Domande del paziente (146)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente la tua confusione è più che giustificata, i comportamenti che descrivi sono molto intimi e possono facilmente creare aspettative, soprattutto se non sono coerenti con ciò che lei ti ha detto.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Cara utente la tua sofferenza è comprensibile, e voglio dirti una cosa importante: quello che stai vivendo non ti rende una cattiva persona, ma una ragazza che sta cercando di gestire delle emozioni complesse.
    La... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente il percorso più indicato è sicuramente la terapia, ci sono approccio come quello bioenergetico che è molto indicato in questi casi perchè si basa su un lavoro interconesso tra mente e corpo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente quello che descrivi è molto coerente con un’ansia intensa e un DOC che nel tempo si sono allargati a più aree della tua vita, fino a coinvolgere anche la sessualità, e questo può farti sentire... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, capisco la preoccupazione e quel senso di distacco: il calo del desiderio e le difficoltà erettili spesso non hanno una sola causa ma derivano da più fattori insieme. I farmaci assunti in... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, capisco quanto questi pensieri possano spaventarti, soprattutto dopo aver sentito parlare di psicosi, ma da quello che descrivi sembrano pensieri ossessivi: sono intrusivi, ti fanno paura,... Altro


    Domande su colloquio psicologico

    Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
    Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
    In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
    Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, si sente quanto tu sia coinvolto e anche disorientato: stai cercando di aiutare una persona in un momento molto delicato, ma ti trovi davanti rabbia, distanza e silenzi difficili da gestire. Lei probabilmente sta vivendo più livelli di stress insieme — cambiamento di vita, difficoltà di fiducia e soprattutto l’interruzione di gravidanza (ad esempio con Mifepristone), che può avere un impatto emotivo e ormonale intenso — e la rabbia può essere un modo per esprimere dolore e paura più che un giudizio reale su di te. In concreto, può aiutare essere presente senza pressioni (“ci sono se hai bisogno”), evitare troppe domande nei momenti di tensione, darle spazio ma anche, quando è più calma, mettere limiti con rispetto per non subire solo gli attacchi; allo stesso tempo potrebbe essere molto utile proporle con delicatezza un supporto psicologico, che possa aiutarla a elaborare questo momento così complesso. Ricorda che puoi sostenerla, ma non controllare le sue reazioni. Rimango a disposizione per dubbi e domande un caro saluto. Dott.ssa Valentina Mestici


    salve dottori, sono in una situazione in cui non capisco e non so cosa fare nel concreto..sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mio fidanzato (lui più grande di 20 anni), per vari motivi, tra cui non riuscivamo a comunicare, perché lui non voleva le discussioni, vuole stare tranquillo nella relazione, quando io invece voglio avere il confronto, discutere ecc, dall'altra parte avevo riniziato a sentirmi con un amico con cui mi ero frequentata a distanza qualche anno prima, siamo sempre rimasti in buoni rapporti, ci sono semrpe stata per lui e lui mi ha sempre ascoltato e capito ecco..ci siamo rivisti in amicizia un pò di giorni fa, diciamo che ho avuto un senso di colpa nei confronti dell'ex perché comunque ci vedevamo ancora e qualcosa ancora c'è tra me e lui, però vedendo questo amico diciamo che c'è stato qualche bacio, mi sento in colpa perché il mio ex mi ha detto che se fosse successo qualcosa l'avrei perso per sempre ecc..il punto è che sto seguendo un percorso con un professionista, solo che non lo so, non trovo le risposte, mi ha fatto fare un esercizio diciamo di rappresentare la relazione con il mio ex, e comunque si è capito che non mi sento in una relazione e neanche con il mio amico, diciamo che questo mi ha un pò lasciato cosi cosi..non me lo aspettavo ecco, in più mi dice sempre di vedere me, e ciò che provo e sento io, perché parlo sempre delle due parti e dell'esterno, mai di me e di come sto io..però è difficile e quello che vorrei sono cose concrete e non so come fare, vorrei più consigli, ad esempio anche come rapportarmi con il mio ex se lui vuole ancora stare con me, ma io non lo so..se magari voglio ancora vedere questo amico e anche se succede qualcosa..cioè non so come comportarmi e cosa sento non lo so..come posso avere consigli o qualcosa di concreto in modo da capire di più?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, capisco quanto tu ti senta confusa e sotto pressione: sei in mezzo a due legami importanti, con emozioni ancora vive, e il senso di colpa che provi è umano perché una parte di te è ancora legata al tuo ex mentre un’altra cerca qualcosa di diverso, forse più ascolto e connessione. Quello che ti è stato detto nel percorso che stai facendo è una chiave importante: tendi a guardare molto agli altri e a cosa succede fuori, ma poco a come stai tu, e questo rende difficile capire cosa vuoi davvero. Prova a partire da qualcosa di concreto: quando pensi al tuo ex chiediti come ti senti nella relazione (libera, ascoltata o trattenuta?), e quando pensi al tuo amico chiediti se desideri lui o il modo in cui ti fa sentire; nel frattempo può essere utile rallentare entrambi i rapporti, non come scelta definitiva ma come spazio per non aumentare confusione e senso di colpa. Ricorda anche che una relazione dovrebbe permettere confronto e non metterti sotto pressione con condizioni. È normale non avere ancora risposte: stai attraversando un passaggio e serve tempo per ascoltarti davvero. Rimango a disposizione per dubbi e domande un caro saluto. Dott.ssa Valentina Mestici


    Salve dottore ...sto assumendo per stati di ansia la mattina gocce di Cipralex e di Xanax...ma purtroppo non riesco ancora a respirare bene..cosa posso fare

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente le gocce possono essere un aiuto momentaneo ma per risolvere definitivamente la situazione le consiglio di iniziare un percorso di terapia, ci sono molte tecniche che aiutano in questi stati di ansia tra cui meditazione, training autogeno e bioenergetica. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Una persona stupida o più precisamente scema, può rendersi conto di esserlo? Può capire di essere una persona di intelligenza limitata, attraverso il modo in cui viene trattata dal prossimo, come viene considerata da chi la circonda, nell'avere difficoltà a capire o risolvere cose che generalmente vengono ritenute semplici e dal mancato raggiungimento dei propri obiettivi?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente la sua è una domanda complessa, in termini di concettualizzazione diventa tutto molto soggettivo. Come si definisce di fatto una persona scema come dice lei? sarebbe da capire a cosa si riferisce con questo termine. Ma sopratutto l'obiettivo della domanda, si riferisce a lei? ha paura di essere definito tale o fa riferimento a qualcuno di esterno? sarebbero necessarie più informazioni per una risposta effettivamente esaustiva. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Salve sono la nonna paterna di una bimba di 30 mesi che da sempre mi adora e profondamente amo!, al punto che quando insieme preferisce un rapporto esclusivo con me preferendomi in quei momenti ai genitori e questo provoca gelosie da perte di mio figlio , la cosa mi mette profondamente a disagio poiché’ mi fa sentire di troppo ! Questo di contro non avviene con la nonna materna con la quale è costretta a stare dopo l’asilo nido . Ultimamente a scuola presenta un po’ di aggressività’ , potrebbe esserci correlazione con il tipo di rapporti con i nonni , premesso che ha ottimi rapporti genitoriali ed e’ figlia unica come mio figlio d’altronde.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, capisco il suo disagio, è una situazione delicata perché da un lato c’è un legame affettivo molto bello con sua nipote, dall’altro il timore di “invadere” uno spazio che i genitori sentono come loro: a questa età è abbastanza normale che i bambini mostrino preferenze momentanee per una figura di riferimento, soprattutto se con quella persona vivono momenti di gioco o di esclusività che li fanno sentire speciali, ma questo non mette in discussione il legame con i genitori; la reazione di suo figlio può nascere più da insicurezze o dalla paura di essere “sostituito” che da ciò che realmente accade. L’aggressività a scuola a 30 mesi è un comportamento piuttosto frequente e spesso legato alla difficoltà di gestire emozioni intense o alla fase di sviluppo, più che a una dinamica con i nonni, anche se un clima di tensione percepito in famiglia può influire. Può essere utile mantenere il suo ruolo affettuoso ma non esclusivo, valorizzando la presenza dei genitori (ad esempio coinvolgendoli quando la bambina la cerca) e magari aprire un dialogo sereno con suo figlio per rassicurarlo sul fatto che lei non vuole sostituirsi a lui ma essere una risorsa. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o domande, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Ciao, sono un ragazzo di 21 anni. Ultimamente stavo cercando amicizie e nuove conoscenze in generale e ho scoperto che una ragazza di 17 anni che ha tante passioni in comune con me. Sembra che però entrambi cerchiamo una relazione seria, però lei ha 17 anni (non 17 e mezzo ma proprio 17) e io 21 e mezzo. Potrebbe essere problematica questa differenza di età, quindi per le relazioni serie o rapporti sessuali sono più sul no che sul sì. Per quanto riguarda l'amicizia penso (poi se posso sapere anche da voi sarebbe top) che non ci sia nulla di sbagliato nel fare amicizia con lei. Anzi, ultimamente ho rifiutato di fare amicizia con un altra ragazza proprio per l'età e mi sento in colpa, perché per il resto aveva tante cose positive. Però con quest'altra ragazza nuova che sto conoscendo abbiamo talmente tante cose in comune e esteticamente la trovo talmente carina che sto mettendo in dubbio se il poterci avere una relazione seria sia giusto o sbagliato e soprattutto non so se è giusto avere rapporti sessuali con lei. Inoltre lei è molto affettuosa, cosa che io adoro. Però nell'andare oltre l'amicizia avrei paura, non tanto da un punto di vista legale perché è legale. Avrei un po' più paura per tutto il resto. Cosa dovrei fare per voi? Sarebbe giusto avere una relazione seria (e di conseguenza anche rapporti sessuali) con questa ragazza? O dovrei evitare o aspettare la sua maggiore età? E soprattutto, cosa dovrei fare per assicurarmi che magari lei sa quello che fa? Insomma, fatemi sapere. Vi ringrazio in anticipo per il vostro meraviglioso lavoro

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, capisco il tuo dubbio, è una situazione in cui stai cercando di fare la cosa giusta e questo è già un segnale importante: a livello di amicizia non c’è nulla di sbagliato, conoscere persone con interessi comuni può essere arricchente, ma quando si entra nel campo di una relazione sentimentale con una persona minorenne è naturale che emergano più complessità, non solo legali ma soprattutto emotive e di fase di vita; a 17 e 21 anni spesso si è in momenti diversi di crescita, con bisogni, aspettative e capacità di scelta ancora in evoluzione, e il rischio è che, anche senza volerlo, si crei uno squilibrio. Il fatto che tu senta esitazione e voglia capire se lei “sa quello che fa” è significativo: più che cercare una certezza su questo, può essere utile chiederti se tu ti sentiresti davvero sereno e coerente con i tuoi valori nel portare avanti una relazione così adesso. A volte darsi tempo, mantenere un rapporto più leggero o amicale e vedere come evolve quando lei sarà più grande può essere una scelta rispettosa per entrambi; nel frattempo, comunicare in modo chiaro e non ambiguo aiuta a non creare aspettative o confusione. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o domande, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Save sono una ragazza di 23 anni che lavorava in un supermercato ho iniziato a soffrire di vertigini da stress ansia forte e attacchi di panico fino a non uscire piu di casa ma passare le giornate a casa piangendo.. ho iniziato a prendere zoloft adesso da cinquantaquattro giorni ho aumentato a zoloft + levopraid + xanax pomeriggio e mirtazapina la sera e sembra che piano piano stavo recuperando adesso da due giorni sto risentendo un po d ansia e vuoti di testa improvvisi ebato avemdo un po paura è una cosa normale che ci vigliono piu giorni o sto tornando indietro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Cara utente i farmaci possono essere un rimedio momentaneo ai sintomi ansiosi e agli attacchi di panico, ma il corpo a lungo andare si abitua agli effetti del farmaco, va in assuefazione per questo non possono essere intesi come la soluzione al problema ma una cosa momentanea da seguire insieme ad una terapia psicologica che possa aiutare la persona ad avere gli strumenti giusti per gestire le emozioni e il panico con l'obiettivo poi di ridurre la sintomatologia togliendo l'uso dei farmaci. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Ho una preoccupazione che mi assilla tanto .
    Mamma si era appena fatta la doccia e si era asciugata le parti intime. Siccome lei ha una difficoltà mi ha chiesto di aiutarla e cosi ho fatto.
    Adesso ho costantemente il pensiero che io abbia toccato i suoi vestiti precedentemente toccati da lei , ho paura che dopo magari andando in bagno mi sia mischiata qualcosa anche avendo lavato le mani.
    So che è strana la cosa

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente capisco, non è così strano come pensi, quello che descrivi sembra più un pensiero ossessivo che una reale contaminazione. dopo esserti lavato le mani il rischio è praticamente nullo, quindi non è un problema igienico ma un dubbio che torna e ti fa stare in allerta. prova a notare che è il pensiero a creare l’ansia, non la situazione reale. se questo circolo si ripete spesso, potrebbe essere utile parlarne con qualcuno di fiducia o un professionista per gestirlo meglio. Rimango a disposizione un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
    in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
    Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
    inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
    per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
    ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
    l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
    e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
    spero di essermi spiegata,
    cosa dovrei fare?
    Vi ringrazio

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Cara utente la terapia deve essere uno spazio sicuro in cui lei è libera di esprimersi e lavorare su se stessa. Può succedere che ad un certo punto qualcosa non funzioni con il terapeuta in questo caso è importante condividerlo per trovare una soluzione insieme, se nonostante ciò si rende conto che nella relazione terapeutica qualcosa non va può prendere in considerazione la possibilità di cambiare terapeuta, non ci sarebbe nulla di male ed è molto più comune di quello che pensa, questo non significa che il suo terapeura non sia bravo o abbia sbaglaito ma semplicemente che in questo momento lei sente delle esigenze diverse, sarebbe molto utile ascoltarsi e decidere di conseguenza. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Buongiorno. La mia ragazza ha sognato di fare del sesso o di strusciarsi (lei dice che era strusciarsi) con un altro ragazzo (è capitato mentre dormiva accanto a me nella realtà, viviamo insieme) il ragazzo del sogno era un ragazzo che ha sempre reputato bello è una cosa normale secondo te? , poi al risveglio lo ha confessato. E si è svegliata perché aveva un capello davanti agli occhi. Me ne sono accorto perché muoveva il bacino velocemente e aveva un respiro accelerato.

    Cosa vuol dire tutto ciò? Che desidera lui? Che lo farebbe o vorrebbe farlo con lui?

    Vi ringrazio in anticipo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Buongiorno, ciò che descrive può comprensibilmente averle suscitato disagio o insicurezza, ma è importante sapere che i sogni a contenuto sessuale sono molto comuni e non rappresentano automaticamente un desiderio reale o la volontà concreta di tradire il partner. Durante il sonno il cervello mescola immagini, fantasie, emozioni, ricordi e stimoli corporei senza un controllo razionale vero e proprio. Il fatto che la sua compagna abbia sognato una persona che considera attraente non significa necessariamente che voglia avere un rapporto con lui nella realtà. Anche le reazioni fisiche nel sonno, come movimento del bacino, respirazione accelerata o eccitazione, possono verificarsi spontaneamente durante alcune fasi del sonno e non sono una prova di intenzioni reali. Anzi, il fatto che glielo abbia raccontato spontaneamente può essere letto anche come un segnale di trasparenza e fiducia nella relazione. Più che concentrarsi sul contenuto letterale del sogno, può essere utile dare spazio al dialogo e a ciò che questa situazione ha fatto provare a lei emotivamente. Rimango a disposizione un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Salve vorrei avere un vostro consiglio.
    Ho in mente di iniziare un percorso terapeutico , fare seduti in un pisocolog*. Ho scoperto avere tanti disturbi come la DOC.
    Soltanto che ho tanta paura e timore nel parlare dei miei problemi e paure.
    Non vorrei andare fisicamente ma tipo online però ho il timore della videochiamata, io avevo pensato tipo all'inizio o se sia possibile un colloquio Soltanto scrivendo e poi se riesco anche con videochiamata.
    Diciamo che una volta siamo andati da una psicologa per trattare una questione ed eravamo in famiglia, questa vostra collega tratto male mia madre , alzo la voce e disse che lei era esagerata e ci consigliò di dare delle medicine tranquillanti.
    Appena mamma fu sgridata uscì dallo stupido e la trovammo che piangeva.
    Per questo ho timore.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente l'esperienza che riporta è stata assolutamente traumatica, ma non è assolutamente quella la terapia anzi... il terapeuta è una persona neutra che crea uno spazio di accoglienza, sereno e tranquillo per il paziente, è compito del terapeuta creare una situazione confortevole e fare di tutto per metterla a suo agio. Assolutamente non sono previste urla, ne tanto meno sgridate e niente di simili, non è deontologico. Per questo si affidi ad un professionista serie, esperto e di cui si fida o ispira fiducia e può iniziare proprio parlandole di queste difficoltà anche per iscritto sarò lo specialista ad aiutarla a trovare il modo piu sereno per farle iniziare il percorso. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo sapere se è normale non sentire il desiderio e avere paura di avere rapporti? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente, un'operazione è sempre un evento complesso da gestire perchè porta dei cambiamenti nel proprio corpo, per questo è più comune di quanto pensa che possono esserci risvolti sulla libido o su altri ambiti della propria vita. Le consiglio di affrontare il tema con uno specialista che possa aiutarla a creare uno spazio sicuro in cui è possibile esplorare bene questa paura, cosa si nasconde sotto e farla piano piano tornare ad avere un rapporto sano e sicuro con il proprio corpo. Rimango a disposizione un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    quali sono i disturbi della personalità, me ne diagnostico tanti?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Caro utente i principali disturbi di personalità includono il disturbo borderline (emozioni molto intense e paura dell’abbandono), narcisistico (forte bisogno di conferme e difficoltà con l’empatia), antisociale (scarso rispetto delle regole e degli altri), evitante (paura del giudizio e tendenza a isolarsi), dipendente (bisogno eccessivo di supporto), ossessivo-compulsivo di personalità (controllo e perfezionismo rigidi), paranoide (diffidenza marcata), schizoide (distacco emotivo e sociale) e istrionico (ricerca intensa di attenzione). Poi ce ne sono anche altri, fare una diagnosi di disturbo di personalità non è semplice come si pensa, io ti ho riassunto alcuni tratti tipici, ma non basta riconoscersi in questa descrizione per parlare di diagnosi. Bisognerebbe capire perchè invece lei ha necessità di farsi autodiagnosi di qualcosa di simile, nel caso in cui voglia risposte più dettagliate le consiglio vivamente di rivolgersi ad un professionista. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


    Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Valentina Mestici

    Cara utente, capisco l’imbarazzo, soprattutto se in famiglia questi temi sono un po’ tabù. Però quello che stai facendo è una scelta responsabile: vuoi vivere l’intimità con serenità e sentirti sicura. Non devi giustificarti né raccontare dettagli che non ti fanno stare comoda.
    Potresti dirglielo in modo semplice e maturo, ad esempio: “Sto pensando di iniziare un contraccettivo perché voglio sentirmi più tranquilla e responsabile.” Se poi lei dovesse spostare il discorso sul ragazzo o sulla relazione, puoi riportarlo su di te: “Capisco la tua preoccupazione, ma è una scelta che riguarda il mio benessere.” Anche usare preservativo + pillola insieme è una scelta molto comune per sentirsi più protette. Per qualsiasi cosa rimango a disposizione un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici


Domande più frequenti

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