Domande del paziente (6)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
Ogni storia prende forma lungo un percorso unico e può essere compresa solo nelle esperienze e nelle relazioni che l'hanno attraversata. Per capire meglio quanto descrive sarebbe importante...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
sugli effetti dei farmaci è sempre importante confrontarsi con il medico che li ha prescritti.
Rispetto alla sua ansia, le consiglio di valutare la possibilità di intraprendere anche un percorso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
spesso le esperienze passate ci portano a interpretare quanto accade oggi attraverso filtri che fanno emergere soprattutto ciò che temiamo. In questi casi, la fatica a fidarsi può prendere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
Dalle sue parole emerge quanta fatica sta affrontando, ma anche alcuni movimenti importanti nella direzione dell’autonomia e della cura di sé, come il trasferimento, il percorso formativo e...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Capisco bene come questa situazione possa generare in lei incertezza, dal momento che si trova in un limbo dove i gesti sembrano smentire costantemente le parole.
È importante considerare che...
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Buongiorno, ho una figlia che soffre di binge eating da moltissimi anni, ora è due anni che convive e io la vedo poco, ma ogni volta che la vedo noto chiaramente (e non solo io) che mette sempre più peso. Ormai sarà oltre i 100 kg. Non so proprio da dove iniziare per aiutarla. Nel passato abbiamo provato psicoterapia, psichiatria, farmaci di tutto, ma dopo pochissime sedute si mollava. E’ arrivata a dirmi stop, attraverso una terapeuta che mi ha chiamata e abbiamo fatto colloquio insieme, mi hanno chiesto di lasciarla stare. Da lì ho mollato. Mi sono arresa. Peccato che a distanza di un anno e mezzo la sua situazione sia decisamente peggiorata. Grazie a chi mi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione nel vedere una situazione che nel tempo sembra essersi aggravata.
I disturbi alimentari non riguardano solo il cibo o il peso, ma sono spesso l’espressione di un disagio emotivo più profondo, che si struttura nel tempo e si mantiene attraverso modalità relazionali e di regolazione affettiva molto complesse. Per questa ragione, percorsi interrotti o non continuativi possono contribuire alla cronicizzazione della sofferenza.
In situazioni di questo tipo è importante che il trattamento sia continuativo e multidisciplinare. Proprio perché il malessere si riflette sull'intero nucleo familiare, il coinvolgimento della famiglia può diventare una risorsa preziosa: a volte, trovare un modo diverso di stare accanto a questa sofferenza aiuta la persona a sentirsi meno schiacciata dal sintomo e più libera di chiedere aiuto.
Al tempo stesso, è fondamentale che sua figlia possa avere uno spazio di cura individuale stabile, che favorisca gradualmente una possibile riapertura al trattamento.
Resto a disposizione. Saluti,
Dott.ssa Giulia Germani
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