Buonasera, Da quando ero piccolo ho l' abitudine di parlare da solo ogni tanto. Lo faccio anche per
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Buonasera,
Da quando ero piccolo ho l' abitudine di parlare da solo ogni tanto. Lo faccio anche per strada e - ovviamente - quando persone mi passano vicino mi ammutolisco e faccio finta di schiarirmi la voce. Quando sono solo e cammino, poi, spesso, canticchio o fischietto e sento che questo mi dà energia nel camminare. Parlare invece mi fa mettere ordine ai pensieri, mi sento più centrato sui problemi.
Quello che mi dà fastidio è ciò che chi passa e non mi conosce può pensare, lo stigma che può appiccicarmi addosso.
Da quando ero piccolo ho l' abitudine di parlare da solo ogni tanto. Lo faccio anche per strada e - ovviamente - quando persone mi passano vicino mi ammutolisco e faccio finta di schiarirmi la voce. Quando sono solo e cammino, poi, spesso, canticchio o fischietto e sento che questo mi dà energia nel camminare. Parlare invece mi fa mettere ordine ai pensieri, mi sento più centrato sui problemi.
Quello che mi dà fastidio è ciò che chi passa e non mi conosce può pensare, lo stigma che può appiccicarmi addosso.
Se non é un problema per lei perché pensa debba essere un problema per gli altri? Dott.ssa Liliana Sergio Andria Galleria Roma n10
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Buongiorno, ciò che descrive è un comportamento più comune di quanto si possa pensare. Parlare da soli è una strategia che molte persone utilizzano per riflettere, organizzare i pensieri e trovare una sorta di conforto. È un modo per dare voce ai propri ragionamenti, rendendoli più chiari e concreti. Inoltre, il fatto che questo la aiuti a sentirsi più centrato e focalizzato sui problemi suggerisce che per lei ha una funzione regolatrice e rassicurante. Anche canticchiare o fischiettare mentre cammina potrebbe avere una funzione simile: può essere un modo per mantenere un ritmo, aumentare il senso di energia o alleggerire il peso dei pensieri. Molte persone usano questi piccoli rituali inconsciamente per regolare il proprio stato emotivo, e il fatto che per lei siano piacevoli indica che probabilmente sono strumenti spontanei per gestire lo stress o la concentrazione. Capisco, però, che il timore del giudizio degli altri possa essere fastidioso. Viviamo in una società in cui alcuni comportamenti vengono facilmente etichettati come "strani" solo perché meno comuni o più visibili. Tuttavia, ciò che conta davvero è la funzione che questi comportamenti hanno per lei, non quello che gli altri possono pensare. Il bisogno di conformarsi alle aspettative sociali è normale, ma può essere utile chiedersi quanto realmente il giudizio altrui abbia un impatto concreto sulla sua vita. Se parlare da solo le porta benessere e la aiuta a riflettere, potrebbe provare a normalizzare questa abitudine per sé stesso, invece di considerarla un problema. Se il disagio legato alla percezione degli altri è forte, potrebbe sperimentare strategie alternative, come usare un auricolare mentre cammina, in modo da far sembrare che stia parlando al telefono, oppure trovare momenti e luoghi più riservati in cui potersi esprimere liberamente senza sentirsi osservato. In ogni caso, il punto centrale è che non c'è nulla di patologico nel parlare da soli, e il fatto che questo l'aiuti nella gestione dei pensieri è un segnale che il suo cervello sta semplicemente trovando il modo più efficace per elaborare le informazioni. Forse, invece di cercare di sopprimere questa abitudine, potrebbe provare a vederla come una risorsa utile e personale, indipendentemente da ciò che gli altri possano pensare. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, quello che descrive è un comportamento piuttosto comune. Parlare da soli può avere una funzione di autoregolazione emotiva e cognitiva: aiuta a organizzare i pensieri, a chiarire idee e a mantenere il focus su ciò che si sta elaborando. Anche il canticchiare o fischiettare mentre cammina può avere un effetto positivo sul tono dell’umore e sull’energia.
Il fastidio che prova rispetto allo sguardo degli altri è comprensibile, perché viviamo in una società in cui certi comportamenti vengono giudicati in modo rigido. Tuttavia, il vero punto è quanto questo aspetto la condiziona: se il timore del giudizio altrui le crea ansia o la porta a limitare la sua spontaneità, potrebbe essere utile approfondire come questo influenza la sua quotidianità e la sua immagine di sé.
Se sente che questo aspetto la preoccupa o la frena nel vivere con serenità certe situazioni, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a esplorare meglio queste sensazioni e a trovare un equilibrio tra l’espressione spontanea di sé e la gestione del proprio rapporto con gli altri.
Resto a disposizione se vuole approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè
Il fastidio che prova rispetto allo sguardo degli altri è comprensibile, perché viviamo in una società in cui certi comportamenti vengono giudicati in modo rigido. Tuttavia, il vero punto è quanto questo aspetto la condiziona: se il timore del giudizio altrui le crea ansia o la porta a limitare la sua spontaneità, potrebbe essere utile approfondire come questo influenza la sua quotidianità e la sua immagine di sé.
Se sente che questo aspetto la preoccupa o la frena nel vivere con serenità certe situazioni, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a esplorare meglio queste sensazioni e a trovare un equilibrio tra l’espressione spontanea di sé e la gestione del proprio rapporto con gli altri.
Resto a disposizione se vuole approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè
Gentile Utente,
non trovo un'espressa domanda a cui potermi riferire.
Se teme lo stigma e questa cosa Le crea disagio-fastidio tale da inquinare le Sue giornate Le consiglio una presa incarico per approfondire. Diversamente, cioè questa sensazione scivola via nonostante nell'istante possa essere poco piacevole, bene così. Se non nuoce a nessuno può essere utile pensare che non si può piacere a tutti o che tutti condividano modalità o pensieri.
Leggendo mi chiedo infine se la guardino con sospetto e stigma o forse curiosità-interesse.
Un saluto
non trovo un'espressa domanda a cui potermi riferire.
Se teme lo stigma e questa cosa Le crea disagio-fastidio tale da inquinare le Sue giornate Le consiglio una presa incarico per approfondire. Diversamente, cioè questa sensazione scivola via nonostante nell'istante possa essere poco piacevole, bene così. Se non nuoce a nessuno può essere utile pensare che non si può piacere a tutti o che tutti condividano modalità o pensieri.
Leggendo mi chiedo infine se la guardino con sospetto e stigma o forse curiosità-interesse.
Un saluto
Gentile utente, non c'è nulla che le vieti di approfondire con uno specialista i motivi di questo suo fastidio. è bello conoscersi e scoprirsi!
Gentilissimo,
forse crescendo teme lo stigma ma credo possa essere spensierato come da piccolo.
forse crescendo teme lo stigma ma credo possa essere spensierato come da piccolo.
Buonasera,
Quello che descrivi sembra essere un comportamento che ti aiuta a concentrarti ea mettere ordine nei tuoi pensieri, il che può essere positivo in alcune situazioni. Molte persone, in effetti, parlano con sé stesse o eseguono attività come canticchiare o fischiettare per trovare energia o chiarezza mentale. Tuttavia, il fatto che tu sia preoccupato di come gli altri possano percepirlo è comprensibile, dato che il giudizio sociale può creare disagio.
Se il comportamento ti causa ansia o ti fa sentire limitato nella vita quotidiana, sarebbe utile e consigliato approfondire questi aspetti rivolgendosi a uno specialista, che può aiutarti a comprendere meglio il fenomeno e affrontare eventuali preoccupazioni legate allo stigma.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrivi sembra essere un comportamento che ti aiuta a concentrarti ea mettere ordine nei tuoi pensieri, il che può essere positivo in alcune situazioni. Molte persone, in effetti, parlano con sé stesse o eseguono attività come canticchiare o fischiettare per trovare energia o chiarezza mentale. Tuttavia, il fatto che tu sia preoccupato di come gli altri possano percepirlo è comprensibile, dato che il giudizio sociale può creare disagio.
Se il comportamento ti causa ansia o ti fa sentire limitato nella vita quotidiana, sarebbe utile e consigliato approfondire questi aspetti rivolgendosi a uno specialista, che può aiutarti a comprendere meglio il fenomeno e affrontare eventuali preoccupazioni legate allo stigma.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, purtroppo talvolta ci sentiamo esposti al giudizio degli altri e questo può crearci, come dice lei, un fastidio. Quello che effettivamente posso dirle, rispetto a quanto emerge dal suo racconto, è che si tratti dell'idea di ciò che l'altro potrebbe pensare e che effettivamente non vi è alcun riscontro concreto di questo stigma, pertanto non è detto che gli altri la stigmatizzino. Inoltre è una cosa molto comune e che molte persone fanno, sia privatamente, sia in pubblico come descrive anche lei.
La sua abitudine di parlare da solo e canticchiare, pur essendo comune, sembra generare in lei un conflitto interiore. Da un lato, queste azioni le offrono benefici concreti: il dialogo interiore le permette di organizzare i pensieri e risolvere problemi, mentre il canticchiare le infonde energia. Dall'altro, il timore del giudizio altrui la porta a nascondere queste manifestazioni, creando una discrepanza tra il suo bisogno di esprimersi e la sua preoccupazione per l'immagine sociale.
È importante sottolineare che parlare da soli e canticchiare sono comportamenti normali e diffusi, spesso associati a processi di pensiero e regolazione emotiva. La sua reazione di ammutolirsi in presenza di altri suggerisce una sensibilità al giudizio sociale, che potrebbe derivare da esperienze passate o da una percezione di sé come "diverso".
Le suggerirei di esplorare le origini di questa preoccupazione e di riflettere sul significato che attribuisce a queste abitudini. Potrebbe essere utile chiedersi: cosa temo che gli altri pensino di me? Quali sono le mie convinzioni riguardo al parlare da soli e al canticchiare? In che modo posso conciliare il mio bisogno di esprimermi con il mio desiderio di sentirmi accettato?
Cordialmente
Dott.ssa Giulia Casole
È importante sottolineare che parlare da soli e canticchiare sono comportamenti normali e diffusi, spesso associati a processi di pensiero e regolazione emotiva. La sua reazione di ammutolirsi in presenza di altri suggerisce una sensibilità al giudizio sociale, che potrebbe derivare da esperienze passate o da una percezione di sé come "diverso".
Le suggerirei di esplorare le origini di questa preoccupazione e di riflettere sul significato che attribuisce a queste abitudini. Potrebbe essere utile chiedersi: cosa temo che gli altri pensino di me? Quali sono le mie convinzioni riguardo al parlare da soli e al canticchiare? In che modo posso conciliare il mio bisogno di esprimermi con il mio desiderio di sentirmi accettato?
Cordialmente
Dott.ssa Giulia Casole
Caro utente, mi sembra di capire che per lei questo modo di fare le sia molto funzionale per tante ragioni. Ma come mia le interessa così tanto ciò che pensano gli altri? Dopo tutto un'estraneo per quanto tempo crede si ricordi di lei? Ma ciò che pensano gli altri come la definisce? Forse il punto è più la sua preoccupazione che ha del giudizio più che il suo modo agire. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
parlare per schiarirsi le idee non è qualcosa di patologico o problematico, si è vero può apparire "strano" e c'è chi lo fa più (per esempio in casi di neurodivergenza ma non vuol dire che sei neurodivergente) e chi lo fa meno. Se non ci hai già pensato puoi usare il "mimetismo" e metterti due auricolari anche spenti così chiunque penserà che stai parlando al cellulare anziché che stai parlando da solo.
Se invece hai voglia di indagare da dove proviene questa paura per lo stigma sociale puoi valutare di parlarne con un professionista.
Se invece hai voglia di indagare da dove proviene questa paura per lo stigma sociale puoi valutare di parlarne con un professionista.
Buongiorno gentile Utente, ciò che descrive è un comportamento più comune di quanto possa pensare. Parlare da soli può avere diverse funzioni: aiuta a organizzare i pensieri, a riflettere su situazioni personali, a ragionare su problemi complessi e, in alcuni casi, a gestire le emozioni. Spesso è una strategia spontanea che molte persone adottano senza nemmeno rendersene conto, proprio perché può avere un effetto rassicurante e strutturante sul pensiero.
Il fatto che il suo dialogo interiore si esprima anche a voce alta non è necessariamente qualcosa di problematico, soprattutto se le è utile per concentrarsi e sentirsi più centrato. Canticchiare o fischiettare, inoltre, può essere un modo naturale per rilassarsi o darsi energia mentre cammina. Il fastidio che prova rispetto a ciò che potrebbero pensare gli altri è comprensibile, perché viviamo in un contesto sociale in cui certi comportamenti possono essere giudicati in base a norme non dette. Tuttavia, è importante distinguere tra un’abitudine personale innocua e una reale preoccupazione per il giudizio esterno.
Se questo timore diventa troppo ingombrante, potrebbe essere utile chiedersi: il giudizio degli altri ha un impatto reale sulla mia vita? Mi impedisce di comportarmi come desidero? Oppure è solo un pensiero passeggero che posso accettare senza lasciargli troppo spazio? L'autenticità è un valore importante, e se parlare da solo la aiuta a sentirsi meglio e più centrato, allora forse non è così necessario nasconderlo.
Se, invece, dovesse accorgersi che questo comportamento sta diventando più frequente e interferisce con la sua vita sociale o il suo benessere, potrebbe essere utile approfondire la questione con un professionista, per comprendere meglio il suo significato e l’eventuale bisogno che si cela dietro di esso.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, rimango a disposizione.
Dott. Luca Vocino
Il fatto che il suo dialogo interiore si esprima anche a voce alta non è necessariamente qualcosa di problematico, soprattutto se le è utile per concentrarsi e sentirsi più centrato. Canticchiare o fischiettare, inoltre, può essere un modo naturale per rilassarsi o darsi energia mentre cammina. Il fastidio che prova rispetto a ciò che potrebbero pensare gli altri è comprensibile, perché viviamo in un contesto sociale in cui certi comportamenti possono essere giudicati in base a norme non dette. Tuttavia, è importante distinguere tra un’abitudine personale innocua e una reale preoccupazione per il giudizio esterno.
Se questo timore diventa troppo ingombrante, potrebbe essere utile chiedersi: il giudizio degli altri ha un impatto reale sulla mia vita? Mi impedisce di comportarmi come desidero? Oppure è solo un pensiero passeggero che posso accettare senza lasciargli troppo spazio? L'autenticità è un valore importante, e se parlare da solo la aiuta a sentirsi meglio e più centrato, allora forse non è così necessario nasconderlo.
Se, invece, dovesse accorgersi che questo comportamento sta diventando più frequente e interferisce con la sua vita sociale o il suo benessere, potrebbe essere utile approfondire la questione con un professionista, per comprendere meglio il suo significato e l’eventuale bisogno che si cela dietro di esso.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, rimango a disposizione.
Dott. Luca Vocino
Buonasera, parlare da soli è un'abitudine più comune di quanto si pensi e può avere effetti positivi sull'organizzazione del pensiero e sulla concentrazione. Spesso, verbalizzare i propri ragionamenti aiuta a fare chiarezza e a sentirsi più centrati. Anche canticchiare o fischiettare può essere un modo naturale per rilassarsi e trovare energia. Il timore dello stigma sociale è comprensibile, ma è importante ricordare che ciò che conta davvero è il benessere personale. Se questa abitudine ti aiuta e non interferisce con la tua vita quotidiana, non è necessariamente un problema, anzi! Se però dovesse generare disagio, potrebbe essere utile esplorarne il significato più a fondo con un professionista
Buon pomeriggio, ciò che descrivi è un’abitudine più comune di quanto si pensi, anche se spesso non se ne parla apertamente. Parlare da soli può avere diverse funzioni psicologiche: aiuta a mettere ordine nei pensieri, a elaborare situazioni e a focalizzarsi meglio su problemi o idee. È una strategia che molte persone usano in modo spontaneo, e che in alcuni casi è persino incoraggiata in ambiti come la psicologia cognitiva, dove il self-talk viene visto come un modo efficace per rafforzare la concentrazione e la regolazione emotiva. Il fatto che tu ti senta a tuo agio nel farlo quando sei solo indica che per te ha un ruolo positivo. L’unico elemento che sembra pesarti è il timore del giudizio altrui. Questo è comprensibile, perché nella nostra società certi comportamenti sono considerati “fuori norma” solo perché meno diffusi o meno visibili. Tuttavia, ciò che conta è l’utilità che questo ha per te. Se ti aiuta a sentirti più centrato e organizzato mentalmente, non c’è nulla di sbagliato.
Se il timore dello stigma diventa un freno e crea disagio, si può lavorare su due aspetti: Accettare che ogni persona ha le proprie abitudini e che non possiamo controllare il giudizio altrui. Inoltre, molti di quelli che potrebbero "notarti" probabilmente non ci faranno nemmeno caso o dimenticheranno l'episodio dopo pochi secondi. Adattare il comportamento in base al contesto, magari mantenendo il parlare da solo in spazi più riservati o trasformandolo in un sussurro o in una forma di pensiero interno quando si è in pubblico.
Se vuoi, possiamo approfondire meglio come gestire questo aspetto senza che diventi un peso.
Resto a disposizione!
Saluti
Dott.ssa Marika Muscarella
Se il timore dello stigma diventa un freno e crea disagio, si può lavorare su due aspetti: Accettare che ogni persona ha le proprie abitudini e che non possiamo controllare il giudizio altrui. Inoltre, molti di quelli che potrebbero "notarti" probabilmente non ci faranno nemmeno caso o dimenticheranno l'episodio dopo pochi secondi. Adattare il comportamento in base al contesto, magari mantenendo il parlare da solo in spazi più riservati o trasformandolo in un sussurro o in una forma di pensiero interno quando si è in pubblico.
Se vuoi, possiamo approfondire meglio come gestire questo aspetto senza che diventi un peso.
Resto a disposizione!
Saluti
Dott.ssa Marika Muscarella
Buonasera,
grazie per aver condiviso questa parte di te. Mi colpisce il modo in cui descrivi l’effetto che parlare da solo ha su di te: ti aiuta a mettere ordine nei pensieri, a centrarti e, in un certo senso, a darti energia nel camminare. Questo mi sembra un aspetto prezioso e personale del tuo modo di essere, qualcosa che ha un significato per te e che ti fa stare bene.
Capisco anche il tuo timore rispetto a ciò che gli altri potrebbero pensare. Viviamo in un contesto in cui certe abitudini vengono viste come "strane" solo perché non sono comuni o perché non rientrano in certe convenzioni sociali. Eppure, parlare da soli è qualcosa che molte persone fanno, anche se spesso lo tengono nascosto per paura di essere giudicate.
Forse potrebbe essere utile chiederti: quanto spazio vuoi dare a questo timore? Ti impedisce di fare qualcosa che ti fa stare bene? Trovare un equilibrio tra il proprio benessere e il bisogno di sentirsi accettati dagli altri è una sfida che molti affrontano. Se vuoi, possiamo esplorarlo insieme.
Ciò che conta davvero è come ti senti tu con questa tua abitudine, più che quello che possono pensare gli altri. Se per te ha valore ed è di aiuto, forse vale la pena darti il permesso di viverla con più libertà.
grazie per aver condiviso questa parte di te. Mi colpisce il modo in cui descrivi l’effetto che parlare da solo ha su di te: ti aiuta a mettere ordine nei pensieri, a centrarti e, in un certo senso, a darti energia nel camminare. Questo mi sembra un aspetto prezioso e personale del tuo modo di essere, qualcosa che ha un significato per te e che ti fa stare bene.
Capisco anche il tuo timore rispetto a ciò che gli altri potrebbero pensare. Viviamo in un contesto in cui certe abitudini vengono viste come "strane" solo perché non sono comuni o perché non rientrano in certe convenzioni sociali. Eppure, parlare da soli è qualcosa che molte persone fanno, anche se spesso lo tengono nascosto per paura di essere giudicate.
Forse potrebbe essere utile chiederti: quanto spazio vuoi dare a questo timore? Ti impedisce di fare qualcosa che ti fa stare bene? Trovare un equilibrio tra il proprio benessere e il bisogno di sentirsi accettati dagli altri è una sfida che molti affrontano. Se vuoi, possiamo esplorarlo insieme.
Ciò che conta davvero è come ti senti tu con questa tua abitudine, più che quello che possono pensare gli altri. Se per te ha valore ed è di aiuto, forse vale la pena darti il permesso di viverla con più libertà.
Buonasera Caro,
Grazie per aver condiviso questa tua esperienza.
Capisco che parlare da soli e canticchiare ti aiuti a sentirti più centrato e a mettere ordine nei pensieri. È normale preoccuparsi di ciò che gli altri pensano, ma io mi chiederei: "perché mi dà così tanto beneficio parlare da solo?" Potrebbe essere un modo per ritrovare energia e chiarezza. Come pensi che potresti fare per sentirti più a tuo agio nel farlo, anche se gli altri ti guardano?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Grazie per aver condiviso questa tua esperienza.
Capisco che parlare da soli e canticchiare ti aiuti a sentirti più centrato e a mettere ordine nei pensieri. È normale preoccuparsi di ciò che gli altri pensano, ma io mi chiederei: "perché mi dà così tanto beneficio parlare da solo?" Potrebbe essere un modo per ritrovare energia e chiarezza. Come pensi che potresti fare per sentirti più a tuo agio nel farlo, anche se gli altri ti guardano?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Buonasera,
quella che descrive è un'abitudine piuttosto comune e, in molti casi, può essere una strategia spontanea ed efficace per organizzare i pensieri e gestire l’energia mentale. Parlare da soli, infatti, aiuta a dare ordine alle idee, a regolare le emozioni e persino a rafforzare la concentrazione. Anche il canticchiare o fischiettare mentre cammina potrebbe essere un modo naturale per mantenere un buon ritmo e migliorare il benessere durante il movimento.
La sua preoccupazione riguarda più che altro lo sguardo altrui, il timore di essere giudicato. È comprensibile, dato che alcune abitudini non convenzionali possono essere viste con curiosità o fraintese da chi non ne comprende il senso. Tuttavia, ciò che conta davvero è il benessere che questa abitudine le porta. Se parlare da solo la aiuta a sentirsi più centrato, forse può provare a ridurre l’attenzione sul giudizio degli altri, accettando che ognuno ha le proprie modalità per elaborare pensieri ed emozioni.
Se questa preoccupazione dovesse diventare troppo ingombrante o limitante, potrebbe essere utile esplorare più a fondo cosa la rende così sensibile allo sguardo esterno, magari con un percorso di consapevolezza personale. Ma, in linea generale, non c’è nulla di strano o problematico nel suo comportamento, anzi, sembra essere un valido strumento di autoregolazione.
Un saluto.
quella che descrive è un'abitudine piuttosto comune e, in molti casi, può essere una strategia spontanea ed efficace per organizzare i pensieri e gestire l’energia mentale. Parlare da soli, infatti, aiuta a dare ordine alle idee, a regolare le emozioni e persino a rafforzare la concentrazione. Anche il canticchiare o fischiettare mentre cammina potrebbe essere un modo naturale per mantenere un buon ritmo e migliorare il benessere durante il movimento.
La sua preoccupazione riguarda più che altro lo sguardo altrui, il timore di essere giudicato. È comprensibile, dato che alcune abitudini non convenzionali possono essere viste con curiosità o fraintese da chi non ne comprende il senso. Tuttavia, ciò che conta davvero è il benessere che questa abitudine le porta. Se parlare da solo la aiuta a sentirsi più centrato, forse può provare a ridurre l’attenzione sul giudizio degli altri, accettando che ognuno ha le proprie modalità per elaborare pensieri ed emozioni.
Se questa preoccupazione dovesse diventare troppo ingombrante o limitante, potrebbe essere utile esplorare più a fondo cosa la rende così sensibile allo sguardo esterno, magari con un percorso di consapevolezza personale. Ma, in linea generale, non c’è nulla di strano o problematico nel suo comportamento, anzi, sembra essere un valido strumento di autoregolazione.
Un saluto.
L'ha spiegato benissimo lei. Questo parlare da solo le serve a fare ordine. Di solito è un comportamento che mettono in atto i bambini, mentre gli adulti interiorizzano il dialogo. Insomma lo fanno, ma solo nella loro testa. Se però lei non vuole cambiare comportamento ma le dà solo fastidio poter essere giudicato per strada, io le consiglio di indossare delle cuffiette. Ormai sembriamo tutti parlare da soli quando parliamo a telefono. Può essere un piccolo escamotage per continuare ad essere se stesso, ma senza il peso del giudizio.
Gentile utente, in queste righe che condivide con noi non reperisco una domanda vera e propria. Mi sembra di capire, invece, che ciò che la disturba è il giudizio altrui, al netto del vantaggio che le comporta il parlare da solo.
Qualora volesse saperne di più il consiglio è di intraprendere un percorso che la accompagni in una maggiore comprensione di sé e delle sue dinamiche.
Un caro saluto
Qualora volesse saperne di più il consiglio è di intraprendere un percorso che la accompagni in una maggiore comprensione di sé e delle sue dinamiche.
Un caro saluto
Gentile utente, come anche lei ha già scritto parlare ad alta voce aiuta ad ordinare le idee e a trovare soluzioni. Ascoltare la propria voce serve per comprendere meglio ciò che lei sta vivendo. Potrebbe farlo, quando si trova in pubblico, abbassando il tono della voce o attendere un momento più opportuno per poter dialogare con se stesso. Dott.ssa Valentina Pisciotta
Gentile utente, la sua è un’abitudine comune ma, per certi versi, imbarazzante. Un po’ come mettersi le dita nel naso: si fa, ma non si vuole essere visti. Come ha notato, parlare da soli aiuta a mettere ordine nei pensieri e a sentirsi più centrati, ed è qualcosa che molte persone fanno, seppur in modo discreto. Il timore dello stigma è comprensibile, ma se questa abitudine le è utile, continui pure senza troppe preoccupazioni.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buonasera,
Non c'è niente di male a parlare a voce alta da soli. Può essere un modo per esprimere i propri pensieri, mettere ordine a ciò che abbiamo nella mente e favorire l'immagazzinamento di informazioni nella nostra memoria. Se è qualcosa che le piace e la fa stare bene, continui a farlo. Come mi ha descritto, le favorisce la concentrazione. Ciò che mi chiedo è: le altre persone le hanno mai detto qualcosa a riguardo? Quanto è importante per lei il giudizio degli altri? Dalla risposta a queste due domande potrà comprendere meglio quanto sente influente ciò che le altre persone pensano e come questo impatta sulla sua vita. Essendone consapevole, può individuare, assieme ad un professionista psicologo, le strategie utili per affrontare questo problema.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Non c'è niente di male a parlare a voce alta da soli. Può essere un modo per esprimere i propri pensieri, mettere ordine a ciò che abbiamo nella mente e favorire l'immagazzinamento di informazioni nella nostra memoria. Se è qualcosa che le piace e la fa stare bene, continui a farlo. Come mi ha descritto, le favorisce la concentrazione. Ciò che mi chiedo è: le altre persone le hanno mai detto qualcosa a riguardo? Quanto è importante per lei il giudizio degli altri? Dalla risposta a queste due domande potrà comprendere meglio quanto sente influente ciò che le altre persone pensano e come questo impatta sulla sua vita. Essendone consapevole, può individuare, assieme ad un professionista psicologo, le strategie utili per affrontare questo problema.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Salve, ognuno di noi ha delle "strategie" che lo aiutano a mettere ordine nei pensieri e gestire le piccole ansie quotidiane, se teme lo stigma e il giudizio altrui ma non vuole modificare o rinunciare alle strategie citate che la fanno stare meglio, allora proporrei un percorso con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che l'aiuti a gestire diversamente il valore e il peso che attribuisce al giudizio altrui.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
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