Domande del paziente (10)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
il rischio in questo caso è molto basso, quasi trascurabile. Il liquido preseminale contiene spermatozoi in quantità ridotta, e il passaggio attraverso la mutanda riduce ulteriormente qualsiasi...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
La ringrazio per aver condiviso con tanta profondità la sua esperienza: dalle sue parole emerge quanto questo legame sia stato significativo, ma anche quanto le abbia richiesto energie...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve Matteo,
La ringrazio per aver condiviso una situazione così complessa e coinvolgente: dalle sue parole emerge quanto questo rapporto sia stato per Lei intenso, ambivalente e anche faticoso dal punto...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo: si percepisce quanto questa situazione la faccia sentire confusa, in colpa e divisa tra bisogni diversi, ed è comprensibile...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso una situazione così complessa e dolorosa: dalle sue parole emerge chiaramente quanto abbia cercato di tenere insieme il rapporto nonostante la sofferenza, mettendo al centro... Altro
Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per aver scritto, e auguri di buona Pasqua anche a lei.
Quello che descrive è doloroso, e si capisce. Condividere uno spazio di lavoro con qualcuno che si ama ancora, e che si comporta come se non esistesse, è una ferita quotidiana difficile da gestire.
Le dico una cosa che forse non è facile da sentire ma che potrebbe aiutarla a stare un po' meglio: non è detto che il suo comportamento dica qualcosa su di lei. Le persone gestiscono la fine di una relazione in modi molto diversi, e l'evitamento totale è spesso un meccanismo di chi fa fatica a stare nella complessità, non una sentenza sul valore di chi ha di fronte.
Detto questo, l'obiettivo di "riprendere rapporti cordiali" è comprensibile, ma forse in questo momento non è il più urgente. La cosa più urgente sembra essere trovare un modo per proteggersi un po', per non lasciare che ogni giornata lavorativa diventi un'occasione di dolore. Questo significa, per quanto possibile, smettere di monitorare i suoi comportamenti, ridurre i momenti di contatto non necessari, e investire energia altrove.
Il fatto che lei sia ancora innamorata rende tutto più complicato, ed è normale. Ma elaborare una fine, soprattutto in queste condizioni, è un lavoro che spesso non si riesce a fare da soli. Un supporto psicologico in questo momento potrebbe fare davvero la differenza.
Se sente il bisogno di uno spazio in cui parlarne, sono disponibile.
Dott. Umberto Perrone
Buonasera dottori, parto dal presupposto che il mio non è un problema di salute in quanto tale, anche se mi sta mettendo in grosse difficoltà.
Sono sposato da 4 anni ora ne ho 42 ma da quando avevo 10 anni amo immensamente vestire da donna.
Nel corso degli anni ho spesso provato a smettere ma non sono mai riuscita a farne a meno.
Non sono particolarmente attratta dagli uomini preferisco le donne ma ultimamente qualcosa è cambiato e avrei voglia di provare con qualche uomo però davvero la situazione è insostenibile.
Da una parte la famiglia che amo dall' altra una forza fortissima che mi porta in segreto a mettere trucchi collant smalti gonne tacchi.
Non mi vedo solo vestita ammetto che negli ultimi tempi mi vedo proprio donna.
Ho più volte cominciato percorsi di psicoanalisi che però non mi hanno fatto uscire da questa situazione.
Vorrei un vostro parere un consiglio qualcosa, so che online è molto difficile ma davvero non so più che pesci prendere.
Sono costretta a nascondere tutto sotterfugi di ogni natura pur di portare avanti questo desiderio che è davvero fortissimo.
Infine nell' ultimo periodo ho cambiato i miei gusti sia a livello personale che generale e delle donne da un po' non guardo più le classiche zone che piacciono agli uomini ma le invidio vedendole così ben vestite, invidio le loro borse,i loro capelli le loro unghie e mi sento sempre più vicina a loro .
Datemi una mano se potete almeno qualche consiglio.
Grazie anticipatamente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per essersi fermata a scrivere, non è scontato.
Quello che descrive è una convivenza lunga e faticosa con qualcosa che non se n'è mai andato, nonostante i tentativi. E il peso che porta, tra ciò che sente dentro e la vita che ha costruito fuori, è reale e non banale.
I percorsi di psicoanalisi che ha provato non l'hanno aiutata, e capisco la frustrazione. Non tutti gli approcci funzionano allo stesso modo per tutti, e soprattutto non tutti i professionisti sono ugualmente attrezzati per accompagnare questo tipo di percorso. Esistono psicologi con una formazione specifica su questi temi, che non lavorano per "risolvere" o convincerla di nulla, ma per darle uno spazio in cui fare chiarezza senza doversi difendere o giustificare.
Quello che le suggerirei è di provare a cercare un supporto di questo tipo, magari attraverso associazioni che si occupano specificamente di identità di genere in Italia, che possono anche orientarla verso i professionisti più adatti.
Non so come andrà a finire la sua storia, e non sta a me dirlo. Ma merita di viverla con meno segreti e meno solitudine.
Dott. Umberto Perrone
Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale con questa onestà.
Quello che descrive, la fatica degli appuntamenti superficiali, la sensazione di non essere davvero vista, il peso di un tempo che sembra stringersi. Questo è qualcosa che molte persone vivono, anche se raramente viene detto ad alta voce con questa lucidità.
Alla sua domanda finale rispondo sì: è statisticamente possibile che alcune persone incontrino più ostacoli di altre nel trovare una relazione significativa. Ma questo non dipende da un "difetto" in loro, dipende da una combinazione di fattori contestuali, relazionali e talvolta anche di fortuna, come lei stessa intuisce.
Quello che mi colpisce nel suo racconto è però un'altra cosa: la tendenza a interrogarsi su cosa le manca, come se il problema fosse necessariamente in lei. Quattro anni di vita da single, app deludenti e appuntamenti poco profondi non raccontano di una persona banale. Raccontano di una persona che ha degli standard relazionali, e che fa fatica a trovare chi li condivida.
Potrebbe valere la pena esplorare tutto questo in un percorso di supporto psicologico, non perché ci sia qualcosa da "aggiustare", ma per distinguere meglio cosa appartiene alla situazione esterna e cosa, eventualmente, alla propria storia interna.
Dott. Umberto Perrone
Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterapia d’ accordo con il mio dottore stiamo provando la tecnica dell’esposizione da qualche settimana, devo dire che psicologicamente a poco a poco mi sto sentendo meglio soprattutto non mi faccio prendere più dal panico, ma il corpo ahimè somatizza ancora e soprattutto la mattina appena sveglia l’ansia è molto forte e va scemando durante la giornata… vorrei sapere se tutto questo è normale e se ci voglia più tempo per far riprendere il mio corpo. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è assolutamente nella norma, e anzi è un buon segno.
Quando si lavora sull'ansia con la tecnica dell'esposizione, il miglioramento cognitivo arriva spesso prima di quello fisico. Il corpo ha i suoi tempi, e la somatizzazione mattutina che racconta è uno dei pattern più comuni: al risveglio il sistema nervoso autonomo è naturalmente più attivato, e in chi soffre di ansia questa attivazione tende ad amplificarsi prima che le risorse della giornata entrino in gioco.
Il fatto che l'ansia scemi nel corso della giornata suggerisce che il suo sistema sta già imparando a regolarsi, anche se ancora non lo fa da subito. È un processo che richiede tempo e ripetizione, esattamente come un muscolo che si sta riallenando.
Ne parli con il suo terapeuta, che potrà valutare se ha senso lavorare specificamente su questa finestra mattutina. Ma stia tranquilla: è sulla strada giusta.
In bocca al lupo.
Dott. Umberto Perrone
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Le rispondo con la stessa onestà con cui lei ha scritto questa domanda.
Quello che descrive non è solo la fatica di non trovare una relazione, è qualcosa di più profondo, che chiama in causa il modo in cui si vede, il valore che si attribuisce, la convinzione sotterranea di non essere "il tipo" che merita di essere scelta davvero. Questa convinzione, spesso, non nasce dal nulla: ha radici precise, e nel suo caso alcune le ha nominate lei stessa: il bullismo, gli anni in cui essere guardata significava essere ferita.
Quando si cresce con quella storia addosso, può succedere che una parte di noi continui ad aspettarsi di essere trattata come un passatempo, quasi lo desse per scontato. Non perché lo voglia, ma perché è quello che conosce. E questo a volte orienta, senza che ce ne accorgiamo, le scelte che facciamo e le situazioni in cui finiamo.
Alla sua domanda, se esiste un modo per convivere con questo pensiero, rispondo di sì, ma non si tratta di imparare a ignorarlo o a tenerlo a bada. Si tratta di capire da dove viene, e di smontarlo piano piano. È un lavoro che si fa, e che vale la pena fare, non per trovare un compagno prima, ma per stare meglio indipendentemente da come va.
Un percorso psicologico in questo momento potrebbe davvero aiutarla, non a rassegnarsi, ma a uscire da un loop che sente benissimo quanto sia stancante.
Se sente il bisogno di uno spazio in cui parlarne, sono disponibile.
Dott. Umberto Perrone
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…