Buonasera Cari Dottori, Vorrei chiederVi consiglio su come comportarmi in quanto sul luogo di lavor

5 risposte
Buonasera Cari Dottori,
Vorrei chiederVi consiglio su come comportarmi in quanto sul luogo di lavoro capita di incontrare il mio ex che mi evita, facendo finta di non conoscermi..(è stato lui a lasciarmi in quanto non coinvolto emotivamente).. a me ferisce questo suo evitamento. Se io lo saluto con un semplice "ciao, buongiorno " allora lui ricambia "ciao" altrimenti non mi saluta di sua iniziativa..quando sto a parlare con miei colleghi, il mio ex si avvicina a salutare solo loro, come se io non esistessi..io vorrei un rapporto cordiale, da uomo maturo da parte sua, non per torniare insieme, so che lui non tornerebbe mai con me ma dato che lavoriamo nello stesso luogo anche se in uffici diversi, almeno mantenere un rapporto civile..Io vorrei provare a parlargli ma avendo lui un carattere permaloso, orgoglioso, temo che possa infastidirsi, che possa dirmi "lasciami stare"..non so come fare.. mi sento triste e umiliata da questo suo comportamento.. Vi ringrazio e Vi auguro Buona Serata.
Dott.ssa Silvia Turini
Psicoterapeuta, Psicologo
Leno
Buonasera, quando una relazione si chiude non per propria scelta, può essere doloroso e difficile da accettare, soprattutto se i sentimenti verso l'altra persona sono ancora attivi. Purtroppo, o per fortuna, non possiamo aspettarci che siano gli altri a cambiare il loro atteggiamento verso di noi. Non disponiamo e non siamo responsabili delle scelte adulte altrui, ma solo delle nostre ed è su queste che è importante concentrarsi. Il vissuto che più la addolora, è il sentirsi non vista, evitata e non considerata da una persona che per lei è stata ed è ancora significativa. Si sta chiedendo se sia il caso di parlare al suo ex, considerando ciò che pensa di conoscere di lui, immaginandosi uno scenario di risposta che potrebbe di nuovo ferirla.
Forse potrebbe essere utile ampliare la riflessione, prestando attenzione al dubbio che si pone, magari rivolgendosi a un/una professionista che la aiuti a comprendere meglio che cosa la relazione intrapresa in passato con questa persona e la sua chiusura non desiderata, abbiano attivato prima e stiano muovendo adesso nel suo sentire più profondo. Dentro le relazioni infatti, si accendono parti di noi, spesso molto antiche, delle quali abbiamo poca conoscenza e consapevolezza. Intraprendere un lavoro psicologico può aiutarla a conoscersi meglio, provare a dare un senso ai vissuti dolorosi che la accompagnano in questa fase della vita, anche con l'obiettivo di poter compiere le sue scelte con maggior consapevolezza, compresa la decisione di parlare o meno al suo ex e, se sì, in quale modo.

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa: incontrare sul luogo di lavoro una persona significativa del passato che sceglie l’evitamento può riattivare sentimenti di rifiuto, tristezza e umiliazione, soprattutto quando la relazione si è conclusa non per sua scelta.

Il comportamento del suo ex sembra essere una modalità di difesa: evitare il contatto può servirgli a gestire il disagio emotivo o a mantenere una distanza che sente necessaria. Questo, però, non toglie valore al suo bisogno legittimo di un clima lavorativo civile e rispettoso. È importante ricordare che il suo comportamento — un saluto educato e misurato — è già adeguato, maturo e coerente con il contesto professionale.

Rispetto all’idea di parlargli, può essere utile chiedersi non tanto come reagirà lui, ma cosa è meglio per il suo benessere. Un eventuale confronto, se scelto, dovrebbe essere breve, neutro e centrato sul contesto lavorativo (ad esempio esprimendo il desiderio di mantenere rapporti cordiali per lavorare serenamente), senza entrare nel merito della relazione passata. Tuttavia, non è un passaggio obbligato: a volte accettare i limiti dell’altro e proteggere se stessi emotivamente è la scelta più sana.

Il senso di umiliazione che prova merita ascolto: spesso nasce dal sentirsi “invisibili” o non riconosciuti. Lavorare su questi vissuti può aiutarla a ridare centralità a sé, indipendentemente dal comportamento dell’altro. Per questo motivo, potrebbe essere utile approfondire quanto sta vivendo con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare la chiusura della relazione e a trovare strategie emotive più tutelanti nel contesto lavorativo.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
la Sua sofferenza è comprensibile: l’evitamento sul luogo di lavoro può essere vissuto come doloroso e svalutante. Il Suo desiderio di mantenere un rapporto civile è legittimo; tuttavia, non può controllare il comportamento dell’altro, solo il Suo. Può scegliere di continuare a essere educata e professionale, tutelando al contempo il Suo benessere emotivo, senza forzare un confronto se teme possa peggiorare la situazione.
Se desidera lavorare su come gestire questa dinamica e il vissuto di tristezza e umiliazione, La invito a un colloquio conoscitivo.

dott.ssa Pisano
Cara lettrice, prenda coraggio e gli parli, lui non conta piu direi, siete sullo stesso piano, stesso livello.
Piuttosto, mi interrogherei sul motivo delle sue paure, ha il diritto di esprimere le sue opinioni, senza dover temere le reazioni di lui.
Forse dovrebbe approndireble cause della sua insicurezza.
Sperando di esser stata di aiuto
Le invio un caro saluto
Claudia m
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, immagino quanto la situazione possa essere disagevole. Sembrate essere in due diverse fasi di elaborazione della separazione. Forse gli ci vorrà del tempo? Non saprei. Quello che le posso consigliare, visto che comprendo la sua legittima necessità di comunicazione, di trovare un modo di dirgli quello che sente di volergli dire. Se teme il confronto verbale, può tentare un altro modo, tipo scrivergli? Spero di essere stata utile, un saluto. Ilaria Innocenti

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