Sono circa due anni che prendo daparox compresse vorrei cominciare a togliere ,chiedo, la difficoltà
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Sono circa due anni che prendo daparox compresse vorrei cominciare a togliere ,chiedo, la difficoltà è dovuta anche alla durata trattamento ! cioè più tempo si prende e più difficoltoso sarà Il disintossicarsi! Premesso ho 53 anni e non voglio prendere antidepressivi per il resto della vita vorrei riappropriarsi della mia vita se qualcuno mi può dirmi a cosa vado incontro? Grazie
Buonasera. Da psicoterapeuta, non da medico, le rispondo che è buona norma scalare sempre in base a ciò che ritiene il curante (non so se nel suo caso sia lo psichiatra, il neurologo o, come accade talvolta, il medico di famiglia). Questo per un motivo fondamentale che risiede nella chimica, ma anche nello sguardo oggettivo dell'altra persona. Il mio suggerimento iniziale è di rivolgersi a chi le ha prescritto la cura. Rispetto alla paura della dipendenza a vita, comprensibilissima, mi sento di dirle che ogni persona ha il diritto di star bene e se lei, con questa cura sta bene, va fatta sempre la scelta che paga di più. Rifletta con il medico se è opportuno affiancare un percorso di altro tipo in questa fase.
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Buonasera, quando si parla di trattamenti farmacologici ritengo che sia utile, sempre, parlare con il medico che le ha dato la cura, ed esprimere apertamente le sue necessità e preoccupazioni. Il farmaco di cui parla viene generalmente prescritto per contrastare stati depressivi, ma anche quadri leggermente differenti. Il medico potrà certamente darle il proprio parere in merito alle sue preoccupazioni e poter gestire quindi il trattamento di conseguenza. In ogni caso comunque è importante sottolineare che qualsiasi trattamento, che sia psicologico o farmacologico, deve essere funzionale al benessere della persona. Se questo trattamento che sta sostenendo la affianca nella sintomatologia ma a discapito di un prezzo troppo alto per il suo benessere è comunque un percorso che dovrebbe essere rivisto. Proverei a considerare l'idea di affiancare il trattamento farmacologico con un percorso psicoterapeutico (privo di farmaci) che le possa fornire degli strumenti individuali per auto-supportarsi. Un saluto
Federica
Federica
Salve, senza dubbio dovrà parlarne direttamente con chi le ha prescritto la terapia 2 anni fa...posso immaginare che per poterla modificare sarà necessario valutare lo stato attuale del suo umore e della sua condizione globale. si potrebbe pensare di abbinare al farmaco una psicoterapia, ma anche per questo Le consiglio di rivolgersi al medico che la segue, sicuramente saprà come indirizzarla.
cordialmente.
cordialmente.
Buongiorno! Io credo che il suo intento sia assolutamente legittimo. Credo altresi che la riduzione o L interruzione della terapia farmacologica debba necessariamente essere impostata dal suo psichiatra o medico di base .
Oltre a ciò io ritengo importante L inserimento della psicoterapia che rimane L unica strada per aprirsi al cambiamento
Oltre a ciò io ritengo importante L inserimento della psicoterapia che rimane L unica strada per aprirsi al cambiamento
Buongiorno. Innanzi tutto per eliminare un antidepressivo è necessario uno scalaggio che fa solo lo psichiatra che ha prescritto il farmaco (dopo una diagnosi). Inoltre è fondamentale un percorso psicoterapico che inizi prima dell'inizio dello scalaggio e che vada oltre l'eliminazione del farmaco, al fine di trasformare le cause del disturbo in risorse.
Mi contatti pura,
Ditt.ssa AMR Masin
Mi contatti pura,
Ditt.ssa AMR Masin
Gentile utente,
condivido appieno quanto espresso precedentemente dai miei colleghi. Le suggerisco, come loro, di rivolgersi ad un professionista, sia per quanto riguarda l'impostazione della riduzione del trattamento farmacologico, rivolgendosi ad uno Psichiatra, sia per la presa in carico rispetto al bisogno di cambiamento che esprime, rivolgendosi ad uno Psicoterapeuta. Le porgo i miei più cari auguri.
Dott.ssa Indra Cheli
condivido appieno quanto espresso precedentemente dai miei colleghi. Le suggerisco, come loro, di rivolgersi ad un professionista, sia per quanto riguarda l'impostazione della riduzione del trattamento farmacologico, rivolgendosi ad uno Psichiatra, sia per la presa in carico rispetto al bisogno di cambiamento che esprime, rivolgendosi ad uno Psicoterapeuta. Le porgo i miei più cari auguri.
Dott.ssa Indra Cheli
Gentile signora, ho letto la Sua richiesta, concordo con quanti Le hanno già consigliato di tornare dal medico e discutere con lui dei suoi dubbi relativi al farmaco che sta prendendo. Mi permetto di suggerirLe di affrontare o con il medico che le ha dato il farmaco o con uno/a psicologa la Sua paura di dipendere dal farmaco. Affrontare la depressione anche attraverso la psicoterapia Le può dare una ulteriore possibilità di migliorare il Suo stato di benessere.
Saluti dott.ssa Carmen Scantamburlo
Saluti dott.ssa Carmen Scantamburlo
Buonasera. Per rispondere al suo quesito, avrei bisogno di alcune informazioni:
- come sta attualmente? Si sente la persona che era prima di star male e di iniziare la cura?
- in che misura pensa che il farmaco l'abbia aiutata a superare i problemi per cui l'ha preso?
- oggi lo vive come una stampella di cui potrebbe avere ancora bisogno o come un peso di cui liberarsi?
- a che dosaggio lo sta prendendo?
Dopo aver chiarito questi punti, le chiederei di raccontarmi la sua storia, per capire che cosa ha provocato il disturbo che l'ha portata ad assumere il Daparox.
Solo dopo aver inquadrato bene la. situazione, si può decidere un piano di riduzione graduale.
Un saluto e un augurio
Giorgio Piola
- come sta attualmente? Si sente la persona che era prima di star male e di iniziare la cura?
- in che misura pensa che il farmaco l'abbia aiutata a superare i problemi per cui l'ha preso?
- oggi lo vive come una stampella di cui potrebbe avere ancora bisogno o come un peso di cui liberarsi?
- a che dosaggio lo sta prendendo?
Dopo aver chiarito questi punti, le chiederei di raccontarmi la sua storia, per capire che cosa ha provocato il disturbo che l'ha portata ad assumere il Daparox.
Solo dopo aver inquadrato bene la. situazione, si può decidere un piano di riduzione graduale.
Un saluto e un augurio
Giorgio Piola
Gentile utente
mi sembra abbia già ricevuto risposte abbastanza esaustive. Aggiungerei tuttavia l'informazione che gli stati depressivi guariscono meglio e prima se si affianca alla cura farmacologica una cura psicologica.
Avrebbe dovuto essere consigliato in tal senso già all'esordio dei sintomi e comunque può ancora oggi consultare uno psicologo psicoterapeuta che potrà valutare la situazione e eventualmente consigliare l'affiancamento di una psicoterapia alla cura medica.
mi sembra abbia già ricevuto risposte abbastanza esaustive. Aggiungerei tuttavia l'informazione che gli stati depressivi guariscono meglio e prima se si affianca alla cura farmacologica una cura psicologica.
Avrebbe dovuto essere consigliato in tal senso già all'esordio dei sintomi e comunque può ancora oggi consultare uno psicologo psicoterapeuta che potrà valutare la situazione e eventualmente consigliare l'affiancamento di una psicoterapia alla cura medica.
Buonasera,
è importante che concordi e programmi la riduzione graduale del farmaco con il suo medico curante.
Il farmaco è prezioso perché permette di sciogliere o alleviare la sintomatologia.
La psicoterapia è uno strumento importante per andare a comprendere e integrare quelle che sono le radici della sofferenza psicologica.
C'è sinergia fra la terapia farmacologica (quando necessaria) e la psicoterapia in quello che è il raggiungimento degli obiettivi terapeutici.
Cordialmente
è importante che concordi e programmi la riduzione graduale del farmaco con il suo medico curante.
Il farmaco è prezioso perché permette di sciogliere o alleviare la sintomatologia.
La psicoterapia è uno strumento importante per andare a comprendere e integrare quelle che sono le radici della sofferenza psicologica.
C'è sinergia fra la terapia farmacologica (quando necessaria) e la psicoterapia in quello che è il raggiungimento degli obiettivi terapeutici.
Cordialmente
Buongiorno Signora. Il daparox non è un farmaco che crea dipendenza, per cui non farà fatica a "disintossicarsi"..... Non va eliminato da oggi a domani, perchè può dare serie problematiche in seguito all'interruzione brusca. Sentire il bisogno di vivere senza daparox, dopo anni di assunzione, è comprensibilissimo, bisogna vedere se è il momento. L'unica cosa infatti a cui può andare incontro è il ripresentarsi della sintomatologia iniziale. Tentare non nuoce, è il suo corpo che fa da "arbitro", rivolgersi per cui ad un medico o psichiatra. In caso di ripristino della sintomatologia, può consultare uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a superare i suoi disagi anche senza prendere il farmaco.
La dipendenza da antidepressivi è meno rilevante dalla dipendenza da altri farmaci, se lei è in buone condizioni di "umore" , sta bene e magari è riuscito a fare dei concreti cambiamenti nella sua vita e soprattutto elaborare le sue emozioni negative vivendo in modo sereno le situazioni-problema della sua esistenza è corretto che lei possa anche ridurre le dosi della terapia farmacologica con l’appoggio di un medico specialista. Per ulteriori informazioni può telefonarmi al numero che trova nella mia pagina di profilo.
Buongiorno, non è possibile dare un'indicazione precisa perchè racconta una storia personale scarsa di notizie; comunque non si abbatta perchè il daparox, se lei sta bene, si può gradualmente sospendere senza avere problemi.
Cordiali saluti, Maurizio Luppi.
Cordiali saluti, Maurizio Luppi.
Salve, è chiaro che lei ha paura di diventare dipendente dal farmaco che sta assumendo, sarebbe bene che lei si faccia consigliare e seguire dal medico che inizialmente le ha prescritto il farmaco. Potrebbe con l'aiuto del suo medico scalare il farmaco e provare a vedere se ne può fare a meno, anche se nella sua domanda non ci dà nessuna notizia sul suo stato, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli
Condivido tutto quanto detto dai colleghi. In più in una psicoterapia potrebbe affrontare il tema ' paura della dipendenza' ???? Saluti.
Buonasera, chieda al medico che le ha prescritto il farmaco, inoltre potrebbe prendere in considerazione la possibilità di fare un percorso di psicoterapia se ancora non lo ha fatto.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Gentile utente,
Sarebbe bene che si confrontasse con il suo curante circa l'opportunità di scalare (solitamente non si interrompe mai l'assunzione del farmaco in modo drastico) e le relative modalità.
Potrebbe essere utile, qualora non lo stia facendo, intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Cordialità
Sarebbe bene che si confrontasse con il suo curante circa l'opportunità di scalare (solitamente non si interrompe mai l'assunzione del farmaco in modo drastico) e le relative modalità.
Potrebbe essere utile, qualora non lo stia facendo, intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Cordialità
Gentile utente, le consiglio di contattare il medico che le ha prescritto il farmaco per valutare assieme come e se scalare la dose. In aggiunta al trattamento farmacologico potrebbe pensare ad una psicoterapia per risolvere la questione di base che da quanto scritto tuttavia non emerge. Mi contatti pure qualora avesse voglia di spiegare meglio la sua situazione, in modo da esserle maggiormente di aiuto! Un caro saluto
Gentile utente, le consiglio di contattare uno psichiatra che possa aiutarla a comprendere le modalità di sospensione del farmaco, qualora il professionista in questione lo ritenesse opportuno. Il farmaco non va mai sospeso o ridotto di propria iniziativa. Inoltre mi sento di consigliarle di affrontare un percorso di psicoterapia.
saluti.
saluti.
È comprensibile il desiderio di riappropriarsi della propria vita e ridurre l’uso di farmaci. La sospensione di un antidepressivo va sempre concordata e monitorata con lo specialista, perché dipende dalla durata del trattamento, dalla dose e dalla storia personale. In generale, più lungo è il trattamento, più serve un piano graduale. Ma il punto centrale non è solo “togliere il farmaco”, quanto piuttosto comprendere cosa ha portato a iniziarlo, per costruire un equilibrio stabile anche senza supporto farmacologico. Un percorso psicologico può aiutare molto in questa fase, dando strumenti per affrontare paure, ricadute e ricostruire una base solida di benessere.
Salve, grazie per aver condiviso il suo percorso. Capisco il suo desiderio di riconquistare autonomia e benessere psicofisico. È un pensiero assolutamente legittimo.
Tuttavia è importante sapere che l’interruzione di un farmaco va sempre fatta in modo graduale e sotto supervisione del medico.
Le consiglio di parlarne con il suo specialista di riferimento e, se non l’ha già fatto, valutare un percorso psicoterapeutico che possa accompagnarla in questa fase di cambiamento.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Graziana Di Terlizzi
Tuttavia è importante sapere che l’interruzione di un farmaco va sempre fatta in modo graduale e sotto supervisione del medico.
Le consiglio di parlarne con il suo specialista di riferimento e, se non l’ha già fatto, valutare un percorso psicoterapeutico che possa accompagnarla in questa fase di cambiamento.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Graziana Di Terlizzi
Capisco la sua stanchezza. Una psicoterapia potrebbe aiutarla a lavorare e riabilitare parti di sè che col tempo potrebbero non sentire più il bisogno del sostegno farmacologico. Ci provi. Sarebbe più opportuno, però, conoscere approfonditamente il quadro diagnostico prima di poterle offrire risposte certe.
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