Buonasera, È da circa quattro mesi che vivo in una situazione di costante ansia ed apatia. A fine a
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Buonasera,
È da circa quattro mesi che vivo in una situazione di costante ansia ed apatia. A fine agosto ho avuto un ritardo, il quale mi ha condotto a fare più e più test di gravidanza, tutti negativi. Nonostante ciò è come se il mio cervello non riuscisse ad assimilare o a razionalizzare il risultato negativo stampato sui quei ben nove test di gravidanza. Per carità non fraintendetemi, sono a pochi mesi dalla laurea e, essendo così giovane, non cerco assolutamente una gravidanza. Tuttavia, il pensiero non svanisce, ma rimane come un tarlo appostato sulle mie orecchie, sempre lì che mi dice di essere incinta e che i test in realtà sono tutti sbagliati. Ogni mattina mi alzo, vado in bagno per tastare un ipotetico ventre più gonfio del normale; quando riesco a dormire, alla meglio mi sveglio dopo cinque ore; se prima mangiavo molto e con piacere, adesso faccio fatica a finire un normalissimo piatto di pasta che di norma avrei divorato in poco tempo. Non ne posso più, il mio fisico non ce la fa più. È una paura assolutamente infondata, ma più ci penso e più mi sento male; per altro ho avuto anche due cicli nel corso di questi mesi, ma c'è sempre un "ma" un qualcosa che non va in questi, che mi fa pensare che forse non sia ciclo, ma un problema relativo all'embrione o altro. Riconosco che forse avrei bisogno di una visita medica per "levarmi il pensiero" ma, dati i tempi così restrittivi per certi versi, mi è impossibile farlo senza rendere partecipi i miei genitori. Di dirglielo non se ne parla affatto; questo sarebbe un incubo diventato realtà. Ho sempre avuto un rapporto di amore/odio con mia madre che, negli ultimi anni, è nettamente migliorato. Se prima non le raccontavo nulla di me, delle mie giornate, persino dei voti scolastici, adesso parliamo di più. Di conseguenza, temo che una notizia del genere possa rovinare il fragile rapporto instaurato negli ultimi anni. In più ci si mette anche la paura di poter essere in attesa, cosa che mi lascia pietrificata dinanzi alla vita di tutti i giorni. È per questo motivo che non ho più voglia di fare niente, ho abbandonato uno studio che amo e che mi gratifica tanto, non guardo nemmeno film o serie televisive, non faccio assolutamente niente se non recarmi al bagno per guardarmi allo specchio. Con questo non pretendo di ricevere consigli o altro, semplicemente volevo sfogarmi con persone che non fossero miei amici o il mio fidanzato.
È da circa quattro mesi che vivo in una situazione di costante ansia ed apatia. A fine agosto ho avuto un ritardo, il quale mi ha condotto a fare più e più test di gravidanza, tutti negativi. Nonostante ciò è come se il mio cervello non riuscisse ad assimilare o a razionalizzare il risultato negativo stampato sui quei ben nove test di gravidanza. Per carità non fraintendetemi, sono a pochi mesi dalla laurea e, essendo così giovane, non cerco assolutamente una gravidanza. Tuttavia, il pensiero non svanisce, ma rimane come un tarlo appostato sulle mie orecchie, sempre lì che mi dice di essere incinta e che i test in realtà sono tutti sbagliati. Ogni mattina mi alzo, vado in bagno per tastare un ipotetico ventre più gonfio del normale; quando riesco a dormire, alla meglio mi sveglio dopo cinque ore; se prima mangiavo molto e con piacere, adesso faccio fatica a finire un normalissimo piatto di pasta che di norma avrei divorato in poco tempo. Non ne posso più, il mio fisico non ce la fa più. È una paura assolutamente infondata, ma più ci penso e più mi sento male; per altro ho avuto anche due cicli nel corso di questi mesi, ma c'è sempre un "ma" un qualcosa che non va in questi, che mi fa pensare che forse non sia ciclo, ma un problema relativo all'embrione o altro. Riconosco che forse avrei bisogno di una visita medica per "levarmi il pensiero" ma, dati i tempi così restrittivi per certi versi, mi è impossibile farlo senza rendere partecipi i miei genitori. Di dirglielo non se ne parla affatto; questo sarebbe un incubo diventato realtà. Ho sempre avuto un rapporto di amore/odio con mia madre che, negli ultimi anni, è nettamente migliorato. Se prima non le raccontavo nulla di me, delle mie giornate, persino dei voti scolastici, adesso parliamo di più. Di conseguenza, temo che una notizia del genere possa rovinare il fragile rapporto instaurato negli ultimi anni. In più ci si mette anche la paura di poter essere in attesa, cosa che mi lascia pietrificata dinanzi alla vita di tutti i giorni. È per questo motivo che non ho più voglia di fare niente, ho abbandonato uno studio che amo e che mi gratifica tanto, non guardo nemmeno film o serie televisive, non faccio assolutamente niente se non recarmi al bagno per guardarmi allo specchio. Con questo non pretendo di ricevere consigli o altro, semplicemente volevo sfogarmi con persone che non fossero miei amici o il mio fidanzato.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo importante intraprendere un percorso psicologico al fine di indagare le cause, le origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi. Sarebbe importante inoltre conoscere maggiori dettagli circa la situazione della gravidanza per capire pensieri, vissuti e stati d'animo connessi.
Cordialmente, dott. FDL
Cordialmente, dott. FDL
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Gentile Signora lei è sicuramente consapevole che si può pensare a qualcosa di diverso da un semplice sfogo. Lei ha tutti i diritti di scegliere cosa fare e, se ha deciso di sfogarsi e rimanere ferma in questa situazione può farlo. Nonostante ciò può esserle utile valutare l'opportunità di lavorare sui temi che riferisce e che le creano disagio e che le impediscono di continuare a svolgere le attività che le piacciono. Ora che ha trovato la forza e la voglia di raccontarsi perché non continuare contattando uno specialista e lavorando su questi temi. Solitamente una psicoterapia riesce a modificare i vissuti ma questo lei sicuramente già lo ha pensato. Un cordiale saluto
Gentile Utente, mi dispiace molto per la sofferenza che sta provando a causa di questa preoccupazione. Forse potrebbe esserle utile richiedere una consulenza psicologica, perché la aiuterebbe a comprendere il perché questa preoccupazione, nonostante i test siano negativi, sia diventata un pensiero così intrusivo.
Un cordiale saluto
Un cordiale saluto
Gentile utente. Il pensiero intrusivo che ha da qualche mese mi sembra sufficientemente invalidante, dati: l'abbandono degli studi, i problemi di sonno, la disappetenza e l'apatia-come la chiama lei. Mi sembra sia giunto il momento di consultare uno psicoterapeuta con una specializzazione breve-strategica o cognitivo comportamentale.
Salve, credo che per lei sia importante sfogarsi con un estraneo e cercare una soluzione al problema che pone.
Ha mai pensato di iniziare un percorso di psicoterapia?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Ha mai pensato di iniziare un percorso di psicoterapia?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile Utente, ho letto con attenzione il suo racconto, sono sicuramente comprensibili gli effetti invalidanti del suo pensiero di essere rimasta incinta: inappetenza, insonnia, assenza di energie anche per vedere serie televisive eccetera. Ci racconta che sono mesi che si trova in questa condizione, ma cosa sta facendo della sua salute? Lei risponde: "semplicemente volevo sfogarmi con persone che non fossero miei amici o il mio fidanzato". Questo mi fa intuire che, quanto più lei sta male, tanto più sente di doversi sfogare con i suoi amici e con il suo fidanzato. Ma questa sua strategia come la fa sentire? Forte delle sue capacità o debole? Questa sua strategia le sta facendo passare la sua apatia o ansia, o le fanno aumentare? Se questa situazione si protrarrà nel tempo, per quanto pensa che le persone la possano continuare a sostenerla con la loro empatia, è per questo che sta scrivendo qui? Le faccio queste domande perché queste sono degli aspetti che sorreggono e mantengono le sue ansie e tutti i sintomi associati. Con un percorso in psicoterapia breve strategica, dopo aver verificato la sua condizione e attraverso l'analisi dettagliata della situazione, si potranno fissare gli obiettivi. Attraverso differenti tecniche tra cui anche l'ipnosi si possono ottenere nei casi simili al suo ottimi risultati.
Cordialmente Dottor Fabiano
Cordialmente Dottor Fabiano
Buonasera,
è sempre utile e importante avere la possibilità di uno spazio in cui sfogarsi e in cui essere ascoltati, soprattutto quando c'è tanta preoccupazione e ansia, come ci racconta.
Mi sembra che in questa situazione ci siano tanti aspetti da considerare e sicuramente tanti aspetti che potrebbe esserle di aiuto approfondire.
Mi vengono in mente due suggerimenti: può prenotare una visita ginecologica/ecografica di controllo, non è obbligata a dire ai suoi genitori il motivo per cui vuole prenotarla. E' una cosa sua. Può anche trovare il modo di prenotare una visita in un luogo vicino a casa, senza dirglielo affatto. Anche questo è un suo diritto. Questo perché al momento mi sembra che non la situazione non sia per lei serena abbastanza da parlare apertamente con i suoi genitori: con gli strumenti giusti sono sicura che un giorno potrebbe riuscire a farlo.
Credo che questa angoscia per una possibile gravidanza possa essere il risultato di un insieme di tante ansie, dovute sicuramente anche al periodo che stiamo vivendo: lei stessa la riconosce come una paura infondata, quindi forse è il suo modo in questo momento di gestire lo stress che prova.
E da qui il secondo suggerimento: potrebbe prendere in considerazione l'idea di contattare uno psicologo, proprio per aver modo di andare al cuore di questi stati d'ansia e angoscia e per poter fare chiarezza sulla relazione con i suoi genitori e sulle modalità di comunicazione con loro.
Ci pensi, perché potrebbe esserle di aiuto, a mio avviso.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione,
un saluto affettuoso
Dott.ssa Alice Carbone
è sempre utile e importante avere la possibilità di uno spazio in cui sfogarsi e in cui essere ascoltati, soprattutto quando c'è tanta preoccupazione e ansia, come ci racconta.
Mi sembra che in questa situazione ci siano tanti aspetti da considerare e sicuramente tanti aspetti che potrebbe esserle di aiuto approfondire.
Mi vengono in mente due suggerimenti: può prenotare una visita ginecologica/ecografica di controllo, non è obbligata a dire ai suoi genitori il motivo per cui vuole prenotarla. E' una cosa sua. Può anche trovare il modo di prenotare una visita in un luogo vicino a casa, senza dirglielo affatto. Anche questo è un suo diritto. Questo perché al momento mi sembra che non la situazione non sia per lei serena abbastanza da parlare apertamente con i suoi genitori: con gli strumenti giusti sono sicura che un giorno potrebbe riuscire a farlo.
Credo che questa angoscia per una possibile gravidanza possa essere il risultato di un insieme di tante ansie, dovute sicuramente anche al periodo che stiamo vivendo: lei stessa la riconosce come una paura infondata, quindi forse è il suo modo in questo momento di gestire lo stress che prova.
E da qui il secondo suggerimento: potrebbe prendere in considerazione l'idea di contattare uno psicologo, proprio per aver modo di andare al cuore di questi stati d'ansia e angoscia e per poter fare chiarezza sulla relazione con i suoi genitori e sulle modalità di comunicazione con loro.
Ci pensi, perché potrebbe esserle di aiuto, a mio avviso.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione,
un saluto affettuoso
Dott.ssa Alice Carbone
Gentile utente, nonostante ci abbia scritto al solo scopo di sfogarsi, e non di ricevere consigli, mi sento di dirle alcune cose: a volte può capitare che dei pensieri intrusivi (irrazionali ma insistenti e dai quali non ci si riesce ad allontanare nonostante lo si voglia) si colleghino ad un periodo particolarmente difficile della propria vita. Come ci comunica, è a pochi mesi dalla laurea, perciò presumibilmente si trova in un periodo carico di stress, aspettative, fatica, tensione. Dice inoltre che a causa di questi pensieri intrusivi ha perso la voglia e la volontà di portare avanti le attività piacevoli o gratificanti della sua vita, oltre ad avere sospeso lo studio in un momento in cui invece è fondamentale impegnarsi a fondo per poter raggiungere i propri obiettivi. A fronte di tutto ciò, reputo fondamentale per lei intraprendere un percorso psicoterapeutico, dove avere la possibilità di esplorare tutto ciò che le sta accadendo, trovare il supporto necessario a comprendere l'origine di questi sintomi e poterli così superare. Si prenda cura del proprio malessere e gli dia la giusta attenzione, non lasci che le impedisca di trovare l'autorealizzazione e la soddisfazione nella vita che, senza ombra di dubbio, merita.
Resto a disposizione per approfondire l'argomento o per rispondere ad eventuali domande o dubbi. Forza!
Dott.ssa Genduso
Resto a disposizione per approfondire l'argomento o per rispondere ad eventuali domande o dubbi. Forza!
Dott.ssa Genduso
Buonasera, credo sia importante per lei avere delle evidenze, se vuole può rivolgersi al consultorio, non c'è bisogno che vengano anche i suoi genitori. Un'ecografia potrebbe aiutarla ad avere evidenze su una possibile gravidanza. Credo inoltre che lei si sia spaventata molto alla possibilità di una gravidanza e presso il consultorio può trovare una psicologa che saprà accoglierla e sostenerla. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Comunica un pensiero intrusivo di maternità (massima espressione del femminile) in un momento delicato di formazione e di adultizzazione; il risultato è il ripiegamento su di sé e la stasi.
Cominci a fare i conti con la sua precarietà emozionale, ai fini di armonizzare i suoi vissuti e collocarli in un altrettanto armonioso processo di crescita.
Buon lavoro (elaborativo, non di sfogo però).
Cominci a fare i conti con la sua precarietà emozionale, ai fini di armonizzare i suoi vissuti e collocarli in un altrettanto armonioso processo di crescita.
Buon lavoro (elaborativo, non di sfogo però).
Buonasera, dalle sue parole si percepisce una forte ansia che le sta certamente abbassando la qualità della vita in diverse aree importanti. Credo che per evitare che questi pensieri diventino ancora più intrusivi e persistenti potrebbe aiutarla molto un percorso psicologico. C'è anche la possibilità di rivolgersi ad un consultorio familiare, dove i colloqui sono gratuiti, l'unico problema potrebbe essere il tempo d'attesa, ma vale la pena tentare.
Le auguro di recuperare la serenità.
Dott.ssa Elisa Brembilla
Le auguro di recuperare la serenità.
Dott.ssa Elisa Brembilla
Buonasera, leggendo attentamente la sua domanda si percepisce che nel momento in cui ha percepito forse di essere in stato interessante, ha avuto uno shock, una paura per essere troppo giovane per assumersi la responsabilità di un figlio. Inoltre questa paura non le è ancora passata, le si è abbassato il tono dell'umore e di conseguenza le sono sopraggiunti dei pensieri ossessivi compulsivi. Cioè si sente obbligata a ripetere sempre lo stesso comportamento, specchiarsi e controllare che non sta cambiando il suo fisico. Le consiglio di parlare con una psicoterapeuta ed elaborare xchè sta reagendo così a qualcosa che non è neanche accaduto, ma forse sarebbe potuto accadere, sono a sua disposizione se nel caso mi volesse parlare anche online, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Buongiorno,
Capisco il malessere che sta vivendo e mi dispiace molto per lei. Sarebbe utile affrontare il problema più che sfogarsi e basta, per comprendere quali siano le cause sottostanti a esso e porvi rimedio.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott Santo La Monica
Capisco il malessere che sta vivendo e mi dispiace molto per lei. Sarebbe utile affrontare il problema più che sfogarsi e basta, per comprendere quali siano le cause sottostanti a esso e porvi rimedio.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott Santo La Monica
Buongiorno, si percepisce la sofferenza che prova nel doversi confrontare tutti i momenti con un pensiero così invalidante da togliere piacere a qualsiasi altra attività. Sicuramente c'è una ragione per cui in un momento di vita così delicato come quello che sta attraversando si sia fatto avanti un pensiero così paralizzante. Una psicoterapia potrebbe davvero aiutarla a capire quale significato abbia questa idea e perchè sia comparsa proprio ora. Ritengo però utile anche poter programmare una visita ginecologica al fine di prendere contatto con la realtà, rasserenarla dandole modo di concentrarsi sull'elaborazione dei propri vissuti.
Un caro saluto
Un caro saluto
Gentile utente di mio dottore,
la sua scrittura è intrisa di dubbi e manifesta una certa angoscia. Molto probabile che stia atraversano un periodo di crisi e che il suo dubbio di esser incinta in realtà celi dei disagi più profondi. Sarebbe opprtuno approfondire in che momento della sua vita si trovi e cosa realmente la fa stare male nella sua vita di adesso. Potrebbe esser utile approfondire anche il suo rapporto coi genitori e che significato assumono i suoi sintomi all'interno del sistemo familiare a cui appartiene.
Qualora avesse bisogno di un consulto non esiti a contattarmi privatamente, potrei aiutarla a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la sua scrittura è intrisa di dubbi e manifesta una certa angoscia. Molto probabile che stia atraversano un periodo di crisi e che il suo dubbio di esser incinta in realtà celi dei disagi più profondi. Sarebbe opprtuno approfondire in che momento della sua vita si trovi e cosa realmente la fa stare male nella sua vita di adesso. Potrebbe esser utile approfondire anche il suo rapporto coi genitori e che significato assumono i suoi sintomi all'interno del sistemo familiare a cui appartiene.
Qualora avesse bisogno di un consulto non esiti a contattarmi privatamente, potrei aiutarla a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la sua sofferenza. Da quanto racconta sembra che stia sviluppando alcune ossessioni riguardo alla possibilità di essere incinta, nonostante i test negativi e i cicli mestruali. Per scongiurare qualsiasi possibilità sarebbe necessaria una visita medica. Secondo lei le basterebbe? O teme che neanche questo possa aiutarla? Riguardo alla possibilità di condividere con sua madre la situazione: immagino possa essere complicato parlare di queste cose con lei, ma credo che condividere le sue paure con qualcuno possa aiutarla. Alcune volte poi ci prefiggiamo degli ostacoli che possono rivelarsi meno impervi del previsto. Nel caso in cui continuasse a stare male, prenda in considerazione l'idea di un percorso psicologico. Cordialmente, dott. Simeoni
Buonasera! Lo sfogo può essere accolto ed è sempre ben accetto. Credo che debba interrogarsi su ciò che per lei significherebbe essere madre. Da sola è però difficile rimediare ad una sorta di ossessione che forse vuole dire qualcosa a lei stessa. Oltre ad uno scritto sarebbe importante che il suo sfogo potesse avere un contenitore ed una restituzione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile Utente, penso che le conseguenze di questi suoi dubbi le suggeriscano di affrontare un percorso di psicoterapia. Riesco solo ad immaginare quanto difficile sia evitare di farsi condizionare da tali supposizioni. Dai suoi racconti si percepisce una grande difficoltà. Le auguro il coraggio di tendere una mano chiedendo ad un professionista che possa aiutarla.
Un Cordiale Saluto
Un Cordiale Saluto
Buongiorno, l'impatto che questo pensiero sta avendo sulla sua vita quotidiana è evidente e, pertanto, le consiglierei di intraprendere un percorso di terapia. All'interno di questo potrà ricevere sia strumenti pratici per ridurre l'intrusività di questo pensiero e, quindi, imparare tecniche per riuscire a "sganciarsi" da esso, sia indagare nello specifico il suo atteggiamento rispetto al pensiero stesso.
dott. De Rosa Saccone
dott. De Rosa Saccone
Buongiorno, un passo importante per la cura di sé è quello di riconoscere i propri momenti di fatica e di fragilità e questo suo "sfogo" con persone altre dai suoi familiari rappresenta un primo passaggio importante, e sicuramente non privo di fatica, che lei ha fatto per stare meglio. Trovo che nelle sue parole ci siano diversi fattori che andrebbero considerati, potenziali risorse da promuovere e nodi significativi da sciogliere. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla in questo e a consolidare quei rapporti di fiducia con le persone a lei più vicine, rapporti che già ci sono, ma che per qualche motivo ancora la trattengono dall'affidarsi del tutto; per quanto concerne la salute fisica, una visita ginecologica potrebbe invece aiutarla a rassicurarla rispetto al suo corpo, chiarendole dubbi o preoccupazioni.
Un cordiale saluto,
dott.ssa Ottavia De Blasio
Un cordiale saluto,
dott.ssa Ottavia De Blasio
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità e profondità d’animo il momento che sta attraversando. Quello che racconta parla di un malessere reale, che si manifesta attraverso sintomi fisici, pensieri persistenti e una forte sensazione di impotenza. Leggendo le sue parole si percepisce un grande peso sulle sue spalle, e al tempo stesso una consapevolezza lucida di ciò che le sta accadendo, che rappresenta già un passo molto importante nel processo di comprensione e cambiamento. Quando descrive quel pensiero costante, irrazionale e resistente alla logica, di essere incinta nonostante tutti i test negativi e i cicli mestruali regolari, sta descrivendo un meccanismo tipico dell’ansia: la mente si fissa su un’ipotesi percepita come catastrofica e, nonostante le prove che la smentiscono, continua a ruminare attorno a quell’idea. Questo è il funzionamento tipico del pensiero ossessivo, che non si placa nemmeno di fronte all’evidenza, perché si nutre dell’incertezza e del bisogno di assoluta sicurezza, qualcosa che purtroppo nella vita reale non possiamo mai ottenere del tutto. Questa insicurezza e la paura del “e se...” diventano allora dominanti, spingendola a mettere in atto strategie di controllo (come osservare il proprio ventre, monitorare il ciclo, evitare alcune attività) che nell’immediato sembrano rassicurarla, ma a lungo termine rinforzano il problema. Più cerca conferme per tranquillizzarsi, più la sua mente si abitua a dubitare e a mettere in discussione anche i dati più oggettivi. Si crea così un circolo vizioso, che può generare proprio i sintomi che sta vivendo: ansia persistente, insonnia, perdita di appetito, senso di apatia, ritiro dalle attività che prima le davano piacere. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, questo tipo di disagio si affronta aiutando la persona a identificare e mettere in discussione i pensieri disfunzionali alla base dell’ansia, a riconoscere e modificare i comportamenti di controllo e di evitamento, e a ristabilire un contatto con le attività e le esperienze significative, che oggi sembrano essere state sospese proprio a causa della paura. Mi ha colpito molto anche la parte in cui parla del rapporto con sua madre. Si percepisce una volontà di proteggere ciò che di prezioso si è ricostruito nel tempo. Questo è un aspetto molto umano e comprensibile, ma si chieda se in questo momento questo silenzio le sta facendo bene o se, al contrario, la sta isolando ancora di più. Spesso chi ci ama può sorprenderci con una comprensione che non ci aspetteremmo, anche se certo è legittimo voler mantenere uno spazio privato per sé. Infine, anche se mi dice che non cerca consigli, sento di poterle dire con molta delicatezza che quello che sta vivendo merita ascolto, attenzione e supporto. Non deve affrontarlo da sola. Se possibile, le suggerisco di valutare un percorso psicologico, anche solo inizialmente attraverso uno sportello universitario o un centro pubblico. Parlare con un professionista può aiutarla non solo a comprendere meglio quello che le sta accadendo, ma anche a ritrovare una direzione, un senso di padronanza sulla sua vita, che ora sembra sfuggirle. Le sue parole dimostrano una grande capacità di introspezione e una forza che forse in questo momento non sente, ma che emerge chiaramente dal suo tentativo di chiedere aiuto. E questo è un atto coraggioso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto di ansia intensa e persistente, centrato su un pensiero che razionalmente sa essere infondato, ma che emotivamente non riesce a spegnere. Il corpo e la mente sembrano “intrappolati” in un circolo di controllo, dubbio e paura: più cerca rassicurazioni (guardandosi, ripetendo test, analizzando i sintomi), più l’ansia cresce, fino a togliere energia e piacere per tutto il resto.
Questa condizione può assumere i tratti di un pensiero ossessivo legato all’ansia da controllo o all’ipocondria, dove la mente si focalizza su un’unica idea (in questo caso la paura di una gravidanza) e il corpo reagisce come se quella paura fosse reale. È un meccanismo che non si supera con la sola forza di volontà, ma attraverso un percorso di comprensione e di regolazione dell’ansia.
Le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, anche privatamente o in forma online, così da poter iniziare a lavorare su questo schema di pensiero senza dover necessariamente coinvolgere subito i suoi genitori. In molti casi, bastano pochi colloqui per individuare strategie efficaci per gestire il rimuginio, recuperare il sonno e riappropriarsi della concentrazione nello studio.
Nel frattempo, può provare a:
interrompere i comportamenti di controllo (test, specchio, verifica del corpo), anche solo per poche ore al giorno, e concentrarsi su un’attività concreta;
praticare esercizi di respirazione o mindfulness per ridurre la tensione fisica;
ricordare che due cicli mestruali regolari e test multipli negativi costituiscono già una conferma oggettiva di non gravidanza.
Ha fatto bene a cercare uno spazio di ascolto: non è “pazzia”, ma una mente stanca che chiede sollievo e contenimento. Affrontarlo con un professionista la aiuterà non solo a superare questo momento, ma anche a comprendere meglio come funziona la sua ansia, così da non rimanerne più intrappolata.
Dott.ssa Sara Petroni
quello che descrive è un vissuto di ansia intensa e persistente, centrato su un pensiero che razionalmente sa essere infondato, ma che emotivamente non riesce a spegnere. Il corpo e la mente sembrano “intrappolati” in un circolo di controllo, dubbio e paura: più cerca rassicurazioni (guardandosi, ripetendo test, analizzando i sintomi), più l’ansia cresce, fino a togliere energia e piacere per tutto il resto.
Questa condizione può assumere i tratti di un pensiero ossessivo legato all’ansia da controllo o all’ipocondria, dove la mente si focalizza su un’unica idea (in questo caso la paura di una gravidanza) e il corpo reagisce come se quella paura fosse reale. È un meccanismo che non si supera con la sola forza di volontà, ma attraverso un percorso di comprensione e di regolazione dell’ansia.
Le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, anche privatamente o in forma online, così da poter iniziare a lavorare su questo schema di pensiero senza dover necessariamente coinvolgere subito i suoi genitori. In molti casi, bastano pochi colloqui per individuare strategie efficaci per gestire il rimuginio, recuperare il sonno e riappropriarsi della concentrazione nello studio.
Nel frattempo, può provare a:
interrompere i comportamenti di controllo (test, specchio, verifica del corpo), anche solo per poche ore al giorno, e concentrarsi su un’attività concreta;
praticare esercizi di respirazione o mindfulness per ridurre la tensione fisica;
ricordare che due cicli mestruali regolari e test multipli negativi costituiscono già una conferma oggettiva di non gravidanza.
Ha fatto bene a cercare uno spazio di ascolto: non è “pazzia”, ma una mente stanca che chiede sollievo e contenimento. Affrontarlo con un professionista la aiuterà non solo a superare questo momento, ma anche a comprendere meglio come funziona la sua ansia, così da non rimanerne più intrappolata.
Dott.ssa Sara Petroni
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così doloroso.
Quello che descrive parla di quattro mesi molto pesanti. Da una parte c’è la consapevolezza che la paura sia razionalmente infondata, dall’altra l’impossibilità di lasciarla andare. Questo scarto tra ciò che la mente sa e la paura che continua a ripresentarsi può diventare una fonte di grande sofferenza, perché rende difficile anche rassicurarsi davvero. Quando un pensiero arriva a occupare il sonno, l’appetito, lo studio e il piacere delle piccole cose è comprensibile sentirsi sopraffatti.
Nel suo racconto emerge anche la paura di coinvolgere sua madre e di mettere a rischio un rapporto costruito con fatica e vissuto come ancora delicato. Questo sembra rendere difficile parlare delle proprie fragilità nelle relazioni più importanti, per il timore di creare preoccupazione o tensioni, e porta a sostenere tutto da sola, con un senso di isolamento che può diventare pesante.
Non è necessario trovare subito una soluzione né coinvolgere qualcuno se non si sente pronta. Quello che sta vivendo, però, merita uno spazio dedicato. Uno psicologo può offrire un luogo riservato e neutro, in cui iniziare a dare senso a ciò che sta rendendo questi mesi così faticosi.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Quello che descrive parla di quattro mesi molto pesanti. Da una parte c’è la consapevolezza che la paura sia razionalmente infondata, dall’altra l’impossibilità di lasciarla andare. Questo scarto tra ciò che la mente sa e la paura che continua a ripresentarsi può diventare una fonte di grande sofferenza, perché rende difficile anche rassicurarsi davvero. Quando un pensiero arriva a occupare il sonno, l’appetito, lo studio e il piacere delle piccole cose è comprensibile sentirsi sopraffatti.
Nel suo racconto emerge anche la paura di coinvolgere sua madre e di mettere a rischio un rapporto costruito con fatica e vissuto come ancora delicato. Questo sembra rendere difficile parlare delle proprie fragilità nelle relazioni più importanti, per il timore di creare preoccupazione o tensioni, e porta a sostenere tutto da sola, con un senso di isolamento che può diventare pesante.
Non è necessario trovare subito una soluzione né coinvolgere qualcuno se non si sente pronta. Quello che sta vivendo, però, merita uno spazio dedicato. Uno psicologo può offrire un luogo riservato e neutro, in cui iniziare a dare senso a ciò che sta rendendo questi mesi così faticosi.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
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