Sono 59enne. Obeso e in terapia con psicofarmaci, ma con ottimo compenso. Vorrei iniziare una dieta
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risposte
Sono 59enne. Obeso e in terapia con psicofarmaci, ma con ottimo compenso. Vorrei iniziare una dieta con digiuno intermittente. Ha controindicazioni sensibili ? Lo specialista che potrebbe seguirmi è sempre un dietologo, vero ?
Gentile utente,
nel suo caso non consiglierei di iniziare il digiuno intermittente. Ci sono alcune ragioni importanti:
Terapia con psicofarmaci – la variazione negli orari dei pasti può interferire con l’assorbimento dei farmaci o accentuarne effetti collaterali, ad esempio sonnolenza, vertigini o sbalzi di pressione.
Età e obesità – cambiamenti drastici nell’alimentazione possono generare cali di zuccheri o stress metabolico, soprattutto se non monitorati clinicamente.
Rischio nutrizionale – il digiuno intermittente può portare a carenze se non strutturato con attenzione, soprattutto proteine, fibre e micronutrienti essenziali.
Alternative più sicure – modifiche graduali della dieta e dello stile di vita, con controllo calorico equilibrato e pasti distribuiti regolarmente, sono più sicure e altrettanto efficaci nel lungo termine per il peso e la salute metabolica.
Il percorso deve essere seguito da un dietologo o dietista, che può proporre un piano personalizzato, sicuro anche in presenza di farmaci e obesità, senza rischi associati al digiuno intermittente.
________________________________________
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti su strategie nutrizionali sicure ed efficaci per la gestione del peso e del metabolismo.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata
Palermo – Bagheria
nel suo caso non consiglierei di iniziare il digiuno intermittente. Ci sono alcune ragioni importanti:
Terapia con psicofarmaci – la variazione negli orari dei pasti può interferire con l’assorbimento dei farmaci o accentuarne effetti collaterali, ad esempio sonnolenza, vertigini o sbalzi di pressione.
Età e obesità – cambiamenti drastici nell’alimentazione possono generare cali di zuccheri o stress metabolico, soprattutto se non monitorati clinicamente.
Rischio nutrizionale – il digiuno intermittente può portare a carenze se non strutturato con attenzione, soprattutto proteine, fibre e micronutrienti essenziali.
Alternative più sicure – modifiche graduali della dieta e dello stile di vita, con controllo calorico equilibrato e pasti distribuiti regolarmente, sono più sicure e altrettanto efficaci nel lungo termine per il peso e la salute metabolica.
Il percorso deve essere seguito da un dietologo o dietista, che può proporre un piano personalizzato, sicuro anche in presenza di farmaci e obesità, senza rischi associati al digiuno intermittente.
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Resto a disposizione per eventuali chiarimenti su strategie nutrizionali sicure ed efficaci per la gestione del peso e del metabolismo.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata
Palermo – Bagheria
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Salve,
il digiuno intermittente può essere uno strumento utile per alcune persone con sovrappeso o obesità, ma non è automaticamente adatto a tutti e va sempre valutato nel contesto della situazione clinica individuale.
Nel suo caso ci sono due aspetti da considerare con particolare attenzione. Il primo è l’obesità, condizione che spesso si associa a resistenza insulinica e ad altre alterazioni metaboliche; la gestione alimentare deve quindi essere impostata con attenzione per favorire un dimagrimento graduale e migliorare il metabolismo. Il secondo aspetto riguarda la terapia con psicofarmaci: alcuni di questi farmaci possono influenzare l’appetito, il peso corporeo o la regolazione della glicemia, e questo può rendere opportuno valutare con prudenza schemi alimentari che prevedono periodi prolungati di digiuno.
Per questo motivo il digiuno intermittente non è necessariamente controindicato in assoluto, ma non dovrebbe essere iniziato autonomamente. È preferibile che venga valutato da un professionista che conosca la sua situazione clinica, i farmaci assunti e gli eventuali obiettivi metabolici, così da capire se sia realmente indicato oppure se sia più opportuno un altro approccio nutrizionale.
Per quanto riguarda lo specialista, non è obbligatorio rivolgersi solo a un dietologo. In Italia la terapia nutrizionale può essere seguita anche da un Biologo Nutrizionista, figura sanitaria abilitata alla valutazione dello stato nutrizionale e alla formulazione di piani alimentari personalizzati.
Una valutazione nutrizionale completa, che consideri peso, composizione corporea, esami ematochimici e terapia farmacologica, permette di scegliere la strategia più sicura ed efficace per il suo caso.
il digiuno intermittente può essere uno strumento utile per alcune persone con sovrappeso o obesità, ma non è automaticamente adatto a tutti e va sempre valutato nel contesto della situazione clinica individuale.
Nel suo caso ci sono due aspetti da considerare con particolare attenzione. Il primo è l’obesità, condizione che spesso si associa a resistenza insulinica e ad altre alterazioni metaboliche; la gestione alimentare deve quindi essere impostata con attenzione per favorire un dimagrimento graduale e migliorare il metabolismo. Il secondo aspetto riguarda la terapia con psicofarmaci: alcuni di questi farmaci possono influenzare l’appetito, il peso corporeo o la regolazione della glicemia, e questo può rendere opportuno valutare con prudenza schemi alimentari che prevedono periodi prolungati di digiuno.
Per questo motivo il digiuno intermittente non è necessariamente controindicato in assoluto, ma non dovrebbe essere iniziato autonomamente. È preferibile che venga valutato da un professionista che conosca la sua situazione clinica, i farmaci assunti e gli eventuali obiettivi metabolici, così da capire se sia realmente indicato oppure se sia più opportuno un altro approccio nutrizionale.
Per quanto riguarda lo specialista, non è obbligatorio rivolgersi solo a un dietologo. In Italia la terapia nutrizionale può essere seguita anche da un Biologo Nutrizionista, figura sanitaria abilitata alla valutazione dello stato nutrizionale e alla formulazione di piani alimentari personalizzati.
Una valutazione nutrizionale completa, che consideri peso, composizione corporea, esami ematochimici e terapia farmacologica, permette di scegliere la strategia più sicura ed efficace per il suo caso.
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