Domande del paziente (62)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, il referto della risonanza non mostra innanzitutto lesioni del menisco, quindi stia tranquillo. Di fatto non mostra particolari condizioni patologiche, ma sarebbe utile prendere direttamente... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, le consiglio di parlare prima di tutto con il suo chirurgo di riferimento. Siamo sempre disponibili a rivalutare un pz che operiamo, soprattutto quando e’ passato così poco tempo dall’intervento.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    se il ragazzo non ha più dolore non ha senso fare alcuna terapia. Il referto della risonanza e’ buono, a parte una minima lesione del menisco; ma se non ci sono sintomi relativi non bisogna... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    ha esattamente ragione lei, per cui il mio consiglio e’ quello di eseguire una visita podologica e baropodometrica statica e dinamica per successivo progetto di plantari da parte di un tecnico... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, significa che il menisco interno risulta minimamente danneggiato, il che di per se non rappresenta alcun problema; bisogna vedere se lei presenta dei sintomi clinici riconducibili a tale... Altro


    Buonasera, ho 52 anni e faccio abitualmente escursioni in montagna senza un allenamento specifico. Un mese e mezzo fa, a seguito di discesa ripida fatta saltellando, il giorno dopo il ginocchio che atterra si è gonfiato, con impossibilità di piegarlo per sensazione di attrito. Con il riposo e solo bicicletta la situazione è rientrata, pur rimanendo l'impossibilità di accovacciarmi fino in fondo per sensazione di gonfiore interno. Questo we ho tentato una escursione ma il ginocchio si è gonfiato di nuovo. Il fisiatra ha diagnosticato irritazione femoro rotulea, e la risonanza mostra un minimo focolaio condritico. La settimana prossima farò una infiltrazione di acido ialuronico, e sto facendo esercizi di potenziamento muscolare. Dovrei fare altro per poter tornare al più presto sui monti? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, eventualmente oltre l’acido jaluronico si possono considerare fattori di crescita e cellule staminali per la rigenerazione della cartilagine danneggiata.


    Referto

    RM COLONNA CERVICALE

    Indagine eseguita con tecnica T1 FSE, T2 FSE e STIR, T2 MERGE secondo i piani assiale, sagittale

    Rettilineizzata la lordosi cervicale con tendenza all'inversione

    Modeste alterazioni spondilo-artrosiche

    Segni di disidratazione/degenerazione discale cervicale

    Nucleo angiomatoso nel soma di C5 (rilievo occasionale)

    Bulging discale, asimmetrico verso destra, in C4-C5 che impronta lievemente lo spazio subaracnoideo anteriore. Ernia discale, subligamentosa, sede posteriore mediana/paramediana e laterale sinistra C5-C6 con impronta decisa

    sullo spazio subaracnoideo anteriore.

    Piccola ernia discale, subligamentosa, posteriore mediana/paramediana sinistra in C6-C7

    Non alterazioni di segnale del midollo spinale

    Canale spinale nei limiti della norma

    RM COLONNA LOMBOSACRALE

    Indagine eseguita con tecnica T1 FSE, T2 FSE STIR secondo i piani assiale e sagittale

    Attenuata la fisiologica lordosi lombare

    Modeste alterazioni spondilo-disco-artrosiche.

    Lieve ipertrofia artrosica delle faccette articolari ed ispessimento dei ligg gialli in L2-L3, L3-L4 e L4-L5.

    Minima ipotrofia dei mm. paravertebrali posteriori in sede lombare.

    Tenue ipointensità T2 dei dischi intersomatici lombari da riduzione del tenore idrico

    Bulging discale, asimmetrico verso destra, in L2-L3 che impronta il sacco durale.

    In L4-L5, nell'ambito di un disco globalmente protruso ed esteso ai forami radicolari, si apprezza quota discale erniata, subligamentosa, in sede posteriore mediana/paramediana e laterale sinistra che impronta il sacco durale Modesta ernia discale, subligamentosa, posteriore mediana/paramediana sinistra in L5-S1 che impronta il sacco

    durale. Non alterazioni di segnale del cono midollare.

    Canale spinale nei limiti della norma
    P.S. aggiungo,che mi si addormentano sempre le braccia e gambe, dolore alle spalle e nei movimenti delle braccia, formicolii, mal di testa, avvolte capogiri e vista offuscata.e dolore nella parte bassa della schiena zona lombare e collo sempre teso e che scricchiola quando lo muovo. Che ne pensate? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    ci sono alcune ernie, sia a livello cervicale che lombare, ma sarebbe sempre meglio vedere le immagini per poter davvero capire cosa abbiamo davanti e se ci sia una eventuale indicazione alla chirurgia o meno. Ciò dipende anche da età e sintomi reali.


    Ecografia bicipite femorale coscia dx al terzo medio minima alterazione ecostruttura fibrillare in prossimità del rave tendineo lesione 1 o 2 grado concomitanza ispessimento del rafe tendineo a tale livello. In linguaggio non tecnologico che significa? grazie Mario

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, parliamo di un piccolo strappo muscolare sul bicipite femorale. Se sei uno sportivo varrebbe la pena fare delle infiltrazioni di fattori di crescita per velocizzare la guarigione e il ritorno allo sport.


    Buongiorno, soffro di metatarsalgia cronica ai 2 piedi,due fisiatra mi hanno consigliato i plantari su misura, le porto da 3 mesi e non vedo grandi risultati, adesso ho anche le dita dei piedi con formicolii,la mattina devo massaggiarei piedi prima di appoggiarli ,ho come delle scosse che salgono nelle dita dei piedi! Non sarebbe il caso di fare infiltrazioni ?
    Grazie per la vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    potrebbe essere un neuroma di Morton e/o delle borsiti sotto metatarsali, andrebbe fatta almeno una ecografia muscolo tendinea. Poi si, in base al referto possono essere prese in considerazione le infiltrazioni


    ARTROSI DI SPALLA IN SOGGETTO 80ENNE

    Un saluto ai dottori dello staff e grazie come sempre per il Vs servizio.
    Scrivo per conto di mio papà, che a novembre di quest'anno compie 80 anni: soggetto tutto sommato in buona salute generale, diabetico di tipo 2 e ipetreso da 30 anni, entrambi, diabete e ipertensione, ben compensati con metformina e farmaco sartano anti-ipertensivo. Ha consultato due ortopedici per un problema di dolore e impedimento dei movimenti della spalla sinistra. Per intenderci, mentre il braccio destro riesce a portarlo in alto e anche all'indietro, fino a toccare la schiena altezza reni col dorso della mano, col braccio sinistro, quando cerca di portarlo in alto, riesce ad arrivare poco oltre la meta, diciamo intorno ai 100 gradi. E col braccio all'indietro col dorso della mano arriva ad altezza coccige.
    Ha eseguito ecofgrafia e RMN, che, unitamente a due visite effettuate presso due ortopedici diversi, hanno diagnosticato un quadro artrosico-degenerativo della spalla di 4° grado, con lesioni degenerative tendinee di tutta la cuffia dei rotatori (quello che sta messo peggio è il sovraspinato), e un conflitto osseo importante. Non emergono per fortuna necrosi e/o collassi ossei.
    C'è da dire che papà è stato un soggetto molto sportivo, dai 55 ai 70 anni è andato in palestra con grande costanza e face body bulding anche con carichi importanti, e chissa che questo non abbia contribuito all'artrosi.

    Nella vita di tutti i giorni, ci convive discretamente, gli unici momenti in cui ha fastidi sono la notte, se nel sonno fa qualche movimento inconsulto, e quando si toglie o leva una maglia o una giacca ( si fa aiutare da mia mamma). Poi guida, porta borse della spesa, senza problemi, non ha mai preso un anti-dolorifico per questa cosa. Ha fatto delle sedute di fisioterapia (massoterapia e tecarterapia), ma con risultati molto timidi.
    Ora, i due ortopedici consultati hanno dato pareri diversi:

    Entrambi concordano su un unico punto, quello che, da un punto di vista prettamente ortopedico, l'unico modo di approcciare chirurgicamente questa spalla, sarebbe fare una protesi inversa, ma entrambi per il momento sconsigliano questa operazione, in quanto tutto sommato, a dispetto del quadro radiologico da "Guerra del vietnam", la condizione clinica di papà non è da dolore intenso, costante, e continuo, tale da inficiare cosi tanto la qualita della vita e giustificare un intervento cosi importante come una protesi. Sul cercare di migliorare la mobilita e ridurre ancor piu il dolore, tuttavia , le strade dei due chirurghi si son divise:

    - il primo ha proposto le classiche infiltrazioni miscelate (ecoguidate) di cortisone e acido ialuronico, volte a "oliare" quel minimo che si possa fare l'articolazione e ridurre il dolore

    - il secondo ha proposto cicli di idrokinesiterapia, riferendo che, nella sua esperienza, dove massaggi e tecar falliscono o non danno risultati, la terapia dolce dell'acqua è piu sensibile a migliorare il dolore: in merito a infiltrazioni si è espresso dicendo "GUAI A CHI LA TOCCA, QUESTA è UNA SPALLA CHE NON VA INFILTRATA", perche, a suo dire, l'acido ialuronico sarebbe acqua fresca in una artrosi di 4° grado, e il cortisone mal si sposa col diabete. Ha aggiunto che le infiltrazioni potrebbero provocare una infezione, sia le infiltrzioni in sè, sia potrebbero aumentare il rischio infettivo in sede operatoria, se un domani, anche a lunga distanza, si dovesse arrivare alla protesi.

    Voi che ne pensate? Per il momento papà ha deciso per l'idroterapia e vediamo un po' come va.
    Grazie a chiunque voglia rispondere, e buon lavoro

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno! Anche a parer mio, onestamente, visto il quadro radiologico e clinico, non trovo indicazione per la terapia infiltrativa. Per quanto riguarda l’acido jaluronico, quello disponibile per la articolazione della spalla (perché esistono vari tipi di acido jaluronico anche in base alla articolazione che va infiltrata) non e’ sicuramente in grado di ‘risolvere’ o ‘migliorare’ un quadro artrosico così evoluto. Per quanto riguarda invece il cortisone, ha puramente uno scopo antinfiammatorio e antidolorifico, ma se clinicamente questo non c’è non ha molto senso infiltrarlo. Però non crea problemi sul diabete perché non viene riassorbito a livello sistemico essendo infiltrato (lì resta e li agisce) e, sul rischio infettivo, e’ vero ma basta attendere 3-6 mesi prima di poter poi fare una protesi. In conclusione anche io consiglio fisioterapia e di poi passare direttamente alla chirurgia protesica dovesse sopraggiungere peggioramento del quadro come dolore o limitazione. Un saluto


    Domande su fisioterapia

    buongiorno, ho avuto una frattura mercoledì scorso, il 20 maggio, al V metatarso. in pronto soccorso mi hanno fatto bendaggio da rimuovere dopo 4 gg. e subito dal giorno dopo ho messo tutore Walker e stampelle, stando attentissima al piede. ad oggi non ho dolore né gonfiore e lunedì 1 giugno ho la visita di controllo con RX, è possibile che l'osso si sia già messo apposto e invece di 3 settimane ne bastano 2 di guarigione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Purtroppo no. La lastra di controllo viene fatta a 10 giorni circa dalla frattura solo per vedere che non si sia ‘spostata’. Per il resto ci vogliono 4 settimane per iniziare a camminare senza walker.


    Esito risonanza magnetica ginocchio sinistro
    Dolore lato interno da circa 1 mese senza gonfiore, sensazione di debolezza
    Da 10 giorni terapia arcoxia 1 compressa al di
    E crioven schiuma mattina e sera
    Come posso risolvere?
    Esame eseguito secondo i piani assiale, coronale e sagittale con sequenze SE T1, GE T2 STIR, 3
    D FS
    gin sx
    Minima reazione sinoviale retropatellare ed intercondiloidea.
    Nel cavo popliteo iniziale distensione fluida della guaina dei muscoli gastrocnemio-semimembranoso.
    Cartilagini ed osso segni di sofferenza sub-condrale femoro-rotulea esterna
    Menischi : segnale lineare nel corno posteriore del menisco mediale non evidenti alterazioni della morfologia e dell'intensità del segnale nell'ambito della risoluzione RM a
    carico del menisco esterno.
    Legamenti: esile ma evidenziabile lungo il suo decorso il LCA da lesione intraligamentosa non evidenti alterazioni della morfologia e dell'intensità del segnale nell'ambito della risoluzione RM.
    a carico del LCP e dei collaterali.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    indispensabile la visita al ginocchio che ci permette di fare diagnosi e associare quindi i reperti risonanza. Sembrerebbe esserci stato un trauma distorsivo con risentimento sia del crociato anteriore che del menisco interno


    Frattura trimalleolare comminuta TT, tolta valva 8 giorni fa sento la caviglia bloccata.. Per quanto tempo dura la sensazione di blocco?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    dura se non viene impostato un adeguato trattamento riabilitativo ‍


    Salve. Sono una ragazza di 25 anni e circa un mese fa mi sono inginocchiata a terra a raccogliere qualcosa quando, alzandomi, ho sentito una fitta al ginocchio e ho sentito qualcosa muoversi. È durato poco.
    Qualche giorno dopo ho fatto lavori pesanti (sollevato pesi importanti per le scale) e ho cominciato a sentite un dolore sordo allo stesso ginocchio, in posizione mediale. È un dolore ben localizzato che ora si ripresenta se cammino più del solito (a volte dopo 20 minuti, altre dopo un'oretta).
    Ho già provato a riposare qualche giorno e a mettere ghiaccio, ma è passato un mese e si ripresenta ancora.
    Ho già preso ibuprofene per altri motivi, ma non ho provato a fare una terapia più lunga in quanto non sono sicura sia di natura infiammatoria.
    Dovrei parlarne con il mio MMG o è meglio una visita ortopedica? Quanto ha senso andare dall'ortopedico?
    Grazie mille!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    necessaria visita ortopedica in quanto il meccanismo traumatico e il tipo di dolore successivo potrebbero suggerire una lesione del menisco. Già dalla visita riusciamo a fare diagnosi, ma comunque verrà prescritta una risonanza magnetica a completamento, per confermare diagnosi e impostare terapie successive


    Domande su Lombosciatalgia

    Buonasera dottori, vi scrivo per avere un confronto, in attesa di visita dal chirurgo vertebrale tra un mese. ho 42 anni, a fine gennaio resto quasi bloccato con la schiena e il medico di base mi prescrive voltaren e muscoril.
    Parziale beneficio.
    Subito dopo effettuo rmn del tratto lombosacrale (che riporto di seguito), e inizio le cure osteopatiche a febbraio.
    La schiena torna a mobilizzarsi, ma inizia il dolore da sciatica all'arto inferiore destro.
    Lo avverto quando mi siedo e mi alzo dalla sedia, e dopo un po' che cammino (specie al polpaccio sin), ma non è forte né costante: non avverto l'urgenza di fermarmi o di riposare.
    Nel frattempo (marzo/aprile) ho la visita dal medico competente per conferma annuale della mia idoneità lavorativa, gli racconto i fatti e mi manda dallo specialista (fisiatra) che non mi dà terapia farmacologica ma mi consiglia il pilates e lo stretching, e lo inizio subito. ad aprile nel mentre il medico di base mi prescrive un ciclo di 15 gg di celebrex 200mg con ottimi risultati sul dolore, ma appena ho smesso tutto è tornato come prima, anzi, un paio di gg fa mentre camminavo, dopo un quarto d'ora avverto parestesia all'arto interessato, con successivo aumento del dolore, che mi costringe a tornare subito a casa. la notte dormo bene. che mi resta da fare? che cosa può essere successo? cosa ha fallito? grazie!!
    RISONANZA: appare ridotta la fisiologica curvatura lordotica lombare con tendenza alla rettilineizzazione di tale tratto, si associa un atteggiamento scoliotico sinistro-convesso.
    Note osteocondrosiche vertebrali con lievi irregolarità delle limitanti somatiche che presentano minimo avvallamento; in tale quadro si segnala una relativa disidratazione discale in particolare al passaggio intersomatico L4/L5.
    Modesto impegno sinoviale interapofisario bilaterale si osserva tra i passaggi intersomatici, reperto che pone il sospetto di una condizione clinica di microinstabilità vertebrale.
    Piccole ernie intraspongiose di Schmorl si osservano tra le limitanti somatiche nel tratto medio-superiore-inferiore.
    Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L4/L5 maggiore in sede posterolaterale sinistra.
    Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L5/S1 più marcata e con aspetto estrusivo erniario in sede posterolaterale ed intraforaminale sinistra.
    Non evidenti processi espansivi intradurali.
    Nulla di rilevante al tratto terminale della corda midollare visualizzato per quanto possibile valutare con sistema RM operante a bassa intensità di campo magnetico.
    Canale rachideo lombare di ampiezza sostanzialmente nei limiti della norma.
    Fenomeni artrosici interapofisaria interessano soprattutto il tratto lombare inferiore.
    Conservato il trofismo della muscolatura paravertebrale e degli ileopsoas nei piani indagati.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, vista la giovane età varrebbe sempre la pena in questi casi capire se bisogna ricorrere ad una chirurgia. Per fare questo risulta però fondamentale vedere le immagini della risonanza (il referto purtroppo non basta) e valutare clinicamente come e’ il dolore e la sua distribuzione.


    buonasera, oramai è da qualche giorno che soffro di un dolore al lato sinistro del bacino,che si acutizza appena mi sollevo e cammino, ho effettuato una risonanza magnetica lombare e al bacino a maggio 2026, mi chiedo se può dipendere dal conencondroma emerso al lato destro come da referto a seguire:
    sequenze TSE, STIR
    conservata la fisiologica lordosi lombare
    alterazioni spondilosiche
    intraspongioso attivo Schmorl alla limitante somatica inferiore di D 11
    protruusione discale paramediana posteriore intraforaminale sinistra a livello D12-D 11
    formazione cistica renale sinistra
    a L2-L3 protrusione discale posterolaterale ed intraforaminale destra
    a L3-L4 protrusione postero laterale intraforaminale destra disco globalmente protruso
    a L4-L5 protrusione discale mediana paramediana intraforaminale destra
    a L5-S1 ernia discale posteriore centrale
    canale vertebrale di ampiezza nella norma
    risonanza magnetica bacino
    sequenze TSE, STIR
    non segni di sacro ileite
    non segni di necrosi avascolare
    conservati rapporti articolari coxo-femorali
    alterazione di segnale compatibile conencondroma di circa 12 mm a livello della regione sotto trocanterica
    femorale destra. Che ne pensate?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno, il condroma e’ nel femore destro, perciò sicuramente non va a creare dolore in bacino sinistro. Bisognerebbe anche capire meglio dove sia localizzato il dolore perché parlare di bacino e’ piuttosto generico.. potrebbe banalmente essere un tendine infiammato..


    Domande su Coxartrosi (artrosi dell'anca)

    RX BACINO
    RX ANCA DX

    RX BACINO, anca dx.sx
    Segni radiografici di artrosi coxofemorale bilaterale maggiormente presenti a sinistra, sostenuti da
    riduzione dei rapporti articolari coxo-femorali, tenue sclerosi dei tetti acetabolari ed osteofitosi
    reattiva.
    Ridotti i rapporti articolari sacro-iliaci.
    Sclerosi della sinfisi pubica.
    Ridotto il tono calcico.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno,
    andrebbero viste le immagini per capire se abbiamo davanti un quadro di artrosi dell'anca da sottoporre a chirurgia protesica o a trattamenti conservativi.
    Ha dolore inguinale? Ha limitazione funzionale? Andrebbe inquadrato il caso


    Salve da circa cinque giorni ho avuto una frattura composta del V metatarso del piede dx. Ho tutore Walker, che alla mattina apro per applicare ghiaccio al piede (non caricandolo) ancora un po' gonfio. Vorrei sapere se questa operazione può compromettere la guarigione. Altra cosa dopo la prima puntura di eparina, ho avuto un rusch cutaneo sulle mani, e il mio dott. Mi ha consigliato altra eparina, vorrei sapere ci sono medicine analoghe per uso orale? Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno. Aprire il tutore walker e poggiare il piede per terra per posizionare ghiaccio va benissimo, non compromette nulla. Per quanto riguarda l’eparina no, esiste solo iniettabile. In caso di reazione allergica alle normali eparine, va prescritta arixtra, che e’ una sorta di eparina a basso rischio allergico.


    Buon giorno vorrei sottoporvi rm al ginocchio di mia figlia dopo un infortunio calcistico
    Edema della spongiosa su base traumatica del piatto tibiale esterno posteriormente, dove è
    visibile una rima di frattura composta; edema su base traumatica anche del condilo femorale
    esterno con cui si articola; minima quantità di edema spongioso è presente anche nel piatto
    tibiale interno posteriormente. Nella norma il legamento crociato posteriore, i collaterali e il
    tendine quadricipitale e rotuleo. Il legamento crociato anteriore a tratti mal valutabile a causa
    del versamento siero-emorragico appare deflesso e alterato nel segnale, come per lesione
    distrattiva di alto grado, che necessita di valutazione specialistica. Non lesioni fratturative del
    menisco esterno; il menisco interno presenta rima di frattura del corno posteriore. Distensione
    della borsa sinoviale tra gastrocnemio semimembranoso come per cisti di Baker. Nei limiti
    l'articolazione femoro-rotule
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Buongiorno! Necessaria visita ortopedica per impostare adeguato trattamento farmacologico e fisioterapico per l’edema della spongiosa del piatto tibiale. Valutare eventuale chirurgia sul legamento crociato in base all’età della ragazza


    Celebrex utilizzabile anche per problemi all'anca? Sono in lista d'attesa per intervento, sembra non prima di settembre 2027

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valeria Rocca

    Sì e’ un farmaco della famiglia dei coxib quindi va bene. Preferibile un farmaco come etoricoxib (Algix) da fare a cicli mensili


Domande più frequenti

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