Domande del paziente (3)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, capisco che la sua preoccupazione riguardo al nuovo matrimonio o altri figli possa sembrare 'strana', ma riflette una sfida comune nelle transizioni familiari: la sovrapposizione dei... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile, rispondo alla sua domanda come psicologa che è venuta in Italia da un altro paese. Lo faccio in un modo che include varie riflessioni. Prima di tutto, la sensazione di "contrasto impossibile"... Altro
Save sono una ragazza di 23 anni che lavorava in un supermercato ho iniziato a soffrire di vertigini da stress ansia forte e attacchi di panico fino a non uscire piu di casa ma passare le giornate a casa piangendo.. ho iniziato a prendere zoloft adesso da cinquantaquattro giorni ho aumentato a zoloft + levopraid + xanax pomeriggio e mirtazapina la sera e sembra che piano piano stavo recuperando adesso da due giorni sto risentendo un po d ansia e vuoti di testa improvvisi ebato avemdo un po paura è una cosa normale che ci vigliono piu giorni o sto tornando indietro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara, innanzitutto, è importante che tu riconosca e validi ciò che stai provando: quello che descrivi come "tornare indietro" è, in realtà, una fase comune nel percorso di cura. Sono Diana Muñoz psicologa clinica ad indirizzo sistemico, ed ecco alcuni punti chiave per orientarti in questo momento:
La temporalità del farmaco: i trattamenti farmacologici (come lo Zoloft) richiedono tempo per stabilizzare i neurotrasmettitori e spesso il percorso non è lineare, ma una curva con piccole oscillazioni. Due giorni di malessere non significano aver perso i progressi fatti in due mesi.
Segnali precoci e prevenzione: l'ansia e le vertigini sono "messaggi" del corpo. Imparare a riconoscere i primi segnali di stress è fondamentale per intervenire prima che si trasformino in una crisi acuta o in un blocco totale, come l'agorafobia.
L’integrazione con la psicoterapia: sebbene il farmaco agisca sul sintomo biochimico, la psicoterapia (specialmente quella sistemica) lavora sul significato di quel sintomo. L'ansia non compare nel vuoto, ma in un contesto di vita, in una fase del ciclo vitale (a 23 anni sei nel pieno della transizione verso l'età adulta) e all'interno delle relazioni.
Perché iniziare ora? La terapia ti permette di capire a cosa serve l'ansia in questo momento della tua vita e quali dinamiche relazionali o lavorative la alimentano. Infatti mentre il farmaco "abbassa il volume" del dolore, la terapia ti insegna a cambiare stazione radio, così il sintomo non dovrà più urlare per essere ascoltato.
Non stai tornando indietro, ma stai imparando a muoverti in un terreno nuovo. Ti consiglio di affiancare al supporto psichiatrico uno spazio terapeutico in cui poter esplorare queste paure.
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certamente un'ernia potrebbe essere la causa…