Salve vorrei avere un vostro parere ma anche delle sicurezze se sto facendo la cosa giusta, premetto

17 risposte
Salve vorrei avere un vostro parere ma anche delle sicurezze se sto facendo la cosa giusta, premetto che non sono intollerante al glutine. Soffro di disbiosi, colon irritabile, gastrite e reflusso. (Non so se ho problemi con l’istamina) So solo che sono allergico a moltissime piante
Sto provando la dieta fodmap con la mia nutrizionista , e da quando sto mangiando pasta di mais , riso e pasta di grano saraceno integrale devo ammettere che effettivamente mi sento meno gonfio rispetto a quando mangiavo la pasta normale (frumento)
Anche se continuo ad avere piccoli problemi (non grandi come prima) rispetto a prima questo tipo di pasta mi sembra più leggero. Vorrei sapere se è un problema se mangiassi a vita questo tipo di pasta grano saraceno riso e mais, e soprattutto se posso diventare intollerante al glutine non mangiando più la pasta normale o potrebbe crearmi problemi nell introdurla, sono 2 mesi che ormai non mangio più pasta e pane frumento
dipende dalla sensibilità che ha verso l'alimento. Può provare a consumare la pasta di frumento poco alla volta con una piccola quantità ma facendo attenzione considerate le sue condizioni cliniche.

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Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Può assolutamente continuare a consumare pasta di mais, riso e grano saraceno se nota un miglioramento dei sintomi. Questi alimenti sono perfettamente validi dal punto di vista nutrizionale e, se ben bilanciati nella dieta, non comportano carenze particolari.

Non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri che eliminare il glutine dalla dieta possa portare a sviluppare un’intolleranza al glutine in soggetti non predisposti. Tuttavia, se in futuro volesse reintrodurre la pasta di frumento, sarebbe opportuno farlo gradualmente e sotto supervisione per valutare eventuali reazioni.

Se i sintomi persistono, potrebbe essere utile approfondire con test specifici per valutare eventuali sensibilità alimentari (come l’istamina) o altri fattori che possano influenzare la sua digestione.

Continui a seguire le indicazioni della sua nutrizionista e, se necessario, valuti con un gastroenterologo ulteriori approfondimenti.

Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Gentile utente, se ha eliminato completamente il glutine e in futuro vorrà reintrodurlo nella sua quotidiana alimentazione il consiglio è quello (come per qualsiasi tipo di intolleranza) di reintrodurre gli alimenti che lo contengono gradualmente, poichè se assente per molto tempo il suo corpo non sarà più abituato a metabolizzarlo.
Un'alimentazione priva di glutine, se per un motivo validato, non dà alcun tipo di problematica, per cui anche se continuasse a mangiare in questo modo tutta la vita non avrebbe alcun tipo di carenza, soprattutto se seguito da un professionista.
Nei casi di disbiosi raccomando di assumere per almeno 3 mesi dei probiotici per migliorare l'equilibrio della flora intestinale, consigliando a lei di parlarne con lo specialista che la sta seguendo.
Cordialmente,
Dottoressa Giulia Bendinelli
Salve...l'impostazione di una dieta low fodmap con l'aiuto della sua nutrizionista è sicuramente la strada giusta da percorrere per le problematiche da lei elencate (disbiosi, colon irritabile)...tuttavia a mio avviso...non essendo lei celiaco...dovrebbe seguire tale protocollo per un determinato periodo di tempo...è una dieta a 3 fasi...una prima fase di eliminazione...una seconda fase di reintroduzione e una terza di mantenimento...nella fase di reintroduzione può capire cosa le fa male e cosa no a livello intestinale...le ricordo infine che nella low fodmap i cereali che vengono esclusi sono quelli ricchi in fruttani...il glutine non è implicato nelle sue problematiche a meno che non abbia una sensibilità al glutine non celiaca...saluti
Dott. Rosario Cuscona
Nutrizionista
Giarre
ma se è già seguito da un nutrizionista, queste domande perchè non le fa a lei??? se un nutrizionista sta già lavorando al suo caso, le sta facendo fare un percorso ecc... dovrebbe anche averle dato delle spiegazioni e aver risposto a tutte le sue domande. perchè fa queste domande a noi? il suo nutrizionista non è bravo e non sta facendo bene il suo lavoro?
Dott.ssa Roberta Criscuolo
Nutrizionista
Casalnuovo di Napoli
Ciao! La dieta low fodmap prevede diverse fasi, nella 1ª fase si eliminano gli alimenti che possono dare fastidio per fare in modo che si ripristini per quanto possibile la barriera intestinale, che attualmente è infiammata. Dopodiché si fanno dei test, aggiungendo un po' alla volta gli alimenti in piccole quantità e vedere se sono tollerati dal paziente. Se l'esito è positivo, si reintegra l'alimento, altrimenti si riducono nuovamente le quantità. Bisogna avere un po' di pazienza, ma fidati del processo e della professionista che ti segue. :)
Gentile paziente,
nelle diete low fodmap per disbiosi e colon irritabile vengono esclusi i cereali e i derivati contenenti glutine. In realtà non è il glutine a causare i sintomi (se è stata esclusa sia la celiachia sia la sensibilità al glutine non celiaca), ma i fruttani presenti (gli stessi che si ritrovano nella cipolla ad esempio). I cereali contenenti glutine contengono anche fruttani, a differenza dei cereali naturalmente senza glutine, per questo riducendoli o escludendoli dalla dieta si ha un miglioramento dei sintomi. La durata dell'eliminazione di questi alimenti dipende dalla sintomatologia, ma non è mai "a vita". L'obiettivo della dieta low fodmap è quello di tornare ad avere una dieta varia senza la ricomparsa dei sintomi.
Cordialmente, Dott.ssa Vanessa Carletti
Dott.ssa Rossella Marrazzo
Nutrizionista
Milano
Salve, se si ha una sensibilità al glutine non celiaca è opportuno seguire una dieta priva o a basso contenuto di glutine (in base alla propria tolleranza) se questa dà benefici. Pertanto, proseguire con il consumo di mais, riso e grano saraceno, che sono cereali naturalmente privi di glutine, è un'ottima scelta per migliorare la sintomatologia.
Dott. Giuseppe Tasca
Nutrizionista, Chinesiologo
Avola
Buongiorno, nel suo caso quello che consiglierei di fare è intraprendere un percorso nutrizionale seguito da un professionista. In questo modo, seguendo un preciso protocollo nutrizionale, può capire se è il caso di adottare una dieta di esclusione di questi alimenti o può man mano introdurre questi ultimi per tornare a sentirsi bene anche mangiandoli.
Anche se non esistono pericoli nell'escludere gli alimenti indicati da lei, una dieta privativa di alcuni alimenti senza un motivo valido (visto che in questo caso si può capire se si può introdurli o meno) non è mai la soluzione.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti, Dott. Giuseppe Tasca
 Emma Petrella
Nutrizionista
Volla
Dovresti fare un esame ematoclinico per appurare se realmente sei intollerante al glutine, certo eliminarlo completamente potrebbe crearti a lungo andare dei problemi nella digestione del glutine
Buonasera,
i prodotti da lei indicati possono essere consumati per tutto l'arco della vita poichè considerati sicuri per salute. Il mio consiglio è di mettersi in ascolto e di valutare se l'assenza di glutine le apporta beneficio o meno. In un secondo momento, insieme al suo nutrizionista, valuterà come inserirli in modo adeguato per un'alimentazione sostenibile nel lungo periodo.
Buonasera, i sintomi migliorati possono essere associati a una sensibilità al glutine che ovviamente escludendo tale proteina portano a un giovamento. La sensibilità al glutine non è diagnosticabile con strumenti scientifici ma se viene reintrodotto gli effetti possono dare una risposta immediata. Può mantenere una dieta priva di glutine sostituendo come sta facendo con altri cereali che ne sono privi oppure provare a reintegrare e valutare gli effetti su di Lei. Cordialmente
Buonasera, la dieta low fodmap funziona a step, prima fase dura dalle 3 alle 6 settimane e si eliminano determinati alimenti, nella seconda fase vengono reintrodotti progressivamente per capire quali ti possono dare più fastidio oppure quelli che non ti causano problemi. Mentre la terza fase, con i dati ottenuti dalla seconda si elabora un piano alimentare più completo. Però non è una dieta sostenibile nel lungo periodo, bisogna rispettare le fasi. Parlane con la tua nutrizionista e capisci se alternando alimenti senza glutine tu possa piano piano reintrodurre pane, pasta, ecc; magari mangiandoli all’inizio una volta a settimana in porzioni minori per poi andare ad aumentare e capire se ti crea fastidio proprio il glutine. Parlarne con il professionista che ti segue è sempre la via migliore, non c’è solo la celiachia ma puoi presentare sensibilità al glutine. Sono sicura che riuscirete a trovare una strada insieme!
Gentilissima,
La sua situazione merita sicuramente attenzione e comprensione.
È evidente che sta affrontando diverse sfide legate alla salute, come disbiosi, colon irritabile, gastrite e reflusso, e che sta cercando di gestire questi disturbi con un approccio alimentare consapevole.
Il fatto che stia seguendo la dieta FODMAP con il supporto della sua nutrizionista è un passo molto positivo. Questa dieta è stata progettata per aiutare le persone con problemi gastrointestinali e, se ha già notato un miglioramento nel gonfiore grazie all’introduzione di pasta di mais, riso e grano saraceno, è un segnale incoraggiante. La sua esperienza suggerisce che questi alimenti potrebbero essere più leggeri e meglio tollerati rispetto alla pasta di frumento.
È comprensibile che si chieda se consumare a lungo termine questi tipi di pasta possa essere un problema. In linea generale, mangiare pasta di mais, riso e grano saraceno non comportanrischi, purché la sua dieta rimanga equilibrata e variegata. È importante assicurarsi di includere altre fonti di nutrienti nella sua alimentazione.
Inoltre, vorrei rassicurarla riguardo alla possibilità di sviluppare un’intolleranza al glutine. Non ci sono evidenze scientifiche che suggeriscano che evitare il glutine possa portare a intolleranza in futuro. L’intolleranza al glutine è una condizione specifica e non è causata dall’assenza di glutine nella dieta. Tuttavia, se decidesse di reintrodurre il glutine in futuro, sarebbe consigliabile farlo con cautela e sotto la supervisione di un professionista della salute.
La invito a continuare a monitorare i suoi sintomi e a rimanere in contatto con la sua nutrizionista. Se i problemi gastrointestinali persistono o se ha dubbi sulla tolleranza di determinati alimenti, potrebbe essere utile approfondire anche il tema dell’istamina, dato che ha menzionato le sue allergie.
Infine, le suggerisco di mantenere una dieta variata e di esplorare altre fonti di carboidrati e nutrienti, come legumi e patate, per garantire un apporto nutrizionale completo.
La ringrazio per aver condiviso la sua situazione e le auguro il meglio nel suo percorso di salute e benessere.
Cordiali saluti
Dott.ssa F.A.
Dott. Gennaro Ippolito
Nutrizionista
San Giorgio a Cremano
Con una alimentazione bilanciata può mangiare tutto per tutta la vita. I vari tipi di cereali conviene sempre alternarli perchè hanno profili nutrizionali differenti: frumento, grano, grano saraceno, mais etc etc. La sospensione degli alimenti contenenti glutine per un tempo indefinito potrebbe comportare una difficoltà digestiva. La gluten sensitivity a cui lei fa riferimento attualmente negli studi non vi sono evidenze di incremento della sua sintomatologia nei pazienti che hanno sospeso il glutine per poi reintrodurlo.
Dott.ssa Daniela Spiniello
Nutrizionista, Dietista
Avellino
Capisco la tua preoccupazione! Non c'è nessun problema a continuare con pasta di mais, riso e grano saraceno se ti fanno stare meglio. Non smettere di mangiare glutine non ti renderà intollerante, ma se lo reintroduci dopo mesi, fallo gradualmente e con il supporto di un professionista. Se ti senti meglio rispetto a prima, vuol dire che sei sulla strada giusta!
Buongiorno! Comprendo il suo desiderio di avere un parere e delle rassicurazioni riguardo alla sua alimentazione attuale, soprattutto in relazione ai suoi disturbi gastrointestinali e all'esclusione del frumento. Cerchiamo di fare chiarezza.
Benefici della Dieta a Basso Contenuto di FODMAP e delle Paste Alternative:
È positivo che lei stia riscontrando un miglioramento dei sintomi di gonfiore con la dieta a basso contenuto di FODMAP e l'utilizzo di pasta di mais, riso e grano saraceno integrale. Questi tipi di pasta sono naturalmente privi di alcuni FODMAP presenti nel frumento (come i fruttani), che possono essere mal assorbiti nell'intestino tenue e fermentare nel colon, causando gonfiore, gas e altri sintomi in persone sensibili.
Mangiare "A Vita" Pasta di Mais, Riso e Grano Saraceno Integrale:
In generale, non è un problema nutrizionale mangiare "a vita" pasta di mais, riso e grano saraceno integrale, a condizione che la sua dieta complessiva rimanga varia ed equilibrata. Ogni tipo di farina ha il suo profilo nutrizionale:
* Mais: Buona fonte di carboidrati, alcune fibre e minerali come il magnesio e il potassio.
* Riso: Principalmente carboidrati. La versione integrale apporta più fibre, vitamine del gruppo B e minerali rispetto al riso bianco.
* Grano Saraceno Integrale: Nonostante il nome, non è un cereale ma uno pseudo-cereale. È una buona fonte di carboidrati, fibre, proteine (con un buon profilo aminoacidico), vitamine del gruppo B e minerali come il magnesio, il ferro e lo zinco. Ha anche un basso indice glicemico.
L'importante è:
* Variare le fonti: Anche all'interno di queste categorie, cerchi di variare i tipi di riso (basmati, integrale, venere, ecc.) e le marche di pasta per assicurare un apporto più ampio di nutrienti.
* Assicurare l'apporto di fibre: Il grano saraceno integrale e il riso integrale sono buone fonti di fibre. Assicuri di integrare la sua dieta con abbondante verdura, frutta e altre fonti di fibre per la salute intestinale.
* Monitorare l'apporto nutrizionale complessivo: Si assicuri che la sua dieta fornisca tutti i nutrienti essenziali (vitamine, minerali, grassi sani) attraverso altri alimenti.
Rischio di Sviluppare Intolleranza al Glutine Non Mangiando Più Pasta di Frumento:
Non è possibile diventare intollerante al glutine (celiachia) non mangiando pasta di frumento. La celiachia è una malattia autoimmune scatenata dall'ingestione di glutine in persone geneticamente predisposte. L'esclusione del glutine dalla dieta non causa la celiachia.
Problemi nell'Introduzione Futura della Pasta di Frumento:
Dopo un periodo di esclusione, alcune persone con sensibilità non celiaca al glutine o con colon irritabile potrebbero sperimentare un peggioramento dei sintomi (gonfiore, dolore addominale, ecc.) se reintroducono il frumento troppo rapidamente o in grandi quantità. Questo non significa che abbiano sviluppato una vera intolleranza al glutine (celiachia), ma semplicemente che il loro sistema digestivo potrebbe essersi "abituato" all'assenza di glutine e potrebbe reagire temporaneamente alla sua reintroduzione.
Consigli per una Futura Reintroduzione (da fare sempre sotto la guida della sua nutrizionista):
Se in futuro desiderasse provare a reintrodurre gradualmente alimenti contenenti frumento, è fondamentale farlo sotto la supervisione della sua nutrizionista. Solitamente, la reintroduzione avviene in modo graduale, introducendo piccole quantità di alimenti contenenti glutine e monitorando attentamente i sintomi. Questo aiuta a valutare la sua tolleranza individuale.
In Sintesi:
* Mangiare a vita pasta di mais, riso e grano saraceno integrale non è un problema nutrizionale se la sua dieta rimane varia ed equilibrata.
* Non si può diventare intolleranti al glutine (celiaci) evitando il frumento.
* Una reintroduzione futura del frumento potrebbe causare temporaneamente dei sintomi se è sensibile al glutine o ha il colon irritabile, ma questo non significa aver sviluppato celiachia.
Continui a seguire le indicazioni della sua nutrizionista per la gestione della sua dieta e per eventuali tentativi di reintroduzione di alimenti contenenti frumento. Lei è la figura più indicata per guidarla in questo percorso.

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