Salve sono una ragazza che ha il doc omosex/bisex e lo sta affrontato con una psicologa. Ma ho una d

Salve sono una ragazza che ha il doc omosex/bisex e lo sta affrontato con una psicologa. Ma ho una domanda è normale che quando si legga una scena di sesso tra 2 persone etero si immagina la ragazza che ha l'orgasmo femminile? Io mi sono data la risposta che lo faccio perché vorrei provare anche io quel piacere o perché mi immedesimo in lei è possibile?

25 risposte


Salve, credo che per lei sia opportuno rivolgere questa domanda alla collega che già la segue. Buona giornata. Dott. Fiori

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Salve, Mi spiace per la tua situazione ma sono contento di sapere che lei sta affrontando la problematica grazie al supporto di una psicologa. Ritengo pertanto utile che lei ponga tale quesito alla professionista che la sta seguendo, sicuramente persona competente e che, meglio di noi, Qui sul sito, può conoscerla. cordialmente, dott FDL


Salve, concordo con i colleghi, è importante affrontare i suoi temi nella terapia. Saluti Massimiliano


Buonasera, la risposta bisognerebbe cercarla assieme a Lei. Le consiglio di farla alla collega che La segue. Questo perché già la conosce e perché ha la possibilità di un dialogo. Cordialmente, Dott.ssa Katarina Faggionato


Buonasera Gentile Utente, come mai lo chiede a noi e non alla sua psicologa? E come mai per lei è importante definire cosa sia "normale" e cosa non lo sia? Provi a riflettere su queste domande e, se riesce, ne parli con la sua psicologa. Sono sicuro che sarà un modo per approfondire la vostra alleanza terapeutica. Cordialmente, dott. Simeoni


Salve, Concordo con i pareri dei miei colleghi. Dott.ssa Malerba Nicoletta


Buongiorno, come sa la sessualità umana va oltre le etichette e le categorie: si alimenta di fantasie, significati, situazioni. E' una spinta alla scoperta. Da quello che scrive, sembra che in lei ci sia un continuo confrontarsi rispetto a dei criteri esterni (omo/bsx - normale/anormale), che immagino alimentino il suo DOC. Non è il contenuto del dubbio l'importante, ma quello che significa per lei sentirsi omo o anormale, e soprattutto perché ha bisogno di chiederselo. Ne parli con la collega con cui è in cura, potrà scoprire molte cose di sè! con i migliori auguri, dr. Ventura


Buongiorno. Perfettamente d'accordo con i colleghi che mi hanno preceduto, rivolga questa domanda al collega che la segue in quanto prezioso materiale di su cui lavorare. Saluti MT


Gentilissima signora, mi spiace ma Non ci è possibile rispondere a questa sua domanda e soddisfare le sue aspettative. In ogni caso mi chiedo cosa la spinga a fare in questa sede questa domanda anziché rivolgerla alla sua terapeuta. Pertanto Concordo con i colleghi: sarebbe per lei molto più utile e funzionale rivolgere tale quesito alla sua terapeuta, l’unica davvero in grado di aiutarla. Auguri! Dottoressa Mg Fanciulli


Buongiorno, talvolta può essere difficile affrontare certi argomenti visti come "tabù" anche all'interno di una buona relazione terapeutica. Forse è il caso di segnalare questa difficoltà alla collega che la segue, ma sapendo che non c'è un modo giusto o sbagliato di stare in terapia e che è perfettamente normale che ci siano questioni su cui si fatica di più


Salve, è importante che affronti le sue tematiche con la sua terapeuta. Cordiali saluti, Rosella Pettinari


Gentile utente, le consilgio di rivolgere la domanda alla sua terapeuta. Saluti


Concordo con i colleghi. Ne parli con la sua psicoterapeuta. Cordiali saluti


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Buongiorno, non esiti ad affrontare la domanda con la sua Psicologa. I suoi quesiti sono materiale utile al fine della terapia! Chi meglio della sua terapeuta può aiutarla nelle risposte, e soprattutto a comprendere il significato delle sue domande, dal momento che avete instaurato una relazione terapeutica e state condividendo un pezzetto di strada insieme? In bocca al lupo, un saluto


Gentile utente di mio dottore, cerchi di riflettere sul bisogno di esplorare alcune tematiche al di fuori della Relazione Terapeutica, al senso che attribuisce proprio a questo tema. Resto a sua completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti, Dr Diego Ferrara


Buongiorno, la sessualità è un mondo molto complesso e pieno di sfumature. Se ha iniziato un percorso con una psicologa, credo che sia importante che provi a parlare con lei di questi dubbi, domande, perplessità. Vedrà che, piano piano, aprendosi e condividendo nella stanza di terapia queste fantasie e questi pensieri, riuscirà a fare più chiarezza e a comprenderli. Le auguro una buona giornata, un caro saluto Dott.ssa Alice Carbone


Gentile utente, se è seguita da una collega è importante che questa domanda sia rivolta a lei, per poter essere contestualizzata nel migliore dei modi all'interno del vostro percorso. Un saluto. Dott.ssa Giulia Bernardinello


Gentile utente, la questione da lei posta richiederebbe molte più informazioni per poter ricevere una risposta esaustiva. La scelta di intraprendere un percorso psicologo è la migliore in questo caso poiché le darà la possibilità di elaborare gli aspetti più profondi legati a tale problematica. Dottoressa Elisa Taverniti


Buongiorno, concordo con i colleghi. Se è seguita da una psicologa, rivolga a lei questa domanda. Ogni dubbio, perplessita, domanda o pensiero che le viene in mente può condividerlo con la sua terapeuta. Si ricordi che lo spazio di terapia è uno spazio tutto suo. Un caro saluto, Dott.ssa Martina R. Malizia


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Le fantasie sessuali possono essere varie e riguardano tutti noi. A volte succede che il dubbio e l'incertezza ci spaventano così tanto che tendiamo a concentrare tutta la nostra attenzione su questo per cercare di fare chiarezza, alimentando al contrario la sensazione di malessere. Si perde di vista il fatto che i nostri pensieri non sono la realtà e per questo vanno considerati come tali. Accogliere il dubbio come qualcosa che fa parte della nostra vita, guardarlo come un'occasione di apprendimento e di scoperta e credere di più nelle nostre capacità per fronteggiare le situazioni possono avere una straordinaria influenza positiva sul nostro benessere.


Ciao, sì, è assolutamente possibile e normale. Quando si legge o si immagina una scena erotica, la mente tende spontaneamente a immedesimarsi in uno dei personaggi, soprattutto in quello con cui ci si identifica di più. Non significa che ci sia un dubbio sull’orientamento sessuale, ma che stai vivendo la scena attraverso l’esperienza dell’altro, cercando di comprendere o immaginare il piacere che prova. Nel disturbo ossessivo legato al tema dell’orientamento (come nel doc omosessuale/bisessuale), la mente tende a mettere in dubbio anche i pensieri più neutri o comuni, chiedendosi se abbiano un “significato nascosto”. In realtà, ciò che descrivi rientra in un normale processo di curiosità e immedesimazione, non in un segnale di cambiamento dell’orientamento. Puoi parlarne serenamente con la tua psicologa: lavorare su questi pensieri senza giudicarli ti aiuterà a ridurre l’ansia e a lasciare che la mente recuperi naturalezza anche su temi legati alla sessualità. Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

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Gentile utente, la fantasia o l'immaginazione di tale scena potrebbe portare ad una stimolazione di piacere derivata dai suoi desideri o dalle sue curiosità.


Salve, la domanda che pone è molto comprensibile e, soprattutto, è coerente con il tipo di dubbi che molte persone sperimentano quando stanno vivendo una forte preoccupazione legata al proprio orientamento affettivo o sessuale. Da ciò che scrive, mi sembra importante partire da un punto: immaginare una situazione, immedesimarsi in un personaggio o focalizzarsi su un particolare aspetto di una scena non equivale automaticamente a trarre conclusioni sul proprio orientamento. La mente umana è molto più complessa di una semplice associazione tra un'immagine mentale e un significato definitivo. Quando leggiamo una storia, guardiamo un film o immaginiamo una situazione, spesso tendiamo a identificarci con uno dei protagonisti. Questo può accadere per molte ragioni. A volte ci riconosciamo nelle emozioni di una persona, altre volte nella sua esperienza, altre ancora nelle sue sensazioni o nei suoi desideri. Per questo motivo, l'ipotesi che lei formula, cioè quella di immedesimarsi nella figura femminile o di essere interessata a comprendere e immaginare una sensazione che potrebbe riguardare anche sé stessa, è assolutamente plausibile. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, però, l'aspetto che sembra più rilevante non è tanto il contenuto dell'immaginazione, quanto ciò che accade subito dopo. Mi spiego meglio. Una persona che non è preoccupata dal significato di quel pensiero probabilmente lo lascerebbe passare senza attribuirgli particolare importanza. Una persona che invece sta vivendo una forte ansia legata al dubbio può sentirsi spinta ad analizzare continuamente ciò che pensa, ciò che immagina, ciò che prova e persino il modo in cui reagisce a determinate scene. In questi casi il rischio è che ogni esperienza mentale diventi un elemento da esaminare alla ricerca di una risposta definitiva. Si inizia allora a chiedersi: "Perché ho pensato questo?", "Cosa significa?", "E se volesse dire qualcos'altro?". Più si cerca una certezza assoluta, più la mente continua a produrre nuovi dubbi e nuove domande. Leggendo il suo messaggio, sembra che lei stia cercando di interpretare un'esperienza mentale molto specifica per capire cosa dica di lei. Tuttavia, le persone possono immaginare, identificarsi o concentrarsi su moltissimi aspetti diversi di una scena senza che questo costituisca necessariamente una prova di qualcosa. Le emozioni, le fantasie e i pensieri sono fenomeni complessi che non sempre hanno un significato diretto e immediato. Mi sembra positivo che lei stia già affrontando queste tematiche con una psicologa. Spesso il lavoro terapeutico non consiste nel trovare una risposta rassicurante a ogni singolo dubbio, ma nel comprendere il funzionamento che porta la mente a interrogarsi continuamente sul significato di determinati pensieri o immagini. Molte volte la sofferenza non nasce dal pensiero in sé, ma dal bisogno di analizzarlo, verificarlo e interpretarlo incessantemente. Potrebbe essere utile continuare a esplorare con la sua psicologa non soltanto questa specifica situazione, ma il modo in cui reagisce ai dubbi quando emergono. Comprendere i meccanismi che alimentano la ricerca continua di conferme può essere molto più utile, nel lungo periodo, rispetto a trovare una spiegazione per ogni singolo episodio. Il fatto che lei riesca già a formulare ipotesi alternative e a riflettere sul perché possa immedesimarsi in quel personaggio mostra una buona capacità di osservare ciò che accade dentro di sé. Questo può rappresentare un punto di partenza importante per proseguire il percorso di conoscenza personale che ha già intrapreso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.