Salve sto inpazzendo! Sto insieme con il fidanzato oramai da 7 anni. l'anno scorso causa covid ci s
Salve sto inpazzendo! Sto insieme con il fidanzato oramai da 7 anni. l'anno scorso causa covid ci siamo visti poco. In generale abbiamo sempre avuto una relazione a distanza anche se ci vedevamo abbastanza spesso, almeno 1-2 settimane per 3.-4 giorni o ancora di più. Ha conosciuto un ragazzo, sempre insieme per la tesi. Sono diventati molto amici e L altro era innamorato di lui. Comunque si è formato un forte legame tanto che io ero molto geloso e non sono mancate pure scenate di gelosia. Comunque era evidente ci fosse qualcosa tra loro e so anche che hanno combinato qualcosa. C’era una forte intesa sessuale e anche mentale Ora con questo ragazzo ha smesso di parlarci e vedersi perché siamo andati a convivere insieme e perché. Altro credo non riusciva a staccarsi dal mio fidanzato. Preciso anche che quando stavano sempre insieme io ero in un’altra città e che spesso il mio fidanzato mi ha mentito e detto bugie per stare anche lui. c'è stato qualcosa e sicuramente c'è stato coinvolgimento emotivo. Con me non si e comportato bene e sicuramente una bella sbandata per questo L ha avuta. Comunque fatto sta che io lo amo. Quindi dentro di me l'ho perdonato. Il problema è che lui è da Aprile che mi dice che è in realta e da marzo che Non sa se mi ama più. In sintesi non sente piu coinvolgimento, passione e cose di questo tipo. Siamo comunque andati a convivere 2 mesi fa. Il primo mese è stato molto pesante. Ora invece la situazione è migliorata. Non litighiamo anzi spesso mi pare parliamo tanto del piu e del meno e oggettivamente stiamo bene insieme. Nelle ultime due settimane abbiamo anche ripreso a fare l'amore piu spesso. Ha deciso di andare da una psicologa per capire cosa prova me o comunque perche non mi ama piu. Ha mille dubbi in testa. putroppo non parla molto con me evita di parlare perchè dopo che parliamo stiamo male entrambi ma io cerco di capire "cosa non lo soddisfi nel nostro rapporto". In sintesi da quel che ho capito lui con me non sta male, prova affetto (ci abbracciamo tutte le notti e dormiamo sempre abbracciati! ci sono carezze e baci pure). Non si sente insoddisfato nel senso che non si diverte, si annoia e cose così. Ma però che gli manca qualcosa rispetto a prima e non intende le farfalle nello stomaco. Quando gli ho chiesto ma quindi te non mi vedi piu come l'uomo della tua vita mi fa " Non lo so" e stava male. Poi ha parlato un pò e mi ha detto che una cosa che non gli piaceva di me e che ero troppo dipendente da lui (il che è vero), che io l'ho messo su un piedistallo che lui mi deve completare non essere l'intera vita mia. in sintesi che dovevo coltivarmi amicizie e cose così. In effetti ha ragione e infatti da quando abbiamo iniziato a vivere insieme ho iniziato di nuovo a fare sport e cercare di fare qlc amicizia pian piano ci provo ma e chiaro comunque che per me lui è il punto di riferimento principale. Non so come comportarmi. Lui vorrebbe evitare l'argomento io invece ne parlerei sempre perchè mi sento terribilmente insicuro. Mi ha detto che si sente responsabile per me. Ma che non mi vuole lasciare anche se 2 mesi fa ogni tanto ci pensava visto che non sente piu sentimento. Mi dice sempre che lui non vorrebbe lasciarmi e quando gli ho detto che mi trasferirò nella mia regione era molto dispiaciuto e ha guardato se nella zona lui avrebbe potuto trovare lavoro. Io non so che fare. Perche sono felice va dallo psicologo per capirsi ma ho paura. Gli dico se vuole che lo lascio cosi puo stare tranquillo e mi ha detto piu volte di no. Ci tengo anche a precisare che 3 anni fa in eramus lui ha avuto una crisi identica che però e durata si e no 2 mesi poi dopo che ci siamo rivisti un paio di volte e tornato tutto come prima. Io ho paura che non senta anche perchè non "riesce a decidere se amarmi e quindi continuare con me oppure no" oppure semplicemente è finita e io non riesco ad accettarlo. Preciso che lui e cresciuto, quest'anno si e laureato, ha iniziato nuovo lavoro ( nel mentre c’era semrpe questo ragazzo di mezzo negli ultimi 6 mesi ) io 33 lui 27 Preciso anche che la convivenza va bene nel senso che stiamo bene ci rispettiamo e abbiamo i nostri ritmi. Potreste darmi un vostro parere sulla situazione? Grazie
25 risposte
Gentile Utente, in seguito alla situazione che ha ben descritto, le consiglierei magari di rivolgersi ad uno specialista per iniziare un percorso di psicoterapia in cui poter guardare a questa relazione da un'altra prospettiva e riuscire a lavorare su alcuni aspetti che sono stati precedentemente riportati. Le auguro una buona giornata, Dottor Fabrizio Pace
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Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata. Ritengo pertanto fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico al fine di ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Cordialmente, dott FDL
Salve, sono d’accordo con i colleghi, credo che sia importante per lei ritagliarsi uno spazio dove elaborare i suoi vissuti soggettivi. Buona giornata. Dott. Fiori
Buongiorno, mi dispiace per ciò che sta vivendo. Come i colleghi, la invito a cercare una consulenza psicologica per cercare quelle risposte che adesso si faticano a trovare. Auguri Omar Vitali
Buongiorno, mi colpisce il fatto che parla kolto di lui e poco di sé. Le poche cose che vengono fuori tra le righe è che lei si sente insicuro e dipendente, credo che dovrebbe partire da qui. Un percorso di psicoterapia l'aiuterebbe ad affrontare con più elementi la situazione attuale di coppia e conoscersi anche meglio. Ci rifletta. Rimango a disposizione. Dott.ssa Federica Leonardi
Gentile utente di mio dottore, lei è portatore di una istanza di coppia, per tanto potrebbe esser opportuno affrontare in un setting terapeutico di coppia le problematiche da lei evindenziate. In terapia di coppia si lavora affinché i partner imparino a relazionarsi in modo armonico e amorevole, a prescindere dalle difficoltà personali delle persone prese come singole (difficoltà che potrebbero essere affrontate in una terapia individuale). E’ la coppia che si mira a far funzionare in una terapia di coppia. In terapia di coppia avreste la possibilità di contattare le vostre autentiche emozioni e i vostri profondi bisogni affettivi (spesso frustrati). Ciò viene facilitato dal fatto di trovarsi in un ambiente riservato e protetto che è quello appunto della psicoterapia di coppia. Durante il percorso psicoterapeutico potreste accorgervi gradualmente che i comportamenti distruttivi sono il risultato di emozioni e di bisogni non riconosciuti né soddisfatti. Potreste rendervi conto di non essere mai riusciti ad esprimere ciò che profondamente vi interessa. Ed avreste la possibilità, qualora lo desideraste e sareste pronti ad impegnarvi, di apprendere nuove modalità di comunicare e di prendersi cura dei bisogni emotivi di entrambi. Nella speranza di aver orientato con queste poche righe la domanda di cui si è fatto portatore. Cordiali Saluti Dottor. Diego Ferrara
Mi dispiace molto per quello che sta vivendo, non è mai facile quando si avverte una distanza dal proprio partner che finisce per mancarci anche quando ci è accanto. Condivido una restituzione fatta da una collega precedentemente, cioè che parla molto del suo partner e poco di sé. Racconta di aver sentito una certa dipendenza da questa persona, quindi potrebbe essere importante per lei recuperare innanzitutto ciò che le appartiene: i suoi desideri, i suoi progetti, le sue passioni, i suoi affetti. È importante per una relazione avere un proprio spazio che si scegliere poi di condividere con l'altro, per non rischiare di andare ad abitare lo spazio dell'altro. In fondo una relazione è un camminare accanto, non dietro l'altra persona. Ritrovare se stesso prima di riversare tutti i dubbi sulla relazione può darle modo di dare un nuovo peso alle cose, trovare un equilibrio e una lucidità, e un percorso psicologico può senz'altro aiutarla in questo. Non sarà facile, ma tenga duro, in modo o nell'altro sarà un'occasione per ritrovare un contatto innanzitutto con se stesso. Le mando un caro saluto, e le auguro buona fortuna.
Buongiorno, immagino che non sia facile vivere con lo spettro di un possibile distacco. Il gesto di vedere una psicologa per farsi chiarezza denota rispetto nei confronti di sé e del vostro rapporto. Mi pare però che dovrebbe anche lei cercare un suo spazio di ascolto personale. Se davvero il legame con questa persona fosse così forte e dipendente? Quali aspetti non attengono alla vostra relazione ma la condizionano come frutto del suo passato personale? Sono domande le cui risposte potrebbero esserle di aiuto per sé e per le relazioni affettive. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Salve da quello che descrive lei sembra essere in uno stato di dipendenza affettiva. Le consiglio un percorso di psicoterapia che la aiuterà a fare chiarezza per sé stesso e per la relazione. Dott.ssa milvia verginelli
Salve. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a trovare una sua dimensione rendendola meno dipendente dalla relazione col suo ragazzo. La dipendenza può essere pesante per entrambi con ripercussioni negative sulla relazione, dove nonostante i sentimenti o l'affetto che ci sono, si può desiderare di sentirsi liberi dalla responsabilità di rendere felice l'altro. Distinti saluti
Buonasera, la situazione che descrive le sta obbiettivamente procurando sofferenza. Mi verrebbe da indicarle un aiuto, cominciando proprio da sé stesso, cioè dal riconoscere che una posizione emotiva e affettiva di dipendenza procura ansia e stress. E poiché noi non possiamo cambiare l'altro, anche minimamente, possiamo però agire su un cambiamento di noi stessi. Se accetta di avere qualche consulenza psicologica da un collega, può sentirsi aiutato a trovare modi nuovi per affrontare il suo problema. Auguri, Dr. Vittorio Cameriero
Buonasera, leggendo tutto ciò che ha scritto concordo nel dirle che parla davvero poco di se perché è molto concentrato sul suo compagno, a cercare di capire cosa lui vuole o prova. Sarebbe importante ritornare un po' su di sé, sui suoi bisogni. Perché non inizia anche lei un percorso psicologico, così da trovare un suo spazio personale dove poter fare emergere tutta la sua sfera emotiva?! E concordo con il collega che ha parlato di terapia di coppia:potrebbe esservi utile affrontare la vostra storia davanti a una terza persona, che potrà guidarvi nel far emergere i vostri bisogni che spesso non si riescono ad ascoltare reciprocamente . Resto a disposizione, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Gentile utente, comprendo la sofferenza legata alla situazione di dubbio e incertezza che sta vivendo al momento. Il fatto che il suo compagno si sia rivolto ad un professionista è senz'altro positivo, e credo che sarebbe importante anche per lei ritagliarsi uno spazio all'interno del quale vivere le proprie emozioni e affrontare quella che lei stesso descrive come "dipendenza" dal suo ragazzo. Riappropriarsi di sé e della propria vita è fondamentale, ed è il presupposto indispensabile per vivere una relazione in modo sano. Le auguro il meglio, dott.ssa Jessica Maranza
Buongiorno. Comprendo quanto questa situazione possa essere destabilizzante per lei soprattutto dal momento che sottolinea una forma di “dipendenza” dal suo partner. Penso che la scelta del suo compagno di frequentare uno psicologo possa essere un ottimo inizio per affrontare il problema. Anche se si tratta di un percorso individuale avrà sicuramente ripercussioni sul legame di coppia sia in positivo che in negativo e questo è un dato da tenere in considerazione. Il mio consiglio per lei é quello di iniziare a sua volta un ulteriore percorso che potrà aiutarla in primis a fronteggiare questa situazione, a capire le dinamiche del vostro rapporto di coppia e possibilmente modificare alcuni comportamenti/atteggiamenti che possono risultare disfunzionali. Spero di poterla aiutare. Buona giornata
Buongiorno, tutto quello che ha scritto riguardano, dubbi, emozioni e sentimenti circa il legame con il suo ragazzo. Dal mio punto di vista sarebbe indicata una psicoterapia di coppia al fine di capire meglio la vostra problematica attraverso la vostra relazione nelle varie sedute. Buona giornata
Salve, la ringrazio per aver voluto condividere con un professionista la sua situazione. Le faccio notare come nel messaggio abbia parlato poco di sé e moltissimo del suo partner o della relazione che state vivendo: ciò è indicativo e dovrebbe farla riflettere sul ruolo che occupa come persona e come parte di una coppia. Inizi a pensare anche ad uno spazio di elaborazione delle sue insicurezze tutto suo: sapersi leggere è certamente il passo che dovrebbe augurarsi di compiere. Imparare a conoscersi a fondo aiuta la lettura delle proprie reazioni nei confronti del proprio mondo emotivo interno e nei confronti degli stimoli che si ricevono dall’esterno. Da quello che racconta, si evidenzia anche la necessità di uno spazio di elaborazione delle insicurezze da affrontare, magari, in un contesto di coppia. Vivere in una relazione le cui fondamenta sono consumate da argomenti intoccabili, poiché potrebbero minarne la stabilità, altro non fa che acuire l’incomunicabilità sotto aspetti progressivamente maggiori. E, nel momento in cui c’è incomunicabilità, nascono ansie ed insoddisfazioni reciproche. La terapia di coppia potrebbe certamente essere uno strumento utile ad entrambi nell’acquisizione di nuove strategie per elaborare le insicurezze attuali e permettere ad entrambi, sia singolarmente che come coppia, di vivere più serenamente. Come vede, ha più opzioni fra cui scegliere tutte volte ad un miglioramento della sua attuale situazione. Resto a disposizione e le auguro una buona giornata. Dott. Greco
Buongiorno, da ciò che racconta mi pare che sia un contesto affettivo vissuto da entrambi le parti in modo confuso. Rispetto a che cosa fare in una situazione di questo tipo, il consiglio che le posso dare è di intraprendere anche lei un percorso psicologico individuale per mettere a tema i suoi vissuti rispetto al rapporto affettivo con il suo partner, incluso la difficoltà che potrebbe generarsi se il rapporto dovesse interrompersi, e per comprendere in modo più appropriato le sue possibilità d'azione e i suoi orizzonti. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Matilde Ciaccia.
La tua situazione sembra complessa e piena di incertezze. È positivo che il tuo fidanzato stia cercando il supporto di uno psicologo per capire i suoi sentimenti e dubbi nei confronti della vostra relazione. Tuttavia, è importante anche che tu prenda in considerazione i tuoi bisogni e il tuo benessere emotivo. La convivenza sembra procedere bene e avete ripreso a fare l'amore più spesso, il che indica che ci sono ancora elementi positivi nella vostra relazione. Tuttavia, è comprensibile che tu sia insicuro riguardo ai sentimenti del tuo fidanzato e al futuro della vostra storia. Potrebbe essere utile per te parlare apertamente con il tuo fidanzato riguardo alle tue paure e alle tue esigenze emotive. Cerca di trovare un momento tranquillo in cui potete comunicare sinceramente e senza giudicarvi reciprocamente. Esprimi i tuoi sentimenti, ma ascolta anche i suoi. Nel frattempo, ti incoraggio ad affrontare la tua dipendenza emotiva e a concentrarti sul tuo sviluppo personale. Coltiva le tue amicizie, i tuoi interessi e le tue passioni, in modo da non basare la tua felicità esclusivamente sulla relazione con il tuo fidanzato. La situazione richiede tempo, pazienza e impegno da entrambe le parti. È importante che tu prenda cura di te stessa e delle tue esigenze emotive mentre affronti questa fase incerta. Ricorda che sei una persona preziosa, indipendentemente dall'esito della relazione. Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o chiarimenti. Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Grazie di aver condiviso la tua esperienza. Le relazioni amorose sono una grande palestra per crescere e conoscersi meglio. A prescindere da chi abbiamo al nostro fianco. Capisco la tua necessità di parlare e di mettere chiarezza. Così come anche il senso di smarrimento di fronte all’ambivalenza che c’è. Da una parte lui sembra non essere più coinvolto, però convivete assieme e condividete spazi di intimità affettiva e anche sessuale. Il dono più grande che puoi farti è dedicarti anche a te stesso, prendere i tuoi spazi, capire che cosa tu desideri profondamente da una relazione, scegliere quali sono i confini che per te sono invalicabili così da comunicare con chiarezza che cosa è per te il rispetto. Siete molto giovani e avete tutta una vita davanti. Qualsiasi relazione può evolvere con la consapevolezza di entrambi. Permettiti di prenderti cura di te stesso. Nel modo in cui ti risuona di più. E’ qualcosa che ha valore per tutta la vita. Un caro saluto. Dott.ssa Simona Vanetti
La tua situazione mostra quanto sia complicato gestire un rapporto che ha vissuto tante sfide, tra distanze fisiche, emozioni incerte e la pressione di un legame che sembra essere in evoluzione. È normale avere paura e sentirsi insicuri in un momento del genere, soprattutto quando ci sono tanti dubbi e poche risposte chiare. Mi sembra che tu stia facendo un grande lavoro su te stessa, cercando di crescere individualmente, ma è altrettanto importante che tu abbia l’opportunità di affrontare i tuoi sentimenti, parlare apertamente con lui e capire cosa entrambi desiderate da questa relazione. La paura che provi è comprensibile, ma ricordati che parlare con il cuore, senza forzare decisioni immediate, può aiutarvi a chiarirvi e a vedere se c’è ancora spazio per il vostro amore. Lasciar fluire il tempo e la riflessione, senza forzare nulla, è fondamentale. La chiarezza arriverà anche grazie a questa pazienza reciproca.
La situazione che descrive è sicuramente complessa e piena di emozioni contrastanti. È positivo che il suo fidanzato stia cercando supporto psicologico per capire i suoi sentimenti, ma sembra esserci una certa ambivalenza da parte sua. Il fatto che lei stia cercando di coltivare altre amicizie e attività è un passo importante per non dipendere completamente dalla relazione. Tuttavia, se la comunicazione continua a essere difficile e non sente risposte chiare, potrebbe essere utile considerare il supporto di un terapeuta di coppia. A volte, il coraggio di prendere decisioni difficili è fondamentale per il proprio benessere.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con così tanto cuore aperto la sua storia. Da quello che scrive emerge chiaramente quanto tenga alla relazione con il suo compagno, quanto si sia impegnato per comprenderlo, per perdonare, e per tenere viva una connessione profonda che dura ormai da molti anni. Quello che sta vivendo non è semplice, e riconosco in ciò che racconta una grande forza, anche se so bene quanto possa sentirsi fragile e spaventato dentro. La sua sofferenza nasce da un’esperienza di incertezza relazionale, e l’incertezza, specie quando riguarda qualcosa di così importante come l’amore e il futuro con una persona a cui teniamo profondamente, può generare un vero e proprio stato d’ansia persistente. È normale, in questa fase, sentirsi smarrito, sentire un senso di insicurezza costante, e oscillare tra la paura di perdere il rapporto e la speranza che le cose possano tornare come prima. E tutto questo accade mentre è già alle prese con un adattamento importante: la convivenza. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta succedendo è analizzare sia i pensieri che oggi alimentano la sua ansia, sia i comportamenti che, in buona fede, mettiamo in atto per cercare sollievo ma che, a lungo termine, possono contribuire a mantenere proprio quella sofferenza che vorremmo evitare. Mi riferisco, ad esempio, alla sua comprensibile spinta a voler parlare spesso del problema, a cercare rassicurazioni, a scandagliare ogni parola del suo compagno per cercare segnali di conferma o smentita rispetto al suo amore. Sono tutte reazioni umane e naturali, ma in un contesto dove l’altro è già confuso e tende a evitare il confronto diretto, possono anche contribuire, senza volerlo, a irrigidire la situazione, a farla sentire ancora più distante. Il suo compagno, da quanto racconta, sembra attraversare una fase di ridefinizione identitaria. È giovane, ha concluso un ciclo importante con la laurea, si è affacciato al mondo del lavoro, ha vissuto un’intensa esperienza emotiva e forse anche sessuale con un'altra persona, e ora sta cercando di comprendere davvero cosa vuole e cosa prova. È un periodo di transizione, che può essere molto destabilizzante anche per lui. Il fatto che abbia deciso di iniziare un percorso psicologico è un segnale positivo, perché dimostra che vuole capirsi, non prendere decisioni impulsive, e soprattutto che è disposto a lavorare su di sé. Questo, anche se non lo mostra sempre apertamente, è una forma di rispetto per lei e per la relazione. Nel frattempo, lei ha fatto un lavoro importante: ha ascoltato le sue osservazioni, ha iniziato a recuperare spazi personali, attività che la rendono autonomo e le permettono di non vivere in totale funzione del rapporto. È un cambiamento prezioso, che va mantenuto e rafforzato, non solo per migliorare il legame ma soprattutto per il suo benessere personale. Essere in una relazione sana non significa annullarsi per l’altro, ma camminare insieme pur restando due persone distinte e con una vita autonoma. È naturale che dopo anni, specie in relazioni iniziate da giovani e a distanza, le dinamiche cambino e richiedano un riassestamento. Spesso l’amore non finisce di colpo, ma può modificarsi, trasformarsi, e in alcuni casi, tornare con una forma nuova, più matura. Ciò che può fare ora, e che dal punto di vista terapeutico è molto utile, è imparare a tollerare l’incertezza. Non cercare di forzare risposte che l’altro non è pronto a dare, ma provare a centrarsi su ciò che può controllare: la propria crescita, la propria autonomia, la propria serenità. Questo significa anche concedersi momenti in cui si stacca mentalmente dalla relazione, evitando di rimuginare continuamente sulla situazione, e coltivando esperienze che la riconnettano con la parte più viva e autentica di sé. Può sembrare difficile, ma è una delle strade più efficaci per riappropriarsi di un equilibrio emotivo. La invito a non considerare la crisi del suo compagno come un giudizio su di lei, ma come il riflesso di una sua personale difficoltà evolutiva. E anche se il dolore e la paura ci spingono a voler “risolvere subito”, a volte è proprio nel lasciare spazio all’altro, nell’imparare a respirare dentro il dubbio, che si dà la possibilità alla relazione di chiarirsi davvero. Non è obbligato ad decidere nulla ora. Può continuare a vivere questa fase osservando, nutrendo il rispetto reciproco, e prendendosi cura di sé. Se continuerà a costruire un senso di stabilità dentro di sé, potrà affrontare con più lucidità qualunque evoluzione prenderà la vostra storia. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, la situazione che descrive è molto complessa e comprensibilmente dolorosa: convivono dentro di lei amore, paura, speranza e insicurezza, e questo crea una grande confusione emotiva. È evidente che tiene molto a questa relazione e che, nonostante la ferita del tradimento e la distanza emotiva del suo compagno, sta cercando di capire come salvare il legame senza perdere sé stesso. Da ciò che racconta emergono alcuni elementi centrali: Il suo compagno sta vivendo una fase di crisi identitaria e relazionale, probabilmente legata anche al percorso di crescita personale (la laurea, il nuovo lavoro, il confronto con la propria sessualità e il bisogno di autonomia). La decisione di intraprendere una psicoterapia è un segnale importante: sta cercando di comprendere cosa sente, non di fuggire. Lei, invece, sta affrontando una forte ansia di perdita, che la porta a cercare continue rassicurazioni. È una reazione comprensibile, ma rischia di mantenere il circolo di distanza tra voi: più lui si sente osservato o “pressato” a chiarire i sentimenti, più tende a chiudersi; più lui si chiude, più lei si sente insicuro e bisognoso di conferme. La sua riflessione sulla dipendenza affettiva è molto lucida: imparare a spostare il baricentro emotivo su di sé, coltivare le proprie relazioni, i propri spazi e interessi, non significa disinvestire dalla coppia ma creare un equilibrio più sano, che può restituire respiro anche a lui. In questo momento, la direzione più utile non è convincerlo o “capire cosa prova”, ma ritrovare stabilità dentro di sé, lavorando su: accettare l’incertezza senza forzare risposte immediate; distinguere ciò che dipende da lei (cura, presenza, comunicazione sincera) da ciò che dipende da lui (scelte, chiarezza, desiderio); continuare a costruire la sua vita personale, senza ridurre tutto alla relazione. A volte le relazioni attraversano fasi di “ridefinizione” in cui uno dei due ha bisogno di riscoprire chi è, e solo se trova spazio per farlo può scegliere di restare davvero. Lasciargli questo spazio — senza smettere di esserci, ma senza controllarlo — può essere, paradossalmente, la via più matura per capire se il vostro legame può evolvere o se deve trasformarsi. — Dott.ssa Sara Petroni
Da quello che racconta si sente quanto questa situazione la stia facendo soffrire e quanto, allo stesso tempo, per lei questa relazione sia profondamente importante. Sette anni insieme non sono solo “tempo”, ma esperienze condivise, crescita, progetti, pezzi di vita intrecciati. In una relazione a distanza è del tutto naturale che possano emergere gelosia e paura di perdere la persona amata. La distanza amplifica le insicurezze e rende più vulnerabili, soprattutto quando si percepisce l’ingresso di una terza persona con cui il partner crea un legame forte. Le sue reazioni emotive, in quel contesto, non sono “sbagliate”: parlano del suo attaccamento e del timore di essere sostituito. Allo stesso tempo, il suo compagno ha attraversato un periodo di cambiamenti molto intensi: la laurea, l’ingresso nel mondo del lavoro, la convivenza, una relazione di forte intesa con un’altra persona. Fasi così dense possono generare confusione interna e mettere in discussione certezze che prima sembravano solide. Il fatto che abbia scelto di iniziare un percorso psicologico è un segnale importante: indica che non vuole ignorare ciò che sente, ma comprenderlo. Mi colpisce anche un altro aspetto che lei riporta: quando lui le dice di essersi sentito “messo su un piedistallo” o percepito come il centro della sua vita. In una relazione, è naturale che il partner sia un punto di riferimento fondamentale; tuttavia, quando diventa l’unico pilastro emotivo, l’altro può sentirsi investito di una responsabilità molto grande. Il percorso che lei sta iniziando — riprendere sport, coltivare amicizie, provare a costruire spazi personali — è un passo prezioso non solo per la coppia, ma soprattutto per il suo equilibrio. In questo momento lei si trova in una posizione molto delicata: da una parte il desiderio di parlare, capire, avere rassicurazioni; dall’altra il bisogno di lui di prendersi tempo e spazio per chiarirsi. È comprensibile che l’incertezza la faccia sentire insicuro e che il silenzio la spaventi. Tuttavia, a volte, un eccesso di confronto continuo rischia di aumentare l’ansia di entrambi. Trovare un equilibrio tra il rispetto dei suoi tempi e la tutela dei suoi bisogni emotivi è fondamentale. Il fatto che conviviate serenamente, che ci sia ancora intimità fisica, affetto, condivisione quotidiana, indica che il legame non è vuoto. Sembra piuttosto attraversare una fase di trasformazione. Le crisi non sempre segnano una fine: talvolta rappresentano un passaggio verso una forma diversa, più matura, di amore. Altre volte, invece, aiutano a prendere consapevolezza di bisogni differenti. In questo momento, più che cercare di “convincerlo” a sentire qualcosa, può essere prezioso che lei si concentri su di sé, sul rafforzare la sua autonomia emotiva e sulla comprensione delle sue emozioni. Anche per lei potrebbe essere utile uno spazio psicologico individuale, non per salvare la relazione a tutti i costi, ma per sostenersi in questa fase di incertezza. La sua paura è comprensibile. Ma ricordi: qualunque direzione prenderà questa storia, il suo valore personale non dipende dalla decisione del suo partner.
Da ciò che racconti emerge una situazione molto complessa, ma non necessariamente già definita. La sofferenza che stai vivendo è comprensibile: da una parte ami il tuo compagno e desideri mantenere la relazione, dall'altra ti trovi a convivere con un'incertezza continua che alimenta ansia, paura e bisogno di rassicurazioni. Ci sono alcuni aspetti che meritano attenzione. Innanzitutto, il problema non sembra essere la convivenza in sé. Anzi, riferisci che dopo un primo periodo difficile state trovando un equilibrio: parlate, condividete la quotidianità, vi cercate fisicamente, vi abbracciate, avete ripreso l'intimità sessuale. Questi non sono segnali tipici di una persona che ha già deciso di chiudere una relazione e che vuole soltanto rimandare il momento della separazione. Allo stesso tempo, non si può ignorare che il tuo compagno stia esprimendo un dubbio autentico sui propri sentimenti. Quando dice di non sapere se ti ama più, probabilmente non sta cercando di ferirti, ma sta cercando di comprendere qualcosa che lui stesso non riesce ancora a definire. È significativo che abbia deciso di intraprendere un percorso psicologico: questo suggerisce una volontà di capire, non di scappare. Un altro elemento importante riguarda il periodo che ha vissuto nell'ultimo anno. In poco tempo si sono concentrati molti cambiamenti: la laurea, il nuovo lavoro, il passaggio alla convivenza, il forte coinvolgimento con questo ragazzo, la transizione verso una nuova fase della vita adulta. Sono eventi che possono mettere profondamente in discussione la propria identità, i propri desideri e anche il modo di vivere una relazione. Mi colpisce inoltre ciò che lui ti ha detto riguardo alla tua dipendenza affettiva. Non lo ha espresso come un'accusa, ma come un elemento che lo fa sentire responsabile del tuo benessere. Quando una persona percepisce di essere diventata il centro emotivo dell'altro, può iniziare a sentirsi sotto pressione. Questo non significa che abbia smesso di amare, ma che potrebbe avere bisogno di percepire una maggiore autonomia reciproca. Per questo motivo, il lavoro che hai iniziato a fare su te stesso, riprendere lo sport, coltivare interessi e relazioni personali, non dovrebbe essere visto come una strategia per riconquistarlo, ma come un percorso importante per te. Qualunque sia l'esito della relazione, avere una vita emotiva più ampia ti renderà più solido e meno dipendente dalle oscillazioni del rapporto. C'è poi un aspetto delicato: il continuo parlare della crisi. Capisco perfettamente il tuo bisogno di affrontare l'argomento perché l'incertezza è dolorosa. Tuttavia, quando una coppia entra in una dinamica in cui ogni giorno si cerca una risposta definitiva ("Mi ami?", "Hai deciso?", "Cosa provi?"), spesso si crea ulteriore pressione e il partner che è già confuso finisce per chiudersi ancora di più. A volte concedere uno spazio di elaborazione può essere più utile che cercare continuamente una definizione. Il fatto che tre anni fa abbia vissuto una crisi simile non significa che la situazione attuale sia identica, ma suggerisce che nei momenti di cambiamento lui possa attraversare fasi di forte dubbio relazionale. Questo è un elemento da tenere presente senza usarlo come garanzia che tutto si risolverà automaticamente. Il mio parere è che oggi non ci siano elementi sufficienti per dire che la relazione sia finita, ma nemmeno per affermare che il problema sia già superato. Siete in una fase di transizione in cui lui sta cercando di capire cosa prova e tu stai cercando di tollerare un'incertezza che ti spaventa molto. La domanda forse più importante non è se lui riuscirà a decidere di amarti, ma come puoi prenderti cura di te mentre lui attraversa questo percorso. Più riuscirai a costruire una tua stabilità emotiva indipendente dalle sue risposte immediate, più sarai in grado di affrontare questa fase con lucidità e meno con la paura di perderlo. In questo momento, il segnale più incoraggiante non è tanto quello che lui dice di provare, quanto il fatto che continui a investire concretamente nella relazione: convive con te, non desidera interrompere il rapporto, sta cercando di comprendere i propri sentimenti e continua a condividere con te vicinanza, affetto e progettualità. Sono aspetti che meritano di essere osservati con attenzione quanto i suoi dubbi. Rimango a completa disposizione Un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli
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