Salve sono una donna di 44 anni e soffro di tiroidite di hashimoto curata con Tiche da 75. Ho delle
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risposte
Salve sono una donna di 44 anni e soffro di tiroidite di hashimoto curata con Tiche da 75. Ho delle extrasistole benigne e sono bradicardica. La dieta chetogenica è controindicata? Grazie
Gentile Paziente,
recenti studi dimostrano che il tessuto cardiaco è particolarmente predisposto all'utilizzo dei corpi chetonici come fonte energetica sostitutiva per il proprio metabolismo. Ora bisognerebbe conoscere se la bradicardia sia primitiva o determinata da altri aspetti organici che possano interferire con la la dieta Chetogenica. Inoltre sta prendendo farmaci specifici per la funzionalità cardiaca? Fatte queste valutazioni è più facile consigliarla se cominciare un regime chetogenico o meno!
recenti studi dimostrano che il tessuto cardiaco è particolarmente predisposto all'utilizzo dei corpi chetonici come fonte energetica sostitutiva per il proprio metabolismo. Ora bisognerebbe conoscere se la bradicardia sia primitiva o determinata da altri aspetti organici che possano interferire con la la dieta Chetogenica. Inoltre sta prendendo farmaci specifici per la funzionalità cardiaca? Fatte queste valutazioni è più facile consigliarla se cominciare un regime chetogenico o meno!
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Buonasera, poichè la severa restrizione di carboidrati tipica della dieta chetogenica riduce in modo importante i livelli di t3 libero e aumenta invece il t3 inverso, questo può peggiorare il quadro ipotiroideo tipico dell'Hashimoto. Per cui inviterei a seguire una dieta con sufficienti carboidrati in modo da non avere effetti avversi sula produzione dell'ormone tiroideo, permettendo un dimagrimento quindi che non riduca il metabolismo basale.
Cordiali saluti, dr Silvia Pizzolante
Cordiali saluti, dr Silvia Pizzolante
vorrei ricordare che la "dieta" chetogenica nasce sopratutto per pazienti affetti da epillessia o alzheimer in quanto deprivando di parecchio il corpo di zuccheri evita scariche elettriche a livello encefalico.
Buonasera Sig.ra,
piacere di conoscerla. Sono la Dott.ssa Francesca Castiglioni, specializzata da 7 anni in terapia chetogenica VLCKD e LOW CARB per il dimagrimento.
Una notizia che tende a circolare è che la chetogenica possa indurre problemi alla tiroide o ipotiroidismo.
I fatti non confermano questa tesi.
E’ stato riscontrato che abbassando l’infiammazione invece migliora la funzione tiroidea e la conversione di T4 in T3. Il glucosio circolante partecipa alla formazione di proteine infiammatorie che possono inibire la formazione degli ormoni tiroidei e quindi bruciando chetoni al posto del glucosio si elimina quindi questo problema. L’insulino resistenza blocca la conversione dell’ormone T4 nella forma attiva T3.
Ci sono comunque alcune prove che indicano un calo del T3 quando si perde peso, ma nonostante ciò non ci sono i classici sintomi dell’ipotiroidismo. La motivazione sembra essere legata al fatto che la chetosi nutrizionale migliora la funzionalità dei mitocondri e rende le cellule molto più ricettive al T3 e così tutto funziona alla perfezione anche con livelli molto bassi di questo ormone.
Detto questo, sarebbe comunque opportuno monitorare durante i mesi di terapia questi parametri e, ovviamente, avere un confronto con il cardiologo per quanto riguarda le extrasistole e la bradicardia.
Se volesse approfondire il tutto, rimango disponibile.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Francesca Castiglioni
piacere di conoscerla. Sono la Dott.ssa Francesca Castiglioni, specializzata da 7 anni in terapia chetogenica VLCKD e LOW CARB per il dimagrimento.
Una notizia che tende a circolare è che la chetogenica possa indurre problemi alla tiroide o ipotiroidismo.
I fatti non confermano questa tesi.
E’ stato riscontrato che abbassando l’infiammazione invece migliora la funzione tiroidea e la conversione di T4 in T3. Il glucosio circolante partecipa alla formazione di proteine infiammatorie che possono inibire la formazione degli ormoni tiroidei e quindi bruciando chetoni al posto del glucosio si elimina quindi questo problema. L’insulino resistenza blocca la conversione dell’ormone T4 nella forma attiva T3.
Ci sono comunque alcune prove che indicano un calo del T3 quando si perde peso, ma nonostante ciò non ci sono i classici sintomi dell’ipotiroidismo. La motivazione sembra essere legata al fatto che la chetosi nutrizionale migliora la funzionalità dei mitocondri e rende le cellule molto più ricettive al T3 e così tutto funziona alla perfezione anche con livelli molto bassi di questo ormone.
Detto questo, sarebbe comunque opportuno monitorare durante i mesi di terapia questi parametri e, ovviamente, avere un confronto con il cardiologo per quanto riguarda le extrasistole e la bradicardia.
Se volesse approfondire il tutto, rimango disponibile.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Francesca Castiglioni
Buongiorno. La dieta chetogenica potrebbe influenzare sia la gestione della tiroidite di Hashimoto sia le extrasistole. Si può fare ma sotto stretto controllo medico. Ti consiglio quindi di evitare (sempre!) il fai da te e di parlarne con il tuo medico o con un endocrinologo prima di intraprendere una dieta chetogenica.
Salve e grazie per la domanda, che tocca aspetti delicati che richiedono una valutazione medica personalizzata. Le fornisco comunque alcune indicazioni generali sulla dieta chetogenica nel suo caso specifico. La relazione tra chetogenica e tiroide è complessa e dibattuta: la dieta chetogenica può ridurre la conversione periferica di T4 in T3 (ormone tiroideo attivo), potenzialmente peggiorando i sintomi ipotiroidei. Alcuni studi suggeriscono che la restrizione di carboidrati possa abbassare temporaneamente i livelli di T3. In pazienti ben compensati con terapia sostitutiva (come lei con Tirosint 75, non Tiche?), l'effetto potrebbe essere meno rilevante. Serve monitoraggio stretto degli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4) durante la dieta.
Bradicardia ed extrasistole: La dieta chetogenica, specialmente nelle prime settimane, può causare squilibri elettrolitici (potassio, magnesio, sodio) e ciò può peggiorare le aritmie, comprese le extrasistole (la chetosi può influenzare la frequenza cardiaca).
Quindi, la chetogenica non è assolutamente controindicata nella tiroidite, ma nel suo caso presenta rischi che vanno gestiti medicalmente: attraverso monitoraggio cardiologico, controllo elettroliti (es. Na e K ogni 1-2 settimane), monitoraggio tiroideo (es. controllo TSH, FT3, FT4 ogni 4-6 settimane), supervisione dietologica stretta (MAI diete "fai da te").
Le sconsiglio fortemente di iniziare una dieta chetogenica autonomamente. Se desidera perdere peso o migliorare il metabolismo, esistono alternative più sicure per il suo profilo clinico: dieta mediterranea ipocalorica (efficace, sicura per tiroide e cuore), dieta a basso indice glicemico (riduce carboidrati senza entrare in chetosi), ecc.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Bradicardia ed extrasistole: La dieta chetogenica, specialmente nelle prime settimane, può causare squilibri elettrolitici (potassio, magnesio, sodio) e ciò può peggiorare le aritmie, comprese le extrasistole (la chetosi può influenzare la frequenza cardiaca).
Quindi, la chetogenica non è assolutamente controindicata nella tiroidite, ma nel suo caso presenta rischi che vanno gestiti medicalmente: attraverso monitoraggio cardiologico, controllo elettroliti (es. Na e K ogni 1-2 settimane), monitoraggio tiroideo (es. controllo TSH, FT3, FT4 ogni 4-6 settimane), supervisione dietologica stretta (MAI diete "fai da te").
Le sconsiglio fortemente di iniziare una dieta chetogenica autonomamente. Se desidera perdere peso o migliorare il metabolismo, esistono alternative più sicure per il suo profilo clinico: dieta mediterranea ipocalorica (efficace, sicura per tiroide e cuore), dieta a basso indice glicemico (riduce carboidrati senza entrare in chetosi), ecc.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
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