Buongiorno, ho iniziato a prendere uracil mattina e sera e statine per il colesterolo mattina e sera
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Buongiorno, ho iniziato a prendere uracil mattina e sera e statine per il colesterolo mattina e sera dopo i pasti (valore acido urico 7,4-trigliceridi 77-colesterolo totale 181-colesterolo non hdl 146- colesterolo ldl 131- colesterolo hdl 35) , dopo le prime settimane ho avuto un primo attacco di gotta al piede sinistro. Subito dopo ho preso 3gr al giorno di colchicina e antidolorifico. Ad prima sensazione di sollievo, il dolore è ricomparso e dopo qualche ora ho iniziato a sentire dolore anche all’altro piede con gonfiore e arrossamento.
Vorrei capire se è una reazione normale all’inizio della terapia, se avrò altri attacchi in futuro ed eventualmente come gestirli. Il medico che mi ha prescritto il tutto sostiene che è una reazione normale, quando devo preoccuparmi?
Vorrei capire se è una reazione normale all’inizio della terapia, se avrò altri attacchi in futuro ed eventualmente come gestirli. Il medico che mi ha prescritto il tutto sostiene che è una reazione normale, quando devo preoccuparmi?
Buongiorno,
quanto descrive è una situazione abbastanza frequente all’inizio di una terapia ipouricemizzante, ma richiede alcune precisazioni importanti.
1. Attacco di gotta all’inizio della terapia
Quando si inizia una terapia che modifica i livelli di acido urico (come l’allopurinolo/febuxostat o altri farmaci “uricosurici”), può verificarsi un aumento transitorio degli attacchi di gotta nelle prime settimane o mesi. Questo accade perché la mobilizzazione dei cristalli di urato già depositati nelle articolazioni può scatenare l’infiammazione.
Quindi, sì: un attacco iniziale può essere una reazione nota e “attesa”, ma non va sottovalutata.
2. Estensione del dolore ad altre articolazioni
Il fatto che il dolore si sia ripresentato e abbia coinvolto anche l’altro piede, con gonfiore e arrossamento, è compatibile con un attacco gottoso in fase attiva, ma indica che l’infiammazione non è ancora ben controllata.
3. Colchicina: attenzione al dosaggio
È molto importante chiarire un punto:
la colchicina si assume in milligrammi (mg), non in grammi.
Un dosaggio di 3 grammi al giorno sarebbe pericoloso. Presumibilmente si tratta di 3 mg/die, che è già un dosaggio elevato e va usato solo per brevi periodi sotto stretto controllo medico.
Effetti collaterali importanti (diarrea severa, vomito, tossicità muscolare ed epatica) devono essere segnalati immediatamente.
4. Avrò altri attacchi in futuro?
È possibile avere altri attacchi nei primi 3–6 mesi di terapia, soprattutto se:
l’acido urico non è ancora stabilmente sotto il valore target (<6 mg/dl),
non è stata impostata una profilassi continuativa (di solito colchicina a basso dosaggio),
ci sono fattori favorenti (sovrappeso, alcol, disidratazione, alcuni alimenti).
Con il tempo, se l’acido urico viene mantenuto stabilmente basso, gli attacchi tendono a ridursi fino a scomparire.
5. Quando preoccuparsi e ricontattare il medico subito
È importante rivolgersi nuovamente al medico (o a un reumatologo) se:
il dolore non migliora o peggiora dopo 48–72 ore di terapia,
compaiono febbre, brividi o malessere generale,
il gonfiore è molto marcato o coinvolge più articolazioni,
compaiono effetti collaterali importanti da colchicina o antidolorifici,
gli attacchi diventano ravvicinati o sempre più intensi.
6. Cosa può essere utile ora
Verificare il farmaco esatto e il dosaggio che sta assumendo per l’acido urico.
Controllare nuovamente l’uricemia dopo alcune settimane.
Valutare una profilassi a basso dosaggio di colchicina per prevenire nuovi attacchi.
Associare sempre misure dietetiche e idratazione adeguata.
In sintesi: la reazione può essere “normale” all’inizio, ma il quadro va monitorato con attenzione e la terapia va eventualmente aggiustata. Non è qualcosa da ignorare, soprattutto se gli attacchi sono intensi o persistenti.
quanto descrive è una situazione abbastanza frequente all’inizio di una terapia ipouricemizzante, ma richiede alcune precisazioni importanti.
1. Attacco di gotta all’inizio della terapia
Quando si inizia una terapia che modifica i livelli di acido urico (come l’allopurinolo/febuxostat o altri farmaci “uricosurici”), può verificarsi un aumento transitorio degli attacchi di gotta nelle prime settimane o mesi. Questo accade perché la mobilizzazione dei cristalli di urato già depositati nelle articolazioni può scatenare l’infiammazione.
Quindi, sì: un attacco iniziale può essere una reazione nota e “attesa”, ma non va sottovalutata.
2. Estensione del dolore ad altre articolazioni
Il fatto che il dolore si sia ripresentato e abbia coinvolto anche l’altro piede, con gonfiore e arrossamento, è compatibile con un attacco gottoso in fase attiva, ma indica che l’infiammazione non è ancora ben controllata.
3. Colchicina: attenzione al dosaggio
È molto importante chiarire un punto:
la colchicina si assume in milligrammi (mg), non in grammi.
Un dosaggio di 3 grammi al giorno sarebbe pericoloso. Presumibilmente si tratta di 3 mg/die, che è già un dosaggio elevato e va usato solo per brevi periodi sotto stretto controllo medico.
Effetti collaterali importanti (diarrea severa, vomito, tossicità muscolare ed epatica) devono essere segnalati immediatamente.
4. Avrò altri attacchi in futuro?
È possibile avere altri attacchi nei primi 3–6 mesi di terapia, soprattutto se:
l’acido urico non è ancora stabilmente sotto il valore target (<6 mg/dl),
non è stata impostata una profilassi continuativa (di solito colchicina a basso dosaggio),
ci sono fattori favorenti (sovrappeso, alcol, disidratazione, alcuni alimenti).
Con il tempo, se l’acido urico viene mantenuto stabilmente basso, gli attacchi tendono a ridursi fino a scomparire.
5. Quando preoccuparsi e ricontattare il medico subito
È importante rivolgersi nuovamente al medico (o a un reumatologo) se:
il dolore non migliora o peggiora dopo 48–72 ore di terapia,
compaiono febbre, brividi o malessere generale,
il gonfiore è molto marcato o coinvolge più articolazioni,
compaiono effetti collaterali importanti da colchicina o antidolorifici,
gli attacchi diventano ravvicinati o sempre più intensi.
6. Cosa può essere utile ora
Verificare il farmaco esatto e il dosaggio che sta assumendo per l’acido urico.
Controllare nuovamente l’uricemia dopo alcune settimane.
Valutare una profilassi a basso dosaggio di colchicina per prevenire nuovi attacchi.
Associare sempre misure dietetiche e idratazione adeguata.
In sintesi: la reazione può essere “normale” all’inizio, ma il quadro va monitorato con attenzione e la terapia va eventualmente aggiustata. Non è qualcosa da ignorare, soprattutto se gli attacchi sono intensi o persistenti.
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