Sono diventata insofferente a mia suocera a cui stiamo correndo dietro ormai da 10 anni e a mio mari

25 risposte
Sono diventata insofferente a mia suocera a cui stiamo correndo dietro ormai da 10 anni e a mio marito che vive solo di lavoro. Non abbiamo più una vita coniugale, non parliamo quasi più, sesso dimenticato,... Sono sbagliata io??
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Cara,
quello che racconti è il grido silenzioso di un malessere che, con il tempo, è diventato pesante da portare da sola. No, non sei sbagliata. Sentirsi esausta, trascurata, o arrabbiata in una relazione che sembra non nutrire più i tuoi bisogni non è segno di debolezza o di egoismo: è umano.

Dieci anni a rincorrere qualcun altro — tua suocera, tuo marito, forse anche un’idea di famiglia — possono logorare anche la persona più paziente. E quando il dialogo si interrompe, l’intimità si spegne e la solitudine si fa sentire proprio dentro la coppia, è naturale che nascano domande dolorose come la tua.

La verità è che i tuoi sentimenti meritano spazio, voce e rispetto. Non si tratta di colpe, ma di bisogni non riconosciuti. Forse è arrivato il momento di rimettere al centro anche te stessa, non per allontanarti dagli altri, ma per riavvicinarti a te — ai tuoi desideri, al tuo sentire, alla tua dignità affettiva.

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Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,

mi dispiace molto per il momento di disagio che sta vivendo. Le sue emozioni sono comprensibili e legittime: sentirsi trascurata all'interno della relazione, percepire uno squilibrio nei ruoli familiari e nella gestione degli affetti può generare frustrazione e senso di solitudine.

Non c’è nulla di “sbagliato” in lei: spesso, in situazioni di lungo corso come quella che descrive, si finisce per mettere da parte i propri bisogni, fino a quando il peso diventa difficile da sostenere. Prendersi cura di sé, riconoscere ciò che non funziona più e cercare uno spazio per riflettere sul proprio benessere sono passi importanti e coraggiosi.

Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a chiarire cosa desidera davvero, a ritrovare la propria voce e a comprendere come muoversi in questa fase complessa.

Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Gentile utente,
Le coppie hanno bisogno di lavorare su loro stessi e la relazione richiede impegno e continuità.
Nel tempo è necessario contrattare spesso il proprio rapporto di coppia, i partner cambiano, crescono e hanno bisogni e necessità sempre differenti.
Se sente una distanza tra lei e suo marito provi a confrontarsi con lui e magari valutare una terapia di coppia.

Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Sara Anderlini
Psicologo, Psicologo clinico
Gualdo Tadino
Per poter rispondere e aiutarla, occorrerebbero più dettagli. Cosa intende che le "state correndo dietro"? Come si sente in merito a ciò e a suo marito? Potrebbe valutare di prendersi uno spazio per potersi chiarire le idee su ciò che sente e su come può stare con tutto questo, partendo dal presupposto che non è sbagliata, le sue emozioni sono legittime.
Buongiorno, talvolta quando proviamo ad esternare i nostri bisogni e non vengono riconosciuti potremmo sentirci non accolti e di conseguenza pensare di essere sbagliati ma mostrarsi per ciò che si è non è mai sbagliato.
Posso immaginare che la situazione attuale non sia per niente semplice da gestire ma con alcuni accorgimenti sul vostro modo di comunicare potrebbe andare molto meglio.
Resto a sua disposizione se vorrà trovare un suo spazio sicuro dove sentirsi accolta.
Dott. Rocco Ressa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Palagiano
L'unica cosa di cui può essere certa è che lei non è assolutamente sbagliata. Le emozioni e le difficoltà che sta vivendo sono assolutamente comprensibili. Dovrebbe parlarne con suo marito e condividere con lui i suoi sentimenti e le sue difficoltà per cercare insieme di trovare una soluzione. Comunicare è fondamentale per cercare di riscoprire un rapporto di coppia e per ritrovare momenti di intimità. Dovrebbe anche cercare di dedicare del tempo a se stessa in attività che la facciano sentir bene. Se tutto questo ti sembra difficile potrebbe proporre a suo marito un percorso psicologico di coppia, diversamente potrebbe farlo anche individualmente. Ne trarrà certamente beneficio. Saluti
Dott.ssa Lucia Boniotti
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
I vissuti emotivi che si sperimentano sono legittimi. La sua frustrazione è comprensibile date le dinamiche familiari e la distanza con suo marito per questo periodo così prolungato. È naturale desiderare più equilibrio e connessione.
Le suggerirei di considerare un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, per affrontare queste difficoltà e ritrovare benessere nella sua vita.
Le mando un caro saluto,
dott.ssa Lucia Boniotti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la sua domanda, così diretta e carica di emozione, merita una risposta altrettanto attenta e rispettosa. Dal modo in cui si esprime traspare un grande peso emotivo che porta con sé da tempo, forse anche una certa solitudine, e soprattutto una domanda che, pur nella sua apparente semplicità, è dolorosa: “Sono sbagliata io?”. Quando ci sentiamo trascurati, quando i bisogni emotivi, relazionali o affettivi restano per lungo tempo insoddisfatti, è molto comune finire con il mettere in discussione noi stessi. Ma la prima cosa che vorrei dirle è che no, non è “sbagliata”. Lei è una persona che sta soffrendo, che si sente trascurata nella sua relazione e che sta cercando di comprendere dove stia andando la sua vita, il suo matrimonio e il suo equilibrio personale. Nel suo racconto emergono due temi molto significativi. Da un lato il rapporto con sua suocera, un legame che probabilmente ha assorbito energie, tempo e forse anche spazio mentale per un decennio. Dall’altro, la relazione con suo marito, che sembra aver perso, col tempo, quella qualità affettiva e comunicativa che è alla base di un legame di coppia sano e nutriente. Quando dice che "non parliamo quasi più" e che la sessualità è diventata un ricordo lontano, ci sta raccontando la storia di una connessione che si è assottigliata, forse logorata dalla routine, dal peso delle responsabilità o dalla mancanza di un reale dialogo emotivo. Nella terapia cognitivo-comportamentale lavoriamo molto sul significato che attribuiamo agli eventi, alle situazioni e soprattutto ai pensieri che nascono in noi. La domanda “sono sbagliata io?” è un pensiero automatico molto frequente in persone che si trovano a vivere relazioni frustranti o squilibrate, ma spesso è un pensiero disfunzionale: cioè, non aiuta a risolvere il problema, e alimenta invece un senso di colpa o di inadeguatezza che non ha fondamenta oggettive. È invece molto più utile fermarsi a osservare quali sono i bisogni non soddisfatti in questo momento della sua vita. Bisogno di attenzione, di ascolto, di complicità, di intimità, di reciprocità. Bisogni legittimi, profondamente umani, che non possono essere ignorati o messi da parte senza che lascino una traccia. La sua insofferenza verso sua suocera potrebbe essere il sintomo di un sovraccarico: dieci anni a “correre dietro” a qualcuno possono generare una frustrazione intensa, soprattutto se si percepisce che quel tempo ha sottratto energie alla coppia o alla sua persona. E se suo marito è centrato sul lavoro al punto da non lasciare spazio alla relazione con lei, è comprensibile che oggi si senta trascurata, invisibile, e forse anche arrabbiata. Non è sbagliata. Sta solo reagendo a un equilibrio che, con il tempo, si è rotto. È possibile ricostruire un dialogo? È possibile riattivare una connessione di coppia? In molti casi sì, ma serve una disponibilità reciproca. Il primo passo potrebbe essere proprio quello di iniziare a parlare in modo diverso, non accusatorio, ma autentico: esprimere i propri bisogni, anche il dolore, con chiarezza e sincerità. A volte può essere utile anche una consulenza di coppia, dove lo spazio è condiviso e facilitato da un professionista, così da permettere una comunicazione più efficace e protetta. Se suo marito non dovesse essere disponibile a questo confronto, resta comunque fondamentale che lei si dia il diritto di ascoltarsi. È importante che si chieda che cosa desidera davvero, non come colpa ma come atto di cura verso se stessa. Spesso, quando cambiamo atteggiamento nei confronti di noi stessi, anche le dinamiche intorno a noi iniziano lentamente a trasformarsi. Ha tutto il diritto di cercare una vita coniugale più piena, più viva, più equilibrata. E ha tutto il diritto di dire ad alta voce che così com’è ora, la situazione non la fa stare bene. Non è egoismo, non è sbagliato: è consapevolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Luana Carmen Foti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve e piacere di conoscerla. Posso immaginare il suo senso di frustrazione rispetto ad una situazione che ormai l'accompagna da anni. Credo che in questi casi la prima cosa da fare sia fare un passo indietro e ascoltarsi. E lei, forse, proprio ora, si sta permettendo di farlo. Magari in passato si è fatta andar bene tante cose... Cerchi di accogliere questo momento come una resa dei conti per guardarsi a fondo e porsi delle domande sulla sua vita. I momenti di crisi, se saputi utilizzare, possono essere portali di cambiamento e di rinascite meravigliose.
Dott.ssa Simona Durante
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Salve, l'insofferenza è un vissuto emotivo che ci parla di qualcosa che non ci sta più bene e con cui facciamo fatica a stare, come tutti i vissuti emotivi, ha piena dignità di esistere, non c'è qualcosa di sbagliato nel provarla, piuttosto sarebbe importante ascoltarla. Rispetto alla crisi coniugale, la invito a comunicare il suo stato di sofferenza e magari valutare insieme al suo partner un percorso di coppia in cui esplorare la mancanza di intimità. Saluti
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, sono dispiaciuto per la situazione che descrive, assolutamente non penso che lei sia sbagliata. La difficoltà nella gestione di sua suocera, il lavoro totalizzante di suo marito e l'assenza della dimensione sessuale ci stanno comunicando che nella relazione tra lei e suo marito da ormai un pò di tempo è in corso una crisi, delle divergenze stagnanti che portano ad allontanarsi. Mi chiedo se possa esistere uno spazio tra di voi per poter problematizzare quello che sta succedendo. L'assenza di dialogo e di confronto è assenza di vitalità della coppia. Lei in questo momento, attraverso questo messaggio, si sta forse chiedendo che ne è di voi, se sarà possibile ritrovare una dimensione di coppia piacevole , spensierata e vitale. La invito se avesse desiderio ad intraprendere un percorso, individuale o di coppia, per portare un pò di luce, chiarezza a queste sue domande.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buongiorno,
capisco quanto questa situazione possa essere pesante e logorante, soprattutto se va avanti da anni. Dalle sue parole emerge un forte senso di solitudine e trascuratezza. Ha mai avuto modo di esprimere chiaramente a suo marito come si sente e di cosa avrebbe bisogno, a livello emotivo e relazionale?
Spesso non c’è un “giusto” o uno “sbagliato” in questi casi: ci sono bisogni, emozioni e aspettative.
Parlare apertamente può essere difficile, ma a volte è il primo passo per recuperare un dialogo autentico e, se possibile, ricostruire l’intimità.
Resto a disposizione, dott.ssa Elena Dati
Dott.ssa Melissa Marchionni
Psicologo, Psicologo clinico
Colleverde
Gentile paziente,
le relazioni diventano molto faticose quando c'è di mezzo qualcuno di cui occuparsi e la sua frustrazione è molto comprensibile. Il problema non è essere o non essere sbagliati, ma ciò che si prova e se lei prova insofferenza può dare dignità a questa emozione. Dal momento che c'è di mezzo un'emozione e che assumiamo per certo che questa sia leggittima, può cercare dei canali funzionali per provare a pararne con le persone importanti della sua vita e vedere se può occuparsi di questa difficoltà insieme a qualcuno e non tenersela solo per sè.
Dott.ssa Noemi Braccini
Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Gentile Utente di MioDottore,
la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto. Comprendo quanto ciò che descrive possa avere un impatto sul suo benessere e sulle sue relazioni.
Pur avendo minime informazioni, che andrebbero opportunamente approfondite, credo potrebbe esserle utile interrogarsi sulla possibilità di un percorso di coppia, per mettere in chiaro quelle che sono le difficoltà che sta attraversando nella vita di coppia, nonché di approfondire il ruolo che ha in tutto questo l'insofferenza di cui parla.

Cordiali Saluti,
Dott.ssa Noemi Braccini
Dott. Luca Lepore
Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buonasera. Non c'è nulla di sbagliato in te. Piuttosto la salute della vostra coppia sembra in crisi e sarebbe opportuno valutare l'idea di un percorso di coppia o un supporto psicologico individuale per incrementare l'autostima e valutare nuove strategie di benessere per riprendere in mano la tua vita. Non esitare a contattarmi anche per una consulenza online.
Rimango a disposizione!
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Purtroppo non ci sono elementi sufficienti per darLe una risposta esaustiva.
Sono a Sua disposizione per approfondire la Sua storia e aiutarLa a trovare una chiave di lettura utile ad affrontare la situazione creatasi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Non sei affatto sbagliata. È normale sentirsi frustrata e insofferente quando una relazione, soprattutto quella con il partner e con la famiglia allargata, diventa fonte di stress e insoddisfazione. Dieci anni di tensioni e di attenzioni verso tua suocera, insieme a un marito che sembra concentrato solo sul lavoro, possono far sentire sola e trascurata, portando a un allontanamento sia emotivo che fisico. Questi segnali indicano che qualcosa nella vostra relazione sta chiedendo attenzione e cura.

Non colpevolizzarti: i sentimenti che provi sono reali e importanti, e meritano di essere ascoltati e compresi. Per ritrovare un equilibrio e un benessere, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione rivolgendoti a uno specialista, che possa aiutarti a esplorare le tue emozioni e a lavorare sulle dinamiche familiari e di coppia.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
non credo che lei sia "sbagliata", credo che la situazione, così come è da 10 anni ( come lei scrive) non sia proprio "giusta". Forse dovrebbe affrontare l'argomento per chiarirsi le idee per avere una buona relazione affettiva.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno,
no non è sbagliato provare delle emozioni e avere dei bisogni.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Bellini
Psicologo, Psicologo clinico
Oristano
Non è questione di essere sbagliati o giusti ma di poter affrontare l'argomento e provare a trovare una soluzione per il suo benessere. Resto a disposizione.

Dottoressa Bellini
Dott.ssa Annalisa Martelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
A volte siamo così sommersi dagli impegni quotidiani che sembra quasi impossibile trovare spazio ad altro. L'ideale è cercare di trovare un equilibrio tra gli impegni quotidiani e le attività piacevoli e condivise. Anche l'utilizzo di una comunicazione assertiva per esprimere i nostri bisogni e come ci sentiamo spesso può aiutare la relazione. Le consiglio una consulenza psicologica per approfondire.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, le consiglio un percorso psicologico di coppia. Cordiali saliti.
Buongiorno,
Nessuno sbaglio, è quello che sente.
Ne parli a suo marito e veda se ci sono i margini per cambiare la situazione e trovare insieme una soluzione. Potrebbe essere un buon modo per ricominciare a parlare di voi e del vostro rapporto.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Buongiorno,
Non sei affatto "sbagliata". Le tue sensazioni sono comprensibili e molte coppie affrontano dinamiche simili.
La tua insofferenza verso tua suocera e il distacco emotivo dal marito possono derivare da una serie di fattori, tra cui l'invadenza della suocera e la mancanza di comunicazione con il partner. Quando un membro della coppia non si sente ascoltato o supportato, è naturale che sorgano tensioni.
È fondamentale che tu e tuo marito affrontiate questi temi insieme. Parlare apertamente delle vostre emozioni e stabilire confini chiari con la suocera può aiutare a migliorare la situazione. In alcuni casi, la terapia di coppia può offrire uno spazio sicuro per esplorare e risolvere conflitti.
Cercare supporto non significa essere "sbagliata", ma piuttosto prendersi cura di sé e della propria relazione.
Rimango a disposizione, qualora ci fosse necessità di un eventuale supporto psicologico singolo o di coppia. Auguro un buon proseguimento di giornata.

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