Buonasera perché pur vivendo una relazione appagante, continuo ad aver paura che la persona che amo

20 risposte
Buonasera perché pur vivendo una relazione appagante, continuo ad aver paura che la persona che amo si innamori di qualcun altro? Ho una relazione con una persona meravigliosa ci siamo voluti tanto e ora l unico scenario che io immagino è il più catastrofico. Chiaramente ne parlo con lui ma edulcorando perché certe cose mi farebbero solo sembrare pazza, cosa che per altro già sento di mio. Ho un figlio con un altro uomo ci siamo lasciati o meglio ho lasciato nel 2015 i rapporti sono ottimi era la mia scelta saggia perché mi metteva sicurezza poi ho avuto un altra storia dove mi sono praticamente distrutta con una persona dipendente da alcol e cocaina e conseguentemente estremamente bugiarda. Ma con lui ho provato realmente quel sentimento forte che nn avevo mai sentito seppur in una relazione tossica. Ho lasciato ne sono uscita a pezzi sono stata sola ma alla fine mi sono ripresa. Conoscevo già l uomo che oggi amo e dopo un po' ci siamo frequentati e abbiamo capito che era possibile rendere azione quello che fino a quel momento era solo un pensiero. Ora stiamo semplicemente bene nel senso più bello del termine. Condivisione dialogo e tutto quello che c è quando un amore nn è solo un emozione di un attimo. Io so di essere una persona estremamente insicura nonostante tutto dica di me il contrario e so anche quanto valgo so che ho dei difetti ma tirando le somme so di essere una bella persona. So anche di essere una persona portata a diventare dipendente da qualcuno è già successo e tutti i giorni devo mantenere l attenzione alta su questo ma ciò che ora davvero mi uccide è questa paura come se la visualizzassi che la persona che dice di amarmi e che io amo si innamori di un altra. Banalmente il trigger è stata una cosa che farebbe ridere tutti. Il mio compagno ha una casa di Proprietà in centro e dal momento che viviamo da me vuole metterla in affitto. Bhe invece di essere contenta perché ha chiaramente detto che questo ci farà stare meglio a tutti economicamente e essere più sereni io continuo solo a pensare che si innamorerà di una studentessa alla quale affitterà casa . Pur sapendo molto bene che tutto questo é lontano da un pensiero razionale é l unica cosa a cui riesco a pensare. Faccio una fatica enorme e rimanere in equilibrio tra ciò che sento e ciò che sarebbe giusto sentire e soprattutto a cercare di non pesare sull altro con paure inutili. Sono stata lunghissima lo so ma era necessario. So che mi consigliete un supporto psicologico ma ad oggi per me è economicamente impossibile. Vi ringrazio se anche con una parola potreste generarmi una riflessione che mi aiuti a togliermi questi pensieri o quantomeno a contrapporli con altro.
Dott. Gaetano Marino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Novara
Gentile utente, grazie per la condivisione di questo suo disagio. Rispetto alla sua tematica le consiglio di iniziare un percorso terapeutico. Il mio approccio consiste in una prima call gratuita telefonica dove viene fatta una prima raccolta anamnestica e viene circoscritta la problematica a cui far seguire un percorso terapeutico in presenza oppure online. Per ulteriori delucidazioni non esiti a contattarmi. Cordialità dott. Gaetano Marino

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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buonasera, la sua descrizione mette in evidenza una lotta interiore profonda e complessa, che sembra intrecciarsi con esperienze passate di vulnerabilità e con il desiderio di proteggere qualcosa di prezioso. Il fatto che sia consapevole della natura irrazionale di alcuni pensieri e che si impegni attivamente a non farli gravare sul suo compagno dimostra una grande forza d’animo e un’importante capacità di auto-osservazione.

La paura che il suo compagno si innamori di un’altra persona potrebbe essere legata a una forma di ansia da abbandono. Questo timore, spesso, ha radici nell’esperienza di relazioni passate che hanno lasciato ferite profonde, specialmente se c'è stata una storia di tradimento o di instabilità emotiva. Inoltre, il confronto con la relazione tossica che ha vissuto in precedenza potrebbe aver amplificato questa insicurezza, spingendola a vigilare continuamente per evitare che qualcosa di simile accada di nuovo.

Un elemento utile potrebbe essere quello di iniziare a distinguere tra ciò che sente e ciò che è reale, come già accenna di fare. I suoi pensieri, anche se intensi, non rappresentano una previsione del futuro, ma riflettono una paura interna che, con il tempo, può essere ridotta. Un esercizio pratico che potrebbe aiutarla è annotare questi pensieri ogni volta che emergono, affiancandoli a riflessioni razionali: "Cosa so di certo?" "Cosa mi dice la realtà dei fatti rispetto alle mie paure?" Questo processo può aiutarla a costruire una maggiore fiducia in sé stessa e nella relazione.

Inoltre, sarebbe utile lavorare sull'autostima. Nonostante sappia di essere una persona di valore, è possibile che la sua insicurezza le faccia percepire il rischio di perdere ciò che ha come una minaccia costante. Dedicarsi ad attività che la fanno sentire soddisfatta, al di là della relazione, può rinforzare il senso di autonomia emotiva.

Infine, consideri che condividere con il suo compagno alcune delle sue paure, in una forma ponderata e senza drammatizzazione, potrebbe rafforzare il legame. Le relazioni sane si fondano anche sulla capacità di mostrarsi vulnerabili, creando uno spazio di empatia e comprensione reciproca.

Sono a disposizione per eventuali approfondimenti o per esplorare insieme strategie ulteriori che possano aiutarla.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Gentile signora, la sua paura, pur irrazionale, deriva dalle insicurezze accumulate in esperienze passate difficili. La dipendenza emotiva può amplificare queste paure, facendole percepire come reali. È importante ricordare che la qualità della sua relazione attuale è basata su fiducia e amore reciproco: nulla nel presente suggerisce un pericolo reale. Provi a contrastare i pensieri negativi immaginando scenari positivi, concentrandosi sui gesti concreti del suo partner che confermano il suo amore. Tecniche di auto-osservazione come annotare i pensieri irrazionali e rispondere razionalmente possono aiutarla a ridurre l'ansia. Una psicoterapia breve strategica, quando possibile, sarebbe molto efficace per gestire questa tendenza.
Dr. Antonio Galeotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Villorba
Mi sembra che secondo il triangolo psicodrammatico sia nella posizione della vittima.
La vittima è tale in quanto carica di sensi di colpa. Sensi di colpa che hanno origini spesso criptiche e di difficile individuazione, a volte risalenti a dinamiche familiari della famiglia di origine. il problema è che la vittima con i suoi sensi di colpa cerca un persecutore che le faccia espiare le colpe o presunte tali.
Provi a leggere il mio libro "un salvatore tra vittima e persecutore" aquistabile anche in ebook nel sito ilmiolibro.it.
Per approfondire le tematiche delle dinamiche familiari è in prossima uscita il libro. "Mito familiare e paura mitica" Armando editore
Se poi lo desidera le posso offrire un primo colloquio gratuito.
Buona giornata
Antonio Galeotti
Dott.ssa Laura Mandelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Lecco
Gentile Persona,
innanzitutto immagino l'intensità del suo vissuto che, per quanto ingiustificato sul piano di realtà (nel senso che la realtà dice il contrario: il suo compagno vuole affittare la sua casa per cui è intenzionato a stabilirsi da lei), dice tanto di lei e va ascoltato. Lei è molto cosciente di sé, anche rispetto al fatto di come si mette in una relazione (portata a diventare dipendente) e, forse, cerca rassicurazione rispetto questa grande paura, è più che comprensibile. Le paure che viviamo nella realtà attuale hanno radici profonde, hanno a che fare con i modelli relazionali che abbiamo instaurato da piccoli e che ci portiamo dietro (questo avviene soprattutto nella relazione di coppia). Per cui, sebbene è comprensibilissima un po' di paura di perdere la persona che si ama nel presente, tanta di quella paura cosi pervasiva è di Lei bambina, (che tipo di relazioni ha avuto crescendo? Come si sentiva in queste relazioni? E' stata accolta e vista? ecc ecc) ed è facendo i conti con questi vissuti che può vivere serenamente le relazioni presenti.
Provi a fermarsi quando avverte questo vissuto e si chieda cos'altro le viene in mente, si ricordi che non è legato realmente al momento presente e al suo compagno. Perchè ha cosi paura di perdere l'altro? Pensa di non meritare l'amore dell'altro? Ha sperimentato un abbandono?
Uno percorso di terapia la aiuterebbe, con i suoi tempi, non tanto a rassicurarsi (visto che, effettivamente, non si può controllare pressoché nulla) ma ad acquisire fiducia in sé. So bene che i costi sono impegnativi, provi a consultare Psicoterapia Aperta (ha tariffe calmierate) o piattaforme online. Può anche discutere con il terapeuta stesso la questione del prezzo e vedere se e in che modo è disponibile a trovare un compromesso. Un caro augurio Dott.ssa Laura Mandelli
Dott.ssa Arianna Glorioso
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Afragola
Si sta allontanando dall'esperienza di vivere ciò che oggi è reale, attuando modelli presi in prestito dal passato o dal futuro. Voler comprendere intellettualmente ciò che le sta accadendo le porterebbe a valutare continuamente se stessa e l'altro ponendo l'attenzione più a ciò che manca che a ciò che è. Semplicemente, le consiglio di crederci alla sensazione che esistono uomini che non hanno bisogno di manipolare per ottenere attenzioni. Al contempo, la realtà ci dice che nello specifico questo uomo le sta insegnando a passare dal pensiero all'azione. E così può fare anche lei con lui, confidargli la verità dei suoi pensieri può essere un piccolo passo che lei può fare per sé stessa, per spezzare la catena della dipendenza e dell'approvazione dell'altro. Restituendo al suo compagno un'immagine più reale di sé si sentirà meno "pazza" e forse un po' più fragile ma per questo più autentica e congruente con ciò che dice di provare e ciò che mostra o non mostra. Può essere questo il momento per fare esperienza di una relazione d'amore più sana e basata sull'empatia, la compassione e la libertà di essere rendendosi sempre responsabili di soddisfare i propri bisogni. Le auguro ogni bene e di approfondire, quando può, con un percorso terapeutico.
Dott.ssa Lorena Ghiotto
Psicologo, Psicoterapeuta
Padova
Buon giorno, grazie per la tua condivisione. Capisco quanto sia difficile convivere con queste paure, specialmente quando senti di essere in una relazione che, per molti versi, sembra perfetta. La tua insicurezza sembra avere radici profonde, legate ad esperienze passate che ti hanno segnata. Credo però, sia importante ricordare e sottolineare che le tue paure non sembrano la realtà del tuo rapporto attuale. La mente ha una certa tendenza naturale ad anticipare scenari negativi, soprattutto quando ci si sente vulnerabile o quando si teme di perdere ciò che si ama. Tuttavia, ciò che stai vivendo ora è diverso dal passato, e il tuo compagno ti ha dimostrato, ti sta dimostrando, amore e impegno.
Prova a concentrarti su ciò che è concreto e positivo nella tua relazione. Ogni volta che un pensiero catastrofico emerge, prova a portare la tua attenzione su quello che ti rende felice oggi: la sua presenza, il dialogo aperto, i momenti che condividete. Ricorda che anche se il passato ti ha portato a certe sviluppare paure, hai già imparato tanto da queste esperienze e oggi hai le risorse per affrontare il presente.
Non sei “pazza” per avere queste paure, sei umana ed il fatto che ne parli con lui dimostra quanto tu tenga a lui e alla relazione. Continua a condividere i tuoi sentimenti in modo aperto, cercando anche di riconoscere quando questi pensieri sono frutto della tua insicurezza, piuttosto che di una minaccia reale.
Piccoli passi, come rimanere nel momento presente, potrebbero aiutarti a mettere in prospettiva queste paure e ad accogliere maggiormente la bellezza di ciò che stai vivendo.
Se dovessi avere bisogno di un chiarimento e/o supporto rimango a disposizione.
Un caro saluto Dott.ssa Lorena Ghiotto Psicologa e Psicoterapeuta
Dott.ssa Chiara Tumminello
Psicologo, Psicoterapeuta
San Martino Buon Albergo
Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. Non conosco ovviamente la sua storia ma posso provare a fornirle alcuni spunti su cui lavorare in autonomia. Ha scritto di avere aspetti di dipendenza nelle relazioni; potrebbe partire già da questo nel porsi delle domande, come: quando nella mia vita ho provato dei sentimenti simili di dipendenza? Quali sono le paure alla base di questa dipendenza (es. paura dell'abbandono, paura di non essere amata o non essere riconosciuta)? Quali sono le sue personali insicurezze che la portano a dubitare della relazione? E quali aspetti della sua infanzia e della relazione con i suoi genitori possono averla portata a sviluppare queste insicurezze? Questi ovviamente sono spunti molto semplici e generici, ma spero che possano aiutarla a iniziare una riflessione su di sé. Rimango a disposizione per domande o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.
Dott.ssa Alessia Riolo
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Palermo
Mia cara, ci sono fuochi di gioia e fuochi di annientamento. I primi sono di trasformazione, gli altri di decimazione. E' il fuoco della trasformazione quello che noi vogliamo. Però molte donne accettano di essere troppo in ordine, troppo compiacenti nei confronti dell'altrui modo di vedere il mondo. Quando siamo in modi che umiliano la nostra vita indeboliamo la nostra visione, spezzando le ossa del nostro spirito. Io non conosco la tua storia, ma leggendoti non trovo una relazione appagante , piuttosto di una gioia che è stata bruciata nel fuoco del disuso o nelle fiamme di un silenzio autoimposto. La ferita che celi non può essere sottovalutata quale radice della questione, dell'ossessione che ti possiede. Se la pelle può andare perduta per un amore sbagliato e devastante può andare perduta anche in un amore bello e profondo. Non è esattamente il fatto che una persona o una cosa siano giuste o sbagliate , ma il costo che rappresentano per noi. Quel che ci costano in tempo energia osservazione attenzione, cure, presenza. Questi movimenti della psiche sono come i prelevamenti dai risparmi psichici e la questione non riguarda i prelevamenti in sè poichè sono una parte importante del fare e dell' avere nella vita ma è andare in rosso, è la mancanza di ulteriori depositi di energia, di riconoscimenti, di idee e di eccitazione che rischiano di farti morire psichicamente. Ti consiglio di leggere un libro che potrebbe darti molti spunti di riflessione "donne che corrono con i lupi" di carissa pinkola estes. Un abbraccio
Dott.ssa Valeria Pacifico
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, riconosco che questa situazione le possa generare disagio. Mi complimento con lei per aver preso coraggio nell'affrontare e riconoscere l'irrazionalità dei suoi pensieri cercando un modo per gestirli. Quello che le consiglierei quando si sente schiacciata da queste sue paure, che non sono inutili, ma fortemente giustificate dall'insicurezza di cui parla, è di scriverle in modo da poterle visualizzare e rallentare. In alternativa, se preferisce, potrebbe utilizzare il disegno come valvola di sfogo.
Spero di esserle stata di supporto e che questi consigli possano essere un primo passo verso un modo alternativo di interpretare i suoi pensieri e avere più fiducia in se stessa.
Dott. Giorgio Conti
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
San Salvo
Cara, lei cerca uno spunto di riflessione, per togliersi questo pensiero dalla testa: le sarebbe impossibile sostenere un percorso personale. La vicenda che descrive potrebbe essere riassunta all'incirca in questo modo: la ragazza che entrerà nella casa del suo uomo prenderà, insieme alla casa, il suo uomo. Ora vivete nella sua casa: questa è stata la sua scelta saggia. Nessuno metterebbe, né intende mettere, in dubbio la saggezza di questa scelta, tuttavia da quello che espone ci sarebbero gli estremi per chiedersi se davvero ha aperto la sua casa al suo compagno e vivete insieme lì. Sembra che il timore di amarlo "troppo", o di non amarlo, non le lasci scampo. Le confesso e la informo che siamo tutti un po' pazzi: lo siamo quando la coscienza dorme, o quando amiamo. Sembra che lei voglia categoricamente prendere le distanze dalla sua sana pazzia e metterla definitivamente alla porta. Credo che il suo mantenere sempre alta l'attenzione sia umanamente più che comprensibile. Peccato che, a prescindere dalle sorti e indipendentemente dalla sua attuale relazione, lei sembra voler escludere una parte importante della sua affettività. Come se non potesse fidarsi di ciò che più autenticamente sente. Come se sentisse di non voler abitare la sua "casa". È una cosa molto triste, oltre ad essere un vero peccato.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

con tutto quello che ha vissuto nelle precedenti relazioni potrebbero esser rimaste delle scorie del suo precedente passato che continuano a darle fastidio. Vive la relazione attuale continuando a presentificare i fantasmi da cui è accompagnata. L'emotività umana è un mondo complesso che al pari del resto merito cura. Sono sicuro che i dubbi da cui è assorta hanno a che fare con dei vissuti non completamente metabolizzati. Anche se non adesso, pensi con calma alla possibilità di farsi aiutare e nel parli anche con il suo compagno attuale, sarebbe per lei una occasione di crescita personale importante.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Veronica Giovannetti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Pontedera
Buonasera,

spesso gli scenari catastrofici che ci immaginiamo possano accadere sono legati a timori e paure. Nel suo caso, è come se stesse cercando di prevedere uno scenario temuto di abbandono, fine della relazione, per provare a trovare una modalità di gestirlo e abbassare la quota d'ansia che le genera quell'idea. Purtroppo, continuare a pensare a quello scenario però non abbassa quelle emozioni, ma al contrario le amplifica! E' importante che però sappia che "il suo cervello" (e quindi lei) sta cercando di comunicarle qualcosa, e lo fa per proteggerla, nel modo in cui riesce. Inoltre, il fatto che questi timori e pensieri si manifestino in un momento assolutamente positivo per la coppia mi fa pensare che ci sia una sorta di sistema di allarme che si attiva proprio nei momenti in cui va tutto bene, come se avesse in qualche modo appreso che la quiete, il benessere, non durano e che bisogna sempre stare in allerta alla ricerca di segnali che possono appunto indicarci l'arrivo di qualcosa di negativo. La invito a riflettere su questi aspetti per provare a comprendersi meglio e, consapevole di quanto possa essere difficile, a lasciarsi andare al bello della sua relazione e fidarsi (del suo compagno, di sè stessa, di voi). Un caro saluto!
Dott.ssa Violeta Raileanu
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, la ringrazio per la sincerità con cui ha condiviso le sue riflessioni. Comprendo quanto possano essere destabilizzanti le paure che descrive, soprattutto dopo esperienze di vita così intense. Le sue emozioni, per quanto difficili, sono naturali e nascono dal desiderio di proteggere ciò che ha di prezioso.

La sua consapevolezza è già un grande punto di forza. Provi a distinguere tra ciò che è reale e ciò che viene amplificato dalle sue insicurezze, ancorandosi al presente e alla solidità della relazione che descrive. Parlarne con il suo compagno, anche solo parzialmente, potrebbe aiutarla a sentirsi più serena senza il timore di apparire “pesante”.

Se un supporto psicologico diretto al momento non è possibile, potrebbe considerare risorse gratuite o a basso costo, come gruppi di ascolto o letture che la aiutino a elaborare meglio queste sensazioni. Sia indulgente con se stessa: il suo percorso mostra già grande forza e capacità di crescita.

Un caro saluto.
Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buonasera,
Per dare una valutazione della Sua situazione, avrei bisogno di ulteriori dati.
Da quello che emerge dalla Sua descrizione, penso che la Sua paura parta dalla vicinanza profonda che La spaventa. Questo emerge da tutte e tre le relazioni in forma diversa. Anche una persona che usa il sintomo dell'assunzione di alcol o droga per allontanarsi dalla realtà, ha problemi di vicinanza.
Forse nell'ultima relazione sono nati dei problemi, perché ha trovato una persona molto calda, dalla quale si sente attirata, perché ne avverte il bisogno, ma allo stesso tempo teme questa forte vicinanza.
Vale la pena indagare sul perché la spaventa.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Cordiali saluti
Dottoressa Monika Elisabeth Ronge
Dott.ssa Gloria Giordano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera! È comprensibile sentirsi in questo modo, soprattutto dopo aver vissuto esperienze difficili in passato. La paura di perdere qualcuno che amiamo può essere davvero opprimente, e spesso è alimentata da insicurezze personali e da esperienze passate. È importante riconoscere che queste emozioni, sebbene intense, non definiscono la realtà della tua relazione attuale.
La tua relazione sembra essere basata su una solida connessione, dialogo e rispetto reciproco. Ricorda che il tuo compagno ha scelto di essere con te e che la vostra relazione è costruita su una base di amore e fiducia. È normale avere pensieri intrusivi, ma provare a mettere in discussione questi pensieri può aiutarti a trovare un po' di sollievo. Chiediti: "Qual è la prova che ciò che temo accadrà realmente?" Spesso, i nostri timori sono esagerati e non riflettono la realtà.

Inoltre, potrebbe essere utile concentrarsi su ciò che puoi controllare, come il rafforzamento della tua autostima e la costruzione di una vita equilibrata e soddisfacente per te stessa. Prenditi del tempo per riflettere su ciò che ti rende felice e su come puoi nutrire la tua indipendenza emotiva. Questo non solo ti aiuterà a sentirti più sicura, ma potrebbe anche alleviare parte della pressione che senti nei confronti della tua relazione.
Infine, sebbene il supporto psicologico possa sembrare fuori portata al momento, ci sono anche risorse gratuite o a basso costo, come gruppi di supporto o linee di ascolto, che potrebbero offrirti un aiuto prezioso. Non sei sola in questo, e cercare supporto è un passo importante verso il benessere.
Spero che queste riflessioni possano offrirti un po' di conforto e chiarezza. Ricorda che è normale avere paure, ma non lasciare che queste ti impediscano di goderti il presente. Se hai bisogno di parlare ulteriormente, sono qui per te!
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé.
La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato.
Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare.
Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei.
A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott.ssa Eleni Karliampa
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera e grazie mille per la condivisione. Prima di tutto, vorrei dire che il messaggio è pieno di autenticità e introspezione. Riconoscere e articolare le nostre emozioni con tanta profondità è un passo enorme, un atto di coraggio.
Questa paura è abbastanza comune soprattutto nelle persone che hanno vissuto relazioni precedenti difficili o dolorose. Esperienze precedenti di questo tipo come una relazione difficile con un partner dipendente è normale che lascino segni profondi. Queste esperienze solitamente ci lasciano con una sensibilità maggiore verso il rischio di perdita, anche in una relazione che può essere appagante e sicura. Questa paura nasce da un "copione interno" costruito nel tempo. La nostra mente, abituata a proteggerci dal dolore, sembra non essere del tutto pronta ad accettare l’amore nella sua forma più autentica e serena. Quando ci aggrappiamo a qualcuno, è come se volessimo confermare un’idea che abbiamo di noi stessi o delle relazioni: che l’amore debba essere complicato, instabile o sempre a rischio di svanire.
Il passato, con le sue dinamiche complesse, associa l’amore a qualcosa di precario o doloroso. Anche nelle relazioni tossiche, per quanto distruttive, probabilmente c’era un senso di “familiarità” emotiva: il caos e la sofferenza riflettevano una narrazione che la mente conosceva bene. Ora in una relazione sana, appagante e stabile, la mente sembra resistere a questa serenità, cercando conferme di un possibile pericolo o di una minaccia.
Questa resistenza solitamente significa che è una protezione che viene costruita nel tempo, ma che oggi non serve più. Continuare a immaginare scenari negativi potrebbe essere un tentativo inconscio di validare quell’idea di fondo: che l’amore sia instabile o sempre in bilico. Riconoscere questo schema è già un passo avanti enorme. Cosa succederebbe se accettassi pienamente questo amore, senza riserve? Che paura sto cercando di proteggere con questi pensieri? Domande ipotetiche riflessive di questo tipo possono generare una consapevolezza ulteriore e aiutano ad aprire nuove narrazioni e possibilità. Ma anche domande concrete per sfidare il pensiero con la realtà ci aiuta a mettere distanza tra noi e i nostri pensieri riconoscendoli come prodotti della nostra mente, ridimensionandoli e non accettarli come realtà oggettive. Per quanto riguarda i “trigger” di solito funzionano come meccanismi, come simboli che la nostra mente trasforma in ansia. Risignificare gli eventi e i trigger specifici può aiutare a dare un altra narrazione trasformando l’ansia in un momento di collaborazione.
Spesso, accettare l’amore significa accettare anche il rischio di vulnerabilità, perché amare profondamente ci espone alla possibilità di essere feriti. Ma è proprio nella fiducia e nell’abbandono di quel controllo che si trova la pienezza dell’amore. Creiamo relazioni e scegliamo le persone con cui stiamo. Ogni volta che la mente tenta di sabotare questa realtà con pensieri di paura, è utile riportarsi al presente e ricordare che quello che conta è il rapporto con la persona che amiamo oggi e il futuro che costruiamo insieme all’altro.
Le paure non definiscono chi siamo, né determinano il futuro delle nostre relazioni. È un segnale che c'è qualcosa dentro di noi che chiede attenzione, amore e cura. Piccoli passi ogni giorno per accogliere e affrontare questi pensieri ci porteranno a crescere anche se in questo momento può non sembrare così. Spero che questa risposta indicativa possa essere utile. Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Goretti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
non ho capito se questa paura era presente anche nelle precedenti relazioni. comunque ecco il nuovo pensiero su cui concentrarsi: e se invece lui fosse e rimanesse innamorato solo di lei? che succederebbe? ce la farebbe a viversi il piacere di questa relazione?
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera,
grazie per aver condiviso con così tanta apertura e consapevolezza quello che sta vivendo.

La paura che chi amiamo possa innamorarsi di qualcun altro, anche in assenza di segnali reali, spesso non nasce nel presente, ma in esperienze passate che ci hanno insegnato – a volte duramente – che l’amore può finire, che le promesse possono essere infrante. In lei sembra esserci un conflitto molto chiaro tra una parte adulta e razionale, che vede il valore della relazione attuale, e una parte più ferita e insicura, che teme di essere di nuovo esclusa, sostituita, messa da parte. Non è una reazione "pazza": è il modo in cui il nostro sistema emotivo cerca di proteggerci da un dolore già conosciuto.

Questi pensieri catastrofici, come quello della studentessa che affitterà la casa, si agganciano alla sua storia e diventano simboli di una minaccia più profonda: la paura di non essere abbastanza per essere scelta, tenuta, amata.

Ciò che può aiutarla a stare meglio non è combattere quei pensieri come se fossero nemici da scacciare, ma imparare a riconoscerli per ciò che sono: scenari della mente, non profezie. E allenarsi a rispondere ad essi con un dialogo interno più compassionevole:
“Questa è una mia paura, ma non è un fatto. Posso scegliere di fidarmi. Posso essere amata senza dover controllare tutto.”

Anche senza un percorso terapeutico attivo, può iniziare da qui: allenarsi ogni giorno a distinguere ciò che sente da ciò che è reale. E ricordarsi che amare è un rischio, ma è anche un atto di coraggio. E che merita amore chi riesce a rimanere presente nonostante la paura.

Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni

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