Domande del paziente (53)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco bene i Suoi dubbi riguardo alle vaccinazioni per Sua mamma.
Per quanto riguarda la tempistica: in generale i vaccini inattivati (come l’antinfluenzale e l’antipneumococcico) possono essere somministrati...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per la chiarezza con cui ha riportato la Sua situazione. Capisco bene le Sue preoccupazioni.
Dai dati che mi segnala:
la positività degli ANA a titolo 1/320 con pattern granulare fine è...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso la Sua situazione in modo così dettagliato. Capisco la preoccupazione legata agli episodi di aborto spontaneo e agli esiti degli esami recentemente effettuati.
Dai risultati...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco perfettamente le sue preoccupazioni: il Celebrex (celecoxib) è un antinfiammatorio della categoria dei COX-2 inibitori, efficace nel controllo del dolore e dell’infiammazione ma che,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buona sera,
la stanchezza agli arti che descrive può effettivamente essere correlata alla sclerodermia, anche in assenza di segni evidenti di infiammazione articolare agli esami del sangue. Questa patologia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo dettagliato i referti di risonanza e radiografie.
Dalla descrizione emerge un quadro complessivo di artropatia diffusa a carico di diverse articolazioni (spalle,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene la sua preoccupazione; notare dei cambiamenti alle dita, soprattutto se c’è una familiarità come nel suo caso, può destare qualche timore.
Effettivamente, una delle cause più...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Purtroppo effettuare una diagnosi sui soli referti laboratoristi e strumentali spesso non è possibile. Nel suo caso specifico dai referti emerge una artrosi diffusa con alcune tendinosi a livello delle... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, capisco bene i suoi dubbi: l’osteoporosi è una condizione molto comune alla sua età e non sempre dà sintomi, quindi è normale chiedersi se i farmaci siano davvero necessari.
La linfa therapy, insieme...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gli elementi che lei elenca non sono sufficienti e porre una diagnosi anche solo di sospetto; è essenziale una visita reumatologica che approfondisca l'anamnesi e il quadro clinico laboratoristico; la... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L’edema spongioso osseo (bone marrow edema) può essere molto doloroso e i bifosfonati (come il Difosfonal) vengono talvolta usati proprio per ridurre il dolore e l’attività dell’osso. Tuttavia:
Dopo la...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
i sintomi che descrive – dolore improvviso all’alluce, gonfiore, arrossamento e calore – possono essere compatibili con un episodio di artrite acuta, tra cui anche un attacco di gotta; ovviamente...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Senza conoscere esami eseguiti e un'anamnesi più approfondita risulta difficile esprimere un parere; in base a quanto riferisce non è da escludere una patologia reumatologica, un secondo parere potrebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quanto scrive presuppongo che il valore da lei riferito sia relativo all'HBsAb, che non costituisce indice di infezione, routinariamente si associa al suddetto indice anche l'HBsAg e HBcAb. Se entrambi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, un esame utile, se non già eseguito, è la capillaroscopia periungueale, che permette di distinguere con buona accuratezza le forme primitive da quelle secondarie.
Per quanto concerne il Fattore...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco molto bene la tua preoccupazione e il tuo scoraggiamento: convivere da mesi con dolori diffusi, soprattutto alla tua età, è davvero difficile e può incidere pesantemente sulla qualità...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quanto descrive è una situazione abbastanza frequente all’inizio di una terapia ipouricemizzante, ma richiede alcune precisazioni importanti.
1. Attacco di gotta all’inizio della terapia
Quando...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigen) serve a identificare le varianti genetiche del sistema immunitario, fondamentali per compatibilità nei trapianti, alcune malattie autoimmuni e studi genetici.
Cosa...
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Salve. Mi chiamo Mara, ho 22 anni e scrivo per mia madre che da un mese soffre di eritema nodoso. Al momento stiamo sotto un dermatologo che le ha prescritto "Rifadin" siccome è risultata positiva allo stafilococco aureo tramite tampone all'orecchio. Ha iniziato la cura da due giorni. Secondo il dottore questo batterio potrebbe essere la causa però l'ho visto un po' troppo incerto. Mia madre ha fatto anche altre visite ma tutto negativo. Un segnale preoccupante sono stati gli anticorpi antitireoperossidasi a 264 ma il dermatologo ha detto che probabilmente è stato lo ioduro di potassio che le aveva prescritto a farle arrivare questo valore così alto. Questo stafilococco potrebbe essere la causa? Mia madre ha dolori forti e siamo stati al pronto soccorso due volte in una settimana
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la preoccupazione: l’eritema nodoso può essere molto doloroso e, quando non si trova subito la causa, genera parecchia incertezza.
Provo a chiarire i punti principali in modo concreto.
Cos’è e da cosa dipende l’eritema nodoso
È un’infiammazione del tessuto sottocutaneo che si manifesta con noduli dolorosi (spesso sulle gambe).
Nella maggior parte dei casi non è una malattia “a sé”, ma una reazione a qualcosa.
Le cause più comuni sono:
infezioni (soprattutto streptococco, meno spesso altri batteri)
farmaci
malattie autoimmuni
problemi intestinali o respiratori
in molti casi → causa non identificata (idiopatica)
Lo Staphylococcus aureus può essere la causa?
È possibile, ma non è tra le cause più tipiche.
Lo stafilococco aureo è un batterio molto comune (molte persone lo hanno senza sintomi).
Il fatto che sia stato trovato nel tampone all’orecchio non significa automaticamente che sia la causa dell’eritema nodoso.
Tuttavia, se il dermatologo sospetta un’infezione attiva, è corretto provare una terapia con Rifadin.
In sintesi:
possibile causa → sì
causa certa → no, non è dimostrato
Terapia con Rifadin
Dopo solo 2 giorni è troppo presto per capire se funziona.
Se lo stafilococco è davvero coinvolto, i miglioramenti possono richiedere alcuni giorni/settimane.
Anticorpi anti-tireoperossidasi (TPO) alti
Gli anticorpi anti-TPO elevati indicano una possibile attivazione autoimmune della tiroide (es. tiroidite).
Riguardo allo ioduro di potassio:
può influenzare la tiroide, ma
valori così alti spesso fanno pensare anche a una condizione autoimmune sottostante
Questo non è da ignorare e merita valutazione endocrinologica.
Dolore forte e accessi al pronto soccorso
Questo è un punto importante.
L’eritema nodoso può essere:
molto doloroso (anche invalidante)
accompagnato da febbre, stanchezza, dolori articolari
Ma se il dolore è molto intenso e persistente, è giusto approfondire ancora.
Cosa fare adesso (pratico)
Ti suggerisco alcuni passi chiari:
Continuare la terapia antibiotica (se prescritta), salvo effetti collaterali
Controllo ravvicinato con il dermatologo
Valutare (se non già fatto):
visita endocrinologica (per anti-TPO)
esami per infezioni più comuni (es. streptococco)
eventuale consulto reumatologico
Considerazione importante
Hai percepito incertezza nel medico: è normale in questa condizione.
L’eritema nodoso è una diagnosi “a ricerca di causa”, e spesso la causa:
non si trova subito
oppure non si trova affatto
Quando preoccuparsi di più
Tornare subito a controllo (o PS) se compaiono:
febbre alta persistente
peggioramento rapido dei noduli
difficoltà a camminare
nuovi sintomi sistemici (respiratori, intestinali, ecc.)
Salve,
sono un uomo di 55 anni, sportivo, alto 180 cm e con un peso di circa 61 kg. Sono affetto da osteoporosi.
Da circa due anni assumo regolarmente vitamina D. Negli ultimi 8 mesi ho seguito questa terapia:
inizialmente colecalciferolo 50.000 UI al mese (poi ogni 3 settimane);
successivamente calcifediolo (Didrogyl), 8 gocce a settimana (assunte quotidianamente).
Nonostante la terapia, i valori di vitamina D sono diminuiti: attualmente sono pari a 36 ng/mL.Al contrario, la calciuria è aumentata, con un valore attuale di 347 mg/24h.
Gli altri esami del sangue e delle urine risultano nella norma.
Segnalo inoltre che, all’inizio della terapia (circa 2 anni fa), assumevo 50.000 UI ogni 15 giorni: in quel periodo la vitamina D aumentava di circa 4 ng/mL al mese, ma si osservava anche un incremento della calciuria. Dopo circa 8 mesi, il dosaggio è stato ridotto a 50.000 UI al mese e, da allora, i valori di vitamina D hanno iniziato a diminuire di circa 4 ng/mL al mese.
Fino a qualche anno fa, con una terapia simile (50.000 UI di colecalciferolo al mese e 30 gocce settimanali di calcifediolo), la vitamina D aumentava di circa 4 ng/mL al mese e la calciuria non mostrava incrementi.
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
Cordiali saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
la situazione che descrive è complessa ma non rara nella gestione dell’osteoporosi, soprattutto in presenza di integrazione prolungata di vitamina D.
Il valore attuale di vitamina D pari a 36 ng/mL rientra comunque in un range considerato sufficiente per la salute ossea, anche se inferiore rispetto ai livelli raggiunti in precedenza. Tuttavia, l’aspetto più rilevante nel suo caso è l’aumento della calciuria (347 mg/24h), che indica una maggiore eliminazione urinaria di calcio e rappresenta un fattore di rischio da non sottovalutare (ad esempio per calcolosi renale o ulteriore perdita di massa ossea).
È importante considerare che la risposta alla supplementazione con colecalciferolo o calcifediolo può variare nel tempo per diversi motivi, tra cui modifiche dell’assorbimento intestinale, del metabolismo epatico e renale, oppure variazioni nella sensibilità individuale alla vitamina D. Inoltre, il calcifediolo ha un effetto più rapido e diretto sull’aumento dei livelli circolanti, ma può anche favorire un incremento della calciuria, soprattutto nei soggetti predisposti.
Nel suo caso, il fatto che dosaggi più elevati abbiano determinato sia un aumento della vitamina D sia della calciuria suggerisce una possibile ipersensibilità all’azione della vitamina D sul metabolismo del calcio. Al contrario, la riduzione del dosaggio ha probabilmente contenuto la calciuria, ma al prezzo di una diminuzione dei livelli di vitamina D.
Alla luce di questi elementi, potrebbe essere utile:
rivalutare il fabbisogno reale di vitamina D, considerando che il valore attuale è già adeguato;
monitorare attentamente la calciuria, eventualmente anche con modifiche dietetiche (introito di calcio e sodio);
escludere condizioni associate, come un iperparatiroidismo normocalcemico o altre alterazioni del metabolismo fosfo-calcico;
valutare con lo specialista (endocrinologo o reumatologo) un regime terapeutico personalizzato, eventualmente con dosaggi più bassi ma costanti, oppure una diversa formulazione.
In sintesi, l’obiettivo non è solo aumentare la vitamina D, ma trovare un equilibrio che consenta di mantenere livelli adeguati senza determinare un’eccessiva perdita urinaria di calcio.
Le consiglio pertanto di confrontarsi con il suo medico curante o con uno specialista per una rivalutazione complessiva del quadro clinico e terapeutico soprattutto perchè, con una diagnosi di osteoporosi, la sola integrazione di vitamina D non costituisce una terapia adeguata
Cordiali saluti.