Alcune persone mi hanno detto che potrei essere Asperger o autistica, però mi sembra strano sennò la

20 risposte
Alcune persone mi hanno detto che potrei essere Asperger o autistica, però mi sembra strano sennò la mia psicoterapeuta se ne sarebbe accorta e anche lo psichiatra, giusto?
Vado in terapia (sono ormai 5 anni) per la mia fobia sociale, mi è stato diagnosticato il disturbo evitante di personalità.
Però è possibile sbagliare diagnosi? Mi sembra strano però e penso sarebbe gravissimo, perchè sarebbe come curare un'organo che sta bene, trascurando quello ammalato, e quindi le condizioni di salute del paziente.
Cosa mi sapete dire a riguardo?
La diagnosi mi è stata fatta senza alcun test (ad esempio so che nella tcc fanno compilare dei test per effettuare una diagnosi), solo in base a quello che ho raccontato io.
La diagnosi può farla uno psicoterapeuta che non è uno psichiatra?
Dott.ssa Giulia Proietti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera per la diagnosi di Asperger o dello spettro autistico è importante effettuare una valutazione psicodiagnostica e visita psichiatrica. Cordiali saluti. Dott.ssa Giulia Proietti

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Dott.ssa Maria Piscitello
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Non ci dice quanti anni ha.
Sembra strano che in passato non sia stata fatta un'ipotesi in tal senso. Provi a stare dentro una relazio e di fiducia.Forse è il caso che esprima i suoi dubbi alla sua psicoterapeuta.

Un caro saluto.

Dott.ssa Maria Piscitello


Dott.ssa Anna Marcella Pisani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
È possibile certo formulare una diagnosi che non contempli tutti gli aspetti della personalità. Quindi, io in genere, preferisco parlare di diagnosi che solo parzialmente ha colto l'essenza, il funzionamento di una persona.
Perciò preferisco integrare i colloqui con la somministrazione di test psicologici e, nel caso in cui io abbia ancora dubbi a riguardo, richiedo un parere psichiatrico.
Detto ciò, per rispondere alla sua domanda, uno psicoterapeuta può formulare una diagnosi avvalendosi di colloqui e strumenti psicodiagnostici.
Nel caso specifico dell'Asperger, per formulare una diagnosi precisa, sono necessari test ad hoc ed un'esperienza clinica relativamente a questo tipo di disturbi.
Nel suo caso specifico, dal mio punto di vista, credo che, in primis, debba condividere le sue titubanze diagnostiche con la sua terapeuta.
Poi valutare con lei in che modo perseguire il percorso o valutarne in autonomia di intraprendere un altro.
Le auguro, in ogni caso, in bocca al lupo.
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, essendo una questione delicata forse sarebbe più opportuno confrontarsi direttamente con la sua terapeuta?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Paola Trombini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente, per rispondere alla sua domanda, si uno psicoterapeuta può formulare una diagnosi. Penso sia importante condividere le sue titubanze con il professionista che la segue, provi a portare le sue riflessioni all’interno di un rapporto di fiducia. Un cordiale saluto, Dott.ssa Paola Trombini
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile Signora, occupandomi anche di Sindrome Asperger, in base alla mia esperienza, le posso dire che è una diagnosi non facile da fare, perchè non tutte le persone Asperger presentano le stesse caratteristiche e spesso ci si concentra sui sintomi in comune con altre patologie e si perde di vista la causa che le determina. Nella mia pratica clinica, quando ho un dubbio in tal senso, mi rivolgo a centri specializzati per poter essere certa della diagnosi e poi poter procedere con una psicoterapia mirata. Un cordiale saluto.
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Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Salve, sì uno psicoterapeuta può porre diagnosi di questo tipo. Se ha dubbi al riguardo occorre parlarne con chi la segue. Per fare una diagnosi non sempre è necessario l'uso dei test, nel caso di sospetto autismo si usano frequentemente.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Nella mia esperienza, non ritengo importante la diagnosi anzi, dando un'etichetta, rischia di far identificare la persona con la diagnosi, ostacolando il percorso di crescita che si intraprende in psicoterapia, percorso che si basa sulla fiducia in se stessi, al di là dei problemi, dei sintomi e della storia di ognuno. Distinti saluti
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
La psicoterapeuta può fare diagnosi ,no tutti utilizzano test .Mi sembra strana una diagnosi di Asperger così tardiva..L a sindrome di Asperger si evidenzia nei primi anni di vita ed ha una chiara sintomatologia .In genere è una diagnosi che viene effettuata dal neuropsichiatria infantile...Ne parli con la sua psicoterapeuta Un cordiale saluto dottssa Luciana Harari
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

mi vien da chiederle come mai è cosi importante ricevere una diagnosi, aver bisogno di una etichetta, se ha già intrapreso una psicoterapia da anni con la quale poter migliorare il proprio benessere e la propria qualità della vita? Sarebbe opportuno affrontasse questa tematica con lo specialista cui si è affidata al prossimo incontro. Questi suoi dubbi e queste riflessioni potrebbero portar con se dei connotati importanti ai fini della terapia.

Cordiali Saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott. Lorenzo Cruciani
Psicologo, Psicoterapeuta
Fermo
Gent.mo utente, la diagnosi può essere effettuata sia da uno psicologo che da uno psichiatra, in questi casi però sarebbe consigliabile rivolgersi ad una équipe multidisciplinare per effettuare un adeguato percorso psicodiagnostico che includa anche un'adeguata batteria di test psicologi e neuropsicologici. Cordialmente.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, se pensa che non le è stata fatta una giusta diagnosi, può andare in qualche centro dove può eseguire una visita psichiatrica con dei test. Inoltre potrebbe parlarne alla sua psicoterapeuta esprimendo i suoi dubbi ed elabori con con lei i suoi dubbi, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Rebecca Silvia Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Usmate Velate
Gentile utente, è interessante che lei si fidi di "alcune persone" e non di chi la sta aiutando da cinque anni... Tuttavia, essendo leciti i suoi dubbi, le consiglio di esporli apertamente all'interno della terapia. Saluti
Dott. Gabriele Sanna
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Salve, un percorso così lungo ha portato sicuramente la costruzione di una relazione terapeutica molto forte, non abbia, dunque, timore a parlare con la terapeuta dei suoi dubbi e chieda serenamente un confronto su questo.
Un caro saluto.
G.S.
Dott. Espedito Longo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
La diagnosi nelle psicoterapie umanistiche è diversa da come viene concepita in ambito medico. Etimologicamente è una conoscenza (gnosis) che avviene tra due persone (dia). Fa già parte del percorso di conoscenza reciproca, non è un momento a sé. Dopo questa premessa, concordo con la collega che mi ha preceduto sul fatto che le diagnosi dei disturbi dello spettro autistico di solito sono fatte in età precoce. Inoltre tali disturbi presentano una sintomatologia molto caratteristica. Se i suoi dubbi permangono sarebbe utile un consulto da un neuropsichiatra. Dubito che un terapeuta dopo anni di conoscenza non se ne sia accorto.
Dott.ssa Chiara Paola Papi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente, per quanto riguarda il fatto che alcune persone le hanno detto che potrebbe essere...., chi sono? specialisti? Se la risposta è no, si affidi allora a professionisti della salute mentale, compresa la sua terapeuta.
Cordialmente. Dott Chiara P. Papi
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara utente, non abbia timore di parlare con la sua terapeuta di questi suoi dubbi, vedrà che saprà restituirle una lettura che magari adesso le sfugge. Un saluto
Dott.ssa Antonella Abate
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Capisco il tuo dubbio e la tua preoccupazione. Ecco alcuni punti che possono chiarire la situazione:

Diagnosi e figure professionali: La diagnosi formale di un disturbo mentale è generalmente competenza di uno psichiatra o di uno psicologo clinico, poiché richiede un'esperienza specifica e strumenti diagnostici validati. Uno psicoterapeuta che non sia anche psichiatra o psicologo può fornire ipotesi basate sulla sua osservazione clinica, ma non una diagnosi ufficiale.
Distinzione tra disturbo evitante di personalità e autismo: Ci sono alcune somiglianze superficiali tra il disturbo evitante di personalità (DAP) e alcune forme di autismo (come la sindrome di Asperger, che oggi rientra nello spettro autistico), specialmente nei sintomi legati all'ansia sociale. Tuttavia, ci sono differenze sostanziali, e uno specialista esperto dovrebbe essere in grado di distinguerle.
Possibilità di errore diagnostico: È possibile sbagliare diagnosi, soprattutto se si basa solo su colloqui e non si usano test o osservazioni strutturate. Questo non è necessariamente "grave", ma richiede attenzione e apertura a rivalutare il percorso terapeutico se ci sono segnali che non si stia procedendo nella direzione giusta.
Come approfondire:
Puoi richiedere una valutazione diagnostica più strutturata con uno psicologo clinico o psichiatra. Esistono test specifici per l'autismo e per i disturbi di personalità, come l'ADI-R, l'ADOS-2 o questionari per il DAP.
Chiedi apertamente al tuo terapeuta o psichiatra cosa li ha portati alla diagnosi di DAP e se vedono elementi che suggeriscano una condizione dello spettro autistico.
Se hai dubbi sulla tua diagnosi, è del tutto legittimo chiedere un secondo parere, e un professionista qualificato dovrebbe supportarti in questo percorso.
Buongiorno, iniziamo con il dire che le diagnosi da strada portano a due effetti negativi: in primis creano ansia e panico inutili perché ci si convince di avere patologie che nella realtà non si hanno ma soprattutto si crea quello che io definisco l' effetto paradosso o effetto "profeta” dell’autodiagnosi perché etichettarsi da soli può portare a credere che non ci sia una via d’uscita, rafforzando un’identità basata sul problema piuttosto che sulle possibilità di crescita. Inoltre avere un nome per il proprio disagio può essere utile per dare un senso a ciò che si prova, ma senza un percorso terapeutico, resta solo un’etichetta. L’obiettivo della psicologia non è solo classificare i disturbi, ma aiutare le persone a migliorare la qualità della loro vita. Ed quello che sta facendo la sua psicoterapeuta che sono certa potrà darle tutte le spiegazioni di cui necessita.
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Capisco bene la tua preoccupazione. Quando si mette in dubbio una diagnosi non è “mettere in discussione i professionisti”, ma prendersi sul serio e voler capire meglio cosa sta succedendo. È una domanda legittima, soprattutto dopo anni di lavoro su di te.
Provo a risponderti punto per punto, con chiarezza e senza allarmismi.
È possibile sbagliare diagnosi?
Sì, è possibile. Non perché i professionisti siano superficiali, ma perché alcune condizioni possono assomigliarsi molto, soprattutto quando si parla di fobia sociale, disturbo evitante e spettro autistico ad alto funzionamento. Condividono aspetti come il ritiro sociale, la difficoltà nel contatto, la paura del giudizio. La differenza sta nelle radici di queste difficoltà, non solo nei comportamenti visibili.
Dal punto di vista gestaltico, però, è importante una cosa: la diagnosi non è un’etichetta definitiva, ma una mappa provvisoria. Serve a orientare il lavoro, non a definire chi sei.
Se fossi autistica, se ne sarebbero accorti?
Probabilmente sì, almeno in parte. Dopo 5 anni di terapia, una psicoterapeuta attenta avrebbe notato segnali tipici come difficoltà marcate nella comprensione implicita delle emozioni altrui, rigidità molto strutturate, peculiarità comunicative presenti fin dall’infanzia. Lo stesso vale per lo psichiatra. Questo non significa che sia impossibile, ma che non è così automatico come spesso viene raccontato online.
Oggi l’autismo è molto citato e a volte usato come spiegazione “ombrello” per tante sofferenze diverse. Questo può confondere.
Disturbo evitante o autismo: che differenza c’è, in parole semplici?
– Nel disturbo evitante il problema centrale è: “Ho paura del giudizio, del rifiuto, di non valere abbastanza”. Il desiderio di relazione c’è, ma è bloccato dalla paura.
– Nell’autismo il nodo principale riguarda il modo di percepire e organizzare il mondo e le relazioni, spesso fin dall’infanzia, indipendentemente dall’autostima.
Se tu soffri perché desideri il contatto ma lo eviti per paura, vergogna o senso di inadeguatezza, questo è molto coerente con una struttura evitante.
La diagnosi senza test è valida?
Sì. I test non sono obbligatori. Sono strumenti utili, ma non decisivi da soli. Una diagnosi clinica può essere fatta attraverso colloqui approfonditi, osservazione nel tempo e ascolto della storia di vita. Anzi, in molti orientamenti (compresa la Gestalt) il focus non è “incasellare”, ma comprendere il funzionamento della persona.
Chi può fare una diagnosi?
In Italia:
lo psichiatra può fare diagnosi mediche e prescrivere farmaci;
lo psicologo/psicoterapeuta può fare diagnosi psicologiche e di personalità.
Quindi sì, anche uno psicoterapeuta non medico può fare una diagnosi, se rientra nel suo ambito.
Vorrei dirti però una cosa importante, con molta onestà:
se la terapia in questi 5 anni ti ha aiutata a capire qualcosa di te, a dare senso alle tue difficoltà, a stare un po’ meglio nel mondo, allora non stai “curando l’organo sbagliato”. Stai lavorando su un dolore reale, indipendentemente dal nome che gli si dà.
Se invece senti che qualcosa non torna, che alcune parti di te restano invisibili o incomprese, portalo apertamente in terapia. Puoi dire, ad esempio:
“Ultimamente mi chiedo se la diagnosi mi rappresenta davvero. Ho bisogno di capire meglio.”
Questo non è un attacco, è un passo di maturità.
In Gestalt non lavoriamo contro la diagnosi, ma oltre la diagnosi. Tu non sei un disturbo. Sei una persona con una storia, dei bisogni, delle paure e delle risorse. La diagnosi serve solo se ti aiuta a conoscerti meglio, non se ti fa sentire sbagliata o trascurata.
Non sei fuori strada: stai cercando senso, ed è un buon segnale.
Ti abbraccio

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