Salve, sono una ragazza di 20 anni. Soffro di enuresi notturna da diversi anni, ho provato anche con

23 risposte
Salve, sono una ragazza di 20 anni. Soffro di enuresi notturna da diversi anni, ho provato anche con gli esercizi di kegel ma nulla..
Indosso pannoloni oramai da diversi anni e mi sento protetta e sicura. La mia domanda era: sono fidanzata e vorrei dire questa cosa al mio ragazzo, ma ho paura di come potrebbe reagire, come posso vincere questa paura? Mi sento molto in imbarazzo a parlarne con lui
Dott. Giacomo Carella
Psicologo, Psicologo clinico
Pistoia
Buongiorno, grazie per aver scritto. Lei non può sapere la risposta che le darà il suo ragazzo ed è proprio a causa di questo "non sapere", l'ignoto, che prova disagio e vergogna. Se vuole possiamo parlarne in video chiamata, così da risolvere velocemente questo suo dubbio. Rimango a disposizione

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Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale per porre la sua questione.
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. L'imbarazzo è certamente normale essendo una questione molto delicata e intima, il dialogo con il suo compagno è sicuramente l'unica via per uscirne. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve lei pone una questione molta chiara ovvero come comunicare una fatto importante ad una persona a cui è legata emotivamente. Sicuramente lei bene conosce quelle che sono le modalità connesse alla comunicazione e quindi il tema che pone non riguarda la tecnica ma molto probabilmente si rivolge agli aspetti emotivi. Se questa ipotesi è fondata allora forse la questione va affrontata all'interno di una relazione che tratti questi temi. Pertanto forse è utile per lei valutare l'opportunità di un un consulto con uno psicoterapeuta per approfondire questi temi psicologici e questi vissuti legati al disagio che prova in questo contesto. Un cordiale saluto
Dott.ssa Carla Trovato
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Cara, il mio primo consiglio è quello di rivolgersi a un medico per scongiurare patologie organiche.
L'enuresi notturna è una manifestazione fisica di uno stato di malessere, in certi casi svolgere solamente gli esercizi di Kegel non bastano, bisogna approfondire l'argomento.
Rimango a sua disposizione per meglio approfondire quanto da lei espresso.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Questo aspetto fa parte di lei ma Nulla toglie al suo valore Pertanto il suo ragazzo ha scelto lei per delle qualità che l'enuresi notturna non va a toccare minimamente. Capisco Però l'imbarazzo di poter affrontare certe tematiche Tuttavia all'interno di un rapporto è fondamentale sostenersi non solo quando le cose sono belle e felici Ma anche nei momenti di Maggiore fragilità.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Francesca Froiio
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, è comprensibile che parlare di questo argomento possa suscitarle imbarazzo. Ma se teme la reazione del suo ragazzo, forse è anche perché lei per prima fatica ad accettare la situazione. Confrontarsi con un professionista potrebbe esserle d'aiuto. Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Froiio
Dott. Andrea De Lise
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Ha già escluso la causa medica consultandosi con degli specialisti medici del settore?
Chiesto questo, è assolutamente normale che parlare di questo argomento susciti imbarazzo. Parlarne in dettaglio con uno specialista potrebbe aiutarla a tal proposito.
Resto a disposizione, anche online.
Saluti, dott. Andrea de Lise
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,le consiglierei di parlarne con il suo ragazzo.L enuresi non è una colpa ,non si vergogni si tratta di problema psicologico.Sarebbe opportuno che iniziasse un percorso psicologico per curare questo sintomo e il disagio che l accompagna.Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Buonasera, solitamente sono gli stati emotivi a generare questo tipo di conseguenza. Posso comprendere che non sia facile parlarne per l'imbarazzo, ma non ha colpa di ciò che succede.
Potrebbe riflettere sulla possibilità di parlarne con uno psicologo, così da scavare sulle motivazioni che si celano dietro questo disagio, soprattutto perché scrive di conviverci da tanti anni ormai.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, svolgo consulenze anche on line. Un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

credo che in primis le difficoltà di accettare tale situazione riguardino lei. L'enuresi notturna potrebbe esser un sintomo psicosomatico, che hanno a che fare col desiderio spesso di tener tutto sotto controllo. Pensi ad un consulto psicologico con l'obiettivo sia di accettare la situazione in essere, sia per valutare la possibilità di approfondire la funzionalità relazione del sintomo. Resto disponibile nel caso avesse bisogno di un consulto.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno, mi spiace molto per questa condizione. Le consiglio, prima di ogni cosa, di sentire il parere del medico di base, per eliminare possibili condizioni organiche.

Saluti

MT
Dott. Felice Schettini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. Se sente la necessità di voler comunicare questa sua difficoltà al suo ragazzo credo sia importante che si senta libera di trovare il modo più giusto per lei di farlo, per quanto questo la spaventi e la faccia sentire in imbarazzo. Il mio suggerimento è di rivolgersi ad un/a professionista psicologo/a-psicoterapeuta sia per approfondire i vissuti e i sentimenti che si attivano in lei rispetto al bisogno di condividere con il suo ragazzo la sua difficoltà, sia per affrontare e provare a risolvere la problematica, confrontandosi in parallelo con il suo medico per escludere problematiche organiche alla base dell'enuresi notturna. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Dr. Alfonso Panella
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Varese
Buongiorno. Iniziare una relazione implica anche conoscere a fondo la persona con la quale si vuole iniziare un percorso, sotto qualsiasi aspetto. Non si può prevedere la risposta del suo ragazzo e la sua paura potrebbe derivare dal fatto che questa circostanza possa essere percepita come aspetto negativo, o di imbarazzo: tuttavia consideri che una volta che vi siete confrontati sulla questione, la reazione che avrà il suo ragazzo sarà già indice di quanto lui vuole essere partecipe della sua vita e di come, anche in futuro, saprà stare al suo fianco anche nei momenti in cui può provare imbarazzo o difficoltà a esprimersi, per un qualsiasi motivo.
Consideri il confronto du questo argomento come un passo avanti nella vostra relazione, con l’apertura verso un aspetto che lei crede possa causarle difficoltà tra di voi.
Se volesse approfondire la questione, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, è comprensibile che l’idea di parlare al suo ragazzo del problema che descrive le susciti paura e il timore che lui si allontani. Quello che mi sento di dirle è di provare ad avere fiducia nell’amore che vi lega. Gli parli di quello che le preme, potrebbe anche rimanere piacevolmente sorpresa dalla sua reazione …
Dott.ssa Giulia Voghera
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castiglione Torinese
Buongiorno e grazie per la condivisione, posso immaginare quanto disagio e insicurezza le generi l'idea di parlare con il suo fidanzato della problematica che descrive. Ricordi però che in una relazione non c'è nulla di più importante di un dialogo onesto e aperto, dia fiducia al suo rapporto e provi ad essere sincera! In ogni caso parlare con il suo fidanzato non potrà che giovarle poiché la aiuterà a conoscere meglio la persona con cui sta.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti,
Dott.ssa Giulia Voghera.
Dott.ssa Cristina Nobile
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Chiavari
Buongiorno gentile utente,
la domanda che lei ci pone è chiara: come posso vincere la paura della reazione che il mio fidanzato potrebbe avere se sapesse che faccio la pipì a letto? Qui sono presenti due emozioni: una esplicita, la paura, e l'altra nascosta, la vergogna. Potremmo dunque riformulare la sua domanda in questo modo: ho paura di dirglielo, perché mi vergogno. A questo punto, possiamo intravedere in che modo lei può vincere la paura: non vergognandosi di quello che le succede. L'enuresi è un sintomo, un segnale di uno squilibrio nel suo sistema, di un conflitto. Non è una "vergogna", ma una situazione che ha bisogno di essere riconosciuta e affrontata.
Ci scrive che ne soffre da diversi anni. Capisco che in qualche modo "si è adattata" a questa condizione, ma forse ora nemmeno i pannoloni bastano più.
Se scrive qui, probabilmente sta intravedendo la possibilità di affrontare questo problema da una prospettiva diversa: non più solo fisica, ma anche psicologica.
Trovi un/a terapeuta di fiducia, al/la quale senta di potersi rivolgere senza vergogna e senza imbarazzo e incominci a parlare di quello che le succede.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Laura Castellino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Salve, innanzitutto, qualora non l'abbia già fatto, le consiglio di rivolgersi ad un medico per scongiurare altri tipi di patologie che possono causare enuresi. Gli esercizi di kegel intervengono da un punto di vista muscolare ma non è detto che siano la soluzione al suo problema poiché l'enuresi può essere causata da diversi fattori. Penso possa esserle utile darsi un'opportunità per poter capire come convivere con il suo problema e guardare quegli aspetti non direttamente legati al suo disturbo (es. poter dormire con il suo fidanzato) ed eventualmente poter intervenire anche su componenti psicologiche che potrebbero contribuire allo sviluppo del sintomo. Rimango a disposizione nel caso avesse ulteriori domande o volesse prenotare un colloquio, Dott.ssa Laura Castellino
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente, l’imbarazzo che sente a comunicare una difficoltà tanto intima è umano, non sarebbe facile per nessuno. Tuttavia, questo imbarazzo ci informa anche che ciò che teme e sente probabile è una reazione di giudizio o critica da parte del suo ragazzo, e ciò è capace di farla dubitare del “diritto” ad avere un problema. Ben inteso, nessuno vivrebbe bene una critica alle proprie difficoltà, ma è interessante che la sua mente la senta come l’unico esito possibile. E questo riesce a frustrare il suo proposito di condivisione. Purtroppo non esiste un consiglio risolutivo, se non riflettere sul motivo per cui attenderci giudizio nel manifestare una fragilità, e sulla capacità che questa previsione ha di paralizzarci. Un caro augurio di buona fortuna
Dott.ssa Jessica Baldi
Psicologo, Psicologo clinico
Figline E Incisa Valdarno
Salve
Innanzitutto è importante capire se l'enuresi sia dovuta a fattori organici o meno. Potrebbe valutare l'ipotesi di iniziare un percorso psicologico in modo da capire quali aspetti siano implicati in questo fenomeno.
Con i migliori auguri
Dott.ssa Jessica Baldi
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, comprendo il suo disagio e immagino che non sia semplice affrontare l'argomento, molto dipende dalla fiducia che avete costruito nel rapporto. Per quanto riguarda la sua difficoltà le suggerirei, se non lo ha già fatto, di procedere a degli approfondimenti clinici con il suo medico curante. Se non c'è nulla a livello organico, il suo "sintomo" ha origini psicologiche e può essere risolto con una psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Giovanni Paolo Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Misterbianco
Gentilissima,
comprendo la sua situazione,
Se ha una buona relazione con il suo ragazzo, non tema reazioni negative.
Allo stesso tempo, se le cause dell'enuresi non sono di origine organica o comunque i medici non sanno spiegarsi la causa, si potrebbe pensare di iniziare un percorso di supporto psicologico per comprendere la natura del problema.
Lei ha diritto a sentirsi protetta e sicura, sempre.
Vinca la sua paura, anche questo è suo diritto.
Possiamo indicarle la strada, ma percorrerla è suo compito.
Buona giornata.
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
Dalla sua descrizione mi sembra di capire che sta gestendo in modo adeguato la situazione e ha preso le misure del problema.
Per quanto riguarda la sua domanda, le chiederei: da quanto tempo sta insieme al suo ragazzo? Lei ha intenzione di avere una relazione stabile con lui? Sul come comunicare il suo stato, può esercitarsi scrivendo su un quaderno quello che vorrebbe dire al suo ragazzo e facendo delle prove davanti allo specchio. Provi ad essere chiara e naturale con lui, spiegandogli in modo semplice la situazione e cercando il suo ascolto genuino. Si fidi di se stessa e provi a parlare con lui: se lui la ama, la sosterrà e capirà. Lei ha le capacità per fare questo passo.
In ogni caso, l'enuresi notturna ha profonde radici psicologiche, ragione per cui le suggerisco di chiedere il supporto di un professionista psicologo qualificato. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

comprendo bene quanto imbarazzo e vulnerabilità ci possano essere dietro al desiderio di condividere un aspetto così intimo con una persona a cui tieni. L’enuresi in età adulta è una condizione che spesso porta con sé non solo il disagio fisico, ma anche un peso emotivo fatto di vergogna, paura del giudizio e timore di non essere accettati. Tuttavia, il fatto che tu voglia parlarne con il tuo ragazzo è un segnale importante di fiducia e autenticità.

Prima di tutto, ricorda che questa difficoltà non definisce il tuo valore né la tua femminilità. È una condizione che può avere basi fisiologiche e psicologiche, e che si affronta come qualsiasi altra difficoltà di salute o adattamento. Il tuo bisogno di sentirti protetta non è qualcosa di cui vergognarti: è il modo con cui hai trovato equilibrio in una situazione complessa.

Per quanto riguarda il parlarne con il tuo partner, può aiutarti procedere per gradi:

Scegli un momento di calma e intimità, in cui vi sentiate connessi e in ascolto reciproco.

Parla di te, non del problema: spiega che c’è un aspetto personale che ti mette a disagio ma che desideri condividere perché vuoi essere sincera con lui.

Evita di giustificarti: puoi dire qualcosa come “C’è una cosa che riguarda la mia salute, che mi accompagna da tempo e che sto gestendo. So che potrei sentirmi più tranquilla se anche tu la conoscessi, ma capisco che possa sorprenderti”.

Concedigli tempo per elaborare: non tutti sanno come reagire subito davanti a qualcosa di così personale, ma una relazione solida trova il modo di integrare anche queste parti di fragilità.

Infine, se non l’hai già fatto di recente, ti suggerisco di affrontare l’enuresi con un professionista (urologo, andrologo o psicologo), per valutare insieme eventuali cause o strategie di gestione più mirate. Avere un supporto esterno può alleggerire molto anche il peso emotivo e ridurre l’imbarazzo nel parlarne.

Condividere una parte così delicata di te può sembrare rischioso, ma è anche un passo verso una relazione più autentica, dove non devi nasconderti per essere amata.


Dott.ssa Sara Petroni

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