Sono una ragazza e ho 27 anni. Soffro da sempre di ossessioni. E ho quasi da sempre la percezione di
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Sono una ragazza e ho 27 anni. Soffro da sempre di ossessioni. E ho quasi da sempre la percezione di non avere davvero emozioni.
Ne negative ne positive...
Da che io ricordi la mia mente razionale ha sempre vinto sulle emozioni schiacciandole chissà dove. Perfino a 8 anni avevo alcuni episodi di ossessioni sulla paura di sucidarmi.
Ricordo poche volte in cui le emozioni mi hanno presa a sberle perché non ho avuto il tempo di pensarci. Ma quando poi ci penso iperpenso e diventa tutto vuoto...
Anche un pianto viene osservato come fossi uno scienziato alla ricerca di prove. Quando accade qualcosa di brutto ho una reazione emotiva ma poi slitta in qualche rimugino che mi spegne. Siccome sto così a volte penso ma allora quando ci sarà qualcosa di brutto brutto come un lutto potrebbero sopraffarmi le emozioni? E ho paura, sento paura e bisogno di mettere in ordine con le rassicurazioni. Potrei perdere " finalmente " questo controllo che mi fa sentire poco umana? Secondo me non è detto manco in quel caso. Perché ho così poca capacità di sentire ? In fondo sentire non è manco una cosa così bella se senti dolore. Allora dovrei essere contenta ma sento manca qualcosa dentro di me profondamente. Parlandone in terapia mi dissero che forse avevo sentito pure troppo e quindi per difesa mi sono " congelata". Ma questo è un problema. Non sentire nulla o quasi nulla. È un brutto periodo per me non ho amici non ho lavoro non mi piace nulla non ho ambizioni o progetti penso a farmi male o sucidarmi e diventa una paura ossessiva. Però non direi che sto soffrendo ma che mi sento " bollita" e " spenta " incapace di reagire e facendo ogni giorno le stesse cose meccanicamente senza spirito. Non riesco a dedicarmi ad altre cose perché so che arrivano i pensieri ossessivi e la fatica sia prima che dopo.
Rimugino continuamente. A volte scoppio per rabbia e spacco qualcosa o piango ma sono eventi che capitano poco. Razionalizzo tutto quanto e ci rimugino in modo ossessivo. Forse per quello non sento nulla ? Sono diventata solo una mente ?
Forse le emozioni mi fanno così paura che la mia mente ha imparato a " oscurarle" ?
Sono sempre confusa senza una direzione manco minima. Devo fare tutto a caso al buio. Ma in realtà sono ferma da tempo. Si muovono solo i pensieri e le paure.
La mia emozione principale più sperimentata è l'ansia la sensazione di imminente pericolo. La paura di sbagliare, di essere giudicata. Per un nulla catastrofizzo anche piccoli sintomi fisici. Ho ansia sociale. In pratica ho solo paura e ossessioni. Sono diventata questo. A fatica mi ricordo le vecchie emozioni positive, sentirsi contenti e appagati da qualcosa...
Come spiegare tutto questo vuoto ?
Ne negative ne positive...
Da che io ricordi la mia mente razionale ha sempre vinto sulle emozioni schiacciandole chissà dove. Perfino a 8 anni avevo alcuni episodi di ossessioni sulla paura di sucidarmi.
Ricordo poche volte in cui le emozioni mi hanno presa a sberle perché non ho avuto il tempo di pensarci. Ma quando poi ci penso iperpenso e diventa tutto vuoto...
Anche un pianto viene osservato come fossi uno scienziato alla ricerca di prove. Quando accade qualcosa di brutto ho una reazione emotiva ma poi slitta in qualche rimugino che mi spegne. Siccome sto così a volte penso ma allora quando ci sarà qualcosa di brutto brutto come un lutto potrebbero sopraffarmi le emozioni? E ho paura, sento paura e bisogno di mettere in ordine con le rassicurazioni. Potrei perdere " finalmente " questo controllo che mi fa sentire poco umana? Secondo me non è detto manco in quel caso. Perché ho così poca capacità di sentire ? In fondo sentire non è manco una cosa così bella se senti dolore. Allora dovrei essere contenta ma sento manca qualcosa dentro di me profondamente. Parlandone in terapia mi dissero che forse avevo sentito pure troppo e quindi per difesa mi sono " congelata". Ma questo è un problema. Non sentire nulla o quasi nulla. È un brutto periodo per me non ho amici non ho lavoro non mi piace nulla non ho ambizioni o progetti penso a farmi male o sucidarmi e diventa una paura ossessiva. Però non direi che sto soffrendo ma che mi sento " bollita" e " spenta " incapace di reagire e facendo ogni giorno le stesse cose meccanicamente senza spirito. Non riesco a dedicarmi ad altre cose perché so che arrivano i pensieri ossessivi e la fatica sia prima che dopo.
Rimugino continuamente. A volte scoppio per rabbia e spacco qualcosa o piango ma sono eventi che capitano poco. Razionalizzo tutto quanto e ci rimugino in modo ossessivo. Forse per quello non sento nulla ? Sono diventata solo una mente ?
Forse le emozioni mi fanno così paura che la mia mente ha imparato a " oscurarle" ?
Sono sempre confusa senza una direzione manco minima. Devo fare tutto a caso al buio. Ma in realtà sono ferma da tempo. Si muovono solo i pensieri e le paure.
La mia emozione principale più sperimentata è l'ansia la sensazione di imminente pericolo. La paura di sbagliare, di essere giudicata. Per un nulla catastrofizzo anche piccoli sintomi fisici. Ho ansia sociale. In pratica ho solo paura e ossessioni. Sono diventata questo. A fatica mi ricordo le vecchie emozioni positive, sentirsi contenti e appagati da qualcosa...
Come spiegare tutto questo vuoto ?
Gentile utente, è molto più di "tutto questo" e forse quello che non ne è compreso è un punto cruciale da cui partire. La psicoterapia la aiuterà, deve e può dare un principio alla sua cura. I miei auguri migliori
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Cara ragazza il vuoto non si spiega ma con il giusto paracadute ( che è la psicoterapia) sono certo che potrà assaporare quelle sensazioni o emozioni che crede di non sentire più. al momento mi sembra un paracadutista in caduta libera e con gli occhi chiusi. si lasci aiutare da colleghi della sua zona in studio o, se preferisce, in modalità online anche con il sottoscritto.
saluti.
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Gentile utente,
credo che una buona psicoterapia le potrà fornire l'aiuto di cui necessita: è stata molto dettagliata nella spiegazione della sua esperienza ma solo con un buon intervento focalizzato potrà prender consapevolezza rispetto alle sue sensazioni e dargli il giusto significato.
Cordialmente
Dott.ssa Stefania Romanelli
credo che una buona psicoterapia le potrà fornire l'aiuto di cui necessita: è stata molto dettagliata nella spiegazione della sua esperienza ma solo con un buon intervento focalizzato potrà prender consapevolezza rispetto alle sue sensazioni e dargli il giusto significato.
Cordialmente
Dott.ssa Stefania Romanelli
Cara utente, grazie per aver condiviso quanto sente, non deve essere stato facile.
Si prenda cura di quella parte di sé che ha bisogno di essere ascoltata. L’unico modo per farlo è chiedere aiuto.
Le auguro un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Francesca Tardio
Si prenda cura di quella parte di sé che ha bisogno di essere ascoltata. L’unico modo per farlo è chiedere aiuto.
Le auguro un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Francesca Tardio
Buonasera, valuti l'inizio di una terapia. Uno spazio solo per lei, ove possa raccontarsi e possa mettere in movimento, con l'aiuto di uno specialista, ciò che le sembra così congelato, ma che in realtà, sotto la forma dell'angoscia, si affaccia urgente.
SM
SM
Gentile utente, credo che sia necessario mettere in comunicazione la sua parte razionale con quella emotiva. L'equilibrio non deriva dal prevedere tutto perché ciò non è possibile, ma dall'avere fiducia che si abbiano le forze per fronteggiare ciò che ci è sconosciuto. Credo, da ciò che scrive, che sia un suo modo di difendersi e sarebbe bene indagare il perché è arrivata ad anestetizzarsi. Non so se continua ancora il suo percorso di psicoterapia ma se così non fosse sarebbe bene iniziarne uno.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buona sera, sembrerebbe che lei utilizzi la logica e la razionalità per proteggersi da qualcosa (forse una percezione di pericolo o di sofferenza). Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico per riuscire a trovare una risposta ad ogni sua domanda. Attraverso l'indagine e l'analisi delle sue difficoltà, presenti e passate, un professionista esperto sarà sicuramente in grado di aiutarla a tirare i fili di questa matassa apparentemente ingarbugliata.
Gent utente, la sua lettera è bellissima e con grande lucidità descrive quanto prova. A mio parere, le emozioni dentro di lei co sono tutte, bloccate da una potente difesa razionale che arriva al pensiero ossessivo pur di difendersi. Una psicoterapia potrebbe fare molto per lei, liberarla dalla prigione delle ossessioni e far venire alla luce il bello del suo sentire. Resto a disposizione anche online. Un caro saluto, Daniela Benvenuti
Buonasera. Le consiglio anche io una psicoterapia per liberarsi dall'ossessione e scoprire quanto ha congelato e oscurato. Lì sotto si trovano tutta la sua vitalità e il suo desiderio.
È molto giovane si dia la possibilità di stare bene. Cari saluti
È molto giovane si dia la possibilità di stare bene. Cari saluti
Buonasera, nella sua lunga lettera ci sono descritte un infinità di emozioni che le affollano la mente solo che non riesce ad incanalarle nella maniera giusta. Sicuramente rivolgendosi ad uno spicoterapeuta dovrà fare un percorso su di sè ed elaborare la sua paura nel contattare le sue emozioni. Soprattutto che traumi hanno attraversato la sua giovane vita. La terapia EMDR è perfetta x elaborare tutto ciò che non riusciamo a far venire alla coscienza, tramite la sensibilizzazione, rielaborazione attraverso i movimenti oculari di traumi che non riusciamo a sciogliere, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Buongiorno, leggendola ho avuto l'impressione di una grande fatica... Descrive la sua esistenza come limitata e ripetitiva e non mi sorprende che ad un certo punto questo le risulti insopportabile tanto da avere l'impressione di una stasi vuota di emozioni e stimoli. Ha descritto molto bene come, però, la sensazione di doversi in qualche modo proteggere le impedisca di operare scelte diverse. Lungi dall'essere priva di senso, questa sua condizione può essere compresa e accolta ed offrirle un'importante occasione per comprendersi e per esplorare l'esistenza di altre possibilità, qualora lei se la sentisse d' intraprendere un nuovo percorso terapeutico.
Immagino che non le sembri la scelta più semplice in questo momento ma potrebbe valerne la pena.
Dr.ssa Alice Gorelli
Immagino che non le sembri la scelta più semplice in questo momento ma potrebbe valerne la pena.
Dr.ssa Alice Gorelli
Buongiorno, dal mio punto di vista la sua difficoltà attuale è molto chiara ed ha un nome ben preciso. La paura e la conseguente tristezza la stanno portando all’ immobilità ma da tutto questo se ne può gradualmente uscire seguendo uno specifico percorso terapeutico. Cordiali saluti
Buonasera, il quadro che lei descrive di assenza di emozioni e di vuoto appartiene a una situazione che è contrassegnata da una forte angoscia. Come si è resa anche lei conto, i pensieri ossessivi intervengono quando lei si propone di agire e servono a impedirle di farlo e a fare il vuoto mentale. E' il modo che lei ha trovato per difendersi dai suoi desideri rendendoli impossibili. Di fronte a tutto questo non può far altro che una psicoterapia psicanalitica perchè non si tratta di correggere dei comportamenti o dei falsi convincimenti, ma di trovare la via del proprio desiderio. Cordiali saluti PG
Gentile ragazza la ringrazio per averci reso partecipi della sua situazione e dei suoi vissuti. La sfera emotiva può spesso generare confusioni in particolare in questo periodo difficile che stiamo affrontando. Non è facile mettere ordine tra le emozioni se si fatica a correttamente individuarle e riconoscerle. Quello che le posso consigliare è di rivolgersi a uno psicoterapeuta che la possa aiutare in un lento processo di alfabetizzazione emotiva, riconoscimento e collocamento delle emozioni allo scopo di trovare assieme a lei stili di vita maggiormente funzionali al suo benessere. Sempre a disposizione la invito a farsi coraggio che si possono trovare strategie opportune. Cordialmente Gian Piero dott Grandi
Gentile ragazza, i disturbi ossessivi fanno parte della più ampia categoria dei disturbi d'ansia ed in essi il desiderio/bisogno di controllo assume un rilievo prevalente. Lei infatti dice che l'ansia è la sua emozione più sperimentata. Posso dirle che la Terapia Strategica Breve ha studiato a fondo tali tipi di disturbo, ideando protocolli specifici di cura che risultano efficaci in tempi brevi in notevole percentuale di casi, secondo studi condotti da esperti di questo indirizzo terapeutico. Le consiglio pertanto di contattare uno psicoterapeuta.
Gentile utente di mio dottore,
ho letto attentamente quanto da lei scritto e si perepisce la sua enorme sofferenza nel sentirisi incompleta non avendo al momento capicità di vivere le emozioni sino in fondo. Inoltre è molto presente questa sintomatologia ossessiva all' interno della sua vita al punto che quasi tende ad invalidare qualsiasi genere di attività della vita quotidiana. Ad oggi il sintomo sembrerebbe paralizzarla. Ha parlato di terapia fatta in passato,sarebbe interessante capire come mai abbia abbandonato il percorso ed inoltre non è chiaro se nel corso della sua vita abbia mai richiesto consulto psichiatrico per eventuale somministrazione farmacologica vista la impossibilità nel tenere a bada le sue preoccupazioni ed i suoi pensieri ossessivi. Sento di consigliarle di ricomiciare quanto prima una psicoterapia affidandosi ad uno specialista e di richiedere un consulto psichiatrico che abbia come obiettivo prescrizione farmacologica, che possa aiutarla a frenare la sintomatologia ansiosa questo sino a che non riuscirà a gestirla da sè acquisendo maggiori strumenti con l'ausilio del trattamento psicoterapico.
Proceda nel modo indicatole, e verdà che col tempo le cose andranno meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
ho letto attentamente quanto da lei scritto e si perepisce la sua enorme sofferenza nel sentirisi incompleta non avendo al momento capicità di vivere le emozioni sino in fondo. Inoltre è molto presente questa sintomatologia ossessiva all' interno della sua vita al punto che quasi tende ad invalidare qualsiasi genere di attività della vita quotidiana. Ad oggi il sintomo sembrerebbe paralizzarla. Ha parlato di terapia fatta in passato,sarebbe interessante capire come mai abbia abbandonato il percorso ed inoltre non è chiaro se nel corso della sua vita abbia mai richiesto consulto psichiatrico per eventuale somministrazione farmacologica vista la impossibilità nel tenere a bada le sue preoccupazioni ed i suoi pensieri ossessivi. Sento di consigliarle di ricomiciare quanto prima una psicoterapia affidandosi ad uno specialista e di richiedere un consulto psichiatrico che abbia come obiettivo prescrizione farmacologica, che possa aiutarla a frenare la sintomatologia ansiosa questo sino a che non riuscirà a gestirla da sè acquisendo maggiori strumenti con l'ausilio del trattamento psicoterapico.
Proceda nel modo indicatole, e verdà che col tempo le cose andranno meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, ha descritto molto bene il suo disagio e i suoi pensieri ricorrenti, quello che Lei chiama ossessioni, e nella sua difficoltà nel gestirli. Nel suo racconta mi sembra anche di aver capito che aveva iniziato un percorso psicologico che la inviterei a riprendere per una scoperta "guidata" dei suoi pensieri automatici negativi .. a piccoli passi. Cordiali saluti Dottssa Anna Rita Grimaldi
Gentile utente, leggendo le sue parole si percepiscono tante emozioni che vorrebbero farsi spazio dentro di lei...per questo motivo le consiglio di affidarsi ad un terapeuta che la possa guidare e accompagnare in un percorso di riscoperta di se stessa. Vedrà che le sue giornate saranno poi caratterizzate da tante sfumature di colori.
Serena Pezzati
Serena Pezzati
Buonasera,
nel leggere non noto solamente paura, ma anche disperazione e una richiesta di aiuto urgente.
Si ascolti ed inizi un percorso profondo, sta rischiando troppo e non vuole continuare in questo limbo
Le faccio i miei migliori auguri
Dott M Adelaide Paolucci
nel leggere non noto solamente paura, ma anche disperazione e una richiesta di aiuto urgente.
Si ascolti ed inizi un percorso profondo, sta rischiando troppo e non vuole continuare in questo limbo
Le faccio i miei migliori auguri
Dott M Adelaide Paolucci
Buongiorno. Comprendo profondamente questo senso di "congelamento" che descrive; sentirsi come uno scienziato che osserva il proprio pianto senza riuscire ad abitarlo è un’esperienza che genera un vuoto paradossalmente molto rumoroso. È come se Lei vivesse in una fortezza costruita per proteggersi, dove però le mura sono diventate così alte da non lasciar passare più nemmeno la luce.
Questo meccanismo, che in psicologia chiamiamo intellettualizzazione o isolamento dell'affetto, non è una Sua mancanza di umanità, ma una difesa estrema. Quando il mondo interno viene percepito come un territorio troppo pericoloso o catastrofico, la mente "taglia i fili" con il corpo per evitare di essere sommersa. Le Sue ossessioni, il rimuginio costante e l'iper-controllo sono i guardiani di questo congelamento: finché la mente è impegnata a analizzare, catalogare o temere un pericolo, non deve sentire il dolore o la solitudine sottostante. Lei non è diventata "solo una mente", ma una persona che ha dovuto rifugiarsi nel pensiero per sopravvivere a emozioni che, forse, in passato sono state davvero troppo forti per essere contenute.
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico e gruppoanalitico può intervenire proprio lavorando su questa "matrice" di significati: l'obiettivo non è forzarLa a sentire — cosa che Le farebbe solo più paura — ma creare un legame terapeutico sicuro dove il ghiaccio possa iniziare a sciogliersi lentamente. In questo spazio protetto, le emozioni possono tornare a fluire non come minacce di perdita di controllo, ma come segnali di vita che Le restituiscano una direzione. Ritrovare la capacità di "sentire" significa tornare a esistere come soggetto attivo della propria storia, non più come spettatrice analitica di un vuoto.
Le porgo i miei più cari e sentiti saluti, con l'augurio che possa presto tornare a sentire il calore della Sua stessa vita,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta
Questo meccanismo, che in psicologia chiamiamo intellettualizzazione o isolamento dell'affetto, non è una Sua mancanza di umanità, ma una difesa estrema. Quando il mondo interno viene percepito come un territorio troppo pericoloso o catastrofico, la mente "taglia i fili" con il corpo per evitare di essere sommersa. Le Sue ossessioni, il rimuginio costante e l'iper-controllo sono i guardiani di questo congelamento: finché la mente è impegnata a analizzare, catalogare o temere un pericolo, non deve sentire il dolore o la solitudine sottostante. Lei non è diventata "solo una mente", ma una persona che ha dovuto rifugiarsi nel pensiero per sopravvivere a emozioni che, forse, in passato sono state davvero troppo forti per essere contenute.
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico e gruppoanalitico può intervenire proprio lavorando su questa "matrice" di significati: l'obiettivo non è forzarLa a sentire — cosa che Le farebbe solo più paura — ma creare un legame terapeutico sicuro dove il ghiaccio possa iniziare a sciogliersi lentamente. In questo spazio protetto, le emozioni possono tornare a fluire non come minacce di perdita di controllo, ma come segnali di vita che Le restituiscano una direzione. Ritrovare la capacità di "sentire" significa tornare a esistere come soggetto attivo della propria storia, non più come spettatrice analitica di un vuoto.
Le porgo i miei più cari e sentiti saluti, con l'augurio che possa presto tornare a sentire il calore della Sua stessa vita,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta
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