Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Frequento l'università da 1 anno, ho dato già tutti gli esami, fa

24 risposte
Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Frequento l'università da 1 anno, ho dato già tutti gli esami, faccio palestra,ho molti amici e ho una relazione a distanza da 1 anno dove ci vediamo per una settimana ogni 2 mesi circa. Da qualche anno soffro di ansia ma è sempre stata a periodi infatti l'anno scorso sono stato bene, fino a novembre 2020 quando si è ripresentata più insistentemente sempre a fasi alterne. Nel 2021 da aprile in poi si è fatta sempre più insistente al tal punto da dirlo ai miei(cosa che mai avrei pensato dato che sono uno che parla poco e non si lamenta mai). I sintomi sono quelli di:
Pesantezza al petto
Sudorazione
Tremore e tanti altri.

Ho fatto un colloquio dallo psicologo dell'asl e mi ha detto che se l'ansia continuava dovevo iniziare dei colloqui con lui.
Ultimamente diciamo che l'ansia si è alleviata ma ogni tanto si fa presente una sensazione di tristezza e vuoto che non so spiegare sinceramente. Devo dire che faccio tutti, esco, faccio palestra, non mi blocco in nessun attività, ma a volta si fa presente questa sensazione e non capisco il perchè. Sono una persona molto precisa, nel senso che anche se per una settimana sto bene o un mese sarei capace di fare un colloquio dallo psicologo per capire cosa mi ha portato a stare così perchè ho paura che si può ripresentare il futuro e mi faccia stare ancora più male.
Sinceramente non capisco cosa mi porti a volte a stare così, eppure sono una persona molto socevole a cui piace sempre stare in compagnia. Ho pensato che la mia relazione(visto che non è una cosa temporanea, ma che durerà per anni ancora) possa influire sul mio stile di vita. Vorrei sapere da voi cosa ne pensate, grazie in anticipo!
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata e con una sintomatologia ansiosa che inficia il benessere psicofisico.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, scrive di esser già stata da uno psicologo e di essersi sentita un po’ meglio dopo. Perché non continua questi colloqui psicologici? Inoltre, sarebbe da comprendere l’origine della tristezza che descrive per poterla integrare meglio.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Gianna Labriola
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buon pomeriggio, comprendo la difficoltà della situazione che sta vivendo. Penso che essersi rivolto ad un professionista sia stato un utile passo per affrontare questo suo stato e i vissuti ad esso collegati. Le consiglierei di continuare il percorso con il collega in modo che insieme possiate comprendere in maniera più profonda e confrontarvi su quanto sta accadendo. Le auguro il meglio, saluti dott.ssa GLabriola
Dott.ssa Maria Pepe
Psicologo, Psicologo clinico
Qualiano
Ciao,
Raccontato così non credo si possa dare una risposta esaustiva.
Potrebbe essere tutto.
Io ti consiglierei un percorso introspettivo
Resto a disposizione
Dott.ssa Maria Pepe
Buonasera, non é semplice dare una risposta precisa alla sua domanda. Dal momento che l'ansia e i correlati fisiologici che sperimenta non sono continuativi, si potrebbe a ipotizzare che il malessere sia reattivo a qualche situazione per lei difficile. Sarebbe utile approfondire il decorso del sintomo a partire dalle origini, indagando i fattori precipitanti e di mantenimento. Inoltre sarebbe interessante approfondire anche la tristezza e il vuoto che vive in qualche occasione. Potrebbero essere tutti sintomi correlati e motivati da un unico problema, ovvero potrebbero rappresentare la punta di un iceberg. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista, che sarà in grado di approfondire il suo malessere, darle risposte più esaustive e aiutarla ad apprendere strategie efficaci per gestire le difficoltà riportate.
Un saluto
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Ciao, sicuramente una parte di te va in ansia per qualche motivo e l'essere attivi e socievoli non preclude dal non averla. Mi chiedevo, nel leggerti, come mai hai rimandato l'intraprendere un percorso con lo psicologo. Cosa ti ha trattenuto dal farlo? Un'altra domanda che mi viene da farti e cosa fai quando si presenta.
Un percorso di consapevolezza ti aiuterebbe a trovare le risposte che cerchi.
Un caro saluto Elisabetta
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Dice che fa tante cose ma a volte il fare può essere un modo per fuggire da sé e dai vissuti emotivi. L'ansia è un modo per comunicare un disagio che non è chiaro. Riprenda il percorso che aveva iniziato con lo psicologo, l'aiuterà a comprendere la causa dell'ansia e a stimolare la fiducia in se stesso. Distinti saluti
Dott.ssa Milvia Verginelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Fiumicino
Salve l'ansia è un sintomo che ci avverte di qualcosa, proprio come la febbre per il corpo. Continui con il collega affinché non diventi un disturbo radicato. Buon proseguimento
Dott.ssa Milvia verginelli
Gentile ragazzo, intraprenda con fiducia un percorso di psicoterapia (non le basterà un solo colloquio per capire le cause). L’attivazione fisiologica che lei descrive e le sensazioni di tristezza e vuoto che ogni tanto arrivano, sono causate da motivi di allarme che ha ma di cui non è evidentemente pienamente consapevole.
In questo le sarà di aiuto uno psicoterapeuta con esperienza clinica.
Auguri!
Dottoressa mg fanciulli
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, si la sua ansia è un campanello d'allarme, sicuramente gli sta comunicando che c'è qualcosa che non va. Oltre l'ansia il suo essere triste ogni tanto ed il fatto che lei non parla mai con i suoi genitori e quindi non sanno del suo problema. Ha fatto bene a rivolgersi ad uno psicoterapeuta ci ritorni ed inizi una psicoterapia ed elabori tutto ciò che la fa stare male, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Federica Leonardi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro utente, mi spiace per il disagio che sta vivendo. Mi sembra che sia in cerca di una risposta:"Perché mi succede?", lo capisco ma non è così semplice. Ogni situazione è diversa e necessita di un buon approfondimento, le consiglio vivamente di tornare dal collega e iniziare un percorso che possa aiutarla in questa fase. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Federica Leonardi
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve,
ha descritto bene la situazione che vive: l'ansia è una compagna scomoda. tuttavia, si dice pronto a iniziare un percorso per comprenderla (e per comprendersi) meglio. Credo che questa sia la risposta migliore alla sua domanda, una risposta che dà lei stesso.

Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Maria Rita D'onofrio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, innanzitutto fa benissimo a continuare a fare le cose nonostante le difficoltà, perché in questo modo evita di innescare un circolo vizioso che peggiorerebbe la situazione. Per quanto riguarda i motivi del disagio che sta provando, l'idea migliore è di chiedere l'aiuto di un professionista. Dal suo racconto ho l'impressione che tutto sia preciso (come dice lei stesso) e sotto controllo, perfino della sua relazione dice che durerà anni. Come fa a saperlo? Sembra che nella sua vita non ci sia spazio per il caso, per l'imprevisto, per il "vediamo come va". E' solo una prima impressione, è ovvio, ma al suo posto approfondirei. Un caro saluto. D.ssa Rita D'Onofrio
Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Salve sicuramente è necessario un percorso psicologico che le permetta di comprendere i motivi che la fanno stare male per poterli elaborare e gestire
Lei dice di essere una persona molto precisa con una vita molto piena... Bene ma forse è ora che dia spazio a quella parte di Lei che scalpita in tutta questa "precisione" e che forse ha altro da chiedere e da dire
Augurandole il meglio le porgo cordiali saluti
Dott. Ssa Giangreco
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

i disturbi d'ansia possono esser trattati con successo attraverso l'ausilio della psicoterapia. Non trascuri questo aspetto della sua vita, un percorso psicologico con uno specialista potrebbe consentirle di acquisire gli strumenti necessari ed una giusta consapevolezza con cui poter meglio fronteggiare le avversità della vita e i momenti difficili da lei descritti.
In bocca al lupo per tutto!!

Cordiali Saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott.ssa Paola Trombini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente mi spiace per la situazione espressa, le consiglio di riprendere le sedute con il collega, la aiuteranno a capire quali fattori generano in lei l’ansia e quali strumenti utilizzare per gestirla consapevolmente.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Paola Trombini
Dott.ssa Dafne Buttini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arezzo
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Gentile Utente, mi dispiace molto per il disagio con cui sta facendo i conti. L'ansia, per quanto sia una sgradevole compagnia, ha l'importante compito di dare voce ad una sofferenza che altrimenti non ascolterebbe. Mentre rileggo le sue parole, noto che ha formulato la sua richiesta ma è stato poi Lei stesso ad aver intuito la risposta: permettersi di conoscere un/una professionista a cui affidarsi per esplorare i suoi vissuti e riscoprire le sue risorse nel contesto protetto di una relazione di cura. Resto pertanto a sua disposizione, dott.ssa Valentina Cecchi
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno, cerchi di dare voce a questa sofferenza. L'ansia come giustamente i colleghi, è una compagnia sgradevole, tuttavia ci indica che qualcosa non sta funzionando. Rifletta su questo punto e operi una decisione se affrontarla ora.

Saluti

MT
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Caro ragazzo, ha descritto bene e in breve la sua vita e credo che sia necessario il percorso proposto dal collega dell'asl. Mi auguro che possa iniziare presto e trovare le risposte al perché della sua ansia. Da soli non si riesce, è un segnale che non ha voce razionale, darle parola in una psicoterapia è fondamentale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
E' sicuramente il caso di prendere in mano la situazione e rivolgersi ad un collega per comprendere a fondo il problema. Un colloquio non sarebbe risolutivo ma dovrebbe essere l'inizio di un percorso.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve. L'ansia è - di per sé - una risposta naturale del nostro organismo, la proviamo tutti, di fronte a qualcosa che riteniamo sia minaccioso oppure di fronte al quale non ci riteniamo abbastanza capaci di reagire. Faccio un esempio stupido: ho un esame scolastico da fare, se non me ne preoccupo proprio non studierò e forse non lo passerò; se l'esame mi innesca un po' di ansia, allora cercherò di studiare bene per essere preparato ed è più possibile che lo superi. Quindi l'ansia è una potente alleata, per prepararci ad affrontare al meglio situazioni potenzialmente difficili o spiacevoli. Quando diventa problematica? Quando si irrigidisce come risposta. Cioè, in situazioni che non sono davvero pericolose o difficili, noi sentiamo tanta ansia spiacevole. Nel suo caso, lei sottolinea spesso che ha una vita piena e che per molti aspetti le piace. Non necessariamente sperimentare ansia vuol dire avere un disturbo d'ansia, ma per lei è diventato qualcosa di spiacevole e da approfondire. Forse potrebbe essere interessante andare a capire che cosa succede dentro di lei, quali sono i pensieri che si attivano e in quali dinamiche si attivano i suoi sintomi. Con l'aiuto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, potrebbe cercare di capire che cosa le sta raccontando quest'ansia che sente, potrebbe approfondire quali sono i suoi bisogni, come si sente e che rapporto sta instaurando con il suo ambiente. Comprendere quest'ansia potrebbe quindi aiutarla a comprendere meglio se stesso e il suo rapporto con le varie situazioni.
Avere maggiore comprensione e ascolto di sé aiuta a promuovere le sue risorse individuali e la ricerca del suo benessere.
Salve, dalle sue parole emerge una grande consapevolezza di sé e la volontà di comprendere cosa accade dentro di lei — un passo molto importante.
L’ansia e quella sensazione di vuoto che descrive possono avere diverse origini e spesso non dipendono da un singolo fattore, ma dal modo in cui viviamo le relazioni, le aspettative e i cambiamenti della nostra vita. Anche quando “va tutto bene” all’esterno, può esserci un bisogno più profondo di contatto o di equilibrio interno.
Un percorso psicologico può aiutarla a dare un significato a ciò che prova e a trovare un modo più stabile per affrontare questi momenti, senza temere che ritornino.
Un saluto
Buonasera,
da ciò che racconta emerge un ragazzo attivo, impegnato, capace di portare avanti studio, relazioni e interessi. Proprio per questo la comparsa dell’ansia e, più recentemente, di quella sensazione di vuoto e tristezza può risultarle ancora più incomprensibile: “se faccio tutto, perché mi sento così?”.

In un’ottica sistemico-relazionale non guardiamo solo al sintomo, ma al contesto di vita in cui compare. Lei si trova in una fase evolutiva molto delicata: sta costruendo autonomia, identità adulta, progetti futuri. L’ansia, in questo senso, può essere letta non come un nemico da eliminare, ma come un segnale di tensione interna tra ciò che sente di dover essere (preciso, forte, performante, sempre attivo) e parti più vulnerabili che forse trovano poco spazio.

Il fatto che lei sia “uno che non si lamenta mai” è un elemento importante: talvolta chi è abituato a reggere molto per sé e per gli altri sviluppa sintomi quando le emozioni non trovano canali di espressione. Anche la relazione a distanza potrebbe avere un ruolo non tanto perché “sbagliata”, ma perché richiede continui adattamenti: presenza e assenza, attesa, progettualità futura. Sono movimenti emotivi intensi, che magari lei gestisce bene sul piano pratico, ma che internamente possono lasciare un senso di sospensione o vuoto.

Colpisce anche la sua forte esigenza di capire tutto e prevenire il ritorno dell’ansia. Questa ricerca di controllo è comprensibile, ma a volte mantiene l’attenzione costantemente orientata al sintomo, come se dovesse sempre monitorarsi.

Il fatto che, nonostante tutto, lei continui a vivere pienamente è una risorsa importante. Allo stesso tempo, chiedere uno spazio di colloquio non sarebbe un segno di debolezza né eccesso di precisione: potrebbe essere un modo per dare voce a ciò che non trova ancora parole, prima che debba esprimersi attraverso il corpo.

Più che domandarsi “cosa non va in me?”, potrebbe iniziare a chiedersi: in quale momento della mia vita stanno arrivando questi segnali e cosa mi stanno chiedendo di rivedere o integrare?
A volte l’ansia non è un ostacolo alla crescita, ma un passaggio che la accompagna.
Spero di esserle stata d'aiuto. Un caro saluto

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