Buonasera dottori, Sono una ragazza di 29 anni. Premetto che soffro di disturbo d'ansia da anni p
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Buonasera dottori,
Sono una ragazza di 29 anni.
Premetto che soffro di disturbo d'ansia da anni per cui da qualche mese sono seguita da uno psicologo.
Nella giornata odierna ero a prendere da bere con una collega quando mi sono sentita come svenire.
Dopo di che la situazione ha continuato per qualche minuto, ho cercato di calmarmi ma nulla.
Ho sentito una sensazione di oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia per i quali mi sono molto spaventata in quanto ipocondriaca con paura di morire.
Mentre mi recavo al PS i battiti sono aumentati fino a 154bpm per poi scendere gradualmente.
In PS non hanno trovato anomalie, ma avendo letto che i battiti superiori a 150bpm sono di natura cardiaca, non sono tranquilla.
Secondo voi è tutto riconducibile ad ansia/attacco di panico o devo temere altro?
Sono una ragazza di 29 anni.
Premetto che soffro di disturbo d'ansia da anni per cui da qualche mese sono seguita da uno psicologo.
Nella giornata odierna ero a prendere da bere con una collega quando mi sono sentita come svenire.
Dopo di che la situazione ha continuato per qualche minuto, ho cercato di calmarmi ma nulla.
Ho sentito una sensazione di oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia per i quali mi sono molto spaventata in quanto ipocondriaca con paura di morire.
Mentre mi recavo al PS i battiti sono aumentati fino a 154bpm per poi scendere gradualmente.
In PS non hanno trovato anomalie, ma avendo letto che i battiti superiori a 150bpm sono di natura cardiaca, non sono tranquilla.
Secondo voi è tutto riconducibile ad ansia/attacco di panico o devo temere altro?
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ciò che descrive è ascrivibile ad un quadro ansioso meritevole di attenzione clinica pertanto la invito a parlarne con il suo terapeuta per esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
Ciò che descrive è ascrivibile ad un quadro ansioso meritevole di attenzione clinica pertanto la invito a parlarne con il suo terapeuta per esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
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Salve,
può esser relativo ad ansia/attacchi di panico ma anche ad una patofobia. Quindi una paura di avere delle malattie relativa ad un solo distretto del corpo.
Da come ne ha parlato propenderei più per l'ipotesi Ansia/paure.
Cosa fa per cercare di risolvere il problema: evita o cerca di controllare?
Saluti,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
può esser relativo ad ansia/attacchi di panico ma anche ad una patofobia. Quindi una paura di avere delle malattie relativa ad un solo distretto del corpo.
Da come ne ha parlato propenderei più per l'ipotesi Ansia/paure.
Cosa fa per cercare di risolvere il problema: evita o cerca di controllare?
Saluti,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buona sera. L'ansia eleva i battiti cardiaci in quanto il corpo reagisce all'allarme, ma è anche altrettanto facilmente gestibile con una psicoterapia cognitivo comportamentale specie specialmente se è arricchita da pratiche quotidiane di Mindfulness. Ciò è utile anche per fobie ipocondriache.
Saluti Dottor Gianpietro Rossi
Saluti Dottor Gianpietro Rossi
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Buongiorno, come ha detto il collega, quelle che descrive sono le reazioni fisiologiche correlate all'ansia. Infatti quando proviamo un elevata ansia, i sintomi fisiologici associati possono essere: incremento della frequenza cardiaca, cardiopalmo, sudorazione, sensazioni di svenimento, tremori, brividi e sensazione di asfissia o soffocamento. Questi sintomi se interpretati in maniera catastrofica (sto morendo), possono ulteriormente incrementare e possono portare a episodi panicosi. Rimango a disposizione. Dott.ssa Angela Correggia.
Buongiorno, la ringrazio per la condivisione.
Immagino la sua preoccupazione. Le suggerisco di parlarne col suo psicologo in seduta: riuscirete a identificare con precisione l'episodio e a ricondurre con chiarezza gli avvenimenti e i processi cognitivi, emotivi e somatici legati. Un aspetto fondamentale è proprio quello di prendere consapevolezza di cosa succede e da cosa sono innescate le reazioni somatiche. Aver percepito sul momento un aumento del battito cardiaco, potrebbe aver innescato il pensiero "sto male, mi sta succedendo qualcosa di grave" e questo pensiero a sua volta potrebbe aver contribuito ad aumentare i battiti e il loop in questo modo si alimenta.
Cordialmente, Dott.ssa Ilaria Truzzi
Immagino la sua preoccupazione. Le suggerisco di parlarne col suo psicologo in seduta: riuscirete a identificare con precisione l'episodio e a ricondurre con chiarezza gli avvenimenti e i processi cognitivi, emotivi e somatici legati. Un aspetto fondamentale è proprio quello di prendere consapevolezza di cosa succede e da cosa sono innescate le reazioni somatiche. Aver percepito sul momento un aumento del battito cardiaco, potrebbe aver innescato il pensiero "sto male, mi sta succedendo qualcosa di grave" e questo pensiero a sua volta potrebbe aver contribuito ad aumentare i battiti e il loop in questo modo si alimenta.
Cordialmente, Dott.ssa Ilaria Truzzi
Buon pomeriggio, comprendo il disagio che ha sperimentato. Parlarne con la sua psicologa potrebbe essere un buon momento per ricostruire l'evento, i pensieri che sono emersi e le emozioni che ha provato, per poter gestire al meglio situazioni future.
Evidentemente in quel momento si è attivato il circolo vizioso della paura e l'attenzione selettiva rispetto ai sintomi percepiti le ha amplificato ancor di più il disagio tanto da spaventarsi e tanto da andare in iperventilazione con aumento del battito cardiaco.
Resto a disposizione per eventuali dubbi. Un saluto.
Dott.ssa Daniela Chieppa.
Evidentemente in quel momento si è attivato il circolo vizioso della paura e l'attenzione selettiva rispetto ai sintomi percepiti le ha amplificato ancor di più il disagio tanto da spaventarsi e tanto da andare in iperventilazione con aumento del battito cardiaco.
Resto a disposizione per eventuali dubbi. Un saluto.
Dott.ssa Daniela Chieppa.
Gent.ma, se i colleghi del PS avessero riscontrato qualche seria anomalia non l’avrebbero dimessa. Quasi sicuramente alla dimissione avranno indicato anche l’ipotesi del motivo del suo accesso e le avranno anche parlato. Escludendo rilevanti cause organiche, rimane da considerare la componente psicogena. SG
Salve,
In accordo con i colleghi che hanno commentato in precedenza, escludendo le cause organiche, possiamo considerare l'episodio come un ciclo ansioso disfunzionale con diversi sintomi da lei identificati.
Le consiglio di approfondire questo ed altri eventi simili con il suo terapeuta in modo da poter gestire meglio situazioni future.
SJC
In accordo con i colleghi che hanno commentato in precedenza, escludendo le cause organiche, possiamo considerare l'episodio come un ciclo ansioso disfunzionale con diversi sintomi da lei identificati.
Le consiglio di approfondire questo ed altri eventi simili con il suo terapeuta in modo da poter gestire meglio situazioni future.
SJC
Gentile utente mi dispiace per la situazione , per dire se i sintomi somatici sono riconducibili all'ansia devono essere prima escluse tutte le ipotetiche cause organiche con i dovuti esami e accertamenti , una volta escluse le cause organiche può tranquillamente continuare il percorso di psicoterapia , per qualsiasi altra informazione resto a sua disposizione. Cordiali saluti
E' comprensibile il tuo dubbio, ma come mai lo poni qui? Domandando a chi ti segue dal punto di vista psicologico di vedervi in anticipo o di avere un rapido confronto telefonico, potresti trovare molte risposte e saggiarne le competenze. Comprendo che all'inizio di un percorso la fiducia reciproca sia ancora in fase di sperimentazione, ma proprio per questo ti invito a farne esperienza e dare a lui/lei una chance di dimostrarti le proprie capacità professionali e relazionali.
Ciao, i disturbi d'ansia si possono risolvere e da quello che lei descrive molto bene si tratta sicuramente di questo. Ne parli con la sua psicologa e veda se il percorso che sta seguendo le sta dando una buona risposta oppure bisogna correggere la direzione della cura. Potrebbe trattarsi di una somatizzazione dell'ansia come di un attacco di panico con dei sintomi molto personali e individuali. Stia tranquilla che se ancora non sa bene come uscirne vedrà che saprà trovare assieme alla sua terapeuta la soluzione di quanto sta vivendo. In alcuni casi gli attacchi di panico portano con se una spersonalizzazione tale per cui la persona non sa più bene chi è, ma anche questo passa con una buona terapia. Un caro saluto
Gentile utente, da quello che descrive sembra essere stato un episodio quantomeno di picco ansioso se non addirittura di un piccolo attacco di panico. Credo comunque che il luogo migliore dove esaurire queste domande sia nello studio della sua terapeuta, o al limite mandando un messaggio nell'immediato. Vedrà che investendo fiduciosamente nella relazione terapeutica i benefici inizieranno a farsi sentire. Cordialmente, DR
Buongiorno, le consiglio in primis di parlarne con la sua terapeuta. Inoltre potrebbe essere utile escludere qualsiasi origine organica ai suoi sintomi perché in effetti potrebbero anche essere di origine psichica. Un caro saluto
Buongiorno,
è sempre bene parlarne con il proprio psicologo, che conosce la sua situazione e potrà sicuramente supportarla nel miglior modo possibile e lavorare su quanto accaduto. Le faccio un grande in bocca al lupo,
cari saluti, dr.ssa Selena Tomei
è sempre bene parlarne con il proprio psicologo, che conosce la sua situazione e potrà sicuramente supportarla nel miglior modo possibile e lavorare su quanto accaduto. Le faccio un grande in bocca al lupo,
cari saluti, dr.ssa Selena Tomei
Mi dispiace sentire che hai avuto un'esperienza così spaventosa.
I sintomi che hai descritto, come sensazione di svenimento, oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia, possono essere associati all'ansia o a un attacco di panico. L'ansia può manifestarsi in vari modi e influenzare il corpo e la mente.
Se hai già un disturbo d'ansia diagnosticato e stai già ricevendo un supporto professionale da uno psicologo, è possibile che questi sintomi siano legati all'ansia. Gli attacchi di panico possono essere spaventosi, ma solitamente non sono pericolosi e non causano danni fisici permanenti.
Tuttavia, se hai dubbi o preoccupazioni sulle tue condizioni di salute, è sempre consigliabile consultare un medico per una valutazione approfondita. Il medico potrà escludere eventuali cause fisiche sottostanti ai tuoi sintomi e fornirti un'opinione professionale.
Continua a lavorare con il tuo psicologo per gestire l'ansia e gli attacchi di panico. La terapia cognitivo-comportamentale può essere utile nel fornirti strumenti per affrontare l'ansia in modo efficace. Se necessario, il tuo psicologo potrebbe anche valutare la possibilità di coinvolgere un medico specialista per una valutazione più approfondita.
Ricorda che ogni persona è unica e può rispondere in modo diverso all'ansia e agli attacchi di panico. È importante trovare il supporto e il trattamento adeguati per te.
I sintomi che hai descritto, come sensazione di svenimento, oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia, possono essere associati all'ansia o a un attacco di panico. L'ansia può manifestarsi in vari modi e influenzare il corpo e la mente.
Se hai già un disturbo d'ansia diagnosticato e stai già ricevendo un supporto professionale da uno psicologo, è possibile che questi sintomi siano legati all'ansia. Gli attacchi di panico possono essere spaventosi, ma solitamente non sono pericolosi e non causano danni fisici permanenti.
Tuttavia, se hai dubbi o preoccupazioni sulle tue condizioni di salute, è sempre consigliabile consultare un medico per una valutazione approfondita. Il medico potrà escludere eventuali cause fisiche sottostanti ai tuoi sintomi e fornirti un'opinione professionale.
Continua a lavorare con il tuo psicologo per gestire l'ansia e gli attacchi di panico. La terapia cognitivo-comportamentale può essere utile nel fornirti strumenti per affrontare l'ansia in modo efficace. Se necessario, il tuo psicologo potrebbe anche valutare la possibilità di coinvolgere un medico specialista per una valutazione più approfondita.
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Buonasera,
Sono lieta di sapere che hai cercato assistenza medica presso il pronto soccorso e che non hanno riscontrato anomalie cardiache. La tua preoccupazione riguardo ai battiti cardiaci elevati è comprensibile, ma è importante considerare che i sintomi che hai descritto, come sensazione di svenimento, oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia, possono essere associati a un attacco di panico o a un episodio di ansia intensa.
L'ansia può manifestarsi in modi diversi e avere sintomi fisici significativi, tra cui aumento della frequenza cardiaca, sensazioni di oppressione al petto, vertigini e tremori. Questi sintomi possono essere spaventosi ma solitamente sono temporanei e non indicano necessariamente un problema cardiaco.
Sei già in trattamento con uno psicologo per il disturbo d'ansia, il che è un passo importante verso il controllo dei tuoi sintomi. È importante continuare a lavorare con il tuo terapeuta per comprendere e gestire meglio l'ansia.
Tuttavia, è sempre consigliabile consultare anche un medico per escludere altre possibili cause di sintomi fisici. Se il tuo medico ha escluso problemi cardiaci, è probabile che i sintomi siano legati all'ansia. Nel caso in cui i sintomi persistano o peggiorino, o se hai ulteriori preoccupazioni, è importante discuterne con il tuo medico e il tuo terapeuta per ulteriori valutazioni e consulenze.
In generale, cerca di mantenere una comunicazione aperta con il tuo team di assistenza medica e terapeutica in modo da ricevere il supporto necessario per affrontare e gestire i tuoi sintomi d'ansia in modo efficace.
Sono lieta di sapere che hai cercato assistenza medica presso il pronto soccorso e che non hanno riscontrato anomalie cardiache. La tua preoccupazione riguardo ai battiti cardiaci elevati è comprensibile, ma è importante considerare che i sintomi che hai descritto, come sensazione di svenimento, oppressione alla testa, senso di affanno e tachicardia, possono essere associati a un attacco di panico o a un episodio di ansia intensa.
L'ansia può manifestarsi in modi diversi e avere sintomi fisici significativi, tra cui aumento della frequenza cardiaca, sensazioni di oppressione al petto, vertigini e tremori. Questi sintomi possono essere spaventosi ma solitamente sono temporanei e non indicano necessariamente un problema cardiaco.
Sei già in trattamento con uno psicologo per il disturbo d'ansia, il che è un passo importante verso il controllo dei tuoi sintomi. È importante continuare a lavorare con il tuo terapeuta per comprendere e gestire meglio l'ansia.
Tuttavia, è sempre consigliabile consultare anche un medico per escludere altre possibili cause di sintomi fisici. Se il tuo medico ha escluso problemi cardiaci, è probabile che i sintomi siano legati all'ansia. Nel caso in cui i sintomi persistano o peggiorino, o se hai ulteriori preoccupazioni, è importante discuterne con il tuo medico e il tuo terapeuta per ulteriori valutazioni e consulenze.
In generale, cerca di mantenere una comunicazione aperta con il tuo team di assistenza medica e terapeutica in modo da ricevere il supporto necessario per affrontare e gestire i tuoi sintomi d'ansia in modo efficace.
Cara utente, stia tranquilla. Quello che lei ci riporta sembra essere un episodio da ascrivere all'interno di un quadro ansioso. Ne parli in terapia. Un caro saluto
Gentile utente, è comprensibile che situazioni come quella che lei ha vissuto possano essere molto spaventose, specialmente considerando il contesto del disturbo d'ansia che sta affrontando.
Quando si soffre di ansia, è facile interpretare sintomi fisici come segnali di un problema grave. Tuttavia, è importante considerare che ansia e attacchi di panico possono manifestarsi con sintomi fisici molto reali, tra cui tachicardia, sensazione di affanno e oppressione al petto.
Il fatto che i sintomi siano diminuiti gradualmente e che non ci siano state anomalie rilevate al pronto soccorso suggerisce che potrebbe essere stata un'esperienza legata all'ansia o a un attacco di panico. Detto questo, è sempre bene continuare a monitorare la sua salute e a parlare con il suo psicologo riguardo a questi episodi per trovare modi efficaci per gestirli.
Se avesse ancora dubbi o preoccupazioni, potrebbe prendere in considerazione richiedere un consulto al suo medico di base o con uno specialista per ulteriori valutazioni e consigli specifici sulla sua situazione. Oltre che ad augurarle il meglio, le suggerisco di continuare a prendersi cura di sè e ad affrontare il disturbo d'ansia con il supporto dei professionisti che la stanno seguendo.
Quando si soffre di ansia, è facile interpretare sintomi fisici come segnali di un problema grave. Tuttavia, è importante considerare che ansia e attacchi di panico possono manifestarsi con sintomi fisici molto reali, tra cui tachicardia, sensazione di affanno e oppressione al petto.
Il fatto che i sintomi siano diminuiti gradualmente e che non ci siano state anomalie rilevate al pronto soccorso suggerisce che potrebbe essere stata un'esperienza legata all'ansia o a un attacco di panico. Detto questo, è sempre bene continuare a monitorare la sua salute e a parlare con il suo psicologo riguardo a questi episodi per trovare modi efficaci per gestirli.
Se avesse ancora dubbi o preoccupazioni, potrebbe prendere in considerazione richiedere un consulto al suo medico di base o con uno specialista per ulteriori valutazioni e consigli specifici sulla sua situazione. Oltre che ad augurarle il meglio, le suggerisco di continuare a prendersi cura di sè e ad affrontare il disturbo d'ansia con il supporto dei professionisti che la stanno seguendo.
Gentile utente, le informazioni a disposizione non sono sufficienti per fare un discrimine tra un disturbo di panico ed un disturbo di ansia per la salute. Sarebbe utile ricostruire la sua anamnesi patologica. Ad ogni modo, le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico ad orientamento cognitivo-comportamentale, essendo questo indicato da linee guida come efficace nel trattamento dei disturbi d'ansia. Saluti Dr.ssa Oliveri
Buonasera, grazie per la condivisione.
La componente ansiogena può aver influito in qualche modo, allo stesso tempo potrebbe essere utile fare ulteriori accertamenti fisici con analisi prescritte dal suo medico di base, così da avere un quadro più chiaro.
A presto
VB
La componente ansiogena può aver influito in qualche modo, allo stesso tempo potrebbe essere utile fare ulteriori accertamenti fisici con analisi prescritte dal suo medico di base, così da avere un quadro più chiaro.
A presto
VB
Gentile,
sicuramente tra le risposte fisiologiche dell'ansia e degli attacchi di panico, si riscontrano quelli che lei descrive: oppressione alla testa, nausea, senso di svenimento, vertigine e tachicardia. Purtroppo il circolo vizioso dell'ansia crea proprio questo. Un pensiero la scatena, il corpo si mette in allarme, crea dei sintomi, e questo lo fa vivere come una minaccia che porta ad ulteriori sintomi. E' il classico circolo vizioso che bisognerebbe cominciare ad interrompere, approfondendo maggiormente il fulcro di questa ansia e utilizzando qualche tecnica della terapia breve.
Se i medici hanno escluso inoltre qualsiasi problema a livello cardiaco, piò stare serena
Auguri
sicuramente tra le risposte fisiologiche dell'ansia e degli attacchi di panico, si riscontrano quelli che lei descrive: oppressione alla testa, nausea, senso di svenimento, vertigine e tachicardia. Purtroppo il circolo vizioso dell'ansia crea proprio questo. Un pensiero la scatena, il corpo si mette in allarme, crea dei sintomi, e questo lo fa vivere come una minaccia che porta ad ulteriori sintomi. E' il classico circolo vizioso che bisognerebbe cominciare ad interrompere, approfondendo maggiormente il fulcro di questa ansia e utilizzando qualche tecnica della terapia breve.
Se i medici hanno escluso inoltre qualsiasi problema a livello cardiaco, piò stare serena
Auguri
Certo, ti capisco. Quello che hai vissuto è stato sicuramente molto spaventoso, ma può capitare, soprattutto quando si è già un po’ in ansia o sotto stress. I sintomi che descrivi possono essere riconducibili a un episodio di ansia acuta o un attacco di panico, che a volte può farci sentire come se il corpo andasse “fuori controllo”.
Il fatto che in pronto soccorso non abbiano riscontrato nulla di anomalo è già molto rassicurante. Il cuore, anche quando accelera tanto, spesso lo fa solo come risposta a uno stato emotivo intenso. Capita, anche a chi non ha problemi fisici.
Continua a parlare di tutto questo con lo psicologo che ti sta seguendo: sei già sulla strada giusta prendendoti cura di te stessa. Con il tempo e il giusto supporto, questi episodi si possono comprendere meglio e affrontare con più serenità.
Il fatto che in pronto soccorso non abbiano riscontrato nulla di anomalo è già molto rassicurante. Il cuore, anche quando accelera tanto, spesso lo fa solo come risposta a uno stato emotivo intenso. Capita, anche a chi non ha problemi fisici.
Continua a parlare di tutto questo con lo psicologo che ti sta seguendo: sei già sulla strada giusta prendendoti cura di te stessa. Con il tempo e il giusto supporto, questi episodi si possono comprendere meglio e affrontare con più serenità.
Buonasera, capisco molto bene la paura e la preoccupazione che può aver provato in quel momento. Sentirsi improvvisamente male, con il cuore che batte forte e la sensazione di perdere il controllo, è un’esperienza che può spaventare profondamente, soprattutto quando si teme che ci possa essere qualcosa di grave sul piano fisico. È comprensibile che, di fronte a un episodio così intenso, la mente cerchi subito una spiegazione e si concentri sui numeri, come il valore dei battiti, o su ciò che si è letto in rete. Tuttavia, non sempre queste informazioni riescono a tranquillizzare, anzi spesso finiscono per amplificare l’ansia e il senso di pericolo. Dal momento che in pronto soccorso non sono state riscontrate anomalie, può essere utile considerare che, in alcuni momenti di forte attivazione emotiva o ansiosa, il corpo reagisce come se si trovasse in una situazione di emergenza. Il cuore accelera, il respiro si fa corto, la testa può sembrare ovattata o leggera, e ci si sente disorientati o sul punto di svenire. Sono reazioni che, pur essendo molto sgradevoli, rientrano nel funzionamento naturale del nostro organismo quando percepisce una minaccia, anche se questa minaccia non è reale ma solo immaginata o temuta. Il fatto che i battiti siano aumentati non è di per sé indice di una patologia cardiaca. In una persona giovane e in buona salute, un valore del genere può essere semplicemente una risposta fisiologica a uno stato di forte agitazione o paura. La sensazione di oppressione e l’affanno, così come la tachicardia, tendono poi a ridursi spontaneamente proprio come ha descritto, una volta che il corpo comincia a percepire che il pericolo è passato. So che, per chi soffre di ansia e di paura di morire, ogni episodio come questo sembra una conferma dei propri timori e lascia un senso di vulnerabilità difficile da gestire. Ma proprio per questo, continuare il lavoro che sta facendo con il suo psicologo è molto importante. In terapia potrà imparare a riconoscere più velocemente i segnali del corpo, a non interpretarli subito come un pericolo e a sviluppare strategie concrete per riportare calma e sicurezza dentro di sé quando l’ansia sale. È importante ricordare che la paura di stare male o di morire non la rende fragile, ma mostra quanto sia sensibile al funzionamento del suo corpo e quanto desideri avere il controllo di ciò che sente. Con il tempo e con un lavoro costante, questa sensibilità può diventare una risorsa preziosa, aiutandola a conoscersi meglio e a costruire un equilibrio più stabile tra mente ed emozioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera,
La ringrazio per aver condiviso quanto Le è accaduto. Posso immaginare quanto sia stato spaventoso vivere quei sintomi, soprattutto considerando la Sua storia di ansia e la paura intensa di stare male o di morire. Quando il corpo reagisce in modo così improvviso e forte, è naturale sentirsi sopraffatti e cercare rassicurazioni.
Per quanto riguarda l’aspetto organico, non posso purtroppo esprimermi: su questo è sempre corretto fare riferimento a un medico specialista, che possa valutare in modo appropriato e completo. Ha fatto bene a recarsi in Pronto Soccorso e, se il dubbio dovesse persistere, il confronto con un professionista medico rimane la strada più sicura.
Sul piano psicologico, invece, è importante che tutto ciò che Lei ha vissuto — le sensazioni corporee, la paura, i pensieri catastrofici e il bisogno di rassicurazione — venga portato nel Suo spazio terapeutico. È proprio lì che questi episodi possono essere accolti, compresi e rielaborati con continuità.
La mia scelta di non darle una risposta diretta del tipo “è solo ansia” o “non deve temere altro” non è scortesia né mancanza di attenzione. Al contrario, è un modo per proteggere il Suo spazio terapeutico. Dare risposte rassicuranti dall’esterno, seppur animate dalle migliori intenzioni, rischierebbe di alimentare il meccanismo dell’ansia stessa, che spesso cerca conferme continue per calmarsi solo temporaneamente. In questo senso, mi astengo per proteggerLa dal circolo della rassicurazione immediata, che può sembrare utile sul momento ma che nel tempo mantiene viva la paura.
Affidare questi vissuti al percorso che ha già iniziato significa offrirsi la possibilità di costruire una sicurezza più profonda e stabile, che non dipenda ogni volta da una risposta esterna, ma che nasca dentro di Lei, passo dopo passo.
La ringrazio ancora per la fiducia e Le auguro di continuare il Suo percorso sentendosi sempre più sostenuta e meno sola di fronte a queste paure.
Un caro saluto
La ringrazio per aver condiviso quanto Le è accaduto. Posso immaginare quanto sia stato spaventoso vivere quei sintomi, soprattutto considerando la Sua storia di ansia e la paura intensa di stare male o di morire. Quando il corpo reagisce in modo così improvviso e forte, è naturale sentirsi sopraffatti e cercare rassicurazioni.
Per quanto riguarda l’aspetto organico, non posso purtroppo esprimermi: su questo è sempre corretto fare riferimento a un medico specialista, che possa valutare in modo appropriato e completo. Ha fatto bene a recarsi in Pronto Soccorso e, se il dubbio dovesse persistere, il confronto con un professionista medico rimane la strada più sicura.
Sul piano psicologico, invece, è importante che tutto ciò che Lei ha vissuto — le sensazioni corporee, la paura, i pensieri catastrofici e il bisogno di rassicurazione — venga portato nel Suo spazio terapeutico. È proprio lì che questi episodi possono essere accolti, compresi e rielaborati con continuità.
La mia scelta di non darle una risposta diretta del tipo “è solo ansia” o “non deve temere altro” non è scortesia né mancanza di attenzione. Al contrario, è un modo per proteggere il Suo spazio terapeutico. Dare risposte rassicuranti dall’esterno, seppur animate dalle migliori intenzioni, rischierebbe di alimentare il meccanismo dell’ansia stessa, che spesso cerca conferme continue per calmarsi solo temporaneamente. In questo senso, mi astengo per proteggerLa dal circolo della rassicurazione immediata, che può sembrare utile sul momento ma che nel tempo mantiene viva la paura.
Affidare questi vissuti al percorso che ha già iniziato significa offrirsi la possibilità di costruire una sicurezza più profonda e stabile, che non dipenda ogni volta da una risposta esterna, ma che nasca dentro di Lei, passo dopo passo.
La ringrazio ancora per la fiducia e Le auguro di continuare il Suo percorso sentendosi sempre più sostenuta e meno sola di fronte a queste paure.
Un caro saluto
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