Esperienze
Psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione.
Mi occupo di sostegno psicologico e percorsi di consulenza rivolti ad adolescenti, giovani adulti e adulti.
Lavoro con persone che vivono difficoltà legate ad ansia, stress, fasi di cambiamento, difficoltà relazionali, blocchi emotivi e situazioni di disagio personale o sociale. Particolare attenzione è rivolta ai periodi di transizione (scolastici, universitari, lavorativi e di vita).
Offro inoltre percorsi di valutazione psicologica per difficoltà attentive e di autoregolazione, con approfondimento dei possibili quadri compatibili con ADHD nell’adolescente e nell’adulto.
Nel lavoro clinico integro, quando utile, strumenti di regolazione emotiva e pratiche di consapevolezza (mindfulness), per favorire una maggiore capacità di gestione dello stress e delle emozioni nel quotidiano.
Ricevo su appuntamento in studio privato a Torino e collaboro con servizi e realtà del territorio nell’ambito della salute mentale.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Istruttore e specialista clinico mindfulness
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Ansia
- Esaurimento nervoso
- Disadattamento
- Stress
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Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
Da 45 € -
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Colloquio psicologico online
Da 40 € -
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Mindfulness
Da 15 € -
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Primo colloquio psicologico
Da 45 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
Da 35 € -
Indirizzo
Corso Regio Parco 2, Torino 10153
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trov
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che descrive sembra che la situazione con il suo ex partner stia attivando in lei una forte attivazione emotiva che si riaccende ogni volta che lo incontra.
Quando si condividono spazi lavorativi con una persona con cui si è avuto un legame significativo, è abbastanza comune che anche piccoli comportamenti neutri (un saluto, uno sguardo evitato, il passaggio in corridoio) vengano letti e interpretati alla luce della storia precedente. Questo può portare facilmente a sentirsi sotto osservazione, giudicati o “invisibili”, e ad aumentare l’ansia anticipatoria rispetto ai possibili incontri.
In questi casi, il punto centrale non è tanto “capire cosa significhi il suo comportamento”, quanto trovare un modo per proteggere il proprio equilibrio emotivo nel quotidiano. La reazione fisica che descrive (agitazione, tremore, bisogno di sedersi) è un segnale che il suo sistema di attivazione è molto sollecitato in quelle situazioni.
Il nostro organismo è progettato per entrare in allerta quando siamo di fronte a una minaccia percepita: bisognerebbe indagare forse perchè questa persona genera in lei questo tipo di risposta e quindi spostare l'attenzione da ciò che è al di fuori del nostro controllo (cosa fa lui) e ciò che invece possiamo imparare a gestire (quali strategie adottare per prenderci cura del nostro benessere).
Se la risposta emotiva è molto intensa o persistente, potrebbe essere indicato intraprendere un percorso psicologico per lavorare proprio sulla gestione dell’ansia legata a situazioni interpersonali attivanti e sulla rielaborazione del legame.
Un caro saluto.
L'età avanzata fa aumentare la sensibilità dei sentimenti?
L'età avanzata fa aumentare la sensibilità dei sentimenti?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sì e no: dipende da cosa si intende per “sensibilità”.
Con l’età non aumenta necessariamente la sensibilità emotiva in senso generico, ma spesso cambia il modo in cui le emozioni vengono vissute ed elaborate.
In molte persone adulte e anziane si osserva una maggiore tendenza a:
dare più valore alle relazioni significative e ai legami affettivi
essere più selettivi rispetto a ciò che merita energia emotiva
sentire in modo più intenso alcune emozioni legate alla memoria, alla perdita o ai cambiamenti di vita
Questo non significa essere “più fragili”, ma spesso avere una maggiore consapevolezza del tempo e delle priorità, che rende alcune esperienze emotive più profonde.
Allo stesso tempo, altre persone con l’età sviluppano una maggiore capacità di regolazione emotiva e distacco da ciò che è meno rilevante, quindi possono apparire meno reattive.
In sintesi, non è tanto l’età a “aumentare la sensibilità”, quanto i cambiamenti psicologici, relazionali e di esperienza che possono rendere alcune emozioni più significative o più facilmente attivabili.
Un caro saluto.
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