Domande del paziente (7)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Assolutamente sì. In ambito psichiatrico, il percorso di cura punta alla riabilitazione psicosociale, un processo fondamentale per restituire alla persona un ruolo attivo nella società. I principali strumenti... Altro
Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco molto bene il suo disorientamento. E' normale che si senta cosi', pero' l'adolescenza è, per definizione, il momento della sperimentazione e della fluidità. A 16 anni i ragazzi sono alla ricerca della loro identità e non è raro che una ragazza che ha sempre mostrato interesse per i maschi scopra un’attrazione per una persona dello stesso sesso. Quando si pone la domanda se sua figlia stia facendo confusione tra affetto e innamoramento, si pone un dubbio molto acuto perche' in adolescenza, l'amicizia femminile è spesso simbiotica, esclusiva e totalizzante. Si chiama "amicizia romantica", ma che sia amore o amicizia profonda, in questo momento conta poco perche' per sua figlia il sentimento che prova è forte e reale.
Anche il fatto che si chieda se possa essere stato il contatto con l'amica a poter cambiare il suo orientamento sessuale, non e' una domanda "cattiva" e non la rende una persona cattiva. E' una mamma che sta cercando di capire e questo puo' essere solo positivo per lei, per sua figlia e per la vostra relazione. La risposta scientifica è no, non si puo' diventare lesbiche per "contagio", pero' potrebbe essere successo che lo stare vicino a questa persona abbia dato a sua figlia il "permesso mentale" di esplorare una parte di sé che magari era latente o che non aveva mai avuto modo di emergere.
Lei ha fatto la cosa giusta, le ha parlato con amore, sincerita' e assenza di giudizio. Continui cosi' e le stia vicino come si fa con una ragazza che sta vivendo un grande coinvolgimento emotivo. Il tempo fara' il resto. Gli adolescenti sono creature meravigliose con un estremo bisogno di essere capiti e lei questo lo sta facendo.
Mi rendo conto di dover interrompere una relazione con un uomo che amo ancora tanto ma con il quale sapevo già che non ci sarebbe stato futuro perché molto più giovane di me. La ragione mi dice di prendere la decisione, il cuore no. Inoltre questo amore mi impedisce di accettare la compagnia di persone più adatte a me per età e cultura. Come gestire tutto questo? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, capisco i tuoi dubbi. La nostra societa' ha accettato le grandi differenze di eta' nelle coppie quando il piu' maturo e' l'uomo, ma purtroppo ci sono ancora molti pregiudizi quando ad essere piu' grande e' la donna. Questi pregiudizi ce li portiamo dentro anche noi e li rivolgiamo anche verso noi stessi. Proprio per questo credo che il primo passo sarebbe quello di approfondire i motivi profondi del conflitto che stai vivendo, quello cioe' tra ragione ed emozione. Le domande legate a questo sono molte; per esempio perche' "devi" interrompere la relazione? E' per il tuo benessere che pensi di doverlo fare o perche' non hai ancora metabolizzato la differenza di eta'? Perche' pensi non ci sia futuro per voi? Stare con lui, a cosa ti fa rinunciare (oltre alla compagnia di pari in eta' e cultura)? E lui, a cosa rinuncia stando con te? Ti vergogni di lui? Cosa c'e' che vi tiene legati nonostante la differenza di eta'? Cosa vi divide oltre alla differenza di eta'? E' davvero la differenza di eta' che ti crea problemi? Queste sono solo alcune delle domande che cercherei di esplorare con l'aiuto di un professionista prima di interrompere davvero una relazione che, per quello che scrivi, sembra valida.
Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. Leggendo le sue parole, la prima cosa che avverto è un profondo senso di isolamento. Sentirsi soli in coppia è una situazione molto più comune di quello che pensiamo e a volte devastante perchè erode la nostra autostima. Dalla sua descrizione sembra che il malore della madre sia stato l'evento scatenante di un vero e proprio blocco. Spesso situazioni del genere innescano sensi di colpa o dinamiche di accudimento che finiscono per congelare la crescita personale di una persona. Il fatto che lei abbia smesso di curarsi, esca poco e non abbia più obiettivi suggerisce che possa trovarsi in una fase di stallo esistenziale o in uno stato depressivo che le impedisce di vedere ciò che lei, invece, vede chiaramente. Il problema principale, però, è che lei non percepisce questo cambiamento. Quando un partner nega l'esistenza di una crisi, la comunicazione diventa impossibile perché manca un terreno comune su cui negoziare. Lei sta cercando un compromesso con qualcuno che, in questo momento, non sente il bisogno di mediare, e questo spiega perché ogni sua proposta cada nel vuoto e la faccia sentire inutile. Riguardo alla sua paura del futuro, è importante riflettere su un punto: spesso restiamo in relazioni ormai vuote non tanto per amore dell'altro, quanto per il timore dell'ignoto. Tuttavia, la solitudine che prova stando con lei rischia di essere molto più logorante di quella che proverebbe da solo. Un consiglio che mi sento di darle è di provare a spostare il piano del discorso. Invece di proporle attività o chiederle di cambiare, provi a parlarle di come si sente lei. Avete mai pensato a degli incontri di coppia per cercare di comunicare meglio?
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive sembra toccare una dimensione molto profonda e umana: non tanto necessariamente la persona in sé, ma ciò che quella relazione e/o persona ha rappresentato per lei in un determinato momento della vita. Dal punto di vista sistemico-relazionale, i sogni possono essere letti non come “messaggi da decifrare”, ma come espressioni emotive che mettono in movimento parti della nostra storia, dei legami significativi e dei bisogni affettivi collegati a essi. A volte una persona del passato continua ad apparire nei nostri sogni perché è rimasta associata a qualcosa di importante come per esempio una possibilità non vissuta, un senso di vicinanza, una versione di noi di quel periodo, oppure un bisogno emotivo che oggi sentiamo particolarmente attivo. Il fatto che ci siano emozioni diverse — felicità, nostalgia, conforto, rimpianto — fa pensare che il tema non sia “chiudere” semplicemente un ricordo, ma forse entrare in contatto con qualcosa che ancora oggi la riguarda emotivamente. La sensazione di vuoto al risveglio potrebbe indicare proprio il contrasto tra l’intensità emotiva del sogno e la realtà presente.
Non è raro che la mente riproponga relazioni significative anche dopo molti anni, soprattutto nei periodi in cui si attraversano cambiamenti, solitudine, domande su di sé o sul proprio percorso affettivo. Questo sogno forse parla di una parte di lei che cerca ascolto.
Più che chiedersi “perché sogno proprio lui/lei?”, mi domanderei: cosa rappresentava quella persona per me? Cosa provavo accanto a lei che oggi mi manca o desidero?
C’è qualcosa che sento di non aver espresso, scelto o vissuto fino in fondo nella mia vita affettiva?
Non necessariamente questi sogni indicano che dovrebbe ricontattare questa persona. Potrebbero invece essere un’occasione per comprendere meglio il suo mondo emotivo attuale.
Se nota che queste emozioni diventano molto intense o persistenti, parlarne in uno spazio terapeutico potrebbe aiutarla a dare un significato più personale e meno doloroso a ciò che sta vivendo.
Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perfettamente la sua preoccupazione, soprattutto per la presenza della bambina, ed è del tutto normale che sua figlia abbia reagito difendendosi e dicendo che è lei a doversi curare, perché il disturbo borderline porta spesso a rifiutare la sofferenza proiettandola sugli altri. In questi casi la comunicazione diretta o l'uso di etichette mediche purtroppo non funzionano, quindi le conviene evitare parole come malattia o cura e concentrarsi piuttosto sullo stress e sulla grande fatica di fare la mamma. Cerchi di parlarne solo in un momento di assoluta calma, usando un approccio molto empatico, dicendole ad esempio che la vede stanca e che vorrebbe aiutarla a trovare uno spazio tutto suo con un professionista per gestire questo carico, non perché non sia brava, ma perché merita un supporto. Una strategia utilissima per abbattere il suo muro difensivo potrebbe essere quella di raccogliere la sua provocazione e proporle di fare qualche seduta insieme a lei, spiegandole che questo periodo è difficile per entrambe e che un aiuto esterno farebbe bene al vostro rapporto. Continui assolutamente a confrontarsi con la sua psicologa per capire come muoversi e per valutare se sia il caso di orientarsi verso specialisti della terapia dialettico-comportamentale (DBT), che è la più efficace per questo disturbo.
Ho problemi in famiglia, sono un ragazzo di 22 anni negli ultimi mesi non riesco più a stare tranquillo dato che mio padre e mia madre hanno un rapporto strano si scrivono messaggi che turbano mia madre, mio padre di nascosto scrive con un altro account whatsapp privato in anonimato e mia madre continua a dirmi di bloccarlo ma quando mia madre è lontana dal proprio telefono, lui si sblocca da solo e non so che fare sinceramente e da giorni che ormai non dormo tranquillo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, a 22 anni e nel tuo ruolo di figlio non dovresti occupati dei problemi e gelosie dei tuoi genitori. E' doloroso e logorante vivere in una casa dove messaggi anonimi e account segreti ti costringono a stare costantemente in allarme. Ti stai trovando schiacciato dentro dinamiche di coppia che non ti appartengono, ma che consumano tutte le tue energie emotive. I problemi coniugali spettano esclusivamente ai tuoi genitori e tu non hai la responsabilità di salvare il loro matrimonio o di fare da intermediario con i telefoni. Continuare a farti carico di questa situazione ti svuota, togliendo spazio alla tua serenità. Cerca di fare un passo indietro. Smettere di gestire i loro conflitti non è egoismo, ma un gesto necessario per proteggere la tua salute mentale. Restituisci a loro la responsabilità delle proprie azioni e metti un confine protettivo che ti permetta di ritrovare la pace. Lo so che non è facile, ma se vuoi prova a parlare con tua mamma e spiegale come ti senti.
Domande più frequenti
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