle preoccupazioni iniziali. L'essere stata dentro una "setta", come mi sembra di capire, con tutte le ripercussioni che ne comportano, e soprattutto lo sforzo che le sarà costato riuscire ad uscirne, la pongono di fronte una grande paura ovvero che la sua fiducia possa essere mal riposta nuovamente. Sulla base di queste poche informazioni, le direi di scegliere in base alla persona che sta dietro l'approccio, in quanto ogni metodo è declinato in modo individuale e personale. Le faccio i miei auguri per l'inizio di questa nuova avventura da cui spero possa uscirne rinnovata. Per qualsiasi altra informazioni, resto a disposizione anche online. Cordialmente, Dott.ssa Notaro


Buonasera, comprendo la difficoltà che può aver avuto all' interno di questo gruppo. Sento che una terapia profonda possa aiutarla a capire le dinamiche affrontate all' interno di questo gruppo e il " trauma" che ad oggi porta. Prova anche a trovare un terapeuta a cui sente di potersi affidare a livello relazionale. Dott.ssa Aitella


Buonasera, penso che l'esperienza che ha vissuto possa aiutarla a scegliere, evitando persone che hanno caratteristiche che ha già conosciuto. Questo dovrebbe assisterla nella scelta di ciò che non vuole. Ciò che, invece, deve esserle chiaro fin da subito e che accade alla maggior parte delle persone, è sentirsi a suo agio. Provi a cercare sul portale uno psicoterapeuta della sua zona, veda foto e legga le risposte. Poi lo contatti telefonicamente, il primo approccio è quello che lascia un segno importante. Ritengo le sia utile una persona chiara e affidabile, più che una tecnica specifica. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Buonasera. Il mio suggerimento è di scegliere un/a terapeuta sulla base innanzitutto della fiducia, della professionalità e della competenza che le trasmette, in considerazione del fatto che uno dei fattori cruciali nel successo di una psicoterapia è l'alleanza terapeutica che si instaura tra cliente e terapeuta, ovvero la qualità della relazione e la capacità di collaborare ai fini del raggiungimento degli obiettivi terapeutici. In bocca al lupo e un saluto, Dott. Felice Schettini


Gentile Utente grazie della sua condivisione, le sue paure sono comprensibili e le esperienze negative che ha avuto in passato accrescono queste paure. Gli approcci terapeutici possono essere diversi ma hanno tutti obiettivi comuni orientati al benessere del paziente. Le consiglio di scegliere valutando il professionista. Una buona terapia si basa sulla relazione, i diversi approcci possono essere più o meno indicati per alcune problematiche, ma è fondamentale la relazione con il terapeuta. Può provare a leggere i vari profili e leggere i vari articoli/risposte che pubblichiamo in questo portale. Questo potrebbe aiutarla a trovare qualcuno con cui può essere in maggiore sintonia. Un caro augurio


Gentile utente di mio dottore, l'orientamento del terapeuta non è l'aspetto più importante di una psicoterapia. L'aspetto fondamentale è la relazione di fiducia che viene ad instaurarsi tra paziente e terapeuta in quanto la chiave per poter star bene e affrontare un percorso di psicoterapia in totale serenità sta appunto nell'alleanza terapeutica. Scelga uno psicoterapeuta a cui sente si possa affidare, vedrà che con il tempo riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile Utente, capisco la sua preoccupazione, purtroppo alle volte il desiderio di una soluzione ci porta a considerare percorsi che con il senno del poi non faremmo, ma gli effetti sono forti. Tenga presente che non esiste un approccio più indicato dell'altro, sono tutti ugualmente validi sul piano tecnico, ciò che fa davvero differenza è la componente umana. La terapia non la fa l'approccio ma il/la terapeuta, per questo le consiglio di lasciarsi guidare dalle sensazioni che avrà dalle prime conoscenze. Ognuno ha uno stile relazionale differente, ed è fondamentale che la scelta derivi da quanto sente di essere comoda con questo o quello stile relazionale. Un caro augurio di buona fortuna


Buongiorno, é comprensibile la sua paura e la sua resistenza ad iniziare un percorso di psicoterapia, soprattutto in base alle esperienze passate di cui ci ha parlato. Concordo con i miei colleghi sul fatto che l’approccio é secondario, ciò che conta maggiormente é trovare un terapeuta con cui stabilire una buona relazione, che la faccia sentire al sicuro, compresa, accolta e non giudicata. Le auguro di trovare un terapeuta a cui sente di potersi affidare. Un caro saluto, Dott.ssa Marcella Boscolo


Salve, l'incertezza rispetto al tipo di terapia più indicato è comprensibile ma come hanno detto alcuni colleghi non è solo l'approccio del terapeuta che fa la terapia. Non credo ci siano approcci che possano "triggerarla" in modo particolare; forse questo dubbio può contenere i timori di creare un nuovo rapporto/legame, vista l'esperienza negativa che cita nella sua domanda? Provi a valutare i professionisti presenti sul portale, guardando schede, risposte alle domande, recensioni ecc. e vedere se questo la aiuta nella scelta. Cordiali Saluti


Salve, penso che visto quanto riporta e le sue resistenze, dovrebbe scegliere autonomamente. Su internet si trovano molte informazione sulle linee guida generiche che guidano i vari orinetamenti psicoterapici, una idea potrà già iniziare a farsela. In ogni caso, di qualunque approccio si tratti, è il paziente ad essere al centro del percorso di cura e quindi anche dei discorsi e degli stimoli che vengono affrontati. Cioè non verrà diretta forzatamente ad affrontare dei temi prima che si siano create le situazioni atte a trattarli e a contenerli. Solo allora gli argomenti "triggeranti" potranno essere sciolti nel loro potere traumatico proprio grazie alla terapia. un saluto


Si AFFIDI ad un terapeuta con cui possa instaurare una solida alleanza terapeutica (indipendentemente dall’orientamento terapeutico), a fronte della sua dolorosa esperienza, in cui proprio la sua fiducia è stata tradita. Un professionista competente saprà sostenerla ed aiutarla a liberarsi dai suoi incubi più terribili.


Buongiorno e grazie per la sua condivisione che può essere di aiuto a molte/i. Non si preoccupi dell’approccio. Questa ė responsabilità del/la terapeuta. L’importante ė che si senta a suo agio e rispettata nelle sue esigenze e sacrosante resistenze. Chi avrà il piacere di lavorare con lei, saprà come occuparsi anche di questi aspetti (che sono uguali per tutte/i coloro che affrontano un percorso di questo tipo) come degli aspetti più specifici e personali che caratterizzano la sua storia. Un caro saluto.


Salve, dopo un’esperienza intensa e potenzialmente traumatica come quella da lei vissuta, è del tutto naturale sentire diffidenza, incertezza e il timore di esporsi di nuovo. Esistono approcci psicoterapeutici particolarmente indicati per chi ha subito manipolazioni, esperienze invasive o contesti fortemente direttivi. In particolare, la psicoterapia umanistica potrebbe offrirle un ambiente accogliente e non giudicante, centrato sull’ascolto empatico e sul rispetto dei suoi tempi. È un approccio che lavora sul valore della persona, favorendo un senso di sicurezza e autenticità nella relazione terapeutica. Anche l’EMDR, seppur solitamente introdotto in una fase successiva, può rivelarsi molto efficace per elaborare eventi traumatici legati alla manipolazione e al controllo, agendo in modo mirato sulla memoria emotiva. Alcuni trovano beneficio anche nell’integrazione con mindfulness, utile per ritrovare stabilità nel presente e imparare a riconoscere i segnali del corpo senza sentirli come minacciosi. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.