Salve ,sto facendo psicoterapia da un mesetto,siccome mi piace molto la mia terapeuta volevo chieder

20 risposte
Salve ,sto facendo psicoterapia da un mesetto,siccome mi piace molto la mia terapeuta volevo chiedere,se si può uscire con lei al di fuori delle sedute come ad esempio prendere un caffè insieme, scambiare chiacchiere o mangiare una pizza insieme .Se non è possibile fare questo perché sono in cura da lei ,potrei chiederle di uscire quando finiremo la terapia e quindi non sarò piu suo paziente?
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buonasera, la sua domanda è molto singolare...Dal punto di vista deontologico, finché è suo paziente, non è corretto che le proponga di uscire al di fuori del rapporto terapeutico. Una volta concluso l iter terapeutico, nulla le vieta di chiedere di uscire. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti

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Dott.ssa Giada Di Veroli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, certamente non è opportuno, ma forse potrebbe parlare di questa fantasia con la sua terapeuta e darle un senso da un punto di vista terapeutico. Cordialmente GDV
Dott.ssa Lorena Ferrero
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera,
la relazione con il proprio terapeuta è differente da quella con amici e familiari dove c'è condivisione e investimento affettivo. E' proprio la diversità di questo rapporto insieme alla professionalità del terapeuta che è il tramite del lavoro su di sè. Porti alla collega questo suo desiderio di vicinanza, potrà essere esplorato insieme. Un caro saluto. Dr.ssa Lorena Ferrero
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
La risposta alla prima domanda è no. Sarebbe un grave problema per la gestione del rapporto di terapia: la collega (e lei) non avreste più la necessaria distanza per ragionare delle cose che le accadono.

Sulla seconda domanda, benché rimanga qualche perplessità da parte mia, teoricamente non ci sono problemi.

Con i migliori auguri,
Dr.Ventura
Dott.ssa Maria Zaupa
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Vicenza
Buonasera. Ne parli con la sua terapeuta.
Dott.ssa Milvia Verginelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Fiumicino
Salve il terapeuta non è un amico o un parente, anche se spesso si ha la percezione di questo, vista la relazione che si crea. Parli di ciò alla sua terapeuta che la aiuterà a capire i motivi di questa sua richiesta.
Dott.ssa milvia verginelli
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, l'interesse per la sua terapeuta può contenere elementi utili al percorso e perciò va riportato in seduta per analizzarlo. Vedersi al di fuori del setting comprometterebbe il percorso; è necessaria una certa distanza fra la psicoterapeuta e il paziente, utile per attivare dinamiche fondamentali per la sua cura. Concluso il percorso potrebbe farlo, ma non lo consiglierei in quanto si precluderebbe la possibilità di avere nel futuro, quel punto di riferimento. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, la terapia non funzionerebbe più. Le consiglio di elaborare questa cosa con la terapeuta e nel caso di cambiare terapeuta perchè potrebbe invalidare la terapia. Rischia di perdere tempo e soldi.
Buongiorno. Non è possibile instaurare un rapporto personale e affettivo che vada oltre lo spazio del setting professionale tra terapeuta e cliente; se non ci fosse questo limite si perderebbero inevitabilmente i confini fondamentali e necessari che definiscono la relazione terapeutica. Tuttavia credo sia importante e prezioso questo desiderio che è emerso in lei dopo l’inizio del percorso con la sua terapeuta, e penso che possa essere molto significativo ai fini del proprio percorso psicologico condividere ed esplorare insieme alla professionista i propri desideri e le proprie domande.
Un saluto, Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Roberta Parrilli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la sua è una domanda legittima. Purtroppo, proprio per tutelare la natura del rapporto terapeutico e la professionalità, e quindi per questioni legate al codice deontologico, paziente e terapeuta non possono frequentarsi al di fuori delle sedute. Questo, infatti, comprometterebbe il rapporto terapeutico, con una possibile perdita dei ruoli (paziente/terapeuta). Alla fine della terapia, nessuno le vieta di uscire con la dottoressa, anche se resta qualche perplessità sull'argomento da parte mia. Spero di aver risposto alle sue domande. Saluti.
Dott.ssa Roberta Parrilli
Dott.ssa Marianola Vini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Palermo
Come già hanno osservato i miei colleghi le consiglio di parlarne con il suo terapeuta. Sara' sua discrezione valutare, a fine terapia, se intraprendere un rapporto di tipo diverso.
Dott.ssa Arianna Corotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve, fino a quando dura la terapia non si dovrebbero avere contatti se non quelli psicoterapeutici. Poi finita la terapia le cose cambiano e ci si può frequentare anche in modo informale. Per maggior sicurezza chieda alla sua psicoterapeuta che saprà dirle se questo momento iniziale non sia quello della luna di miele psicoterapeutica e se lei non tenda ad idealizzare troppo terapia e psicoterapeuta. Un saluto
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicoterapeuta
Roma
Buona sera, queste domande dovrebbe porle alla sua terapeuta.
Ogni terapeuta gestisce personalmente il rapporto col proprio paziente nel rispetto e tutela della terapia, del paziente stesso e dell'aspetto professionale. Si prenda il permesso di chiedere durante la sua terapia.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
la possibilità di vedere la terapista al di fuori del setting terapeutico minerebbe la relazione terapeutica stessa.
Sarebbe opportuno parlasse di questa fantasia con la sua terapeuta, rappresenterebbe un interessante spunto di riflessione da cui far ripartire il percorso terapeutico.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Eliana Nola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
provi lei stesso a porre queste domande alla sua terapeuta, poi ci dica pure come è andata!!!
La mia risposta vuole essere sufficientemente provocatoria, fosse solo per farle comprendere la portata di un percorso psicoterapeutico.
Cordiale saluto,
Dr. E. Nola
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Assolutamente no, caro paziente, e cari colleghi! Durante la terapia meno che mai, ma anche dopo, le consiglio di non cadere nella tentazione della familiarità per non compromettere un rapporto (quello terapeutico) di cui potrebbe sempre avere bisogno (ma io le auguro tutta la serenità che può raggiungere con le sue forze)
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, è importante rispettare i confini professionali durante il periodo di terapia attiva e evitare di stabilire relazioni sociali al di fuori delle sedute con il proprio terapeuta. Tuttavia, una volta terminata la terapia, potrebbe essere possibile considerare l'idea di stabilire un contatto, se entrambi siete d'accordo e se non vi è più un rapporto terapeutico in corso. Cordiali saluti






Dott.ssa Anna Filippi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Schio
Buongiorno, non è possibile instaurare relazioni significative nel corso del rapporto professionale, sarebbe una violazione del codice deontologico degli psicologi. Le consiglio comunque di parlare di questi sentimenti alla sua psicoterapeuta poiché potrebbero inficiare il percorso che sta facendo con lei.
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, il rapporto terapeuta-paziente non può e non deve diventare un rapporto amicale, in quanto ne risentirebbe l'efficacia dell'intervento e del percorso di cura in generale. Mi pare di capire che vi sia anche un'attrazione da parte sua nei confronti della collega; pertanto, la invito a condividere con la stessa queste sue intenzioni e questo suo modo di sentirsi, potrebbe essere un interessante oggetto di confronto e di approfondimento della sua persona. Cordiali saluti, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la sua domanda è molto importante e mostra quanto il legame che si crea in terapia possa diventare significativo anche sul piano personale. Tuttavia, uscire con la terapeuta al di fuori del setting terapeutico non è possibile, proprio per tutelare l’efficacia e la serietà del percorso. La relazione terapeutica, per essere utile, ha bisogno di confini chiari e professionali, altrimenti rischia di confondere i ruoli e compromettere il lavoro su di sé.
Anche a fine terapia, la deontologia professionale prevede molta cautela nel trasformare un rapporto terapeutico in un’amicizia o in una frequentazione, perché quel legame è stato costruito su un’asimmetria che non si cancella facilmente. È una dinamica che viene affrontata spesso in percorsi di psicoterapia umanistica, dove le emozioni verso il terapeuta non vengono giudicate, ma esplorate con rispetto per comprendere i bisogni affettivi più profondi da cui nascono. Le consiglio di parlarne apertamente con la sua terapeuta: sarà un’occasione preziosa per capire meglio sé stesso, i suoi desideri e il significato di questo attaccamento. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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