Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Sto attraversando un periodo molto pesante, segnato da forti tens
Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Sto attraversando un periodo molto pesante, segnato da forti tensioni a casa con i miei e da un rapporto con il cibo diventato ingestibile.
Ho sempre fatto diete: a volte sono dimagrito, altre no. Quando sono sotto stretto controllo, ad esempio facendo controlli ed esami periodici settimanali, riesco a perdere peso meglio, ma dopo un po' finisco puntualmente per mandare tutto all'aria con episodi compulsivi. Ultimamente la situazione è fuori controllo e non mi fa vivere bene: ogni giorno mangio senza sosta, esco appositamente da solo a comprare grandi quantità di cibo e continuo ad abbuffarmi anche subito dopo aver mangiato a casa, pur sapendo razionalmente che non dovrei farlo.
A questo si uniscono un forte calo dell'umore, un costante senso di vuoto, momenti di buio e un'incapacità quasi totale di concentrarmi sullo studio. In passato ho già fatto psicoterapia, ma sentivo che la professionista perdeva il filo tra una seduta e l'altra e che gli incontri si riducessero a un semplice sfogo verbale senza reali progressi.
Vorrei chiedere: come imposta concretamente il lavoro uno psicoterapeuta (ad esempio cognitivo-comportamentale) per spezzare questo circolo di diete restrittive, abbuffate, isolamento e blocco nello studio? Quali strumenti pratici si usano fin da subito e come si monitorano i progressi nel tempo per mantenere una direzione chiara?