Salve.Soffro da luglio di spina calcaneare e fascite. Mi sono sotyoposta a onde d'urti, tecar, onde

Salve.Soffro da luglio di spina calcaneare e fascite. Mi sono sotyoposta a onde d'urti, tecar, onde balistiche, laser.Ma con scarsi risultati. Ho fatto poi, sotto indicazioni dell'ortopedico, una suoletta di scarico su misura. Ho trovato grandi miglioramenti,ma il dolore ad entrambe i talloni persistono appena svegia. La mia oreoccupazione è legata all'avvicinarsi della bella stagione dove sarà un gran sacrificio infissare scarpe chiuse e soesso mi ritroverò senza scarpe...Ora il fisiatra mi ha consigliato infiltrazioni di cortisone, onde evitare con il csmbio scsrpe, un riacutizzarsi del problema. Vorrei un consiglio. Grazie

12 risposte


Lo sperone calcaneare e’ Una conseguenza di una infiammazione e retrazione della fascia plantare spesso derivata da un’alterazione dello schema del passo. Le suggerirei di ripetere un ciclo di onde d’urto insieme allo stretching della fascia plantare. Nel contempo analizzerei L appoggio del suo piede con un esame baropodometrico

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Buongiorno. Consiglio anche io la baropodometria per valutare l’appoggio del piede. È fondamentale anche una valutazione posturale. Molte persone che lamentano dolore sotto al piede spesso possono anche avere problematiche della colonna lombare, che vanno indagate.


Si sono indicate 2 infiltrazioni con kenakort 40


Buongiorno! Prima delle infiltrazioni riproverei con 3 onde d'urto... Cercherei anche di alternare le calzature con quelle a suola convessa tipo mbt con le quali il carico sul tallone è minimale. E.. Nuotare in tutti gli stili è altrettanto consigliato!


L'infiltrazione di steroide sull'inserzione della fascia plantare non è esente da rischi: sono riportati casi di rottura della fascia dopo l'infiltrazione. Si può ripetere l'onda d'urto ma è più attuale provare ad eseguire sedute di proloterapia con soluzioni ipertoniche visto che l'onda d'urto non è servita


Si tratta di una patologia di non facile risoluzione,specie se già ampiamente trattata come in questo caso. Le infiltrazioni con cortisone possono dare un risultato immediato,ma vanno utilizzate con prudenza perché non prive di rischi . Consiglio metodiche meno invasive e soprattutto più significative come durata nel tempo,benissimo i plantari,inoltre valutazione posturale, stretching,tape neuromuscolare.


Buon giorno. Personalmente eviterei le infiltrazioni di cortisone, vi sono casi di rottura della fascia. Farei nuovamente un ciclondi tre sedute di onde d’urto FOCALI presso un ospedale e nn un centro privato ( spesso quelle proposte da un fisioterapista so o radiali). Nel contempo, eseguirei una valutazione posturale e baropodometrica . Come ultima alternativa, se nn dovesse risolvere il problema, valuterei un consulto specialistico ortopedico patologia del piede. Pazienti trovano beneficio con infiltrazione di PRP. Cordiali saluti Paola Castellazzi


Buonasera. Da quello che lei scrive ritengo sia opportuno effettuare il seguente progetto riabilitativo: 1- riduzione della sintomatologia dolorosa: in questo caso il trattamento di elezione per questo tipo di problema sono le onde d'Urto FOCALI ( e non radiali),come oramai numerosi studi hanno dimostrato. Di solito 3 sedute sono soddisfacenti per la riduzione della sintomatologia dolorosa. 2- Programma di stretching ed allungamento delle catene cinetiche posteriori, in particolare dei muscoli planti-flessori ( gastrocnemi e gemello) 3-Modifica posturale con effettuazione di esame baropodometrico e prescrizione di plantari su misura. Cautela con le infiltrazioni di cortisone per questo tipo di patologia ! Cordiali saluti


Buongiorno, oltre alla terapia con onde d'urto potrebbe trarre beneficio dalla terapia miofasciale sulla pianta del piede. Sarebbe inoltre utile eseguire un esame baropodometrico ed un eventuale plantare fatto in base al risultato. Buona giornata Stefano Conversano

Dott. Stefano Conversano

Dott. Stefano Conversano

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Santa Maria Capua Vetere

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Salve, più che infiltrazioni cortisoniche proporrei un ciclo di 3 infiltrazioni ecoguidate con collagene, per ristabilire la normale omeostasi tendinea della fascia plantare/sperone calcaneare ed innescarne il fisiologico processo di guarigione che altrimenti non avviene con il cortisonico. Dott. Alessio Chirico Fisiatra, Caserta


Salve. Il dolore al tallone (talalgia) non è necessariamente legato alla presenza di una spina calcaneare, e in alcuni casi neanche ad una sofferenza della fascia plantare. Se, come dice, ha provato diversi trattamenti senza particolare beneficio il dolore potrebbe essere dovuto a più fattori e per la risoluzione potrebbero essere necessari diverse tipologie di trattamento. Sicuramente la suola di scarico è tra le opzioni utili per migliorare l'appoggio plantare e ridurre il dolore ma potrebbe non essere sufficiente. L'approccio migliore è sempre provare a risalire all'origine del problema e correggerla per evitare che il dolore si ripresenti in futuro. Saluti


Salve. Da evitare le infiltrazioni di cortisone in quanto quest'ultimo potrebbe essere benefico solo sul contenimento del dolore nel breve termine, ma risulterebbe dannoso nel medio-lungo termine dato il suo potere nocivo per il collagene di cui è composta la fascia plantare. Qualora le altre terapie fisiche abbiano fallito, dando per scontato che siano state eseguite in maniera corretta, si possono prendere in considerazione altri tipi di infiltrazione, previa esame clinico completo dell'articolazione della caviglia che preveda anche una valutazione del tendine d'Achille. Dott. Domiziano Tarantino, Medico Fisiatra

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.