Domande del paziente (517)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Certo, ci sono rotture incomprensibili, rotture improvvise e che lasciano sotto shock, rotture psicologicamente violente.
    Ma dal mio punto di vista è sempre un lutto, qualcosa di profondo cambia.
    Ci sono... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Bellissima la sua lettera che ci scrive come se lo facesse di suo pugno su carta, come un tempo.
    La sua riflessione è profonda, la sua analisi delle fragilità che si porta dentro la percepisco come una... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buonasera. Dal suo scritto non si capisce se lei ne prova a parlare con lui e che cosa lui le dica. Lasciamo perdere la filofobia... Proviamo a pensare a voi, aldilà di internet.


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Se ha già fatto psicoterapia, come scrive, saprà che cercare una ragazza non significa cercare un giocattolo: «ne voglio una», come ha scritto lei.
    E saprà anche che non si tratta di sfogliare un catalogo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buonasera. Difficile stabilire che cosa significhi il comportamento di questa persona, perché ce lo dovrebbe spiegare lui. Lo dovrebbe spiegare anche a lei, che ha il diritto di porgli la domanda: è finita... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buonasera.
    Non esiste una ricetta per dirle con precisione matematica come liberarsi delle sue lacrime.
    Intanto preferisco dirle che le nostre emozioni sono uno dei due fattori davvero essenziali nella... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Credo che lei abbia le idee già sufficientemente chiare.
    «Ho fatto tutto per te» è già una frase manipolatoria, è una grossa bugia, chiunque la pronunci.
    Le chiedo: perché ritiene di dover «girare le frasi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buonasera.
    I sogni sono molto importanti, sono un pensiero che noi facciamo con noi stessi, usando un linguaggio che non è quello logico, ma quello dell'inconscio.
    Per provare a comprendere il significato... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno. In effetti è importante che lei si stia chiedendo dove si trova rispetto a quella relazione che ha avuto, perché di fatto è una relazione che non ha chiuso.
    Se desidera, possiamo parlarne,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno. La sua domanda è basata su concetti relativi a farmaci ed effetti collaterali di farmaci. Perciò è da rivolgere ad un medico, meglio se psichiatra, visti i farmaci di cui parla.
    Se desidera... Altro


    Domande su colloquio psicologico

    Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
    Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
    In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
    Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Questa rabbia può avere diverse cause.
    Anche il suo disorientamento può essere più complesso di quello che appare da quanto ci scrive.
    Occorre approfondire.


    Salve dottori vi vorrei porre una domanda ma quando una persona è normale e quando no? Quando una cosa è normale e quando è patologica ? Mi spiego meglio io ad esempio sono molto sereno della mia vita affronto anche le difficoltà che mi presentono con molta calma e serenità , ad esempio anche con la memoria io credo di avere una buona memoria mi ricordo molte cose anche sé altre e me li dimentico volevo sapere quando è normale e quando è patologico , e in ultimo io leggo molti forum di psicologia ma ancora non sono mai andato da un professionista a volte mi confronto con un amico psicologo ma molto informale so che un professionista è molto d aiuto ma io non è ho mai sentito la necessità questo è un errore ? Dovrei andare ogni volta da un professionista per qualsiasi minimo dubbio? Perché io li risolvo le cose ma non è un metodo che forse usate voi professionisti grazie per un vostro chiarimento

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno.
    Tanti anni fa nella prima lezione all'università di Padova il mio professore di Psicologia Generale iniziò dicendo testualmente: «in psicologia la normalità non esiste».
    Quindi con le sue domande come la mettiamo?


    Salve dottore ...sto assumendo per stati di ansia la mattina gocce di Cipralex e di Xanax...ma purtroppo non riesco ancora a respirare bene..cosa posso fare

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno.
    Questa domanda va posta ad un medico, lo psicologo non è un medico.
    Meglio se medico psichiatra.


    Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno.
    Lei chiede qualcosa che in sé è piuttosto contraddittorio.
    Io non credo che si possa fingere di essere buoni amici dopo che si è diventati "ex", soprattutto considerato che lei è ancora innamorata.
    I messaggi, anche non verbali, che passano sono contraddittori.


    Buongiorno,
    vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
    In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
    Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
    Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
    Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno. Il tema è vasto, non credo che si risolva solo nella parola che lei ha inventato per presentare l'essere single.
    Perciò sì, è possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro, ma anche questa è una affermazione decisamente da declinare.
    Le voglio dire che una mia paziente, che ha fatto un percorso di cinque anni, verso l'approssimarsi della chiusura del percorso ha trovato un uomo proprio attraverso una app, cliccandovi pur senza grandi aspettative. Si è sposata l'anno scorso con la persona trovata tramite l'app e sta per diventare madre.
    Ma ritengo che incontrare una persona con cui si possa percepire sintonia e poi via via eventualmente qualcosa di più è una questione di vita, nel senso che fa parte del vivere, non attraverso app, non è virtualità e nemmeno una performance che ci parifica o ci differenzia dagli altri.
    Fortunatamente è tutto molto più complesso, perché siamo persone.


    Il mio ragazzo fuma e lo facevamo anche insieme e io sono incinta di 26 settimane quindi dalla scoperta cambio vita lui diceva di volere il bambino e che era contento ma poi ha cominciato a vivere per strada e io sono stata con lui a causa di vari litigi con nostre famiglie fin che ho potuto poi sono tornata da mio padre e mi ha accusata di averlo lasciato solo e che se non fossi andata con lui mi avrebbe lasciata.. non si fa sentire per settimane e mi ha contattata dopo 15 giorni per chiedere della gravidanza alla mia risposta "stiamo bene" non ha risposto ed è scomparso di nuovo.. senza lui soffro ma dovrà capire in qualche modo gli errori che sta commettendo è che è lui a lasciarmi sola e a non aiutarmi su nulla.. l' unica cosa che ha fatto mi ha accompagnato una volta a una visita e poi si è messo anche ad urlare per poi andare via però poi dice che non vede l'ora di vedere il figlio e che ci ama e poi di nuovo scappa..mi confonde

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Certo che confonde...
    Il comportamento del suo ragazzo può avere diverse cause, ma sarebbe molto meglio se lui provasse a chiedere aiuto a professionisti competenti.


    Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Ciao, ragazza di 17 anni.
    Io penso che anche un bambino di 5 anni abbia il diritto di raccontare di sé e di essere ascoltato. E l'ho fatto quando suo nonno stava per morire.
    Hai molto da raccontare ed è una esperienza molto importante.


    Buongiorno,
    devo iniziare una terapia di coppia e non so valutare la differenza tra i vari specialisti né tra i diversi approcci.

    Sono sicuramente molto confuso nell'avvicinarmi a un sistema che non conosco e che ha una grande varietà di scuole di pensiero diverse. Solo su Wikipedia vengono indicati 8 orientamenti teorici principali più altri secondari. Ho iniziato a informarmi ma non sono in grado di scegliere quale scuola di pensiero sarebbe più efficace o attualmente reputata valida o adatta al mio scopo.

    Sempre secondo Wikipedia: “la legge … non fornisce una definizione univoca del termine psicoterapia, dei suoi contenuti, delle metodologie o dell’ambito di applicazione teorico-clinico” e ancora “l’assenza di una definizione esplicita lascia spazio ad ambiguità interpretative, che si riflettono sia nel dibattito scientifico sia nella prassi clinica. In quest’ultima, infatti, il termine psicoterapia può assumere significati non sempre univoci”. Anche questo mi lascia perplesso.

    Mi immagino di ricevere risposte come: “scegli uno specialista e se vedi che non funziona cambia” ma mi sembra assurdo scegliere a caso e troppo laborioso passare da uno all’altro finché non trovo quello giusto. Porterebbe inoltre al rischio di scegliere chi mi dice quello che voglio sentirmi dire. E trattandosi di terapia di coppia la cosa potrebbe non andare bene solo a uno dei due, al ché l’altro si sentirebbe legittimato a dirgli “non stai ascoltando quello che ti viene detto, non ti impegni”.

    Per esempio leggo in un intervento di un terapeuta: "non posso che raccomandarle un percorso di psicoterapia analitica junghiana" che mi sembra proporre un percorso estremamente specifico, probabilmente quello si cui si occupa chi l'ha scritto.
    Non so se devo rivolgermi di preferenza a uno psicoterapeuta o se anche uno psicologo va bene. Leggo nei curricula frasi come “credo in un approccio xxx, in un percorso yyy, in una terapia zzz” e sono confuso da un linguaggio in cui alcuni professionisti credono (come se stessimo parlando di religione?) in una cosa e la scrivono esplicitamente lasciandomi immaginare che così facendo si differenziano da altri professionisti che in quelle cose non credono e agiscono diversamente.

    Ho letto altresì che il diverso orientamento teorico non cambia l’efficacia della terapia ma non sono convinto di ciò. E’ chiaro che la bravura di un terapista non dipende dal sesso o dall’età ma mi dico anche che non può essere indifferente.

    Ho ricevuto alcuni contatti da una terapeuta (non la conosco, né lei conosce il nostro caso). Ha consigliato dei colleghi che stima del suo stesso indirizzo ma questo non risolve i miei dubbi sulle metodologie. Mi ha anche stupito che una delle poche informazioni che ha offerto sia l’età del terapista.

    Nella zona in cui vivo ci sono centinaia di terapisti (molti anche molto giovani) e i loro curricula sono difficili da interpretare. Come scegliere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno. Lei solleva una questione che ha ancora eredità poco piacevoli, ma che soprattutto in passato, anni fa, era più marcatamente un problema: le diverse scuole sembravano contrapporsi tra loro come fossero avversari in lotta. E in lotta per che cosa?
    Un paio di anni fa ho seguito un corso di aggiornamento in cui i docenti appartenevano a scuole molto diverse: tutti loro arrivavano alla conclusione che il primo reale ed efficace elemento che qualifica un percorso psicologico, individuale o di coppia, sta nella relazione che si costruisce tra il professionista e chi sceglie di prendersi cura di sé attraverso quella via. I vari professionisti hanno metodi diversi per costruire la relazione, ma la qualità della relazione resta fondamentale e per questo ognuno di quei professionisti può sollecitare in modo efficace chi entra nella stanza dello psicologo.
    L'anno scorso ho seguito un master sulla psicoterapia di coppia ed è emersa la medesima considerazione: conta l'alleanza terapeutica che si costruisce.
    Quindi possiamo immaginare che uno psicologo che ha più anni di esperienza professionale abbia sviluppato più capacità di costruire relazioni buone, ma conta molto anche la personalità dello psicologo.
    Lei può anche leggere le recensioni su questa piattaforma: sono uno strumento relativo, ma molte persone mi dicono proprio che le leggono e che servono.


    Buongiorno, la relazione con il mio compagno è in difficoltà per via della sua tendenza a rientrare ubriaco.
    Una volta al mese circa capita che dopo essere uscito con gli amici del calcio rientri a casa ubriaco, a me questo turba perchè sono astemia e non mi piace vederlo ubriaco.
    Mi ha promesso che non avrebbe più guidato ubriaco, ma mi chiede di concedergli quest'uscita mensile per divertirsi.
    Considerando che i suoi amici li vede ogni giorno per una birra al circolo, questa sua richiesta è normale o sono io esagerata?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Sergio Borrelli

    Buongiorno a lei.
    Lei sceglie la parola «ubriaco», una parola che mi porta in un'unica direzione. Non ha attenuanti questa parola, nemmeno l'attenuante di uscire una volta al mese con gli amici, con i quali non è necessario ubriacarsi. Ma questi aspetti riguardano il suo compagno.
    L'elemento secondo me più importante è la sua inquietudine, che ha un valore, ha diritto di cittadinanza, e deve essere ascoltata.


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