Domande del paziente (11)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, potrebbe essere un'opzione per lei considerare i pensieri/gli atteggiamenti trasgressivi come parte di sé, e non aspetti reattivi (per così dire "inciampi") dell'essere la classica "brava... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro "ragazzo di 36 anni", da quello che racconti le tue soluzioni sono sempre state molto efficaci per evitare l'incontro con l'altro, che altro non è che incontro con te stesso. Un percorso psicologico... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissima, l'episodio che hai descritto ci mostra quanto le crisi (e quelle della coppia non fanno eccezione), benché non accolte, nascoste per anni, combattute, ci portino a domande (spesso scomode) su... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara "mamma disperata",
arrivano chiaramente la tua preoccupazione e il timore nel vedere uno dei tuoi figli chiudersi e trincerarsi in un silenzio che appare incomprensibile.
Mi sembra di capire che...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, arriva tutta la sua "corsa contro il tempo", ma quante belle domande si sta già facendo! Mi fa venire in mente la distinzione che tempo addietro facevano già gli antichi, quella tra chronos... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
proverei a mettere mano su quel "disgusto mentale" che prova in questo momento della sua vita. Penso sia importante concedersi uno spazio in cui poter legittimare la fatica di questo periodo.
Un...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
il bello del vuoto è che non si sa mai ciò che può portarci a scoprire di noi stessi.
Segua la curiosità che già sente e registri tutto quello che l'ansia prima copriva.
Un caro saluto,
Francesca...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
da ciò che scrive mi vengono in mente due considerazioni.
La prima riguarda la possibilità di portare nelle prossime sedute con la sua analista che la proposta di continuare fino a marzo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo/a,
come possiamo "spiegare chiaramente" un momento di passaggio in cui l'orizzonte temporale è molto ristretto? Come "spiegare chiaramente" il caos e la confusione che un tale movimento esistenziale...
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Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissimo,
Proverei a far dialogare la parte di te che "evita di affezionarsi" (come mai?) con quella che sente "il bisogno di poter amare e di essere amato" (osservazione preziosissima). Penso che forse bisogna prendersi il rischio che possa andare male per rischiarare il grigio perenne.
Una nota sul tempo: proviamo a evitare la massima del "il tempo aggiusta tutto". Non sono del tutto d'accordo: bisogna noi in primis darci da fare, a volte passare dal fango, per poter entrare in un rapporto più libero con noi stessi e gli altri.
Osa.
Un caro saluto,
Francesca Giusti
Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio iniziare un percorso di psicoterapia e per questo è da giorni che cerco di informarmi sui professionisti presenti nella mia zona o in zone comunque facilmente raggiungibili, cercando di capire dalle recensioni e dai loro profili chi possa essere più adatto a me e alle mie esigenze. Alcuni profili che ho trovato sono di psicologi che stanno finendo la scuola di psicoterapia, alcuni infatti si presentano come "psicologo e psicoterapeuta in formazione". Tra i vari profili, devo ammettere che mi hanno un po' convinta due in particolare che si definiscono in questo modo. Il problema però è che ho appunto il dubbio che, non essendo ancora psicoterapeuti a tutti gli effetti, non possano essere di aiuto per me. Secondo voi, fare delle sedute con psicologi specializzandi in psicoterapia può essere utile/andar bene oppure no? Voi cosa ne pensate? Perché sono davvero indecisa se provare lo stesso a fare delle sedute con professionisti ancora in formazione oppure lasciar perdere e cercare psicologi che siano psicoterapeuti già formati. Ringrazio in anticipo per le risposte!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissima,
posso capire le sue perplessità.
Al tempo stesso le chiedo: cosa intende per "essere d'aiuto"? Cerca qualcuno che le dia una serie di informazioni e/o tecniche (che peraltro oggi, con internet, possono essere reperite in autonomia) o qualcuno con cui condividere un'esperienza umana autentica che prescinde dai titoli o dall'età?
Ciò che fa la differenza, a mio parere, è la capacità di esserci in quanto persone, al di là degli strumenti e delle spiegazioni. Per questo forse può essere utile ascoltare come si sente nel contatto con quella persona, non con il ruolo.
Si fidi della sua pancia.
Un caro saluto e buon inizio,
Francesca Giusti
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