Buonasera gentili Dottori e Dott.sse, vi scrivo perché ho un disperato bisogno di aiuto, per questo

20 risposte
Buonasera gentili Dottori e Dott.sse, vi scrivo perché ho un disperato bisogno di aiuto, per questo mio problema che mi affligge e che mi sta lentamente portando sempre più a fondo in un vortice costellato da ossessione, ansia, frustrazione, preoccupazione per il futuro, insonnia e infine di depressione.
Il problema non è propriamente di natura psicologica in realtà, o meglio lo è ma secondariamente. Il problema primario risiede infatti nelle dimensioni ridotte del mio pene, che per quanto possa sembrare banale, vi assicuro non lo è! Anzi è un vero e proprio dramma per un uomo.
Per un uomo non poter soddisfare a pieno sessualmente una donna, a causa delle scarse dimensioni del proprio membro sessuale, è fonte di una sensazione estrema di impotenza, vergogna, frustrazione e...dolore. Sto cercando le parole giuste per descriverlo, ma non credo di riuscire a rendere l’idea di quanto possa far male una cosa del genere.
E vi prego...non ve ne uscite con le solite baggianate che si dicono in questi casi per compassione, del tipo: le dimensioni non contano, conta la personalità, l’affetto, come lo usi, il sesso orale, etc.
oppure il geniale consiglio di utilizzare sex toys, come se per un uomo il massimo dell’ambizione debba essere penetrare la propria donna con un "coso" di gomma anziché con il proprio pene (anzi vi garantisco che per un uomo vedersi sostituito da un fallo di plastica e vedere che la propria donna goda di più con quest’ultimo che con il proprio uomo è la massima espressione di umiliazione ed inutilità che un uomo possa provare).
Credo che l’unico barlume di speranza sia la chirurgia incrementale, ma purtroppo il risultato non è garantito e i rischi non trascurabili, inoltre al momento non potrei neanche permettermelo, anche volendo.
Perciò il consiglio che mi piacerebbe avere da voi, è come approcciarsi psicologicamente a questo problema, come fare ad accettare il fatto di non poter mai avere una vita sessuale e relazionale appagante e soddisfacente e l’eventualità di rimanere da soli, senza poter mettere su una famiglia e senza provare mai cosa significa essere veramente amati da una donna, ed infine emarginati socialmente.
Come accettare questo dolore e come dare comunque un senso, un valore alla propria vita, evitando di vivere una vita di vergogna, frustrazione e depressione che a questo punto non varrebbe la pena vivere.

Grazie per l'attenzione.
Ringrazio di cuore chiunque voglia provare ad aiutarmi (anche se mi rendo conto di non avere molte speranze, rileggendo quanto ho appena scritto...)
Dott.ssa Giulia De Angelis
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Roma
Buonasera,
la sofferenza che prova per la situazione descritta è tangibile; mi dispiace per il suo vissuto, non deve essere facile. Tuttavia, se si è rivolto a noi è perché sa che c'è qualcuno che può aiutarla.
Leggendo le sue parole emergono diverse convinzioni su di se e sull'altro sesso e deduzioni sul futuro che necessitano sicuramente di riflessioni e risposte.
Prima di considerare la chirurgia (e anche se la considerasse seriamente), il mio suggerimento è quello di intraprendere un percorso di psicoterapia individuale che possa intervenire sulla sua sofferenza e darle gli strumenti per darsi un valore diverso.
Sia dia questa possibilità.
Resto a disposizione e le faccio i migliori auguri.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace molto per la situazione che descrive e comprendo il disagio connesso. Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto con un professionista al fine di indagare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi per trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare coi pensieri rigidi e maladattivi che impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Presto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Rachele Ghirardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vigevano
Buonasera,
mi spiace per la situazione di disagio e malessere che sta provando.
L'unica cosa che posso consigliarle, in questo frangente, è di intraprendere un percorso di Psicoterapia al fine di fare maggiore chiarezza in sè e su questa situazione che l'affligge.
rimango a disposizione anche on line, in caso di bisogno.
cordialmente
GR
Dott.ssa Alessandra Notaro
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la ringrazio della sua domanda molto delicata nella tematica affrontate, ed è sicuramente una preoccupazione condivisa. Non a caso l'ultima stagione di Skam Italia affronta proprio questo tema. Inoltre potrebbe esserle utile approfondire come si arriva al piacere femminile; basti pensare che molte donne non raggiungono l'orgasmo con la penetrazione, ma sono cosiddette "clitoridee". Attorno al sesso quindi ci sono molti miti da sfatare e purtroppo a queste ha contribuito il settore pornografico che incentra tutto sulla penetrazione, mentre il piacere è dato non dall'atto in sé, ma dal desiderio che precede l'atto. Per approfondire il tema del piacere femminile la invito a vedere la docuserie, ben fatta, su Netflix "Le basi del piacere". Sono certa che potrebbe trovare nuovi spunti interessanti. Sperando di esserle stata d'aiuto, resto a disposizione per ulteriori informazioni anche online.
Cordialmente,
dott.ssa Alessandra Notaro
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente, capisco la sua preoccupazione, da uomo non vivrei bene neanche io l’idea di non poter in alcun modo soddisfare una donna o il timore di esclusione sociale. Tuttavia a colpire è proprio la portata degli scenari che le affollano la mente, e al cospetto dei quali chiunque soffrirebbe. Mi verrebbe da chiederle cosa intenda per “soddisfare”, nella misura in cui la penetrazione non ha bisogno di grandi lunghezze per essere fonte di piacere per la donna, e in lei sembra avere un significato diverso. Ma credo lei lo vivrebbe come un disputing volto a concederle un’assoluzione a buon mercato nella quale non crede. Il punto è questo, sembra che lei si senta guasto, difettoso, incompiuto; è un’idea che fatica ad ammettere repliche, e la porta a chiedersi (e chiederci consigli) di accettare un futuro che oggi vede come un cumulo di cocci rotti. Sono certo della dolorosità del suo vissuto, si sente in ogni sfumatura, ma l’impressione è che quello che lei sta cercando di fare non sia accettare, ma ingoiare a forza una realtà che forse è meno invivibile di come se la sta prospettando. Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, mi spiace molto per la situazione che sta affrontando e per la sofferenza che sta sentendo. Le suggerisco di provare ad intraprendere un percorso da qualche collega sessuologo che sicuramente potrà aiutarlo su più livelli. Un caro saluto
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio di contattare uno psicologo per affrontare e analizzare con serietà quanto le crea il comprensibile disagio perché non è possibile darle risposte in questa sede. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Carla Chierchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Castellammare di Stabia
Buonasera, come già suggerito dalla collega può documentarsi più approfonditamente sulla sessualità attraverso libri e docufilm. Poi esiste la figura del sessuologo, uno specialista che si occupa psicoterapeuticamente della vita sessuale e delle sue problematiche. Cerchi il terapeuta più affine alle sue esigenze e vedrà che raggiungerà un benessere psicosessuale.
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Zaupa
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Vicenza
Buon pomeriggio. Racconta del vortice che la sta portando in una situazione di angoscia e di autosvalutazione, pesante al punto da provocarle depressione, ansia, insonnia, e tanto altro: è un dramma e le sue parole rivelano tutto il dolore che ha dentro per i pensieri e le convinzioni che le ruotano attorno, vorticose. A me "salta all'occhio" questo: un processo di autosvalutazione e di negatività tale che va oltre le dimensioni del suo pene. Un prendersi cura di questo le potrebbe essere d'aiuto. Un caro saluto. dr. Maria Zaupa
Dott.ssa Fulvia Fragiacomo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Buona sera, non so se lei ha una compagna in questo momento o se ha avuto relazioni lunghe in passato. Alle volte bisognerebbe rendersi conto anche di quanto questo possa essere un non problema per la propria partner perché può anche capitare che una persona piccolina ricerchi un uomo che non le faccia male, soprattutto durante certe posizioni sessuali e possa quindi sentirsi più libera e tranquilla. Più e più volte mi sono sentita raccontare di queste problematiche e se una donna è innamorata può diventare fastidioso e difficoltoso se non a tratti doloroso il rapporto sessuale. Mi creda che, nonostante quello che possa pensare e che sicuramente non va svalutato ne sminuito bisogna analizzare la sua situazione a 360, anche da un punto di vista relazionale perché la vita sessuale va conosciuta bene per quello che è. Chiudendosi nel suo dolore, molto comprensibile e molto intenso, non ha però una visione ampia di quello che pensano e ricercano alcune donne. La invito a contattare un bravo psicoterapeuta che le faccia conosce quelle parti interiori e quei pensieri che le donne fanno ma che forse non ha ancora considerato. Lei si è rivolto già ad un gruppo di esperti e le assicuro che quindi in cuor suo vuole sapere se ci sono delle cose che ancora non ha fatto e che può fare per avere una vita migliore. Mi creda che ci sono. Un cordiale saluto
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Dott. Espedito Longo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Salve, persino il Kamasutra, millenario manuale di amore tantrico, prevede un dettagliato inventario di affinità anatomiche! Se la considera una metafora di come maschio e femmina si possano accoppiare ne potrebbe trarre una lezione tanto semplice quanto saggia. Siamo tutti diversi! Se è in cerca di un'anima gemella la troverà. In un percorso di psicoterapia può trovare un valido aiuto a ridimensionare le sue preoccupazioni, rivolgendo domande al suo mondo interno. In bocca al lupo!
Dott.ssa Serena Mottura
Psicologo, Psicoterapeuta
Cassano Magnago
Buongiorno ho letto con molta attenzione quanto scrivi, sei stato molto chiaro e coraggioso nell'esporre il tuo problema. Emerge in maniera intensa la tua sofferenza e il tuo disagio. Come dici per un uomo è frustrante quanto riferisci e i sintomi che riferisci sono degli indicatori significativi.
Ho letto anche alcune risposte dei colleghi e concordo con molti di loro sul suggerimento di intraprendere un percorso di psicoterapia. Prima di valutare un intervento credo sia opportuno andare a rielaborare i tuoi vissuti e rintracciare i condizionamenti che più ti fanno male, in seguito potrai valutare con maggiore serenità l'opzione intervento.
Salve. Da ogni sua parola emerge una profonda sofferenza che merita ascolto e contenimento. Avere un corpo che non soddisfa i nostri criteri o quelli socialmente desiderabili può essere fonte di frustrazione, questo vale tanto per le zone sessuali quanto per tutto il resto. Se prova a guardarsi intorno non tarderà ad identificare centinaia di persone che ricorrono alla chirurgia estetica al fine di omologarsi a ciò che oggi viene considerato bello e vincente. Tuttavia questa non sempre è una soluzione. Per quanto possa fare male, per quanto possa essere frustrante e per quanto possa generare rabbia, sarebbe utile iniziare un percorso di accettazione di se'. Gli uomini spesso hanno una visione estremamente fallocentrica, ma lei non è il suo pene. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla a digerire questa ferita narcisistica e ad inaugurare un nuovo tempo, nel quale lei possa vedersi oltre i cm del suo membro. La sessualità, inoltre, è un fatto molto complesso e il piacere femminile non è affatto garantito dalla presenza di un partner "prestante". Le coniglio di iniziare una terapia in quanto la questione che lei ha esposto è veramente delicata e potrebbe inquinare tutti gli altri ambiti della sua vita.
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi.
Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei.
A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott.ssa Daniela Chieppa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, comprendo le sensazioni che vive e capisco quanto quello che racconta possa impattare sulla sua vita. Aver condiviso in parte la sua sofferenza è sicuramente un primo passo alla possibilità di chiedere aiuto ad un professionista per affrontare il suo vissuto e lavorare sulle credenze che lei ha su di sé.
Provi ad intraprendere un percorso di psicoterapia esperto in sessuologia.
In bocca al lupo
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi arriva diretto ed implacabile il suo dolore, nel quale non posso necessariamente immedesimarmi ma che comprendo nei fatti perfettamente. Se l'intervento è un'ipotesi fisica, più o meno percorribile, c'è poi l'aspetto psicologico, del suo vissuto che grida aiuto e non è di secondaria importanza perchè riguarda come lei vive e affronta questa situazione.E' un grido che non può essere lasciato inascoltato, e non a caso lei ha scritto qui, un portale di psicoterapeuti. Cosa possiamo offrire con questa professione? Uno spazio di ascolto, di accettazione, di non giudizio, di elaborazione di strategie, di lavoro sulle sue emozioni, convinzioni, stima di sè ecc
Ci rifletta, stare come sta oggi lo conosce, come potrebbe stare se supportato psicologicamente non lo sa. Dice una mia maestra: non è tanto il problema in sè a far soffrire, quanto come lo viviamo. Su quello possiamo fare qualcosa. Rimango a disposizione, cordiali saluti, dott.ssa Silvia Ragni
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Dott.ssa Ida Pizzini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la sofferenza che provoca la situazione descritta direi che è evidente e da non sottovalutare. Dalle sue parole emergono diverse convinzioni su se stesso e sull'altro sesso che necessiterebbero di riflessioni più approfondite. Io le suggerirei di intraprendere, quanto prima, un percorso di psicoterapia individuale che possa aiutarla a lavorare sulla sua sofferenza e darle gli strumenti per affrontare la situazione al meglio. Resto a disposizione per qualsiasi domanda
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Mi dispiace per il dolore che stai vivendo. La percezione di sé e la sessualità sono temi complessi che influenzano profondamente l’autostima. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a superare vergogna e frustrazione, migliorando la relazione con te stesso. Le relazioni affettive e sessuali si basano su connessione ed empatia, non solo sull'aspetto fisico. Considera anche un supporto sessuologico per affrontare le tue preoccupazioni in modo sano. Con il giusto supporto, è possibile migliorare la situazione.
Buonasera, sono una psicologa psicoterapeuta ed ho letto la sua richiesta d'aiuto. Mi dispiace per ciò che sta vivendo e per la sua sensazione di "non avere molte speranze". Stare meglio si può, ma in primis bisogna volerlo!! Mi trovo a consigliarle di rivolgersi ad un/una collega che sia formato in sessuologia (certamente ne troverà qui sul portale), così da avere un supporto specialistico per superare il suo malessere e capire come affrontare al meglio la problematica che la affligge.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, il disagio legato all’immagine corporea, e in particolare alla sfera sessuale, può influire in modo significativo sulla percezione di sé e sulla qualità della vita. Comprendo quanto possa sentirsi umiliato e isolato, e riconosco la fatica a trovare parole di conforto che non sembrino semplicistiche o banali. Dal punto di vista psicologico, un percorso di psicoterapia, anche con approcci come la mindfulness o l’analisi bioenergetica, può aiutarla a esplorare e rielaborare questi vissuti dolorosi, a ricostruire un rapporto più gentile con il proprio corpo e la propria identità. Non si tratta di negare la difficoltà, ma di lavorare per ritrovare un senso di valore che non dipenda esclusivamente da un aspetto fisico.Se dovessero emergere difficoltà anche sul piano medico o farmacologico, è importante rivolgersi a uno specialista, come uno psichiatra o un medico di fiducia.Il cammino è difficile, ma con il giusto supporto è possibile costruire una vita più serena e piena di significato. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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