Domande del paziente (227)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    grazie per aver condiviso la tua esperienza, capisco quanto possa essere difficile e confuso trovarsi in una situazione del genere, soprattutto dopo tanti anni di vita insieme e con figli coinvolti.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da ciò che racconti sembra che tu stia cercando di rispettare molto i tempi e i confini di tuo figlio, e questo è già un aspetto importante. Non tutti i bambini esprimono l’affetto nello stesso... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da quello che racconti sembra che tu stia attraversando un periodo di forte stanchezza emotiva e stress. In queste condizioni è piuttosto comune che anche la sessualità ne risenta: l’eccitazione,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno Federica,
    a tua domanda è tutt’altro che insolita: è una riflessione molto importante su un fenomeno che oggi coinvolge tante persone. L’interesse per la cronaca nera e per il true crime nasce... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    quello che descrivi è un’esperienza piuttosto comune: a molte persone capita, in alcuni momenti, di ritrovarsi dentro a dei “loop mentali”, cioè pensieri che tendono a ripetersi o a tornare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    quello che descrivi mostra già una grande attenzione e rispetto nei confronti dell’altra persona: riconoscere l’accaduto, scusarti e darti il tempo di riflettere sul confine tra te e lei sono... Altro


    Domande su colloquio psicologico

    Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
    Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
    In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
    Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da ciò che racconti sembra che tu stia vivendo una situazione molto intensa e complessa, in cui si intrecciano molte emozioni: preoccupazione per lei, senso di responsabilità, confusione e forse anche dolore per le parole che stai ricevendo. È comprensibile sentirsi disorientati in un momento così delicato.

    La tua compagna sta attraversando diversi cambiamenti importanti in poco tempo: un trasferimento in un altro Paese, l’adattamento a una nuova realtà, la gravidanza e la decisione difficile di interromperla. Tutti questi eventi possono generare forte stress emotivo, paura, rabbia o sfiducia, che a volte vengono espressi proprio verso la persona più vicina. Questo non significa necessariamente che tu stia sbagliando tutto, ma che probabilmente entrambi vi trovate in una fase molto fragile.

    In momenti come questo può essere utile provare a mantenere un atteggiamento calmo e disponibile all’ascolto, evitando di entrare nello scontro quando la rabbia emerge. A volte, semplicemente far sentire all’altra persona che si è lì, senza giudicare o forzare il dialogo, può aiutare a ridurre la tensione. Allo stesso tempo è importante che tu non resti solo con questo peso: confrontarti con un professionista potrebbe aiutarti a capire meglio come muoverti e a prenderti cura anche del tuo benessere.

    Se fosse possibile, anche per lei potrebbe essere utile avere uno spazio di supporto psicologico, soprattutto considerando il momento delicato che sta vivendo.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Un ragazzo non mi parla più da circa 2 mesi perché l ho ferito nel suo ego...ma ogni qual volta mi vede o dice a bassa voce parole offensive o cambia strada. Mi ha detto che non mi calcola eppure anche se gli faccio un brutto effetto comunque le sue reazioni vogliono dire che ho potere su di lui altrimenti gli sarei stata indifferente veramente. Cosa vuol dire in verità il suo modo di fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    Da ciò che racconti sembra esserci ancora una forte attivazione emotiva da parte sua. A volte, quando ci si sente feriti nell’orgoglio o nell’ego, può essere difficile gestire ciò che si prova in modo diretto e maturo. Le reazioni che descrivi – parole offensive sussurrate o il cambiare strada – possono essere modi indiretti con cui una persona esprime rabbia, disagio o fatica a elaborare ciò che è accaduto.

    Detto questo, è importante fare attenzione a non cercare di interpretare con troppa certezza il significato dei comportamenti dell’altro: senza un confronto aperto è difficile sapere davvero cosa stia vivendo o pensando. Piuttosto, può essere utile chiederti come ti fa sentire questa situazione e quali confini desideri mantenere per il tuo benessere.

    A volte il tempo, la distanza e il rispetto reciproco degli spazi aiutano a far sedimentare le emozioni. Se un giorno ci sarà la possibilità di un dialogo più sereno, potrà forse chiarire ciò che è rimasto in sospeso.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Salve, chiedo consiglio a voi per una "situationship" (perdonatemi il termine ma non saprei come chiamarla), che va avanti da ormai 5 mesi. Stiamo molto bene insieme, ci si diverte, si fa tanto sesso e si hanno momenti romantici. Insomma, vista da fuori potrebbe sembrare una relazione. Relazione che però nella realtà non è poiché pecca di etichetta, ovvero io e lui nel concreto non siamo fidanzati. Ho un piccolo dubbio però che mi sorge spesso quando siamo insieme, io noto che molto spesso io cerco il bacio a stampo casuale, ad esempio: l'altro giorno eravamo su questa panchina di fronte ad un bellissimo panorama, io avevo tanta voglia di baciarlo, ma noto che quando provo a dargli un bacio a stampo, lui, me lo da, ma comunque lo vedo un po' "restio" nel darmelo. Al contrario, lui molto spesso mi da dei baci sulla fronte, sulla guancia, ma poco sulle labbra, è molto fisico ma nei baci è sempre strano. E questo suo comportamento mi fa sorgere i dubbi perché penso "Se gli piaccio perché non mi da baci? Quindi non gli piaccio?" e quindi poi svariate volte io evito di dargli baci per "paura" che lui me li eviti o me li dia così come "contentino"
    Io so per certo che lui tiene a me, ma non riesco a capire se davvero non mi vede oltre ad un'amica a cui tiene tanto e nel mentre fa del sesso.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    da ciò che racconti sembra che tra voi ci sia una buona intesa, fatta di complicità, vicinanza e momenti piacevoli. Allo stesso tempo è comprensibile che alcuni piccoli segnali – come il modo in cui lui vive i baci – possano farti nascere dei dubbi sul significato della relazione e su ciò che provi per lui.

    Quando iniziamo a chiederci “se gli piaccio davvero” o “che posto ho per l’altra persona”, spesso stiamo cercando soprattutto chiarezza e sicurezza emotiva. I gesti affettivi, però, non hanno per tutti lo stesso significato: alcune persone esprimono la vicinanza più attraverso il contatto fisico, altre con attenzioni diverse, e a volte certi gesti (come i baci sulle labbra) possono avere per qualcuno un valore più intimo o delicato.

    Potrebbe essere utile provare, con calma e autenticità, a condividere con lui ciò che senti e i dubbi che emergono. Parlare apertamente dei propri vissuti non significa mettere pressione alla relazione, ma dare spazio alla possibilità di capirsi meglio. Allo stesso tempo può essere un’occasione anche per ascoltare come lui vive questo legame e quali significati attribuisce ai suoi gesti.

    Se senti che queste domande continuano a occupare molto spazio dentro di te, confrontarti con un professionista può aiutarti a fare più chiarezza sui tuoi bisogni affettivi e su ciò che desideri davvero da una relazione.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Ho affrontato più percorsi di terapia diversi ma mi assilla sempre un pensiero: potrò diventare produttiva e funzionale sforzandomi e trovando tutte le strategie utili del caso, ma quello che sento davvero è incompatibile con l'idea di "guarigione" che avevo e che in genere gli altri si aspettano da me. Sono cinica e pessimista e analitica e sinceramente non trovo motivi per cambiare al di fuori di compiacere gli altri. Per non essere etichettata come arida o misantropa o ribelle. Devo considerarmi bacata o provare l'ennesimo nuovo approccio e cercare di internalizzare tutte quelle premesse che trovo sentimentali e banalizzanti e basta? Trovo molta libertà e sazietà nel pessimismo ma evidentemente le persone che mi criticano vogliono spingermi a mirare ad altro come una specie di imperativo biologico naturale che non ho mai provato

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    da ciò che scrivi si percepisce quanta riflessione e onestà ci sia nel tuo modo di guardarti dentro. Il fatto che tu ti stia ponendo queste domande non parla affatto di qualcosa di “bacato”, ma piuttosto di una ricerca autentica di senso rispetto a ciò che senti davvero.

    A volte l’idea di “guarigione” che circola intorno a noi può sembrare molto rigida: come se stare meglio significasse necessariamente diventare più ottimisti, più entusiasti o più simili alle aspettative degli altri. In realtà un percorso psicoterapeutico non dovrebbe forzarti a cambiare ciò che senti per compiacere qualcuno. Piuttosto può essere uno spazio in cui comprendere meglio il tuo modo di stare al mondo, dare dignità anche alle parti più ciniche o pessimiste e capire se e come queste posizioni ti proteggono, ti sostengono o talvolta ti fanno soffrire.

    Non si tratta quindi di sostituire il tuo modo di vedere la vita con uno più “sentimentale”, ma di esplorarlo con rispetto e curiosità, senza giudizio. Spesso, quando ci si sente davvero compresi, alcune prospettive possono trasformarsi spontaneamente — non perché “si deve”, ma perché diventano più libere.

    Se lo vorrai, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista proprio a partire da queste riflessioni, senza l’obiettivo di cambiare chi sei, ma di capire meglio cosa per te ha davvero valore.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    da ciò che racconti sembra che dentro di te ci siano sentimenti contrastanti: da una parte stai bene con questa ragazza e senti che ti importa di lei, dall’altra alcuni pensieri legati a come è iniziata la vostra conoscenza ti fanno stare male e ti creano dubbio e fatica nel vivere la relazione serenamente.

    Quando succede qualcosa di simile, spesso il punto centrale non è solo ciò che è accaduto all’inizio, ma il significato che quell’evento ha assunto per te oggi e come questo si intreccia con i tuoi valori, le tue aspettative e l’idea di relazione che desideri.

    Può essere utile provare a chiederti con calma che cosa ti fa soffrire davvero in questa situazione: il timore di non essere stato scelto, la fiducia, oppure il modo in cui immagini dovrebbe iniziare una relazione. Comprendere meglio questi aspetti può aiutarti a prendere decisioni più consapevoli e a capire cosa è davvero importante per te.

    Se senti che questi pensieri continuano a logorarti, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per fare chiarezza, ascoltare ciò che provi e trovare un modo più sereno di orientarti nelle tue scelte affettive.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Salve dottori vi vorrei porre una domanda ma quando una persona è normale e quando no? Quando una cosa è normale e quando è patologica ? Mi spiego meglio io ad esempio sono molto sereno della mia vita affronto anche le difficoltà che mi presentono con molta calma e serenità , ad esempio anche con la memoria io credo di avere una buona memoria mi ricordo molte cose anche sé altre e me li dimentico volevo sapere quando è normale e quando è patologico , e in ultimo io leggo molti forum di psicologia ma ancora non sono mai andato da un professionista a volte mi confronto con un amico psicologo ma molto informale so che un professionista è molto d aiuto ma io non è ho mai sentito la necessità questo è un errore ? Dovrei andare ogni volta da un professionista per qualsiasi minimo dubbio? Perché io li risolvo le cose ma non è un metodo che forse usate voi professionisti grazie per un vostro chiarimento

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    la domanda che poni è molto profonda e, in realtà, è una domanda che molte persone si fanno. In psicologia il concetto di “normalità” non è così rigido come a volte si pensa. Più che distinguere in modo netto tra “normale” e “patologico”, osserviamo quanto un certo modo di pensare, sentire o comportarsi faccia soffrire la persona o limiti la sua vita, le relazioni e il suo benessere.

    Da quello che racconti sembra che tu riesca ad affrontare la vita con serenità e che sappia gestire le difficoltà quando si presentano: questo è già un importante segnale di equilibrio. Anche rispetto alla memoria, è assolutamente normale ricordare bene alcune cose e dimenticarne altre: il funzionamento della mente non è mai perfetto né costante.

    Riguardo al fatto di non essere mai andato da un professionista, non è affatto un errore. Non è necessario rivolgersi a uno psicologo per ogni piccolo dubbio. Molte persone chiedono un confronto quando sentono il bisogno di uno spazio di riflessione più approfondito, quando qualcosa crea sofferenza oppure quando desiderano conoscersi meglio. Altre volte, invece, le persone riescono a trovare le proprie risposte attraverso il confronto con amici, l’esperienza personale e il tempo.

    Se un giorno dovessi sentire il desiderio di parlare con un professionista, può essere semplicemente un’occasione di confronto e di maggiore consapevolezza, non necessariamente perché ci sia qualcosa di “sbagliato”.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
    Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
    Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
    Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
    La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
    Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
    Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
    Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
    Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    da ciò che racconti si sente quanto questa situazione ti abbia colto di sorpresa e quanto dolore, smarrimento e paura stia portando con sé. Dopo tanti anni insieme e con una famiglia costruita, è comprensibile sentirsi vuoti, confusi e allo stesso tempo aggrappati alla speranza di poter ritrovare un equilibrio.

    Nelle relazioni lunghe può capitare che alcuni vissuti, piccoli disagi o bisogni non espressi si accumulino nel tempo e vengano comunicati solo quando diventano molto pesanti. Questo non significa necessariamente che tutto ciò che avete costruito sia stato falso o “per comodità”, ma piuttosto che qualcosa nella relazione, nel tempo, ha smesso di trovare uno spazio di ascolto reciproco.

    In un momento come questo, spesso il primo passo utile è provare a creare uno spazio di dialogo più sicuro e guidato. Un percorso di terapia di coppia può essere un’opportunità preziosa proprio per questo: aiutare entrambi a dare voce ai vissuti, comprendere meglio cosa sta accadendo e capire se e come ricostruire un equilibrio nella relazione. A volte, accanto al lavoro di coppia, può essere utile anche uno spazio individuale per elaborare le proprie emozioni e ritrovare maggiore chiarezza.

    Il fatto che tu stia cercando di capire come muoverti e sia disponibile a metterti in gioco è già un segnale importante di attenzione verso la relazione e verso la tua famiglia. Qualunque direzione prenderà questo momento, affrontarlo con consapevolezza e supporto può aiutarti a non rimanere solo dentro questo peso.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    salve dottori, sono in una situazione in cui non capisco e non so cosa fare nel concreto..sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mio fidanzato (lui più grande di 20 anni), per vari motivi, tra cui non riuscivamo a comunicare, perché lui non voleva le discussioni, vuole stare tranquillo nella relazione, quando io invece voglio avere il confronto, discutere ecc, dall'altra parte avevo riniziato a sentirmi con un amico con cui mi ero frequentata a distanza qualche anno prima, siamo sempre rimasti in buoni rapporti, ci sono semrpe stata per lui e lui mi ha sempre ascoltato e capito ecco..ci siamo rivisti in amicizia un pò di giorni fa, diciamo che ho avuto un senso di colpa nei confronti dell'ex perché comunque ci vedevamo ancora e qualcosa ancora c'è tra me e lui, però vedendo questo amico diciamo che c'è stato qualche bacio, mi sento in colpa perché il mio ex mi ha detto che se fosse successo qualcosa l'avrei perso per sempre ecc..il punto è che sto seguendo un percorso con un professionista, solo che non lo so, non trovo le risposte, mi ha fatto fare un esercizio diciamo di rappresentare la relazione con il mio ex, e comunque si è capito che non mi sento in una relazione e neanche con il mio amico, diciamo che questo mi ha un pò lasciato cosi cosi..non me lo aspettavo ecco, in più mi dice sempre di vedere me, e ciò che provo e sento io, perché parlo sempre delle due parti e dell'esterno, mai di me e di come sto io..però è difficile e quello che vorrei sono cose concrete e non so come fare, vorrei più consigli, ad esempio anche come rapportarmi con il mio ex se lui vuole ancora stare con me, ma io non lo so..se magari voglio ancora vedere questo amico e anche se succede qualcosa..cioè non so come comportarmi e cosa sento non lo so..come posso avere consigli o qualcosa di concreto in modo da capire di più?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buonasera,
    da quello che racconti si percepisce quanto tu sia in un momento di grande confusione emotiva. Stai cercando di orientarti tra sentimenti diversi, il legame con il tuo ex, il rapporto con questo amico e, soprattutto, il bisogno di capire cosa desideri davvero tu. È comprensibile che in una situazione così complessa possa emergere anche il senso di colpa o la sensazione di non sapere quale direzione prendere.

    Nel percorso che stai facendo, probabilmente il professionista ti invita a riportare l’attenzione su di te non per lasciarti senza risposte concrete, ma perché spesso le decisioni diventano più chiare proprio quando riusciamo a riconoscere meglio ciò che sentiamo, i nostri bisogni e i nostri limiti. Quando si è molto concentrati sulle aspettative o sulle reazioni degli altri, questo ascolto interno può risultare più difficile.

    Il “concreto” in terapia, a volte, non è tanto ricevere indicazioni su cosa fare, ma costruire gradualmente una maggiore chiarezza interiore che ti permetta poi di scegliere con più libertà e meno senso di colpa. Potrebbe essere utile condividere apertamente con il tuo terapeuta proprio questo tuo bisogno di maggiore concretezza: parlarne fa parte del lavoro terapeutico e può aiutare a trovare insieme modalità che ti facciano sentire più accompagnata nel percorso.

    Datti tempo: a 25 anni è naturale attraversare momenti di esplorazione nelle relazioni e nei sentimenti. Non è necessario avere subito tutte le risposte; spesso emergono passo dopo passo, quando riusciamo a fermarci e ascoltarci con un po’ più di gentilezza verso noi stessi.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da quello che racconti emerge quanta sofferenza e quanto senso di rifiuto tu stia vivendo in questa situazione. È comprensibile che il suo atteggiamento di distanza e indifferenza possa ferirti profondamente, soprattutto se i sentimenti che provi per lui sono ancora presenti.

    Quando una relazione finisce, però, ciascuna persona può reagire in modi molto diversi: c’è chi sente il bisogno di mantenere un minimo di contatto e chi invece prende le distanze in modo molto marcato, talvolta proprio per proteggersi emotivamente. Questo non significa necessariamente che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato o che ci sia “paura” di te, ma può essere il modo che lui ha trovato per gestire la situazione.

    In questo momento potrebbe essere utile spostare delicatamente l’attenzione da ciò che lui fa o non fa, a ciò di cui hai bisogno tu per stare un po’ meglio nel contesto lavorativo e nella tua vita emotiva. A volte ripartire da piccoli passi – come trovare un modo per prenderti cura delle tue emozioni e dei tuoi confini – può aiutare a rendere meno dolorosa anche la convivenza nello stesso ambiente di lavoro.

    Se senti che questa situazione continua a farti stare molto male, parlarne con uno psicologo può offrirti uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo e trovare modalità più sostenibili per affrontarlo.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Buonasera,
    Sto passando un periodo di stress che sfogo in ansia/attacchi di panico. Ho due bimbi di 10 mesi e due anni. Sono anche anemica (ripeterò a breve analisi compreso tsh) . Soffro da sempre di reflusso e cardias incontinente. Ho spesso fastidi allo stomaco e al petto/ dietro la schiena alta e sono spesso stanca.. il che ovviamente mi fa andare in panico e così il cerchio continua. È un cane che si morde la coda che non so come risolvere. (Oggi ho iniziato terapia per reflusso e ferro) . A gennaio ho fatto visita cardiologica+ecg risultati nella norma, il mio medico di base mi ha visitato due giorni fa e cuore e torace risultano nella norma. Ho sempre paura che sia il cuore e mi faccio venire l'ansia da sola... mi date un parere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da ciò che racconti sembra che tu stia vivendo un periodo molto intenso e faticoso. Avere due bambini così piccoli richiede moltissime energie, e quando alla stanchezza si aggiungono preoccupazioni per il corpo e per la salute è facile che l’ansia trovi spazio e si alimenti, creando proprio quel “circolo che si morde la coda” che descrivi.

    Quando il corpo manda segnali come affaticamento, fastidi allo stomaco o al petto, soprattutto se si è già in uno stato di stress, può capitare che la mente li interpreti come pericolosi, facendo salire l’ansia o il panico. Il fatto che tu abbia già fatto controlli medici e che siano risultati nella norma è certamente un elemento rassicurante, ma questo non significa che ciò che provi non sia reale o non meriti attenzione.

    A volte, in momenti di grande carico fisico ed emotivo, il corpo e la mente entrano in una sorta di stato di allerta che può amplificare sensazioni corporee e preoccupazioni. In questi casi può essere molto utile avere uno spazio psicologico in cui comprendere meglio cosa sta accadendo, ridurre il livello di ansia e trovare modalità più gentili e sostenibili per prenderti cura di te stessa, oltre che dei tuoi bambini.

    Il fatto che tu abbia già iniziato a occuparti della tua salute, sia dal punto di vista medico che cercando un confronto, è un passo importante.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Salve dottori ma secondo voi esiste un metodo giusto per vivere la vita ? Io mi sento sereno e felice della mia vita anche se qualche giorno fa mi è venuto un dubbio sul fatto che io di psicologia so ben poco e non so se sto vivendo veramente come dovrei vivere , se il mio vivere è in linea con i vari metodi della psicologia grazie per una risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    la tua domanda è molto profonda e, in realtà, è una domanda che molte persone prima o poi si pongono. In psicologia non esiste un unico “metodo giusto” per vivere la vita valido per tutti. Ogni persona ha la propria storia, i propri valori e il proprio modo di dare significato alle esperienze.

    Il fatto che tu dica di sentirti sereno e felice della tua vita è già un indicatore molto importante. Spesso la psicologia non serve a dirci come dovremmo vivere, ma piuttosto ad aiutarci a conoscerci meglio, comprendere ciò che per noi è davvero importante e trovare modi più autentici per stare bene con noi stessi e con gli altri.

    Avere ogni tanto dei dubbi su come stiamo vivendo è del tutto umano: può essere anche un segnale di consapevolezza e di desiderio di crescere. Più che cercare un modello perfetto, può essere utile continuare ad ascoltarti e a chiederti se ciò che fai è in sintonia con ciò che senti e con i valori che per te contano davvero.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

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    Buonasera dottori, parto dal presupposto che il mio non è un problema di salute in quanto tale, anche se mi sta mettendo in grosse difficoltà.
    Sono sposato da 4 anni ora ne ho 42 ma da quando avevo 10 anni amo immensamente vestire da donna.
    Nel corso degli anni ho spesso provato a smettere ma non sono mai riuscita a farne a meno.
    Non sono particolarmente attratta dagli uomini preferisco le donne ma ultimamente qualcosa è cambiato e avrei voglia di provare con qualche uomo però davvero la situazione è insostenibile.
    Da una parte la famiglia che amo dall' altra una forza fortissima che mi porta in segreto a mettere trucchi collant smalti gonne tacchi.
    Non mi vedo solo vestita ammetto che negli ultimi tempi mi vedo proprio donna.
    Ho più volte cominciato percorsi di psicoanalisi che però non mi hanno fatto uscire da questa situazione.
    Vorrei un vostro parere un consiglio qualcosa, so che online è molto difficile ma davvero non so più che pesci prendere.
    Sono costretta a nascondere tutto sotterfugi di ogni natura pur di portare avanti questo desiderio che è davvero fortissimo.
    Infine nell' ultimo periodo ho cambiato i miei gusti sia a livello personale che generale e delle donne da un po' non guardo più le classiche zone che piacciono agli uomini ma le invidio vedendole così ben vestite, invidio le loro borse,i loro capelli le loro unghie e mi sento sempre più vicina a loro .
    Datemi una mano se potete almeno qualche consiglio.

    Grazie anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da ciò che racconti si percepisce quanto questa esperienza sia presente nella tua vita da molto tempo e quanto oggi ti stia mettendo in una posizione di forte conflitto interiore. Da una parte l’affetto e il legame con la tua famiglia, dall’altra un bisogno profondo legato al modo in cui senti ed esprimi te stessa. Vivere tutto questo nel segreto, con il timore di essere scoperta o di non essere compresa, può diventare davvero molto faticoso e solitario.

    Quello che descrivi tocca aspetti importanti dell’identità, dell’espressione di genere e dell’orientamento affettivo-sessuale. Sono dimensioni complesse della persona che meritano di essere ascoltate con rispetto e senza giudizio, in uno spazio sicuro in cui poter esplorare con calma ciò che provi, ciò che desideri e ciò che ti fa soffrire. Non si tratta necessariamente di “smettere” o “forzarsi” a essere qualcosa di diverso, ma piuttosto di comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di te e trovare un modo più autentico e sostenibile di stare con queste parti della tua esperienza.

    Il fatto che tu abbia già cercato aiuto in passato mostra una grande consapevolezza e il desiderio di prenderti cura di te. A volte però il percorso giusto è quello in cui ci si sente davvero accolti e compresi, e questo può fare la differenza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a dare un significato più chiaro a ciò che stai vivendo, ridurre il senso di solitudine e trovare un equilibrio che tenga conto sia dei tuoi bisogni profondi sia della tua vita affettiva e relazionale.

    Non sei sola in questo tipo di vissuti, anche se spesso possono far sentire così. Con il giusto spazio di ascolto è possibile affrontarli con maggiore serenità e chiarezza.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta


    Buongiorno,
    vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
    In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
    Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
    Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
    Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    dalle tue parole emerge quanta fatica, delusione e senso di solitudine tu stia vivendo in questo periodo. Quando ci si mette in gioco con autenticità e gli incontri non portano alla connessione che si desidera, è comprensibile che possano nascere dubbi su di sé o il timore che “manchi qualcosa”. Tuttavia, il fatto che una relazione non prosegua o che non scatti una particolare sintonia non dice necessariamente nulla sul tuo valore personale o su quanto tu sia interessante come persona.

    Le dinamiche dell’incontro e dell’attrazione sono spesso complesse e difficili da prevedere: a volte dipendono da tempi, contesti e compatibilità che vanno oltre ciò che possiamo controllare. Due appuntamenti, come dici tu, sono davvero poco per conoscere qualcuno in profondità, e il fatto che tu cerchi conversazioni più autentiche e interessate alla persona è già un segnale importante del tipo di relazione che desideri costruire.

    Può essere utile, in momenti come questo, fermarsi con uno sguardo gentile verso se stessi e provare a esplorare insieme a un professionista come stai vivendo questa fase della vita, quali aspettative, bisogni e timori stanno emergendo, e come continuare a rimanere aperta all’incontro senza che questo diventi una misura del tuo valore. A volte questo spazio di riflessione aiuta anche a ritrovare fiducia, energia e nuove modalità di entrare in relazione con gli altri.

    Il fatto che tu continui a rimetterti in gioco, nonostante le delusioni, racconta già molte risorse e desiderio di costruire qualcosa di significativo. E questo è un punto di partenza molto prezioso.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

    Ricevo anche on-line


    Buongiorno, sto vivendo una situazione molto dolorosa , dalla quale non vedo uscita. Mia figlia , 32 anni, sposata e con un bimbo di due , si vuole separare . Non l ha detto direttamente, ma vedendola diversa, ho provato a chiederle se ci fosse qualcosa che non andava e alla fine è uscito questo.
    Praticamente le ho anche spianato la strada nel dirmelo. Non ne aveva parlato neanche con il marito. Solo con un' amica e un cugino. Vivono in un appartamento sopra al nostro, che le ho donato parecchi anni fa. Dice che con lui non ha più dialogo, non sa più guardarla negli occhi ecc. Lui è impegnato molto con il lavoro, ma quando è a casa prepara il bimbo, gli fa il bagnetto, cucina, avvia lavatrice, pulisce casa, prepara pranzo e cena per tutti. Lei mi dice che anche fra noi , madre e figlia non c è stato dialogo, che si è sempre sentita giudicata e controllata, e non l ho lasciata sbagliare. Io le ho lasciato fare le sue scelte, tipo di scuola, sede più lontana con costi di appartamento e trasporto, ho accolto i suoi fidanzati con apertura, ammetto che cercavo che studiasse con buoni risultati e le chiedevo della sua vita .ora dice che vuole fare le sue scelte , andare via col bambino, ma non dice dove, le ho chiesto se ha un altro, lei nega, ma passa giornate fuori, o ritarda di molte ore a rientrare dai turni di lavoro. Di mattina il bimbo è al nido, pomeriggio con noi. Frequenta una palestra , body buildyng, all inizio era saltuario, fino a diventare ogni giorno. Mangia in modo ristretto, solo certi alimenti, ed è dimagrita, molto.
    Sicuramente io e il padre l avremo iperprotetta ,abbiamo cercato di evitarle errori, controllandola, ma abbiamo anche sempre cercato di parlare, anche se non era facile visto il suo temperamento. Non ci informa nemmeno dei suoi orari, tanto noi siamo a disposizione, sa che noi amiamo tanto il bimbo. Sembra abbia un' insoddisfazione cronica , dice che lei è giovane, vuole fare due anni di specializzazione, vuole viaggiare, da notare che hanno girato mezzo mondo. La vita ora le sta stretta. Dice che devo lasciarle vivere la sua vita , ma non informa nessuno circa le sue intenzioni come sarebbe giusto, visto la presenza di un figlio .Quando si cerca di parlare, di capire , si finisce sempre per discutere, sembra voglia nascondere qualcosa, anche al marito. Noi siamo preoccupati oltre che per il bimbo, anche per lei, perché non sappiamo quando e dove finirà la sua ricerca di quello che magari è solo nella sua mente. È già successo con il precedente fidanzato con cui è stata per 5 anni. Non sappiamo più come approcciarsi e siamo nella più totale sofferenza.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Fabio Mallardo

    Buongiorno,
    da ciò che racconti emerge quanta sofferenza, preoccupazione e senso di smarrimento tu stia vivendo in questo momento. Quando si ha a cuore profondamente il benessere dei propri figli – e in questo caso anche di un nipotino – è naturale sentirsi coinvolti, spaventati e desiderosi di capire cosa stia accadendo e come poter aiutare.

    Allo stesso tempo, nelle fasi di cambiamento o di crisi personale, alcune persone sentono il bisogno di ridefinire i propri spazi, le proprie scelte e la propria identità. Questo può generare molta distanza e incomprensione all’interno della famiglia, soprattutto quando il dialogo diventa difficile o quando entrambe le parti si sentono non comprese o giudicate.

    Può essere utile, quando possibile, provare a spostare il focus dal “capire cosa sta facendo o nascondendo” al “come possiamo riaprire uno spazio di ascolto reciproco”. A volte piccoli cambiamenti nel modo di porsi – più orientati all’ascolto che alla ricerca di spiegazioni immediate – possono favorire un clima meno conflittuale e permettere all’altra persona di sentirsi più libera di raccontarsi.

    Allo stesso tempo, è importante che anche tu possa prenderti cura della tua sofferenza e non restare sola con questo peso emotivo. Un confronto con un professionista può aiutare a trovare modalità più serene per stare dentro questa situazione complessa e mantenere un dialogo il più possibile costruttivo con tua figlia.

    Un caro saluto,
    Dott. Fabio Mallardo
    Psicologo-Psicoterapeuta

    Ricevo anche on-line


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