Salve, vi scrivo e forse non so neanch'io il vero motivo ma vivo in un contesto familiare che mi fa

24 risposte
Salve, vi scrivo e forse non so neanch'io il vero motivo ma vivo in un contesto familiare che mi fa sentire un po' sbagliata. La mia famiglia è sempre stata disfunzionale, lo so perchè ho avuto un percorso terapeutico di circa 4 mesi che mi ha fatta sentire meglio ma, a distanza di mesi, sento quei pesi ritornare e non so come gestirli. Nella mia famiglia c'è un inversione di ruoli, mia sorella si comporta come se fosse mia madre e, quest'ultima, non risulta essere presente e cosciente di questo aspetto. Ciò che ne esce fuori è una mia confusione mentale perchè sento di avere una scissione mentale in cui voglio bene a mia sorella quando si comporta da tale, ma non riesco a sopportarla quando vuole comandare la mia vita dettandomi regole. Sento di star impazzendo, non so più quale sia la parte predominante in me stessa ma so solo che, anche la forma più pura d'odio, non riesco ad esprimerla perchè mi sento sempre in dovere di trattarla bene per ciò che fa per me. Cosa mi consigliate?
Grazie a chiunque risponderà a questo messaggio.
Dott.ssa Aisha Battelini
Psicologo, Psicologo clinico
Rovereto
Buongiorno gentile utente,
grazie di aver condiviso con noi le sue preoccupazioni.
Purtroppo non scegliamo la famiglia in cui nascere, e quando si creano situazioni che si cristallizzano in ruoli in cui non troviamo equilibrio possono essere fonte di grande sofferenza. Purtroppo non conoscendoci ed avendo letto solo poche righe della sua situazione è impossibile dare un consiglio, sono tante invece le domande che emergono: come mai è stata sua sorella ad assumersi un ruolo che sua made non occupa?, come mai sente che sua madre non ne è consapevole?, il suo ruolo in questa famiglia dove si trova?, cosa esattamente le provoca sofferenza, le regole in se' o che sia sua sorella a farne la portavoce?. L'unico consiglio è quello di affidarsi ad un professionista per un nuovo percorso (o allo stesso con cui aveva già iniziato, essendosi trovata bene e avendo sentito un miglioramento nel suo stato d'animo) in modo da essere più consapevole dei meccanismi che vengono reiterati in casa, le motivazione e, dove possibile, imparare nuove strategie e metodi comunicativi per gestirle al meglio.
Con i miei migliori auguri,
Dott.ssa Aisha Battelini

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Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara utente, la sua consapevolezza sarà per lei un'arma molto importante per affrontare tali vissuti. Ciò che descrive è sicuramente molto doloroso e frastornante, i ruoli che mischiano e si confondono rendono tutto sempre molto difficile. "Mettere ordine", queste sono le due parole che mi vengono in mente leggendo le sue parole. Riprendere il precedente percorso o iniziarne uno nuovo potrebbe essere ciò che fa la caso suo. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Cara utente, mi complimento intanto per la sua spiccata capacità di analisi del suo sistema famigliare e della consapevolezza con cui ha ben descritto il conflitto interno che vive nel rapporto con sua sorella. Evidentemente il percorso che ha fatto, unitamente alle sue naturali capacità, le hanno permesso di fare uno scatto in avanti verso quel cambiamento che, implicitamente, tanto desidera. Forse, solo ora, avverte che manca ancora un piccolo tragitto da percorrere per raggiungere il suo obiettivo e ciò sarebbe possibile grazie anche alla riflessione su quello che è il suo “ruolo” nelle relazioni famigliari, ridefinendolo, e recuperando autonomia e libertà di espressione, senza necessariamente avvertire una minaccia. Un nuovo percorso psicoterapico potrebbe sicuramente offrirle l’opportunità di terminare il lavoro già iniziato nonché di sostenere “con altre due mani” quel peso che avverte. Restando a disposizione, la saluto cordialmente
Dott.ssa Valentina Giovannetti
Psicoterapeuta, Psicologo
Firenze
Gentile Utente, mi accodo alle colleghe che mi hanno preceduta nel riconoscerle le sue qualità introspettive e la consapevolezza che ha della situazione, sono risorse fondamentali.
Mi ha colpito molto quando descrive la "scissione" che sente nei sentimenti verso della sorella. È naturale avere sentimenti contrastanti verso gli altri, provare rabbia verso le persone a cui vogliamo bene. La invito a non colpevolizzarsi per questi sentimenti, ma ad ascoltarli e a riprendere il percorso di psicoterapia che la potrà aiutare a dare voce e comprendere queste emozioni.
La rabbia è una delle emozioni più difficili da gestire, ma può essere anche una grande risorsa, perché osservado la nostra rabbia possiamo riconoscere i bisogni che non stiamo ascoltando e che magari mettiamo da parte per fare posto ai bisogni degli altri.
Spero che queste parole possano esserle in qualche modo utili.
Un saluto,
dott.ssa Valentina Giovannetti
Dott.ssa Marzia Benvenuti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontinia
Gentile utente, mi dispiace molto per lo stato confusionale in cui i vissuti di queste dinamiche la stanno portando. Lei sembra avere ottime capacità introspettive, riesce a capire quali sono le emozioni che si presentano di volta in volta in lei, questo è un grande punto di forza se impara ad usarlo per poter integrare questi vissuti piuttosto che separarli e vederli come inconciliabili tra loro. Non pensa che si possa voler bene anche se alcuni comportamenti di quella persona ci fanno arrabbiare? O che si possa esprimere il proprio disappunto per un comportamento anche quando siamo grati per tutto quello che una persona fa per noi? Credo che riprendere o intraprendere un nuovo percorso potrebbe aiutarla nel facilitare l’integrazione dei suoi vissuti per poter trovare un maggior equilibrio tra ciò che pensa e ciò che prova.
Un caro saluto, Dott.ssa M.B.
Dott. Andrea Rohrich
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile Utente, la situazione che lei descrive fa emergere un profondo senso di confusione rispetto ai ruoli familiari, che ritengo sia importante risolvere al fine della sua serenità e di una corretta riproposizione delle sue relazioni. A tal proposito mi sentirei di consigliarle di valutare di riprendere il percorso psicologico, soprattutto se si è trovato bene, per farla sentire sostenuto rispetto agli elementi che evidenzia nella sua domanda e mettere in ordine gli aspetti relazionali che sente fuori posto. Nella relazione terapeutica potrebbe anche indagare cosa è per lei una famiglia funzionale e. qualora sia possibile, lavorare con lo specialista trovando soluzioni che migliorino la sua percezione del clima familiare. Le auguro il meglio
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Comunque linea di massima quello che consiglio è di sentirsi in piena sintonia con se stessi, guardandosi dentro per cercare di capire quale sia la parte realmente predominante, a costo di fare emergere anche qualcosa di scomodo.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Marina Lumento
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Pescara
Gentilissima, è normale che, nonostante un percorso terapeutico precedente che l'ha fatta sentire meglio, alcuni dei pesi e dei sentimenti difficili possano tornare. La terapia è un processo, e talvolta ci vogliono del tempo e degli sforzi continui per affrontare le dinamiche familiari disfunzionali.
La sua descrizione di un'inversione di ruoli nella sua famiglia è una situazione difficile da gestire. È comprensibile che prova una confusione mentale e sentimenti contrastanti verso sua sorella. È importante ricordare che i suoi sentimenti sono validi e comprensibili, anche se possono sembrare contraddittori.
In questo momento, potrebbe essere utile continuare il suo percorso terapeutico per esplorare ulteriormente questi sentimenti e sviluppare strategie per affrontare la situazione. La terapia può aiutarla a comprendere meglio se stessa, a gestire le emozioni complesse e a stabilire confini sani con sua sorella.
Inoltre, è importante prendersi cura di se stessi. Cerchi momenti per la riflessione e la meditazione, esercizio fisico e attività che le danno piacere. Il self-care è fondamentale per mantenere un equilibrio emotivo in situazioni stressanti.
Infine, non dimentichi che non è sola in tutto questo. Il sostegno sociale, come parlare con amici fidati o familiari che possono comprendere, può essere un aspetto importante nel suo percorso di guarigione.
Ricordi che la sua salute mentale è una priorità, e ci sono professionisti disposti ad aiutarla a gestire questi sentimenti e a trovare un senso di equilibrio nella sua vita. A disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto. Dr.ssa Marina Lumento.
Dott. Francesco Mangiafico
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Torino
Buongiorno, in famiglia (e non solo) purtroppo possono venirsi a creare queste dinamiche e ciò è alle volte imprevedibile. Lei descrive sensazioni contrastanti a riguardo e sarebbe opportuno esplorarle in sede di terapia. Ha avuto modo di contattare la precedente terapeuta o il percorso si è concluso in qualche modo? Tenga presente che siamo fatti di parti e ognuna di loro ha bisogni propri, quindi è normale che a volte reagiamo in modi conflittuali con noi stessi. In seduta può esplorare questi aspetti, comprendere meglio quali "blocchi" la inducono a questa confusione (spesso sotto c'è l'evitamento di una sofferenza più grande) e cercare di trovare strategie più funzionali che l'aiutino a tollerare la sua sofferenza. Se dovesse avere domande o intenzione di intraprendere un nuovo percorso, non esisti a contattarmi. Lavoro online in tutta Italia e in presenza a Torino. Un caro saluto.

Dott. Francesco Mangiafico - Psicologo
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Dott. Omar Isa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve e grazie per la condivisione. Le dinamiche segnalate indicano la presenza di alcune regole specifiche che governano attualmente il funzionamento del suo sistema familiare. Intraprendere un percorso di terapia, anche individuale, potrebbe aiutarla a comprendere meglio i vissuti emotivi sperimentati nel suo contesto di vita. Credo sia bene dare continuità al lavoro terapeutico in modo tale da consolidare un reale processo di cambiamento e cura di Sé. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto,
dr. Omar Isa.
Dott.ssa Eleonora Cipriani
Psicologo, Psicologo clinico
San Giuliano Milanese
Cara utente,
questa inversione di ruoli che lei descrive può capitare all'interno del contesto familiare ed è altrettanto difficile gestirla, ma sicuramente non impossibile. Un dialogo aperto e sincero che tenga conto anche l'ascolto dell'altro, di sua sorella, per indagare le motivazioni per le quali lei si comporti in questa maniera, potrebbe essere un primo passo. Cerchi di non giudicare ciò che potrà esprimere sua sorella ma successivamente limitarsi ad esprimere le sue di necessità, riguardo al fatto che vorrebbe che il rapporto sia alla pari tra sorelle e che non ha bisogno che si comporti come madre.
Se attraverso un dialogo sincero ed aperto la situazione non dovesse sbloccarsi, sarebbe utile per lei intraprendere di nuovo un percorso psicologico per aiutarla in maniera più concreta a gestire la situazione.
Sperando di esserle stata utile e di aver trovato le risposte che cercava, le auguro il meglio.
Dott.ssa Eleonora Cipriani
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Buon pomeriggio, mi dispiace moltissimo per la situazione che sta vivendo. Posso solo immaginare quanto sia difficile. Il consiglio che mi sento di darle è quello di proseguire il suo percorso terapeutico, allo scopo di trovare le strategie più utili a gestire queste situazioni. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Monica Gorlato
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, il sentire il bisogno di condividere le proprie preoccupazioni è già un importante passo avanti. Dentro di noi c'è un meraviglioso mondo da esplorare: i sogni, l'immaginazione, i desideri, le idee... Se esploriamo il nostro mondo interno potrà portarci molto lontano... l'avventura più affascinante è nella terra della nostra vita! Cercare una persona di cui poterci fidare e intraprendere questo viaggio ci può aiutare sicuramente a vivere in modo più consapevole la nostra vita. A disposizione per eventuali approfondimenti, un cordiale saluto, dottoressa Monica Gorlato
Dott.ssa Cecilia Bagnoli
Psicologo, Psicologo clinico
Voghera
Gentile utente, la situazione famigliare in cui vive sembra effettivamente essere molto complessa e dolorosa per lei. Il fatto che riesce a notare queste dinamiche disfunzionali all'interno del nucleo in cui vive, dice molto sulle sue capacità di osservazione, ma anche di auto-osservazione: è conscia del fatto che si tratta di una situazione insolita. Credo che le farebbe molto bene cominciare una psicoterapia che sia più continuativa nel tempo: quattro mesi sono davvero pochi per riuscire ad affrontare le sue difficoltà. Avere un suo spazio dove portare i suoi vissuti ed elaborarli, è ciò che più di tutto può aiutarla a sentirsi meglio e a non rimanere invischiata in questa situazione confusa. Se vuole parlarne, io sono disponibile anche online.
Le porgo un caro saluto.
Cordialmente,
Dott.ssa Cecilia Bagnoli
Dott.ssa Carlotta Perucca
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera! Quanta forza nel trattenere tutte queste emozioni ci sta mettendo per mantenere la calma all'interno di una tempesta.
Il dialogo tra sorelle è la cosa più complessa e inspiegabile da mantenere, ma soprattutto, da gestire. Per la salute mentale di entrambe le parti, servirebbe un riconoscere i propri legittimi spazi e pensieri..ma non è mai semplice. Quello che sento di dirle è di cercare il suo in primis, magari riprendere la terapia potrebbe aiutarla a sentirsi un po' più protagonista nelle sue scelte, senza il commento esterno. Le auguro ogni bene e resto a disposizione, anche online, se servisse. Un bel respiro, Dott.ssa Carlotta Perucca
Dott.ssa Francesca Greco
Psicologo, Psicologo clinico
Lecce
Buon pomeriggio, come prima cosa la ringrazio per aver condiviso qui le sue preoccupazioni e la sua sofferenza. Comprendo la difficoltà che vive in questa situazione e posso immaginare la confusione che le comprata vivere dei sentimenti così contrastanti.
Le relazioni, quelle familiari in particolar modo, sono fondati quello che siamo come persone, ci offrono un modello di relazionalità che spesso riproponiamo anche all'esterno. Quando prendiamo consapevolezza di alcune dinamiche può accadere che ci discostiamo da quelle modalità relazionali passate, acquisendone di nuove. Questo cambiamento, paradossalmente, ci può portare a una maggiore sofferenza perché è come se perdessimo l'equilibrio che ci ha mantenuti fino a quel momento. Questo può portare ad un acuirsi dei conflitti interni e di conseguenza a vivere con ancora maggiore ambivalenza e sofferenza proprio quei rapporti che vorremmo riuscire a vivere diversamente ma che difficilmente cambiano seguendo le nostre aspettative.
Quello che le consiglierei è di rivolgersi nuovamente alla terapeuta che l'ha seguita in passato o, se non se la dovesse sentire per qualsiasi motivo, di contattare un altro professionista così da poter approfondire e lavorare insieme sui vissuti che riporta.
Sono a disposizione se avesse voglia di confrontarsi ancora. Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Greco
Dott.ssa Debora Calci
Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buongiorno, pur mostrando delle ottime doti di autoanalisi e della consapevolezza sulle sue dinamiche interne, le suggerisco di riprendere o avviare un nuovo percorso terapeutico. Definire i confini del problema e trovare le strategie funzionali a sè e al mantenimento di una relazione affettiva positiva, potrebbero essere i primi obiettivi da concordare e calendarizzare con il professionista che l'accompagnerà in questo viaggio, scoprendo poi insieme quali altre aree indagare. Lo sguardo esterno dello psicologo o psicoterapeuta, è quello che a volte ci permette di far luce in angoli inesplorati o non visibili dall'angolatura del nostro di sguardo; si affidi a qualcuno, in presenza o online. A presto, cordialmente. Dott.ssa Calci
Dott.ssa Chantal D'Agostino
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima, il suo grande sforzo a condividere il difficile momento che sta vivendo è ammirevole ed è il primo passo che sta compiendo per se stessa. Le suggerisco appena le è possibile di riprendere il percorso terapeutico perchè le può essere estremamente utile per tornare a stare bene.
Le saluto cordialmente. Dott.ssa D'Agostino
Dott. Giovanni Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Prima di tutto, voglio ringraziarti per aver condiviso i tuoi sentimenti e preoccupazioni. È coraggioso chiedere aiuto e cercare supporto quando ci si sente in difficoltà, e sono qui per ascoltarti e darti qualche consiglio.

Sembra che tu abbia affrontato una parte del tuo percorso terapeutico, il che è un passo importante verso il benessere emotivo. È comprensibile che i problemi familiari possano essere complicati e che a volte possano emergere nuovamente anche dopo un periodo di miglioramento. La dinamica familiare e i ruoli possono essere profondamente radicati, ed è normale che ci voglia tempo per affrontarli completamente.

Dal tuo messaggio emerge chiaramente che la tua relazione con tua sorella è una fonte di confusione e conflitto. Potrebbe essere utile tornare a parlare con il tuo precedente terapeuta per esplorare più approfonditamente queste dinamiche familiari complesse. Il terapeuta conosce già la tua storia e può lavorare con te per sviluppare strategie specifiche per gestire i sentimenti che emergono quando tua sorella assume il ruolo di madre o cerca di comandare la tua vita.
Ricorda che la terapia è un processo e richiede tempo. Non esitare a chiedere aiuto quando ne hai bisogno, e considera di tornare a parlare con il tuo terapeuta per continuare il tuo percorso di crescita e guarigione. Hai il diritto di cercare il tuo benessere emotivo, e ci sono professionisti pronti ad aiutarti lungo il percorso.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Psicologo, Psicologo clinico
Trapani
Gentile paziente, la ringrazio per aver condiviso su questa piattaforma la sua difficoltà. Mi sembra che il suo precedente percorso l'abbia aiutata a capire bene cosa accade nella sua famiglia. Dalle sue parole comprendo che nei confronti di sua sorella prova un sentimento gradevole, quando lei si comporta coerentemente con il suo ruolo, viceversa, prova un sentimento sgradevole, quando si comporta da madre. Potrebbe essere importante cercare di comprendere di cosa parla quest'ultimo stato d'animo, in particolare poichè seguito da una sorta di senso di colpa, in modo tale che lei possa capire cosa farne e come agire. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per potersi muovere in quest'esplorazione con un valido accompagnamento.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Ciao, grazie per aver condiviso la tua situazione. Quello che stai vivendo sembra essere davvero complicato e doloroso. La dinamica che descrivi, in cui tua sorella si prende carico di un ruolo che non le spetterebbe, e tua madre non sembra esserne consapevole, può creare un forte conflitto interiore. Da un lato, senti affetto per tua sorella, ma dall’altro provi frustrazione per come si comporta, perché la sua interferenza nella tua vita ti fa sentire sopraffatta.

Il fatto che tu non riesca a esprimere liberamente il tuo disagio, e che ti senta in dovere di trattarla bene per tutto ciò che fa per te, può generare un senso di colpa che aggrava la confusione mentale e il conflitto interno. È normale che tu ti senta in difficoltà, perché non stai riuscendo a trovare un equilibrio tra ciò che senti per tua sorella e la necessità di proteggere i tuoi spazi e il tuo benessere.

Ti consiglierei di tornare a riflettere su quanto già hai imparato nel percorso terapeutico che hai fatto. A volte, i conflitti familiari si radicano così profondamente che ci possono volere diversi tentativi per affrontarli davvero. Potresti riprendere il lavoro con un terapeuta per esplorare di nuovo il senso di confusione che provi, cercando di capire come gestire il legame con tua sorella e, soprattutto, come liberarti dalla sensazione di dover sempre sacrificare il tuo benessere per mantenere la pace.

Anche se il legame familiare è forte, è importante ricordare che è fondamentale proteggere te stessa e imparare a stabilire dei confini sani. Non c'è nulla di sbagliato nel volere uno spazio in cui tu possa essere te stessa, senza sentirti oppressa dalle aspettative o dalle dinamiche di chi ti sta intorno. Parlare di questi sentimenti con qualcuno di fiducia o con un professionista potrebbe darti una nuova prospettiva e aiutarti a trovare la strada per una gestione più equilibrata della tua situazione familiare.

Se ti fa piacere continuare a parlarne, sono qui!
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buonasera.
Frequentemente si stoppa la terapia appena ci si sente un pò meglio, il risultato è però che molto spesso alcuni temi critici e di sofferenza riemergono.
La psicoterapia richiede tempo soprattutto se ci sono nuclei di sofferenza importanti e che hanno radici familiari.
Una buona psicoterapia può considerarsi conclusa dopo un tempo stabile che si riesce ad usare in modo consapevole e funzionale il kit di risorse acquisito nel percorso. Richiede tanto tempo e allenamento, così come si fa con i muscoli in palestra. Per sostituire automatismi disfunzionale radicati con strategie disfunzionali occorre tanto allenamento, costante e continuativo. Con tutti gli alti e bassi del caso.
Inoltre, sulla base di una profonda consapevolezza di sè e del proprio funzionamento si riesce a prendere scelte di salute a favore dei propri bisogni, con tutti i costi e rischi che ciò comporta.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, da ciò che condivide emerge una grande sofferenza legata alla sua storia familiare e al ruolo che si trova a vivere al suo interno. Sentirsi confusa o addirittura “sbagliata” in un contesto in cui i ruoli non sono chiari e non rispettano l’equilibrio naturale delle relazioni è un’esperienza molto comune in famiglie che possiamo definire disfunzionali. Lei ha già fatto un percorso terapeutico e questo le ha dato sollievo, il che significa che ha in sé delle risorse importanti per affrontare la situazione, ma non stupisce che, a distanza di tempo, i vecchi pesi tornino a farsi sentire, perché la realtà familiare che descrive è ancora la stessa e continua ad alimentare disagio. L’inversione di ruoli che racconta, dove sua sorella assume il posto di sua madre e sua madre rimane in una posizione defilata, crea inevitabilmente una confusione interiore. Da una parte lei riconosce l’affetto che prova per sua sorella quando si comporta semplicemente come tale, dall’altra fatica a tollerarla quando diventa invadente e direttiva. È comprensibile che questo la porti a sentirsi in conflitto e a non sapere quale parte di sé dare spazio, perché la situazione la costringe continuamente a oscillare tra gratitudine e rabbia, tra bisogno di affetto e desiderio di autonomia. Un punto molto importante che emerge dalle sue parole è la difficoltà a dare voce alla rabbia o al senso di ingiustizia. Spesso, quando si cresce in famiglie in cui ci si sente in dovere di essere riconoscenti per ciò che si riceve, diventa complicato legittimarsi nel provare emozioni negative. Lei ha il diritto di sentire frustrazione, rabbia, perfino odio, senza che questo la renda una “cattiva persona”. Le emozioni sono segnali che ci aiutano a capire di cosa abbiamo bisogno, e reprimerle costantemente rischia di aumentare la sensazione di confusione e di malessere. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe esserle utile lavorare su due aspetti. Il primo riguarda la consapevolezza dei pensieri automatici che nascono in lei quando sua sorella assume quel ruolo di “madre”. Spesso questi pensieri sono collegati a convinzioni radicate, come l’idea di dover sempre compiacere o di non poter esprimere dissenso. Riconoscerli e imparare a metterli in discussione può ridarle più libertà di azione. Il secondo riguarda le abilità assertive, cioè la capacità di esprimere i propri bisogni e i propri limiti in modo chiaro, senza sentirsi in colpa. Allenarsi a comunicare con calma ma con fermezza potrebbe aiutarla a ridefinire il rapporto con sua sorella, senza rompere il legame ma senza neanche subirne il peso. La sua sofferenza non è un segno di fragilità, ma di quanto sia sensibile e consapevole di ciò che accade attorno a lei. Il fatto che senta di “impazzire” è legato al conflitto tra quello che sente e quello che si sente autorizzata a esprimere. Proprio per questo può essere molto utile riprendere un percorso di sostegno psicologico, anche per avere uno spazio protetto in cui dare voce senza paura a tutte le sue emozioni, imparando a gestirle e a utilizzarle come bussola per orientarsi meglio nelle relazioni familiari. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Arianna De Vivo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Ciao, da ciò che leggo sento che in te è presente una forma di consapevolezza abbastanza alta dei ruoli familiari che dovrebbero essere rispettati, quando ciò non succede si crea anche una grande confusione. Probabilmente il percorso da te intrapreso è stato chiuso troppo precocemente in quanto questioni di questo genere, riguardando tutto l'assetto familiare, necessitano di più tempo. Quando uno dei membri di un sistema cambia, cambiano di conseguenza anche tutti gli altri membri quindi potresti provare ad intraprendere nuovamente un percorso, in bocca al lupo per tutto!!

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