Buonasera a tutti, mi sto chiedendo se sia il caso di iniziare un percorso di psicoanalisi, ma ho d

24 risposte
Buonasera a tutti,
mi sto chiedendo se sia il caso di iniziare un percorso di psicoanalisi, ma ho diverse perplessità al riguardo.
Sento il bisogno di "scavare" profondamente dentro di me, perché non ho sciolto alcuni nodi importanti. Ho già fatto un percorso psicologico, con una psicoterapeuta ad orientamento sistemico-familiare (interrotto perché la terapeuta ha cambiato città, e io non mi trovo bene con la terapia online), che è stato positivo ma non al 100%. Ora sono seguita da una terapeuta ad orientamento strategico con cui mi trovo molto bene, ma non si fa sempre più strada dentro di me il dubbio che il lavoro che facciamo non vada abbastanza in profondità.
Sto sviluppando un dubbio nei confronti delle terapie brevi, perché inizio a pensare che idealmente siano perfette, ma poi, in realtà, non "scavando" abbastanza, non portino ad una vera soluzione, ma siano solo utili come rimedio temporaneo. Mi dite la vostra opinione?
Preciso che sono una donna tra i 35 e i 40 anni.
Vi ringrazio anticipatamente
Dr. Luca Francesco Barbieri
Psicologo, Psicologo clinico
Lodi
Buongiorno e grazie per aver posto la sua domanda.
Da quello che dice mi sembra di aver capito che, in questo momento, stanno nascendo in lei dei dubbi circa il percorso terapeutico che sta seguendo. Se non l'ha già fatto, le consiglio di parlare di queste difficoltà con il suo terapeuta, che sarà in grado di accogliere e comprendere il momento di criticità nella vostra relazione.
Come lei stessa correttamente riporta, i diversi approcci della psicoterapia presentano punti di forza e punti di debolezza, ma ciò che risulta di assoluta importanza e che permette di svolgere un ottimo lavoro è sempre la componente della relazione che si instaura tra paziente e professionista. Se questa è presente, allora si può discutere con serenità di molte cose, tra cui dubbi e incertezze.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, comprendo la sua perplessità. I diversi approcci psicoterapeutici sicuramente hanno ognuno punti di forza e punti di debolezza ed alcuni sono più specifici per alcune persone ed altri per un tipo diverso di utenza. Esistono degli indirizzi appunto che lavorano nel profondo e che effettuano un lavoro psicoterapeutico partendo anche dal passato anche il più antico, passando attraverso le ns. prime relazione, la memoria corporea, sensazioni ed emozioni. Se lei desidera quindi effettuare questo tipo di lavoro su di sè potrà scegliere una psicoterapia del profondo che parta più o meno da questi punti. Se desidera sono a disposizione. Cordialità. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Benedetta Ponzoni
Psicologo, Psicologo clinico
Cremona
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Ci sono diversi approcci psicoterapeutici che in base alle necessità possono risultare più utili per la propria problematica rispetto ad altri. Da quanto si evince da quello che lei ha scritto e dal bisogno che sente di scavare più a fondo le consiglierei una psicoterapia dinamica o una psicoanalisi. Le consiglierei inoltre di parlare con il suo terapeuta di questa necessità che sente così da potersi confrontare direttamente e capire se modificare il percorso o cambiare professionista. Restando a disposizione. Cordialmente Dott.ssa Ponzoni.
Dott.ssa Francesca Di Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, la ringrazio per aver scritto.
Le lascio la mia testimonianza in qualità di terapeuta ad orientamento psicoanalitico. La premessa è che ogni approccio terapeutico ha la propria tecnica ed efficacia, al contempo la scelta può orientarsi sulla base delle tranche di terapia già svolte, del proprio desiderio di sapere e di messa a lavoro del proprio inconscio. Quest’ultimo, tenendo conto del proprio tempo soggettivo, lavora nella direzione della costruzione di una trama di senso per quei punti di ripetizione che tornano nella propria storia.
Ad ogni modo può rivelarsi sempre prezioso approfondire il bisogno che porta col proprio terapeuta di riferimento per interrogarlo a partire dai contenuti emersi nel lavoro già in corso. Con l’augurio che possa trovare risposta ai suoi interrogativi, le porgo un cordiale saluto
Dott.ssa Roberta Fratipietro
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Sente il bisogno di scavare più a fondo, e ci dice che ha già cambiato diversi approcci e diversi terapeuti. Mi viene da porle una domanda: dov'è che vuole arrivare? Quanto a fondo spera di andare? La mia domanda non vuole essere provocatoria, s'intenda, ma solo spingerla a fare un pensiero sul suo bisogno di andare giù, di scavare come dice lei stessa. Forse partire da qui potrebbe essere un modo per capire come mai non riesce a sentirsi soddisfatta delle precedenti terapie. Altrimenti non ci sarà mai la terapia "giusta" che vada a fondo nel modo "giusto" e raggiunga la profondità "giusta". Esiti un attimo prima di capire se è il caso di andare altrove a cercare profondità, oppure se forse è semplicemente poco chiaro e definito, a lei per prima, il fondo che va cercando.
Dott.ssa Eliana Nola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, grazie per aver qui condiviso e per aver posto un quesito abbastanza interessante per noi professionisti del settore.
Sia ben chiaro: non esistono psicoterapie giuste o sbagliate in maniera assoluta; esistono, semmai, vari approcci alla psicoterapia, vari terapeuti, e varie persone in gioco...
Non mi sento di patteggiare: tutto dipende da vari fattori:
-a pelle, alcuni terapeuti possono ispirarci più o meno fiducia di altri;
-possiamo permetterci di cominciare con un determinato approccio, salvo poi decidere di cambiare in itinere;
-idem per la scelta dello psicoterapeuta: il genere dello stesso fa tanto (alle volte ci si sente più a proprio agio con una psicoterapeuta donna, altre meno), ma anche la sua personalità, il suo modo di lavorare...
Si può cambiare approccio, così come psicoterapeuta, quando ci si dovesse accorgere di aver esaurito il percorso con quel professionista (il che, non implica necessariamente che il lavoro sia da buttare, anzi: spesso questo implica che c'è stata una evoluzione e che, pertanto, le esigenze sono cambiate).
Pertanto, le consiglio di non sottovalutare il potere di una psicoterapia online (qualsiasi sia l'approccio scelto).
Spero di averle offerto un altro punto di vista,
Cordialmente,
Dr. E. Nola
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Gentile paziente, esistono vari orientamenti psicoterapeutici, ognuno con i propri metodi e tecniche. Personalmente ho un approccio cognitivo-comportamentale (CBT) che rientra tra le terapie evidence-based cioè basati su prove di efficacia scientifica. Secondo me è importante parlare con il proprio terapeuta di eventuali ostacoli che si possono presentare in terapia, che sono naturali. Potranno essere degli spunti importanti su cui lavorare.
Se ha altri dubbi mi può contattare anche online, sarà mia premura risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, ciascun approccio ha la tendenza ad andare più o meno in profondità. Ogni terapeuta, però, ha un suo stile personale, per cui anche un terapeuta strategico potrebbe scavare. Le consiglio di confrontarsi con la sua sua terapeuta, sono sicuro che riuscirete a trovare una soluzione per questo suo bisogno.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Paola Pellegrino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, grazie per aver condiviso i suoi pensieri. Sicuramente ha molto senso parlare con il suo attuale psicoterapeuta dei suoi dubbi e delle sue riflessioni. Personalmente ritengo che le psicoterapie del profondo, quali quelle ad orientamento psicodinamico, possano far luce su idee, significati e credenze inconsce che sono alla base di molti comportamenti disfunzionali o di errori reiterati, ampliando la consapevolezza di sé e la conoscenza dei propri meccanismi interni e delle parti più "ombra". Per fare questo è necessario un tempo più lungo e non definibile a priori poiché è necessario permettere che il processo possa avviarsi e poi dispiegarsi. In bocca al lupo per il suo percorso, rimango a disposizione, cari saluti, d.ssa Paola Pellegrino
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.ma, la psicoanalisi è un metodo che consente l’esplorazione della vita emotivo-affettiva (perlopiù inconscia) di una persona e che, attraverso questa indagine, promuove gradualmente (ma non senza fatica) una trasformazione qualitativa dell’esperienza personale. Sicuramente il lavoro terapeutico dell’analisi richiede tempo, ma può aiutare a cogliere la propria complessità (oltre che quella altrui). Se si sente catturata da problematiche psichiche ricorrenti che ostacolano la possibilità di vivere con piacere la sua vita, provi a chiedere una consultazione ad uno psicoanalista: avrà così la possibilità di sperimentarsi in un incontro e valutare insieme allo specialista un accordo che consenta lo svolgimento di un lavoro analitico. SG
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, non esiste la terapia perfetta. Ma la terapia che più fa al caso nostro. Sicuramente se sente di non star scavando a fondo in certe tematiche e vissuti potrebbe condividere tale elemento con la sua attuale terapeuta, ed eventualmente riflettere insieme a professionista cosa meglio fa al caso suo. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Giulia Scalesse
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Arzano
Buongiorno, le assicuro che i percorsi online hanno la stessa valenza delle terapie svolte in studio.
Le consiglio di affidarsi alla persona, più che all'orientamento del terapeuta, e di portare in terapia i suoi dubbi
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Dott.ssa Carlotta Perucca
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno. Di sicuro se sente dei dubbi al momento, li condivida col suo terapeuta, mettendo in luce le sue perplessità. Questo già l'aiuterà a fare un po' di chiarezza e a interrogarsi sulle sue attuali necessità. Resto a disposizione. Cordialmente. Dott.ssa Carlotta Perucca
Dott.ssa Elena Ramagli
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente,
Le consiglio di parlare dei suoi dubbi con la terapeuta che la segue, perché insieme potrete chiarire il senso ed il motivo della sua insoddisfazione e del suo dubitare.
Mi viene da pensare che forse questo suo dubitare possa essere proprio il cuore del problema, che si sta riversando nella relazione terapeutica ed è perciò molto importante che ne possa parlare all'interno di essa.
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, se ha maturato dentro di sé il dubbio che le terapie brevi o che ha svolto non sono andate sufficientemente nel profondo e parallelamente sente il desiderio o la curiosità di farlo, non credo che nessuno possa consigliarle di desistere. Sarebbe importante però condividerlo con la sua attuale terapeuta, per capire che non sia un modo per interrompere un percorso iniziato e paradossalmente evitare di approfondire il rapporto e le tematiche che avete trattato. Penso comunque che sia molto raro e ammirevole desiderare di intraprendere un percorso che vada nel profondo. Resto a disposizione, Dott.ssa Bonomi
Dott. Andrea Albertazzi
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno, capisco il suo dubbio, ed è possibile che durante una terapia nascano sentimenti simili ma possono significare molte cose. La inviterei a discuterne con la sua terapeuta, in modo da verificare se si tratta di una, in realtà utilissima, impasse nell'alleanza terapeutica oppure se è nato in lei il desiderio di fare un lavoro analitico più profondo. In ogni caso sicuramente la collega saprà ascoltare la sua richiesta con professionalità.
Resto a disposizione, Dott. Andrea Albertazzi
Dott. Giorgio Manieri
Psicologo, Psicologo clinico
Marotta
Buonasera, trovo molto interessante la sua domanda perché ci permette di entrare nel vivo delle differenze tra i vari orientamenti terapeutici. Tanti approcci, tante tecniche diverse, tempi brevi e tempi lunghi, riferimento al presente e focus sul passato. Tutte le possibilità però hanno in comune l'obiettivo di influire positivamente sulla qualità della vita del paziente. Alcune persone si trovano meglio con l'approccio cognitivo comportamentale, altri preferiscono la modalità, per certi versi più avvolgente, della psicoanalisi. Spesso la scelta è influenzata dalle esperienze terapeutiche vissute in precedenza, altre volte dalla situazione contingente. Il mio suggerimento, dato che è già impegnata in un percorso terapeutico, se se la sente, è di illustrare al suo terapeuta, in modo esteso, proprio come ha fatto qui, il suo pensiero circa la possibilità di avvalersi di un approccio diverso. Il terapeuta potrebbe proporle il suo pensiero in merito alla possibilità di proseguire il trattamento in corso in quanto più indicato per il raggiungimento degli obiettivi, un'integrazione degli approcci o magari l'invio ad un collega analista. c
Credo che il fatto stesso di esaminare insieme al terapeuta, in seduta, un contenuto di questo tipo possa portare un valido contributo alla relazione d'aiuto e al lavoro che state svolgendo.
Le Auguro Buona fortuna
Cordialità Giorgio Manieri
Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Buon Pomeriggio, esistono diversi approcci psicoterapeutici che possono risultare più utili per la propria problematica rispetto ad altri. Le consiglierei inoltre di parlare con il suo terapeuta di questa necessità che sente così da potersi confrontare direttamente e capire se modificare il percorso o cambiare professionista. Restando a disposizione. Cordialmente Dott.ssa Versari Debora.
Dr. Marco Casella
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente, la sua considerazione in merito al tipo di terapia più idonea a se è più che giusta. Non esiste un metodo consono a tutti, che calzi perfettamente come una sorta di abito universale. A volte cmabia con il periodo di vita che stiamo affrontando. Un conto è iniziare a fare psicoterapia a 20 anni e un altro è farlo a 40. Nonostante la persona possa essere la stessa, le sue esigenze e le sue modalità, come gli obiettivi e i modi richiesti e sentiti come personali, sono diversi. Una cosa importante è seguire le proprie intuizioni e ascoltarsi, chiedendosi di cosa non si sente il bisogno in questo momento e concedendosi l'opportunità di esplorare. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Saluti, Marco Casella.
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, è comprensibile che lei senta il bisogno di andare più in profondità, soprattutto se non si sente completamente soddisfatta dal lavoro fatto finora. La psicoanalisi è sicuramente un'opzione per chi desidera esplorare più a fondo i propri vissuti, ma va tenuto presente che può essere un percorso lungo e complesso. La terapia strategica, invece, è più focalizzata su soluzioni pratiche e immediate, ma potrebbe non sempre affrontare le radici profonde del problema. La scelta dipende molto da ciò che sta cercando: se il desiderio è di comprendere meglio se stessa e i suoi conflitti più nascosti, la psicoanalisi potrebbe essere utile. Se invece desidera soluzioni più rapide, una terapia breve potrebbe essere più adatta. Le consiglio di confrontarsi con la sua attuale terapeuta per capire insieme se sia il caso di fare un cambio di approccio.
Dott.ssa Giovanna Lastella
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buon pomeriggio e grazie per la sua condivisione! È normale avere dubbi riguardo al proprio cammino terapeutico e alla terapia più adeguata per le proprie necessità. È fondamentale sentirsi a proprio agio e creare un alleanza terapeutica con il terapista e naturalmente che la terapia soddisfi le sue esigenze più profonde. La psicoanalisi si focalizza sull'analisi approfondita dell'inconscio e delle dinamiche interiori e questo lavoro introspettivo può aiutarla a fare chiarezza sui suoi conflitti interni e sulle origini di alcune difficoltà. Detto ciò, è essenziale anche tenere presente che ogni tipo di terapia presenta vantaggi e svantaggi. Le terapie brevi, come quella strategica che sta seguendo, possono risultare molto efficaci per gestire problemi specifici e per assaporare rapidi cambiamenti, ma non sempre riescono ad esplorare bene le dinamiche personali. Se si sente serena con la terapia strategica, potrebbe essere giusto continuare. Ci sono situazioni dove risulta efficace mescolare diversi approcci terapeutici: potrebbe riflettere sull'idea di iniziare un percorso di psicoanalisi insieme alla terapia strategica.
Per altri consigli sono a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Lastella


Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, capisco bene le sue riflessioni e i dubbi che sta vivendo in questo momento del suo percorso. È naturale, quando ci si dedica a un lavoro su di sé, chiedersi se il tipo di terapia scelta sia davvero quello giusto e se le modalità adottate possano condurre a un cambiamento profondo e duraturo. Il fatto che lei si ponga queste domande dimostra una forte consapevolezza e una sincera motivazione a prendersi cura della propria crescita personale. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che spesso accade è che la persona associ la profondità di un percorso all’idea di “scavare” continuamente nel passato o nell’inconscio, mentre l’approccio cognitivo-comportamentale lavora sì sul significato delle esperienze vissute, ma soprattutto sulle modalità attuali di pensiero, sulle emozioni che ne derivano e sui comportamenti che queste generano. La “profondità” quindi non si misura tanto dalla quantità di ricordi o vissuti riportati alla luce, quanto dalla capacità di modificare i processi mentali e gli schemi che oggi la portano a vivere sofferenza o blocchi. Lei ha già sperimentato diversi approcci e questo le dà il vantaggio di poter confrontare come ciascun metodo le ha fatto vivere la terapia. È possibile che la parte di sé che desidera scavare più a fondo stia chiedendo di dare maggiore spazio ad aspetti emotivi o a nodi personali che sente ancora irrisolti. Allo stesso tempo, però, va ricordato che non sempre è necessario tornare continuamente indietro per riuscire a sciogliere certe difficoltà: spesso il cambiamento più significativo avviene quando si acquisisce un nuovo modo di leggere le situazioni attuali e di rispondere ad esse in maniera più funzionale. Il dubbio che le terapie brevi possano essere solo un rimedio temporaneo è una percezione che molte persone condividono, ma ciò che le ricerche mostrano è che i cambiamenti ottenuti con approcci come quello cognitivo-comportamentale tendono a mantenersi nel tempo proprio perché non si limitano a lavorare sui sintomi, bensì sugli schemi che li alimentano. Non è quindi una questione di “superficialità” o di “profondità”, ma di obiettivi, strumenti e continuità nel lavoro terapeutico. Può essere utile che lei condivida apertamente queste riflessioni con la sua attuale terapeuta. Portare in terapia il dubbio sul percorso stesso può diventare un’opportunità preziosa, perché le consentirà di chiarire meglio i suoi bisogni, di esplorare i timori di “non andare abbastanza in profondità” e di valutare insieme se gli obiettivi del percorso possano essere ridefiniti. A volte non è il metodo a essere limitante, ma la distanza tra ciò che la persona sente di desiderare e ciò che si sta realmente affrontando in seduta. In definitiva, il suo desiderio di andare a fondo non va visto come un ostacolo, ma come un’indicazione preziosa del fatto che sente ancora bisogno di dare voce a parti di sé. Il percorso più adatto sarà quello che le permetterà di sentirsi coinvolta, compresa e accompagnata in modo che i cambiamenti non restino solo momentanei, ma diventino strumenti stabili da integrare nella sua vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Luca Mazzoleni
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno,
se in questo momento sente il bisogno di "scavare" profondamente dentro di Lei le consiglio sì vivamente una terapeuta con approccio psicoanalitico.
Le auguro il meglio.

Luca Mazzoleni

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