Buonasera gentili dottori. Può un forte stato d'ansia causare un intontimento (come quando si perché

25 risposte
Buonasera gentili dottori. Può un forte stato d'ansia causare un intontimento (come quando si perché la notte) perenne per tutto il giorno che dirai da mesi? Ho effettuato diversi esame e effettuato varie visite specialistiche le quali non hanno rilevato nulla di fisico.
Dott.ssa Chiara Galbiati
Psicologo, Psicologo clinico
Legnano
Buongiorno,
l'ansia per definizione è caratterizzata dalla presenza di sintomi ansiosi, sia psichici che fisici, che possono essere legati ad un evento o a una situazione specifica. Quanto da lei riportato sembrerebbe essere una sintomatologia riconducibile a uno stato ansioso. Dal momento che le visite specialistiche effettuate non hanno riscontrato un correlato fisiologico al suo senso si ottundimento, le consiglio di rivolgersi a un terapeuta che possa permetterle di comprendere le origini di questo suo malessere. Qualora volesse intraprendere un percorso di questo tipo sono a disposizione, anche in videoconsulenza, per effettuare 4/5 colloqui di consultazione che potrebbero permettermi di capire meglio la sua sofferenza, la sua storia e progettare insieme un piano terapeutico efficace per il suo benessere.

Cordialmente

Dott.ssa Chiara Galbiati

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Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, ritengo che l’interrogativo posto molto interessante poiché denota una curiosità circa gli aspetti più inconsci legati all’ sintomatologia ansiosa. Ciò che descrive come “intontimento” può senz’altro essere legato ad una forma di difesa volta a evitare o in qualche modo cercare di gestire autonomamente un sentimento inteso o minaccioso. La psicoterapia, in particolare quella ad orientamento psicoanalitico, ha proprio lo scopo di esplorare l’origine del sintomo per giungere con consapevolezza alla gestione dei propri stati d’animo
Un cordiale Saluto
Dottoressa Elisa Taverniti
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
il sintomo che descrivo è riconducibile ad un quadro ansioso meritevole di attenzione clinica pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Difficile stabilirlo in questo modo ma se dagli esami fatti non emerge una componente fisica, probabilmente il suo disagio è di natura psicologica. In ogni caso le suggerisco di andare a fondo del suo malessere per tornare a godersi la sua quotidianità. Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Roccafranca
Gentilissima/o, dalle sua breve descrizione risulta difficile darle indicazioni. Bene che si sia sottoposta/o a diversi esami in modo da escludere una possibile causa organica. La inviterei ad effettuare delle sedute di consulenza psicologica per meglio comprendere, con l'aiuto di un professionista, quali potrebbero essere le cause sottostanti a quello che lei definisce uno "stato di perenne intondimento".
Restando a disposizione. Con i migliori auguri!
Dott.ssa Conti Francesca
Dott.ssa Carla Ferraro
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Firenze
Non le resta che consultare uno psicoterapeuta per capire ciò che le sta succedendo. Se ha già escluso le cause fisiche, molto probabilmente c'è qualcosa di psichico. Non abbia paura e scelga un terapeuta a cui affidarsi. Io sono a disposizione per una consulenza on line. Cordiali saluti
Dott.ssa Silvia Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Sessuologo
Bari
Gentile utente,
Mi dispiace molto per il periodo difficile di cui racconta. Ritengo che, dopo aver accertato l'assenza di una componente organica alla base di questo sintomo, possa essere utile provare a comprendere se nella sua vita esistano degli elementi in grado di attivarla sul versante ansioso. In effetti il sintomo di cui parla è non solo fastidioso e spaventoso, ma anche piuttosto aspecifico, per cui è plausibile che possa riferirsi a una traduzione corporea dell'ansia. Potrebbe esserle utile rivolgersi a un professionista che la aiuti a comprendere meglio le sue emozioni per imparare a gestirle in una maniera più efficace.
Resto a disposizione per ogni eventuale ulteriore approfondimento e informazione
Dott.ssa Silvia Costanzo
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, direi di sì, la sensazione che lei descrive come intontimento può rientrare tra la sintomatologia ansiosa, a maggior ragione se è stato escluso un problema organico attraverso gli esami medici. Le suggerisco un percorso psicologico per comprendere meglio l'origine di tale condizione e migliorare la sua quotidianità. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Morosinotto
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Dott.ssa Claudia Elisabetta Muccinelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
Sesto San Giovanni
Buongiorno, l'ansia può manifestarsi in diversi modi, ed è quindi possibile che i sintomi che lei riferisce possano ricondursi ad una componente ansiosa. Per poter però ulteriormente chiarire questa potenziale componente, sarebbe però necessario un percorso psicologico, che la aiuti a comprendere meglio se stesso e a gestire meglio la sua quotidianità. SOno eventualmente disponibile per un consulto online. Un caro saluto. D.ssa Claudia Muccinelli
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno,
visto che gli esami non hanno rilevato nulla sul piano fisico è bene indagare quello emotivo, cercando di capire le cause dello stato ansioso riferito.
Le suggerisco un consulto psicologico per stabilire, insieme al professionista, il percorso da intraprendere.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ada Galimberti
Psicologo, Psicologo clinico
Lentate sul Seveso
Caro/a utente, sulla base di quanto ha raccontato, le consiglio di spostare la sua attenzione dal piano fisico a quello più emotivo. Questo è possibile farlo con l’aiuto di un professionista che sia in grado di ascoltarla e indicarle il percorso più adatto alla sua situazione di malessere.
Come dico sempre la strada verso la felicità esiste, bisogna imparare ad ascoltarsi e affidarsi ad un percorso di conoscenza maggiore di sè.
Un forte augurio e coraggio
Rimango a disposizione
Dr.ssa Galimberti
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve le informazioni che condivide sono decisamente poche pertanto un consulto con uno specialista per valutare la sua situazione e per concordare insieme le eventuali o ulteriori attività sembra essere una buona possibilità. Un cordiale saluto
Buongiorno, sarebbe importante ricevere ulteriori informazioni per poterla aiutare a chiarire la situazione. Posso dirle che uno stato d'ansia porta con sé senso di malessere, disagio, come un "peso" che non si comprende bene da cosa derivi.
Dal momento che scrive che i controlli medici non hanno riscontrato problematiche fisiche, potrebbe richiedere una consulenza psicologica per approfondire questo suo senso d' "intontimento" e soprattutto da dove possa derivare, per aiutarla a superare questo suo malessere continuo.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dott.ssa Glenda Nibbioli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buon pomeriggio, se dalle analisi effettuate non emerge una causa organica, è possibile che tale situazione possa avere un'origine psicologica, per cui le consiglio di rivolgersi ad uno specialista per intraprendere un percorso terapeutico. Sono a disposizione anche online, dottoressa Nibbioli.
Dott. Luigi Davide Cecio
Psicoterapeuta, Psicologo
Bologna
Gentile utente

Sì, l’intontimento può essere mantenuto dall’ansia in vari modi, per esempio potrebbe derivare da uno squilibrio fisiologico (magari una difficoltà ad addormentarsi) dovuto all’ansia.

Tenga conto che l’ansia è una corretta risposta di attivazione fisiologica che comporta un certo dispendio di energie, e quando non si riesce più a gestirla le energie vanno incontro ad esaurimento e squilibri vari. Un po’ come se un intero esercito venisse tenuto in stato di allerta massima per una qualche minaccia imminente e la situazione si trascinasse così per mesi, sperando di poter contare solo sulla volontà ferrea dei soldati. Il ferro prima o poi si piegherà.
Dott.ssa Marta Cavagna
Psicologo, Psicologo clinico
Treviglio
Buongiorno gentile utente, leggo il suo disagio e mi dispiace molto delle manifestazioni fisiche che riporta.
L’ansia è uno stato di attivazione sia psichica che fisiologica in risposta ad una situazione che, seppur può non esserlo, viene percepita dall’individuo come di “allerta”, qualcosa a cui serve necessariamente prestare attenzione. Il nostro sistema nervoso, e di conseguenza anche tutto il nostro corpo, cerca di convogliare tutte le energie disponibili per far fronte a tale stato emotivo. Quando non è funzionale lo stato ansioso può protrarsi anche per diverso tempo lasciando dietro di sè molteplici sintomi fisiologici di diversa natura, tra i quali tachicardia, sudorazione e quel senso di “stordimento” che lei riferisce.
Detto ciò, le consiglio di cercare di porre l’attenzione su quelle che possono essere le cause sulle quali si innesta tale stato ansioso, quando le succede, in quali momenti della giornata, in relazione a quello che fa durante il giorno. Nel momento in cui sente che tale situazione incomincia ad essere pervasiva e determinante all’interno delle sue giornate, non esiterei a contattare uno specialista per una consulenza, così che possa aiutarla ad affrontare al meglio la situazione che porta.
Resto a disposizione,
Un caro saluto.
Dott.ssa Marta Cavagna
Dott.ssa Fabiola Ribechini
Psicologo
Castelfiorentino
Buongiorno, sì l'intontimento può essere un sintomo di ansia. Visto che ha escluso fattori organici, ha pensato di rivolgersi a uno psicologo per indagare se sia davvero ansia quella che lei presenta e nel caso intraprendere un percorso per capire come imparare a gestirla e da dove ha avuto origine?
Spero di essere stata d'aiuto, resto a disposizione. Dott.ssa Fabiola Ribechini
Dott.ssa Francesca Romana Blasi
Psicologo, Tecnico sanitario
Frascati
Buonasera, l' intontimento come sintomo isolato non può essere direttamente riconducibile ad uno stato di ansia, è possibile che ci siano altri elementi associati che forse le sfuggono o che in questo momento non riesce a vedere.
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
Buonasera! Quello che descrivi, un senso di intontimento o annebbiamento mentale che persiste per mesi senza cause fisiche apparenti, potrebbe effettivamente essere collegato a uno stato di ansia cronica o a un disturbo ansioso. Questo sintomo è spesso descritto come "brain fog" (letteralmente "nebbia mentale") o una sensazione di essere "storditi" e non completamente presenti.

Come l'ansia può influenzare il corpo e la mente:
Tensione costante e iperattivazione del sistema nervoso: L'ansia attiva il sistema nervoso simpatico (la parte del cervello che gestisce la risposta "lotta o fuga") in modo prolungato. Questo può generare sintomi come affaticamento mentale, difficoltà di concentrazione e una sensazione di distacco dalla realtà, chiamata derealizzazione.

Iperventilazione: Anche respirare troppo velocemente o in modo superficiale durante stati di ansia può causare una riduzione dei livelli di ossigeno nel cervello, portando a sensazioni di intontimento o stordimento.

Affaticamento mentale e fisico: L'ansia prolungata è molto stancante per il corpo e la mente, e può portare a una sensazione di esaurimento che si manifesta come annebbiamento mentale, difficoltà a mantenere la concentrazione o un senso di pesantezza mentale.

Disturbi del sonno: Se l'ansia sta interferendo con il tuo sonno, ciò potrebbe amplificare ulteriormente questi sintomi, poiché la privazione del sonno può causare stanchezza, lentezza mentale e difficoltà cognitive.

Somatizzazione: In alcune persone, l'ansia si manifesta sotto forma di sintomi fisici persistenti, anche in assenza di cause mediche. Questo può includere mal di testa, tensioni muscolari, vertigini e quella sensazione di "intontimento" o di "essere fuori fase" che descrivi.

Possibili strategie per gestire l'ansia e i sintomi correlati:
Tecniche di rilassamento e respirazione: Pratiche come la meditazione mindfulness, la respirazione diaframmatica o il rilassamento muscolare progressivo possono aiutare a calmare il sistema nervoso e a ridurre la sensazione di stordimento.

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): Se l'ansia è cronica e compromette la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile consultare uno psicoterapeuta. La CBT è una delle terapie più efficaci per gestire l'ansia, insegnando tecniche per cambiare i pensieri negativi e calmare la mente.

Attività fisica regolare: L'esercizio fisico può aiutare a ridurre i livelli di ansia, migliorare il sonno e aumentare la chiarezza mentale.

Abitudini di sonno sane: Cercare di migliorare la qualità del sonno attraverso una routine regolare, limitando l'uso di schermi prima di andare a dormire e creando un ambiente rilassante per il riposo.

Visto che hai già escluso cause fisiche, concentrarsi sulla gestione dell'ansia potrebbe alleviare questa sensazione di intontimento. Se il sintomo persiste o peggiora, potresti considerare di approfondire ulteriormente con il tuo medico o un professionista della salute mentale per esplorare altre opzioni di trattamento.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, se non c'è una causa organica, potrebbe essere psicosomatica. Le consiglio di parlarne con uno psicologo esperto di questo tipi di disturbi. Cordiali saluti.
Dott.ssa Ambra Assunta Caruso
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, sarebbe opportuno effettuare una consulenza psicologica per prendere in esame diversi fattori. L'ansia si può manifestare in modi differenti.
Dott. Emanuele Spagnul
Psicologo, Psicoterapeuta
Latina
L'ansia può ridurre la concentrazione e dare sensazioni di annebbiamento, quindi creando stati confusionali come potrebbe essere il suo. Dato che non sono presenti problematiche fisiche è consigliabile effettuare un percorso con uno psicoterapeuta per affrontare il problema.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,

quanto descrive può effettivamente rientrare tra i sintomi di ansia cronica. Stati prolungati di ansia intensa possono generare una sensazione di “intontimento” o di ovattamento mentale che persiste anche durante la giornata, simile a una stanchezza mentale costante, difficoltà di concentrazione, o sensazione di irrealtà. Questo fenomeno è spesso legato a meccanismi di attivazione e ipervigilanza del sistema nervoso, che mantengono l’organismo in uno stato di allerta costante.

Il fatto che gli esami medici non abbiano rilevato alterazioni organiche supporta l’ipotesi di un’origine ansiosa. Rimane comunque importante escludere ogni causa fisica, come ha già fatto.

Per affrontare questi sintomi possono essere utili strategie di gestione dell’ansia come tecniche di respirazione, mindfulness, esercizi di grounding, oltre a un percorso psicologico mirato che aiuti a ridurre l’iperattivazione e a recuperare senso di presenza e chiarezza mentale.

Resto a disposizione per suggerire approcci pratici per ridurre questa sensazione di intontimento e migliorare la qualità della vita quotidiana.
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
sì, un forte stato d’ansia (soprattutto se protratto nel tempo) può dare una sensazione di “intontimento”/mente ovattata, come se si fosse stanchi o non del tutto presenti, e può durare anche a lungo se l’attivazione e lo stress restano alti. Spesso le persone lo descrivono proprio come “come quando non si è dormito” o “come se fossi annebbiato tutto il giorno”.
Se le visite e gli esami non hanno evidenziato cause fisiche, questa ipotesi diventa più plausibile. L’ansia, infatti, può incidere su più livelli: qualità del sonno (anche quando si dorme un buon numero di ore ma non in modo riposante), tensione muscolare e respirazione superficiale/iper-ventilazione, ipercontrollo dei sintomi, affaticamento mentale da ruminazione. In alcuni casi può comparire anche una sensazione di distacco dalla realtà (“come se fossi in automatico”), che spaventa ma è un fenomeno possibile quando il sistema nervoso è in sovraccarico.
Detto questo, è utile tenere a mente due cose: primo, l’intontimento può essere alimentato anche da fattori come stress prolungato, cambiamenti di ritmo, farmaci o sostanze (caffeina, nicotina, alcol), e qualità del sonno non buona; secondo, quando ci si spaventa del sintomo e lo si controlla continuamente, spesso lo si mantiene acceso.
In questi casi un percorso psicologico può aiutare molto, perché non si tratta solo di “tranquillizzarsi”, ma di ridurre l’attivazione di base e interrompere il circolo sintomo-paura-controllo.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, quello che descrive può essere molto faticoso da vivere, soprattutto perché quando si prova quella sensazione di “intontimento”, di mente annebbiata o di distacco dalla lucidità abituale, spesso si finisce per osservare continuamente il proprio stato interno con paura e preoccupazione. E più si controlla se si è “presenti”, lucidi o concentrati, più il cervello sembra irrigidirsi e perdere spontaneità. Da ciò che racconta, il fatto che gli accertamenti fisici non abbiano evidenziato problematiche è certamente un elemento importante. Questo non significa affatto che ciò che prova sia “inventato” o meno reale. Al contrario, stati prolungati di ansia e tensione possono avere effetti molto concreti sul corpo e sulle funzioni cognitive quotidiane. Quando una persona vive per mesi in uno stato di allerta, il sistema nervoso può rimanere come costantemente attivato, e questo spesso porta sintomi come stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, sensazione di irrealtà, confusione, testa “ovattata”, difficoltà a sentirsi davvero riposati anche dopo aver dormito. Molte persone, davanti a questi sintomi, iniziano comprensibilmente a spaventarsi e a monitorarsi continuamente. È qui che spesso si crea un circolo che alimenta il problema: più il sintomo spaventa, più viene controllato; più viene controllato, più diventa presente e invasivo. In ottica cognitivo comportamentale si presta molta attenzione proprio a questi meccanismi, cioè al modo in cui pensieri, emozioni, interpretazioni e comportamenti finiscono per mantenere nel tempo uno stato di sofferenza anche quando la causa iniziale magari era diversa o più circoscritta. Un aspetto importante è che lei non sembra descrivere soltanto un sintomo fisico isolato, ma un’esperienza che ormai condiziona il suo modo di vivere le giornate. Quando qualcosa dura mesi, crea preoccupazione, porta a focalizzarsi continuamente su di sé e genera paura o senso di impotenza, diventa utile non limitarsi a “resistere”, ma cercare di comprendere più a fondo cosa stia accadendo dentro di sé. A volte dietro questi stati ci sono periodi di stress protratto, tensioni emotive accumulate, stanchezza mentale cronica, modalità abituali di controllo o ipervigilanza che la persona magari porta avanti da anni senza rendersene conto. Ed è proprio qui che un percorso psicologico può essere molto utile: non per “convincersi che sia ansia”, ma per capire concretamente come funziona il suo modo di reagire alle sensazioni interne, alle paure e ai pensieri che si attivano durante la giornata. Un percorso cognitivo comportamentale, in particolare, può aiutare molto nel riconoscere i meccanismi che mantengono questo stato di allarme costante e nel recuperare gradualmente una sensazione di maggiore stabilità e presenza mentale. Non esistono soluzioni magiche o immediate, soprattutto quando un sintomo dura da tempo, ma lavorare sui propri schemi di funzionamento spesso permette di interrompere quei circoli che tengono il cervello e il corpo in una continua condizione di tensione. Cerchi anche di non colpevolizzarsi o spaventarsi eccessivamente per ciò che sente. Quando la mente entra in una modalità di forte allerta protratta, può davvero alterare la percezione di sé e della realtà quotidiana senza che questo significhi “stare impazzendo” o avere necessariamente qualcosa di grave a livello neurologico. Ha già fatto un passo importante chiedendo aiuto e cercando di capire cosa le sta succedendo, invece di chiudersi nel silenzio o nella paura. Questo merita attenzione e ascolto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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