Buonasera, Ho 35 anni e ho sviluppato una ludopatia da circa 15 anni, Ho provato tutte le possibil

24 risposte
Buonasera,
Ho 35 anni e ho sviluppato una ludopatia da circa 15 anni,
Ho provato tutte le possibili strade da psicologo (per adesso 4 sedute)
Sert molto inconcludente,
Associazioni (lì sembrava andar bene)
Ma per via del lavoro che fortunamente ho preservato,non riesco a frequentare.
Complice la separazione dalla mia ragazza (dovuta al gioco principalmente)è una cotta presa per una ragazza che non corrisponde il suo interesse,
Mi trovo da molti mesi in una fase acuta di depressione perenne,
Irrequietezza pensieri catastrofici,
Mi sento non adatto a questo mondo ed ho paura di cadere in un vortice nero per quanto riguarda la mia sanità mentale.
Sono molto iperattivo (tantissimo)
I giorni in cui non faccio sport che è l’unica cosa che mi tiene a galla,
Vado nella più disparata depressione.
Spero di uscirne. Cosa consigliate? grazie!
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, le consiglio una consulenza psichiatrica dove possa trovare risposte adeguate e non inconcludenti. Rispetto ai sintomi che ha è possibile che sia utile un supporto farmacologico.Ma questo dovrà dirlo lo psichiatra. Peccato per l'associazione. Non c'è nessun modo per conciliare con il lavoro? Continui a fare attività sportiva più che può e gli incontri con lo psicologo. 4 sono ancora pochi per apprezzare i risultati. Stia il più possibile in compagnia. E' in una fase molto dura ma si sta impegnando. Tenga duro. Cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, grazie per aver condiviso. Dalla situazione che illustra, anche se sono solo poche righe, mi sembra che traspaia una profonda sofferenza e confusione. Riguardo ai vissuti di dipendenza è necessario prendersi cura con una decisione profonda e che richiede tempo e consapevolezza di avere un problema. Soprattutto le risposte non possono essere immediate. L'Associazione che ha descritto può essere una buona risposta, cerchi di entrarne maggiormente a contatto, cercando di organizzarsi con il lavoro. Contemporaneamente può essere utile una psicoterapia, però associata al contatto con l'associazione. Bisogna dirsi in modo chiaro di avere un problema e anche condividerlo, oltre all'aiuto che ho descritto, con i nostri contatti amicali e di parentela di cui abbiamo assoluta fiducia. Se vuole approfondire con un consulto sono a disposizione
Dott.ssa Roberta Evangelista
Psicologo, Psicologo clinico
Albignasego
Gentilissimo, apprezzo la sua sincerità e comprendo la sua sofferenza. Fortunatamente descrive molte risorse che possiede (sport, psicologo, la stessa iperattività può essere una risorsa) che sicuramente la aiutano a "stare su". Queste pulsioni, questa irrequietezza sicuramente hanno una storia. Continui così e condivida tutto con il suo psicologo, insieme potrete valutare anche un supporto farmacologico appoggiandosi ad uno psichiatra di fiducia. Le auguro il meglio, un caro saluto, Dott.ssa Roberta Evangelista
Dott. Alessandro Pittari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, prima di tutto la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto. Comprendo come la situazione che sta vivendo sia per lei motivo di grande sofferenza. Non è facile uscire da una dipendenza, ma una via c'è. Ha menzionato il Sert, che è un servizio, che può rivelarsi molto proficuo, anche se mi pare di capire abbia avuto una esperienza insoddisfacente con esso; così come le associazioni di mutuo-aiuto. Ma è fondamentale intraprendere un percorso personale che la aiuti a sviluppare una comprensione più profonda del funzionamento della sua mente e a maturare strategie che le permettano di organizzare la giornata in modo più sano, prevenendo il rischio di cadute ludopatiche ed aiutandola a fronteggiare la depressione con cui si sta confrontando. Non la conosco abbastanza, ma sono sicuro che lei possiede tutte le risorse per rimettere in sesto la sua vita: è giovane, ha un lavoro, la passione per lo sport... Se incanalate nella direzione giusta, può trasformare la sua vita. Non perda la speranza. Se desidera approfondire il discorso, non esiti a contattarmi. Un caro saluto, Dott. Alessandro Pittari
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Buona sera gentile utente,
Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo.
Le consiglio una psicoterapia cognitivo comportamentale per poter migliorare la sua vita e poter riorganizzare meglio le sue emozioni.
La saluto cordialmente
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Buonasera,

La ringrazio per aver condiviso con me la sua situazione. Comprendo quanto possa essere difficile affrontare ciò che sta vivendo e desidero rassicurarla sul fatto che ci sono modi per gestire questa fase complessa.

La ludopatia è una condizione che può avere un impatto profondo sulla vita, specialmente quando si combina con altre difficoltà emotive come la depressione e l’iperattività. È positivo che abbia già cercato aiuto e voglio incoraggiarla a non perdere la speranza, anche se le esperienze passate non sono state del tutto soddisfacenti.

Uno degli aspetti più importanti che emerge dal suo racconto è il ruolo dello sport nella sua vita. Il fatto che l'attività fisica le offra un sollievo è un segnale molto positivo, e potrebbe essere utile continuare a farne una parte regolare della sua routine quotidiana, anche nei momenti più difficili. L’esercizio fisico non solo aiuta a mantenere il corpo in salute, ma ha anche effetti benefici sulla mente, contribuendo a ridurre l'ansia e a migliorare l'umore.

Riguardo al supporto psicologico, capisco che non sia facile trovare il giusto percorso. Tuttavia, è fondamentale continuare a cercare un professionista con cui possa sentirsi a suo agio e che possa davvero comprendere la sua situazione. A volte, il percorso giusto può richiedere del tempo, ma ogni passo avanti è un passo verso il miglioramento.

Anche il sostegno sociale è cruciale, pertanto se le circostanze lavorative rendono difficile la partecipazione a gruppi di supporto di persona, potrebbe esplorare altre forme di contatto, come il supporto telefonico o online. È importante sentirsi collegato a una rete di persone che comprendono ciò che sta passando.

Se in qualsiasi momento dovesse sentire che la situazione sta peggiorando o che i pensieri negativi diventano troppo pesanti, non esiti a cercare aiuto immediato. La sua salute mentale è una priorità assoluta e ci sono risorse disponibili per affrontare anche i momenti più difficili.

So che la strada per uscire da questa situazione può sembrare lunga, ma con il giusto supporto e perseveranza, è possibile ritrovare un equilibrio e una serenità interiore.

Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore confronto.

Un caro saluto, dott. Daniele D'Amico.
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Dott.ssa Lidia Milazzo
Psicologo, Psicologo clinico
Messina
Buonasera,

Mi dispiace molto per le difficoltà che sta attraversando e la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Capisco quanto possa essere difficile affrontare questa situazione e il senso di smarrimento che può provare in momenti come questi.

Vorrei offrirle alcuni consigli che potrebbero esserle di aiuto:

Proseguire con il supporto terapeutico: Anche se le prime sedute non hanno dato i risultati sperati, è importante non scoraggiarsi e continuare il percorso con uno psicologo. Talvolta, è necessario del tempo per trovare il professionista e l’approccio terapeutico più adatti a lei. Potrebbe anche considerare la possibilità di partecipare a una terapia di gruppo o a un percorso più intensivo, che potrebbe rivelarsi più efficace.

Valutare un supporto farmacologico: Se non l'ha già fatto, le suggerirei di consultare uno psichiatra per valutare l’eventualità di un supporto farmacologico. Questo potrebbe aiutarla a gestire i sintomi della depressione e dell’irrequietezza, permettendole di affrontare con maggiore serenità il percorso terapeutico.

Mantenere l'attività fisica: È positivo che l’attività sportiva le offra un sollievo. Cerchi di continuare a praticarla con regolarità, aggiungendo, se possibile, tecniche di rilassamento o mindfulness, che possono aiutarla a ridurre l’iperattività e a gestire i pensieri negativi.

Rafforzare il sostegno sociale: Anche se le difficoltà possono portare a isolarsi, è importante cercare di mantenere i legami con persone di fiducia. Potrebbe essere utile esplorare modalità alternative per partecipare alle attività delle associazioni, come incontri online, che potrebbero conciliarsi meglio con i suoi impegni lavorativi.

Non perdere la speranza: Uscire da questo momento difficile è possibile. Ogni passo avanti, per quanto piccolo, è un progresso. La invito a prendersi il tempo necessario, affrontando un giorno alla volta, e a non esitare a chiedere aiuto quando ne sente il bisogno.

Le auguro di ritrovare presto serenità e forza per superare questa fase della sua vita.

Un caro saluto, dott.ssa Lidia Milazzo
Dott.ssa Nicole Crivaro
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentilissimo, il primo punto di forza che emerge dal suo racconto è la sua motivazione e l'impegno che sta mettendo nel rimettere in sesto la sua vita. E' importante andare avanti col percorso psicologico, 4 sedute sono la parte iniziale, e da qui si va avanti e si apprezzano man mano i passi in avanti che farà. Considerata la dipendenza comportamentale che racconta è indicato un approccio cognitivo-comportamentale, così come i gruppo di auto-mutuo aiuto: spero possa trovare una buona associazione in cui si senta accolgo e possa condividere col gruppo il suo vissuto, senza mai sentirsi giudicato. L'aspetto depressivo che sta vivendo è comprensibile alla luce di quello che ci racconta, e in questo caso potrebbe parlare con lo psicologo di una valutazione da uno psichiatra di fiducia, che la aiuterebbe a gestire meglio la sintomatologia che vive soprattutto in quei giorni in cui non fa sport. Continui a praticarlo, è bene che abbia questa risorsa, allena tiene la mente e il corpo in equilibrio.
Consideri con il suo psicologo l'opzione Sert, e condivida con lui i motivi per cui l'esperienza è stata insoddisfacente.
Continui così, sarà un percorso impegnativo ma con buoni risultati. buon proseguimento

Dott.ssa Crivaro Nicole
Dott.ssa Sonia Marigliano
Psicologo, Psicologo clinico
Fermo
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Sta affrontando sicuramente una situazione molto difficile che le causa profonda sofferenza ma lei ha già preso consapevolezza della sua condizione e sta cercando di prendersene cura, e questo è un punto molto importante che le va riconosciuto. La consapevolezza e l’impegno sono due risorse fondamentali per questo tipo di percorso.
Quattro incontri sono sicuramente pochi per poter vedere dei risultati dalle sedute con lo psicologo, quindi la inviterei a proseguire i colloqui, discutendo anche delle sue perplessità in merito, per vedere se arriva a percepirne un riscontro positivo. Anche le associazioni sembrano essere una buona risorsa, considerando che ci si trovava bene, ed è un peccato non poter sfruttare questa occasione. Ha provato a cercarne altre più compatibili o ad esporre a quelle che conosce le sue difficoltà, per provare a cercare insieme una possibile soluzione? Se non dovesse trovare riscontro con nessuna di queste possibilità, la inviterei comunque a cercare un professionista che possa supportarla adeguatamente, anche affiancando gli altri servizi. Sarà un percorso lungo e faticoso ma le auguro vivamente di mantenere la tenacia per affrontarlo nel migliore dei modi. Resto a disposizione nel caso volesse approfondire. Un caro saluto
Dott.ssa Michela Dicosta
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cassago Brianza
Buonasera,
se ho ben compreso, sta andando da uno psicologo e lo sta vedendo da 4 volte; Le posso suggerire di dire a lui cosa sente e prova esattamente come Le ha scritte qui, in modo da condividere con un professionista della salute mentale le Sue preoccupazioni. Credo il collega possa supportarLa in questo periodo particolare e intenso.
Dott.ssa Michela Dicosta
Dott.ssa Anna Verrino
Psicologo, Professional counselor
Milano
Carissimo, la ludopatia è stata riconosciuta tra le dipendenze assimilabili all'uso di sostanze poiché sono riscontrabili modificazioni biologiche (circuito celebrale della ricompensa). La sua patologia deve essere trattata come una dipendenza da sostanze: terapia farmacologica e terapia comportamentale. Le terapie di gruppo sono spesso un valido supporto. Le consiglio di rivolgersi ad un centro specializzato. Sono disponibile per necessità. Un caro saluto. Dott.ssa Anna Verrino
Dott.ssa Pinella Chionna
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Mesagne
Buonasera,
comprdnfo profondamente il peso che stai portando e la complessità delle emozioni che stai vivendo. La tua lotta contro la ludopatia, combinata con la recente separazione e la sensazione di non essere adatto a questo mondo, può sembrare schiacciante, ma il fatto che tu stia cercando aiuto e che tu sia aperto a parlare di ciò che stai attraversando è un primo passo molto importante.
La dipendenza dal gioco, come qualsiasi dipendenza, è una sfida enorme che richiede tempo, pazienza e un approccio integrato. È positivo che tu abbia già intrapreso diverse strade per cercare supporto, anche se non tutte hanno dato i risultati sperati. È comprensibile sentirsi demoralizzati, ma è importante continuare a cercare il giusto equilibrio di supporto e strategie che possano funzionare per te.
Il fatto che lo sport ti aiuti a sentirti meglio è un ottimo segnale. Continuare a praticare attività fisica può aiutarti a gestire l'iperattività e a contrastare la depressione, ma è essenziale che tu non affronti questa battaglia da solo.
Riguardo alla depressione e ai pensieri catastrofici, è fondamentale affrontarli con il supporto di un professionista. Ti incoraggio a continuare le sedute con lo psicologo, magari discutendo la possibilità di aumentare la frequenza delle sedute o di esplorare altre modalità terapeutiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, che potrebbe aiutarti a gestire i pensieri negativi in modo più efficace.
Non dimenticare che non sei solo. Continuare a cercare il supporto giusto, parlare apertamente delle tue difficoltà e mantenere una routine che includa attività che ti danno sollievo sono passi importanti per trovare una via d'uscita. È un percorso difficile, ma con il giusto supporto, puoi farcela.
Resto a disposizione se hai bisogno di ulteriori consigli o di parlare più a fondo della tua situazione.
Cordialmente,
Dott.ssa Pinella Chionna
Dott.ssa CHIARA FILIPPONI
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gentilissimo,

Mi dispiace molto leggere della sofferenza che sta attraversando. Dal suo racconto emerge un quadro di grande difficoltà emotiva, in cui la depressione e l'irrequietezza sembrano essere manifestazioni di un disagio più profondo.

Comprendo quanto sia difficile affrontare tutto questo da solo, soprattutto considerando le complicazioni che la ludopatia può portare nella vita quotidiana. Le consiglierei di rivolgersi a uno psichiatra, che potrà aiutarla a dare contenimento a questi sentimenti intensi. Parallelamente, un percorso psicoterapeutico potrebbe essere di grande aiuto per esplorare e comprendere meglio le radici del suo malessere e per fornirle degli strumenti per affrontare le sfide che sta vivendo.

La ludopatia è un disturbo complesso, legato al controllo degli impulsi, e merita un approccio terapeutico integrato. La strada che sta percorrendo è difficile, ma con il giusto supporto sono fiduciosa che potrà trovare una via d'uscita da questo momento buio.

Le auguro di trovare presto la serenità che merita.

Resto a disposizione.
Dott.ssa Filipponi Chiara
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Ritengo che se riuscisse a dare una maggiore continuità al percorso di psicoterapia (magari affidandosi privatamente ad uno specialista) potrebbe ottenere grossi benefici.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Irene Cenci
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Collecchio
Gentilissimo,
personalmente ritengo che la situazione da lei descritta andrebbe valutata anche da uno psichiatra in modo da capire se può essere utile impostare un'eventuale terapia farmacologica che possa aiutarla a gestire la sintomatologia acuta.
Per quanto riguarda l'aspetto della sfera psicologica quattro sedute sono indubbiamente poche per constatare risultati visibili: il percorso terapeutico è piuttosto complesso, richiede tempo ed energie. E' importante non farsi scoraggiare e continuare il percorso che ha deciso di intraprendere.
Un caro saluto,
Dr.ssa Cenci
Dott.ssa Sonia Segoloni
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte San Giovanni
Salve, grazie per aver condiviso apertamente la sua situazione, comprendo quanto possa essere difficile affrontare ciò che sta vivendo. La sua consapevolezza del problema è un passo fondamentale nel percorso. Data la complessità e la durata della sua condizione, è essenziale continuare a cercare supporto professionale, anche se le esperienze passate non sono state completamente soddisfacenti. Immagino che non sia semplice conciliare il lavoro e i vari impegni con un percorso terapeutico costante, ma la sua richiesta di aiuto dimostra che c'è ancora spazio e fiducia dentro di lei per un cambiamento positivo.
Resto a disposizione, una caro saluto.
Dott.ssa Sonia Segoloni
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, purtroppo la ludopatia rappresenta una vera e propria dipendenza. Nel suo caso la condizione è praticamente cronicizzata, tanto è che si trascina. Dalle sue parole emerge inoltre un po’ di confusione . Credo dovrebbe iniziare una psicoterapia seria e consultare anche uno psichiatra per decidere se iniziare una terapia farmacologica . In questo modo potrebbe provare ad allontanarsi dal gioco e trovare un ordine confortevole. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Sanve. Innanzitutto, desidero riconoscere la Sua forza e il coraggio nel condividere la Sua storia. Affrontare una dipendenza e le sue conseguenze emotive e sociali è estremamente difficile, e il fatto che stia cercando aiuto è già un passo importante.

La Sua situazione è complessa e coinvolge diversi aspetti della Sua vita: la dipendenza dal gioco, la depressione e la separazione. È comprensibile che tutto questo possa sembrare opprimente.

È positivo che Lei abbia trovato nello sport un’ancora di salvezza. L’attività fisica può essere un potente alleato nella gestione dello stress e della depressione. Tuttavia, è importante trovare un equilibrio e non dipendere esclusivamente da essa per il Suo benessere.

Riguardo alla Sua ludopatia, potrebbe essere utile esplorare ulteriori opzioni terapeutiche. Le quattro sedute con lo psicologo sono un inizio, ma spesso è necessario un percorso più lungo per vedere risultati significativi. Potrebbe considerare di cercare uno specialista che abbia esperienza specifica nel trattamento delle dipendenze comportamentali.

Le associazioni di supporto possono essere molto utili, ma capisco che gli impegni lavorativi possano rendere difficile la partecipazione. Forse potrebbe cercare gruppi di supporto online che offrano maggiore flessibilità.

La Sua irrequietezza e i pensieri catastrofici sono sintomi comuni della depressione. È importante affrontarli con l’aiuto di un professionista. Potrebbe discutere con il Suo medico la possibilità di combinare la terapia psicologica con un trattamento farmacologico, se appropriato.

Non sottovaluti l’importanza di costruire una rete di supporto. Parli con amici e familiari di cui si fida, e non esiti a chiedere il loro aiuto. Non è solo in questo percorso, e ci sono persone che possono e vogliono aiutarla.

Ricordi, uscire da questa situazione richiede tempo e pazienza. Ogni piccolo passo avanti è un progresso. Continui a cercare il supporto di cui ha bisogno e non perda la speranza. È più forte di quanto pensa.

Le auguro il meglio nel Suo percorso di guarigione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Valeria Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montespertoli
Gentile utente, le consiglio di trovare un collega specializzato in dipendenze comportamentali così da poter massimare l'efficacia del suo percorso psicologico. Certamente questo potrebbe consentirle - di riflesso - di intervenire anche sul suo umore. Saluti Dr.ssa Oliveri
Dott.ssa Veronica Nodari
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Casazza
Buonasera, sicuramente il lavorare sul tema del gioco le sarebbe molto d'aiuto per poi andare pian piano a cercare di risolvere questo problema, che probabilmente è correlato a tutto il resto... cerchi di trovare il tempo per una terapia o per frequentare un gruppo, perché sicuramente è la strada migliore
Gentile utente, mi dispiace molto per la sofferenza che lei stia provando. Potrebbe prendere in considerazione di iniziare un percorso psicologico ad indirizzo psicodinamico per capire quali siano le cause che l'hanno portata a giocare ed a stati emotivi alterati. L'analisi terapeutica può esserle d'aiuto. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta
Gentile utente,
è ottimo che abbia trovato un'attività salutare che la aiuta a sostenere i momenti di difficoltà come lo sport.
E' evidente che ha iniziato a riflettere e sulla sua situazione, tuttavia quattro sedute non possono certamente essere risolutive o di sollievo per un problema che dura da 15 anni ed è così invasivo nella sua vita, come ci ha raccontato in riferimento alla sua relazione che si è conclusa.
La paura che descrive circa la sua salute mentale può essere il motore che la spinge a cercare aiuto, pertanto il consiglio è di proseguire il percorso iniziato nonostante non veda benefici immediati perchè è con un lavoro su se stessi che potrebbe non essere breve che potrà vedere più chiaramente ciò che le succede.
In bocca al lupo e un caro saluto.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

la situazione che descrive è complessa: la dipendenza dal gioco, la fine della relazione, l’infatuazione non corrisposta e la forte oscillazione dell’umore stanno creando un circolo che alimenta sia la depressione sia l’irrequietezza. È importante sottolineare che non è una questione di “forza di volontà”: la ludopatia è una dipendenza a tutti gli effetti, e come tale richiede un trattamento strutturato.

Il fatto che lo sport sia l’unico elemento che La mantiene stabile è un indicatore chiaro: il Suo sistema emotivo ha bisogno di contenimento, regolarità e strumenti più solidi per gestire l’impulso e l’attivazione interna. Da solo, purtroppo, questo non basta.

Ci sono alcuni punti fondamentali da considerare:

La dipendenza va affrontata con un percorso più continuativo.
Quattro sedute non sono sufficienti per costruire un lavoro sugli impulsi, sulle emozioni e sulle ricadute. È necessario un intervento più stabile, anche online, se gli orari del lavoro non permettono altro.

La depressione e l’irrequietezza non sono separate dalla dipendenza.
Molti sintomi che descrive – pensieri catastrofici, senso di inadeguatezza, forte oscillazione del tono dell’umore – sono tipici di un sistema nervoso costantemente sotto stress per la compulsione e per il senso di fallimento che ne deriva.

Il “vortice nero” che teme è prevenibile.
Il fatto che riconosca ciò che sta accadendo e lo descriva con lucidità è un segnale molto importante: significa che è ancora in grado di osservare sé stesso e chiedere aiuto prima che la situazione degeneri.

La dipendenza peggiora nella solitudine.
Le associazioni hanno funzionato perché offrivano un contenimento relazionale. Se non riesce a frequentarle di persona, valuti gruppi online: molti sono disponibili anche serali.

Serve un percorso specifico sulla regolazione dell’impulso.
Approcci come terapia cognitivo-comportamentale, ACT o lavori focalizzati su craving, rituali e prevenzione della ricaduta sono quelli più efficaci.

Il quadro che descrive non è “senza speranza”: è il punto in cui molte persone, dopo anni di tentativi frammentati, iniziano un percorso più mirato e finalmente efficace. Con un intervento adeguato, la Sua iperattivazione può trovare un equilibrio e la dipendenza può essere gestita e ridotta in modo significativo.

Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa

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