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Esperienze

Psicologa laureata presso il C.U.M.O. dell’Università di Messina con una Laurea Magistrale in Psicologia e Neuroscienze Cognitive. Il mio percorso nasce dall’incontro tra mente, comunicazione ed emozioni: prima di dedicarmi alla psicologia ho infatti conseguito una laurea in Comunicazione a Catania e un Master in Editoria e Comunicazione a Roma.

Mi occupo di benessere psicologico con particolare attenzione ai temi dell’immagine corporea, dei disturbi del comportamento alimentare, delle relazioni familiari e di coppia e, più in generale, delle dinamiche legate all’affettività.

Credo profondamente nell’importanza della formazione continua: per questo seguo costantemente corsi di aggiornamento e perfezionamento per offrire strumenti sempre più efficaci e attuali.

Accanto all’attività professionale svolgo anche divulgazione sui social, dove condivido contenuti dedicati alla psicologia, con l’obiettivo di rendere la conoscenza della mente e delle relazioni più accessibile e vicina alla vita quotidiana. 

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Alessia Melzer

Via Napoli, 57, Noto 96017

Si comunica ai pazienti, che nel mese di agosto lo studio resterà aperto e sarà possibile prenotare le visite sia in presenza sia online. Come sempre per ulteriori informazioni non esitate a contattarmi. Tutti i miei recapiti sono disponibili su MioDottore

13/07/2026

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    35 €

  • Colloquio psicologico

    40 €

  • Colloquio psicologico clinico

    40 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    50 €

  • Colloquio psicologico individuale

    40 €

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Alessia Melzer
Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer

Via Napoli, 57, Noto 96017

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7 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Puntualità
  • Spiegazioni dettagliate
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  • A

    Alessandra

    Bravissima davvero, molto empatica gentile , capisce e consiglia, dettagliata nelle spiegazioni , molto professionale

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Ti ringrazio di cuore, per questo tuo pensiero. Sono sicura che dal tuo percorso riusciremo a trovare tutte le risposte.


  • A

    A.W.

    Sì ha la sensazione di libertà di espressione come se uno si rivolgesse ad una persona familiare …

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Un sincero grazie per questa recensione. Mi fa piacere che abbia sentito la libertà di esprimersi con spontaneità e autenticità. Costruire un clima di fiducia, in cui la persona possa sentirsi ascoltata e accolta senza timore di giudizio, è uno degli aspetti più importanti del percorso terapeutico. Grazie per aver condiviso la sua esperienza.


  • C

    Chiara

    Molto professionale..
    Perfetta nei modo di esporsi..

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Sono molto felice per questo riscontro e ti ringrazio per le tue parole.


  • P

    P.M

    Trovo il percorso con la dottoressa Melzer davvero stimolante. La dottoressa è empatica e mi dà dei punti di vista interessanti. Inoltre il suo studio è molto accogliente e mi sento libero di esprimermi, sapendo di essere ascoltato e capito. Consiglio il percorso vivamente.

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Ti ringrazio per aver lasciato una recensione. Sono molto felice di sapere che sei soddisfatto del percorso e di sentirti libero di esprimerti in fase di terapia. Avanti tutta!


  • T

    Toni

    Esperienza molto interessante. La dottoressa Melzer è una persona molto professionale e attenta, sono rimasto molto soddisfatto.

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Grazie per la testimonianza!


  • F

    F.

    Mi sono affidata alla professionalità della dott.ssa Melzer, il risultato è stato ottimo! La dottoressa è una professionista attenta, empatica e molto dolce e soprattutto sa ascoltarti e consigliarti la soluzione migliore per te. Ha saputo mettermi a mio agio con la sua allegria. Vi consiglio di affidarvi a lei per le vostre consulenze psicologiche.

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Grazie per la tua testimonianza


  • M

    M.A

    Sono stata felice di conoscere la dott.ssa Melzer, una professionista attenta e pronta a farti scoprire nuovi lato di te. Empatica, comprensiva, una buona ascoltatrice. So già che questo percorso mi darà tanto. Grazie mille!

     • Studio Privato Dott.ssa Alessia Melzer • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Melzer

    Grazie per la tua testimonianza!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere. Ho ascoltato alcuni con

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere.
Ho ascoltato alcuni contenuti di una persona che parla di crescita interiore, consapevolezza e della necessità di osservare i propri pensieri, le proprie paure e i propri desideri, anziché cercare sempre di evitare il disagio.
Il mio dubbio è questo: io vorrei vivere serenamente, lavorare, divertirmi, dedicarmi alla mia famiglia e cercare di essere una brava persona, senza passare troppo tempo ad analizzare me stesso o a chiedermi continuamente se sto vivendo nel modo giusto.
Vorrei anche prendere spunto da alcuni insegnamenti che trovo utili, ma senza dover verificare continuamente se li sto applicando correttamente, né classificare me stesso o gli altri in base al loro livello di consapevolezza.
Mi chiedo quindi:
* È possibile vivere bene e maturare come persona senza intraprendere necessariamente un percorso di ricerca interiore approfondito?
* Qual è la differenza tra evitare una difficoltà per paura e scegliere legittimamente di non dedicare tempo a qualcosa che non si ritiene importante?
* È utile osservare ogni pensiero e ogni emozione, oppure è possibile lasciarli
Perché a volte mi passa un pensiero un dubbio ma non sto sempre li ad osservarlo ma faccio altro forse è la cosa è positiva ma non faccio come dice il maestro ovvero il counseling che non sto nel dolore o nella noia non ho capito bene cosa dovrei fare forse non dovrei fare altro e stari lì nel pensiero , io durante la giornata sono molto attivo mi piace fare tante cose ma questo inevitabilmente non mi fa fermare molto nella noia e nel dolore

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Alessia Melzer

Buongiorno, credo che la tua domanda tocchi un punto molto importante: la crescita personale dovrebbe aiutarci a vivere meglio, non diventare un ulteriore motivo di preoccupazione o di controllo su noi stessi. È certamente possibile maturare come persone senza intraprendere necessariamente un percorso approfondito di ricerca interiore. Si cresce anche attraverso il lavoro, le relazioni, la famiglia, le responsabilità quotidiane, gli errori, le esperienze e il modo in cui impariamo a trattare gli altri. Non è necessario analizzare continuamente ciò che si prova per diventare persone più consapevoli o più mature. Anche la consapevolezza può essere vissuta in modo semplice: accorgersi di come stiamo, riconoscere quando abbiamo sbagliato, ascoltare una persona a cui vogliamo bene, imparare qualcosa da una difficoltà e, quando serve, fermarsi a riflettere. Non deve necessariamente trasformarsi in un'attività mentale costante.

Per quanto riguarda la differenza tra evitare il dolore e scegliere di dedicarsi ad altro, credo sia utile guardare alla propria libertà di scelta. Se ogni volta che emerge un'emozione spiacevole senti di dover scappare immediatamente, perché non riesci a tollerarla, forse c'è qualcosa che merita di essere compreso. Ma se un pensiero o un'emozione arrivano, li riconosci e poi scegli di continuare la tua giornata, non significa automaticamente che tu stia evitando qualcosa.

Per esempio, se ti viene un dubbio e decidi di tornare al lavoro, di fare sport, di stare con la tua famiglia o di dedicarti a un'attività che ti piace, può essere una scelta del tutto sana. Non sei obbligato a fermarti ogni volta per capire da dove venga quel dubbio, che cosa significhi o quale insegnamento nasconda. Lo stesso vale per la noia. Non è necessario cercare deliberatamente momenti di noia o rinunciare alle proprie attività per dimostrare di saper stare con se stessi. La noia può essere un'esperienza da accogliere quando si presenta, ma non è un obiettivo da raggiungere. Se ti piace essere attivo, fare tante cose e vivere esperienze, questo può semplicemente far parte del tuo modo di essere.

Naturalmente, c'è una differenza tra essere attivi perché la vita ci interessa e riempire ogni momento perché il silenzio ci spaventa. Ma questa differenza non si può stabilire soltanto dal numero di attività che svolgiamo. Puoi chiederti, con gentilezza, se sei libero di fermarti quando ne hai voglia, senza obbligarti a farlo per metterti alla prova. Quanto all'insegnamento di osservare i pensieri e rimanere nel dolore, credo sia importante non interpretarlo come un obbligo a soffrire o a restare immobili davanti a ogni emozione. Osservare un pensiero significa, per esempio, accorgersi che è arrivato, senza doverlo necessariamente analizzare, combattere o seguire. Puoi pensare: «In questo momento ho un dubbio», riconoscerlo e poi continuare quello che stavi facendo. Anche questo è un modo di osservare, perché non hai necessariamente bisogno di risolvere quel pensiero prima di andare avanti.

Se invece senti tristezza, paura o disagio, puoi concederti un momento per riconoscere quello che provi, senza giudicarti e senza pretendere di farlo sparire subito. A volte può essere utile restare un po' con quell'emozione, soprattutto se tende a ripresentarsi o se ti segnala un bisogno importante. Altre volte, invece, è del tutto naturale proseguire con le proprie attività e lasciare che l'emozione faccia il suo corso. Non esiste una regola per cui ogni emozione debba essere approfondita fino in fondo. E non è necessario dimostrare di essere consapevoli riuscendo a sopportare il dolore più a lungo possibile.

Mi sembra importante anche un altro aspetto: quando un insegnamento ci porta a domandarci continuamente se stiamo vivendo nel modo giusto, se stiamo applicando correttamente una pratica o se siamo abbastanza consapevoli, rischiamo di trasformare la ricerca interiore in una nuova forma di controllo. Invece di sentirci più liberi, cominciamo a sorvegliarci continuamente.
Paradossalmente, anche il bisogno di osservare ogni pensiero può diventare un pensiero da osservare, innescando una ricerca senza fine.

Per questo prenderei dagli insegnamenti che ascolti ciò che ti aiuta concretamente a vivere meglio, senza sentirti obbligato ad accettare ogni indicazione come una verità assoluta. Puoi apprezzare un maestro senza dover seguire alla lettera tutto ciò che dice. E non è necessario classificare te stesso o gli altri in base al livello di consapevolezza.

Non devi fare della consapevolezza un compito da svolgere durante tutta la giornata. Può essere una risorsa a cui attingere quando ti serve, non un obbligo da rispettare in ogni momento.


Donna 35 anni. Dopo 10 anni (2 di convivenza), la partner (38) mi ha lasciata per calo di sentimento

Donna 35 anni. Dopo 10 anni (2 di convivenza), la partner (38) mi ha lasciata per calo di sentimento, sentendosi trascurata a causa di un mio blocco apatico. Lo shock mi ha risvegliata e ho capito i miei errori. Ora siamo in no contact; lei dice che prova a ritrovare il sentimento ma non ci riesce e si irrigidisce se parlo del nostro legame. Come posso comunicare con lei senza creare un muro? Aspettare ancora rischia di allontanarla per sempre?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Alessia Melzer

Per come descrivi la situazione, sembra che si sia verificato un ciclo abbastanza comprensibile: per un periodo tu eri emotivamente meno disponibile, lei si è sentita sola e probabilmente ha provato a cercarti. Quando ha deciso di interrompere la relazione, invece, le posizioni si sono invertite: tu ti sei riattivata emotivamente e hai iniziato a cercare un contatto, mentre lei ha preso distanza. Questo tipo di inversione è frequente nelle crisi di coppia.

Quando dici che "si irrigidisce se parlo del nostro legame", quello che emerge è che il tema della relazione, in questo momento, per lei sembra essere associato a pressione, fatica o senso di responsabilità. Non significa necessariamente che non provi più nulla; significa che oggi quel tema la porta a chiudersi.

Per questo motivo, il paradosso è che cercare continuamente di rassicurarla sul cambiamento o di convincerla dei tuoi sentimenti rischia di produrre l'effetto opposto: più il legame viene portato al centro della conversazione, più lei può sentire il bisogno di difendere il proprio spazio.

Rispetto all'attesa, capisco la paura: "Se aspetto troppo, la perderò per sempre". È un pensiero molto umano, ma non possiamo sapere se sia vero. Dal punto di vista relazionale, però, c'è una distinzione importante.

Non è tanto il tempo a creare distanza quanto il significato che quel tempo assume.

Se il tempo viene vissuto come un silenzio carico di aspettativa ("sto aspettando che torni"), spesso mantiene entrambe le persone bloccate.
Se invece diventa uno spazio in cui ciascuna può realmente fare esperienza di sé e dei propri cambiamenti, allora può diventare un elemento favorevole, indipendentemente dall'esito della relazione.

Le persone, soprattutto dopo una lunga relazione, raramente cambiano idea perché ricevono spiegazioni migliori. Più spesso iniziano a riconsiderare l'altro quando osservano nel tempo comportamenti coerenti, stabili e non orientati a ottenere una risposta immediata.
Questo non garantisce una riconciliazione. Lei potrebbe comunque scegliere di non tornare. Ma è il modo di comunicare che offre le maggiori possibilità di non alimentare quel "muro" che descrivi: meno pressione sul futuro della coppia e più testimonianza concreta del cambiamento, lasciandole la libertà di avvicinarsi o meno ai propri tempi.


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