Buonasera. Vi chiedo un consiglio per capire: ho recentemente rievocato un trauma infantile e da all

25 risposte
Buonasera. Vi chiedo un consiglio per capire: ho recentemente rievocato un trauma infantile e da allora sono in angoscia. Mi sento divisa a pezzi, da una parte vado avanti con la vita normale nei vari ruoli, ma quasi fossi un automa e non stessi veramente vivendo le cose, dall’altra sono invasa dall’angoscia anche se certe situazioni non ci sono più perché oggi vivo una realtà serena. Come si può fare per unire questi pezzi? É solo una questione di tempo di elaborazione? Più sento questa estraneità/distacco nelle cose che vivo (anche con mio marito e i miei figli che adoro), più vado in ansia.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato: sento tanta sofferenza. Credo che l'unico rimedio sia di intraprendere un percorso psicologico e capire le cause di ciò che ha raccontato.
Se avesse voglia, può contattarmi per un primo consulto totalmente gratuito.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Giorgiana Figus
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Albano Sant'Alessandro
Salve, sarebbe interessante sapere come il trauma infantile sia stato rievocato, le é riaffiorato alla mente, é emerso con un collega psicologo o per qualche racconto specifico. Vede, quando ci sono situazioni di questo tipo é preferibile avere qualcuno che sappia accompagnarci nel modo giusto per superare l'evento e continuare la propria vita in armonia. Si rivolga con fiducia ad uno psicologo, vedrà che le darà sollievo.
Prenota subito una visita online: Colloquio psicologico - 45 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, sarebbe importante sapere in che modo è stato rievocato il trauma, se con l'aiuto di un professionista o in modo spontaneo. In ogni caso è necessario che ne possa parlare con uno psicologo/psicoterapeuta in modo da arrivare alla comprensione e all'elaborazione di ciò che è successo.
Resto a disposizione anche online, cordiali saluti dott.ssa Gabriella Pringigallo
Dott. Luca Sist
Psicologo, Psicologo clinico
San Michele al Tagliamento
Buongiorno, rievocare un trauma comprendo non sia facile da gestire, soprattutto se è stato rievocato in modo autonomo e non con l'aiuto di un professionista con cui poter gestire la cosa. Sarebbero molte altre informazioni utili per poter fare un quadro e aiutare. Consiglio un percorso individuale di psicoterapia in cui si può fare chiarezza, capirne l'origine per poi poter elaborare e proseguire oltre. In bocca al lupo e rimango a disposizione online.
Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, non è chiaro se la rievocazione del trauma sia avvenuta da sola o con l'aiuto di un terapeuta. Se è avvenuta da sola si rivolga ad uno specialista e con lui metterete insieme i pezzi. Se è avvenuta già con uno professionista dia tempo al tempo, i pezzi andranno al loro posto e scoprirà una vita più sana ed appagante.
Cordialmente
dott.ssa Floriana Ricciardi
Dott.ssa Valentina Biddau
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente rievocare traumi passati può essere doloroso. Credo che intraprendere un percorso di psicoterapia con un professionista che abbia una formazione anche in EMDR, uno specifico approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma, possa essere ottimale per aiutarla a rimettere insieme i pezzi. Resto a disposizione per ulteriori informazioni. Un saluto Dott.ssa Valentina Biddau
Dott.ssa Jennifer Saias
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentile utente, sarebbe sicuramente importante comprendere come questo ricordo traumatico sia tornato alla sua mente. Ciò che mi sento di consigliarle è di intraprendere un percorso con un professionista che pratichi EMDR, questo sicuramente potrebbe esserle d'aiuto.
Dott.ssa Jennifer Saias
Dott.ssa Michela Lorenzini
Psicologo, Psicologo clinico
Massa
Gentilissima, percepisco tanta sofferenza in ciò che ha raccontato. Ritengo che intraprendere un percorso individuale possa aiutarla a comprendere meglio le cause di ciò che sta vivendo. Nel caso se la sentisse, rimango a disposizione per un colloquio conoscitivo, anche online. Inoltre, qualora avesse dubbi o curiosità, può contattarmi attraverso la chat.
Cordialmente,
Dott.ssa Lorenzini Michela
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi dispiace sentire che stai attraversando questo momento difficile. Ecco alcuni suggerimenti per affrontare la situazione:

Consultare un Terapeuta: Un professionista può aiutarti a elaborare il trauma e a integrare le esperienze passate con la tua vita attuale.
Praticare la Mindfulness: Tecniche di mindfulness possono aiutarti a rimanere presente e a ridurre la sensazione di distacco dalla realtà.
Supporto Sociale: Parla con persone di fiducia, come amici o familiari, per condividere i tuoi sentimenti e ricevere supporto emotivo.
Attività di Auto-Cura: Dedica del tempo a te stessa attraverso attività che ti rilassano e ti fanno sentire bene, come l’esercizio fisico, la lettura o l’hobby che ti piacciono.
Diario delle Emozioni: Scrivere le tue emozioni può aiutarti a comprendere meglio i tuoi sentimenti e a dare loro un senso.
Elaborare un trauma può richiedere tempo, ma con il giusto supporto e le giuste strategie, è possibile trovare un equilibrio e sentirsi più integrati nella propria vita.




Gentile utente buongiorno.
Il passato può tornare solo nelle nostre menti, non nella realtà che viviamo. Anche se il ricordo dell'esperienza traumatica di cui parla le sta dando fastidio, si tratta di un evento mentale che niente ha a che fare con la sua realtà di vita.

E' importante che impari a prendere distacco da questo tipo di pensiero e dalle emozioni negative che esso suscita. Il metodo migliore è cercare di osservare il suo vissuto interiore e condividerlo, per esempio scrivendo su un diario giornaliero, oppure parlandone con un professionista. Descrivendo quello che la fa stare male e che la condiziona nel presente, darà valore oggettivo al fenomeno mentale e sarà gradualmente in grado di gestirlo come tale.

Parallelamente potrà essere utile iniziare una "dieta" di emozioni positive, cominciando a prestare molta più attenzione alle cose belle e significative che la circondano, imparando a esprimere gratitudine per le persone importanti, per la bellezza della vita e per i suoi doni, sentendosi pienamente coinvolta nelle attività che svolge giornalmente, a lavoro, a casa e nel tempo libero.

Vivere nel qui e ora, praticare la presenza mentale, anche attraverso pratiche di consapevolezza, può essere un buon viatico al superamento di questa fase critica del suo vissuto psicologico.

Sarei lieto, se lo desidera, di spiegarle meglio questo tipo di approccio per risolvere il suo problema, anche tramite consulenza online.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Prenota subito una visita online: Consulenza online - 35 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera gentile utente, è comprensibile quel che sta vivendo e certamente doloroso. Se il suo trauma passato è riemerso forse è perchè richiede di essere affrontato, forse ora lei ne ha le risorse. Si può fare attraverso una psicoterapia. Non è probabile che basti il tempo a farlo "passare". Forse può considerarla un'opportunità per fare i conti con quel che ha vissuto, magari anche riconoscendo quali capacità ha messo in campo per non esserne schiacciata. Valuti la possibilità di un percorso su di sè, scegliendo tra i professionisti presenti su questa piattaforma, ad esempio, e partendo da un colloquio di consultazione per farsi un'idea del tipo di lavoro... Le auguro giorni più sereni e resto a disposizione. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buonasera. Il passaggio psicologico che lei descrive, se comprendo bene le sue parole, è quanto avviene in quel contesto protetto che è dato dai colloqui psicologici o da una psicoterapia o dalla psicoanalisi.
La sua percezione emotiva attuale è comprensibile. Le propongo di inserire questa esperienza proprio in quel contesto protetto. Se può esserle utile, possiamo sentirci per un colloquio psicologico orientativo online.
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, purtroppo le informazioni da lei fornite non sono sufficienti a fornire una spiegazione esaustiva al suo quesito, ma piuttosto sollecitano delle domande.
Perchè e come, ha rievocato questo trauma infantile? E soprattutto, trattandosi di un evento decisamente lontano, perchè proprio ora?
E' successo qualcosa nell'attualità, tanto da farla orientare ad un periodo di vita così remoto? E' più probabile che l'ansia sia dovuta a qualcosa che le sta accadendo nell'ora e che l'ha evidentemente destabilizzata. Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dott.ssa Valeria Filippi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
San Donato Milanese
Buongiorno,
il consiglio che le posso dare è di affrontare la tematica con un professionista psicologo per definire meglio il contesto in cui è emerso il ricordo traumatico e il significato. In questi casi può rivelarsi utile la terapia EMDR che lavora proprio sui traumi, può cercare un professionista che se ne occupa e valutarne insieme l'utilizzo.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Filippi
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso questo stato di sofferenza, col quale non è sicuramente facile convivere. Non so se abbia rievocato il trauma in seduta, in tale caso il professionista che la segue saprà sicuramente indicarle come gestire i momenti di attivazione, mantenendoli sotto controllo, se invece ha vissuto una condizione traumatogena (cioè una condizione che ha "risvegliato" il trauma), le suggerirei di farsi supportare in un percorso con un terapeuta ad indirizzo integrato specializzato in quest'area. Il fatto di sentirsi divisa a pezzi è classico del trauma ed esistono tecniche per regolare l'attivazione di sintomi di ansia e angoscia, ma soprattutto è utile compiere un lavoro che favorisca una sana elaborazione dello stesso, quindi non sarà solo questione di tempo, ma anche frutto di un processo che può essere favorito all'interno di un percorso con un professionista. Per ulteriori consigli o per intraprendere un percorso di supporto psicologico resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti. Dott. Luca Vocino
Prenota subito una visita online: Colloquio psicologico clinico - 70 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Dott.ssa Antonella Vita
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentile utente,
si potrebbe intervenire con un percorso psicologico finalizzato all'elaborazione del trauma. Se questo vissuto ancora oggi la turba significa che non è stato rielaborato e necessita di trovare uno spazio apposito.
La aspetto volentieri anche online per un primo colloquio gratuito al fine di valutare insieme come intervenire in modo da risolvere la difficoltà che riporta.
Un caro saluto
Dott.ssa Vita
Dott.ssa Alessia Pisani
Psicologo, Psicologo clinico
Provaglio d'Iseo
Gentile utente
Grazie per condividere quanto sia vivendo.
Sarebbe utile capire come il trauma infantile sia riaffiorato, se alla vista di qualcosa/ qualcuno, una frase, un flash o se durante un confronto con un professionista.
Oltre a questo le chiedo cosa è successo/ cambiato dopo che il ricordo è tornato alla mente? Ci pensa spesso? La sta bloccando nello svolgimento della sua vita quotidiana ?
Per ricomporre “i pezzi” sarebbe utile intraprendere un percorso di supporto psicologico anche per capire come mai questa parte della sua infanzia era così importante e ad oggi le ha innescato questa angoscia.
Resto a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Alessia Pisani
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera gentile utente, so quanto può essere difficile e doloroso rivivere esperienze traumatiche, però fortunatamente lei ha la possibilità di intervenire su questa situazione dandosi la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia per prendersi cura di se stessa, elaborare ciò che le è accaduto e ritrovare la serenità perduta. Non esiti a contattarmi per qualsiasi informazione o colloquio conoscitivo, sono disponibile anche online. Un caro saluto, Dssa Cristina Sinno
Dott.ssa Anna Bruscino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera, per questi motivi lascerei che i pezzi possano esrre modellati e trasformati nella forma che più le piace ma solo dopo aver elaborato, accettato, perdonato ciò che è causa di questa rottura
Dott.ssa Serena Baleani
Psicologo, Psicologo clinico
Loreto
Salve, la definizione che ha dato lei "mi sento divisa a pezzi", spiega benissimo quello che accade quando ci troviamo di fronte al ricordo di un evento traumatico. Provo a spiegarle brevemente che cosa succede al nostro cervello e quello che potrebbe fare per superare questo momento di angoscia. Può succedere che in determinate circostanze un'esperienza disturbante possa non essere elaborata autonomamente. Il ricordo rimane quindi racchiuso nel cervello e nella memoria con le immagini originali, i suoni, i pensieri, le emozioni e le sensazioni corporee sperimentate all’epoca dell’evento. Se non è già seguita da uno psicoterapeuta, le consiglio di iniziare un percorso psicoterapico, magari con formazione in EMDR. Spero di esserle stata di aiuto. Un caro saluto
Dott.ssa Roberta Merlo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
grazie per la sua personale condivisione.
Per la situazione che ha descritto credo che potrebbe essere estremamente utile iniziare un percorso di terapia. Il supporto di uno psicologo può rivelarsi prezioso per accompagnarla nel mettere a fuoco ciò che sente di aver rievocato, per portare alla consapevolezza ciò che sta vivendo attualmente e comprendere le motivazioni della sua angoscia.
Le faccio il mio in bocca al lupo e le auguro una buona giornata
Dottoressa Roberta Merlo
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera,
la dissociazione tra ciò che vive “da automa” e l’angoscia che sente può essere una strategia inconscia della mente per proteggersi da un dolore troppo grande. L’elaborazione del trauma non segue un percorso lineare: il tempo è importante, ma anche la qualità del modo in cui si riesce a mettere insieme i pezzi.
Le suggerisco di accogliere questa “stranezza” senza giudicarla, riconoscendo che è un segnale prezioso: indica che qualcosa vuole essere ascoltato dentro di lei. Affidarsi a un percorso terapeutico specifico sul trauma può aiutarla a integrare quei vissuti frammentati, riducendo l’angoscia e la sensazione di distacco.
Può iniziare a chiedersi cosa vuole davvero sentire in quei momenti di distacco e come potrebbe concedersi di esserci, senza fretta né giudizio?
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dr. Stefano Previtali
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. La sensazione di sentirsi a pezzi, di funzionare in modo automatico, il distacco dalla vita e il conseguente senso di estraneità, sono tutti vissuti comuni che le persone sperimentano quando un trauma, nel suo caso legato all’infanzia, riemerge, torna in superficie. I traumi hanno bisogno di un essere rielaborati e il tempo, da solo, non è sufficiente ma può solo portare ad una attenuazione del dolore. Come mi piare abbia intuito anche lei, importante per l’elaborazione del trauma è il lavoro di “unire i pezzi”, e per fare ciò è consigliato il sostegno di un terapeuta che possa accompagnarla nel lavoro. Cordialmente, dott. Previtali.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso un vissuto così intenso e delicato. Le parole che usa trasmettono molto bene quella sensazione di essere “divisa”, come se una parte di lei continuasse ad andare avanti nella quotidianità mentre un’altra fosse rimasta agganciata a qualcosa di molto doloroso. Questa esperienza può essere profondamente destabilizzante, soprattutto quando arriva dopo aver rievocato un trauma che, per tanto tempo, era rimasto in qualche modo lontano dalla coscienza. Quello che descrive, quella sorta di distacco, di automatismo, di estraneità rispetto a ciò che vive anche nelle relazioni più importanti, è qualcosa che può accadere quando il sistema emotivo è sovraccarico. È come se la mente cercasse contemporaneamente di elaborare qualcosa di molto intenso e, allo stesso tempo, di proteggersi da un eccesso di dolore. Da una parte quindi emergono angoscia e attivazione, dall’altra una sorta di “spegnimento” o distanza che può farla sentire poco presente. Non è un segno che sta peggiorando o che sta perdendo qualcosa di sé, ma piuttosto un tentativo del suo sistema di regolare qualcosa di molto grande. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è importante osservare anche cosa succede quando si accorge di questa estraneità. Lei stessa nota che più la percepisce, più aumenta l’ansia. Questo è un passaggio molto rilevante, perché indica che non è solo l’esperienza in sé a creare sofferenza, ma anche il modo in cui viene interpretata. È comprensibile che pensieri come “non sto vivendo davvero”, “non sono più come prima” o “c’è qualcosa che non va” possano amplificare ulteriormente lo stato di allarme, creando un circolo in cui l’attenzione si focalizza sempre di più su queste sensazioni, rendendole ancora più presenti. Rispetto alla sua domanda, il tempo può avere un ruolo, ma da solo spesso non è sufficiente. Quando si riattiva un’esperienza traumatica, non è tanto una questione di aspettare che passi, quanto di trovare un modo per integrare ciò che è emerso, senza esserne travolti e senza doverlo tenere separato dal resto della propria vita. “Unire i pezzi”, come dice lei, significa proprio questo: permettere a quella parte dolorosa di trovare uno spazio nella sua storia, senza che invada tutto o che la costringa a dissociarsi per proteggersi. In questo processo può essere molto utile avere uno spazio sicuro in cui poter esplorare gradualmente ciò che è emerso, comprendere le reazioni del suo corpo e della sua mente e imparare a gestire l’angoscia senza dover ricorrere automaticamente al distacco. Un lavoro di tipo cognitivo comportamentale può aiutarla proprio a riconoscere questi meccanismi, a ridurre la paura delle sensazioni che prova e a sviluppare modalità più stabili per restare in contatto con il presente anche quando emergono ricordi o emozioni difficili. Il fatto che lei riesca a descrivere con così tanta lucidità ciò che le accade e che mantenga il legame affettivo con suo marito e i suoi figli, pur sentendosi distante, è un segnale importante. Indica che quella connessione non è persa, ma momentaneamente offuscata da uno stato di attivazione emotiva. Affrontare tutto questo da sola può essere molto faticoso. Valutare un percorso di supporto potrebbe offrirle la possibilità di attraversare questa fase con maggiore stabilità, comprendendo a fondo ciò che sta accadendo e trovando un modo più integrato e meno doloroso di stare dentro la sua esperienza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.