Salve, Scrivo qui, perchè reputo e credo essere una sezione ad-hoc per me, attraverso la quale so
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risposte
Salve,
Scrivo qui, perchè reputo e credo essere una sezione ad-hoc per me, attraverso la quale so che riuscirei ad interfacciarmi.
E' da quasi un anno che il mondo è alle prese con la pandemia. Come ben tutti sappiamo, la velocità di trasmissione è molto elevata, con un maggiore picco di esposizione in particolar
modo nei luoghi chiusi, a valle delle ultime ricerche.
Purtroppo questa situazione mi crea non pochi problemi anche con la mia attuale ragazza, la quale, forse noncurante di alcune metodologie di trasmissione, spesso tenta di comunicarmi
la sua esigenza nel compiere delle attività, quali vedersi a casa con un amica, anche con mascherina. Oppure ospitare il parrucchiere in casa.
A mio avviso reputo essere tutte attività ad altissimo rischio, evitabili, anche se con mascherina, in quanto, ok, diminuisce le possibilità che possa avvenire una trasmissione, ma
considerando che: 1) si è in un luogo chiuso; 2) potrebbero esserci dei contatti con delle superfici infette (se si considera che la persona potrebbe esserlo)
sono situazioni che a mio avviso si potrebbero evitare, e rimandando, perchè no, ad un due passi all'aperto muniti di mascherina e in distanza.
Purtroppo è da troppo tempo che aggiungo tali raccomandazioni, e penso di essere arrivato ad un punto di non ritorno, in quanto, sembra di elaborare a modo proprio delle teorie
anti-contagio che a mio avviso, considerando la possibilità di far entrare un parrucchiere in casa, con un tasso del 12% regionale, è alquanto un suicidio. Ed è stato così per mesi.
Purtrppo per salvare me e la mia salute, da possibili tramissioni, mi sto ammalando della sindrome dell'ossesione verso il perchè fa così.
Mi sento dire che sono paranoico, fissato, e che devo aver fiducia. Ma come posso aver fiducia se, vengono avanzate delle proposte come quelle citate, considerando un tasso di incidenza
molto elevato? Come posso aver fiducia, se, mi viene chiesto un pranzo con "distanza" ? Il rischio potrebbe essere "medio", ma ne basso ne Zero. E' pur sempre un pranzo a meno di un metro,
e considerando sempre i medesimi numeri, resterebbe un eventuale problema. Ecco, io penso, e di questi pensieri, spesso diventono motivo di analisi e discussione.
La matematica, seppur semplice, insegna che una maggiore incidenza di % aumenta OVVIAMENTE la % che tu possa positivizzarti. Ahime, potrebbe succedere anche con una media di 20 positivi al giorno in quel caso
saresti sfigato, ma ciò non ferma la mia ossessione in cerca del perchè lei (e così come il popolo) non avanzano considerazioni simili, rimandando a domani, appuntamneti a meno rischio?
Io ho paura di positivizzarmi e creare poi a mia volta disastri in famiglia. Ho un terrore. Molto forte. Potrei affrontarlo con uno psicologo, ma non penso che quest'ultimo
farà cambiare le sorti della mia relazione, ovvero: La mia ragazza, avanzera' sempre pensieri per lei a rischio zero o prossimo.
Scrivo qui, perchè reputo e credo essere una sezione ad-hoc per me, attraverso la quale so che riuscirei ad interfacciarmi.
E' da quasi un anno che il mondo è alle prese con la pandemia. Come ben tutti sappiamo, la velocità di trasmissione è molto elevata, con un maggiore picco di esposizione in particolar
modo nei luoghi chiusi, a valle delle ultime ricerche.
Purtroppo questa situazione mi crea non pochi problemi anche con la mia attuale ragazza, la quale, forse noncurante di alcune metodologie di trasmissione, spesso tenta di comunicarmi
la sua esigenza nel compiere delle attività, quali vedersi a casa con un amica, anche con mascherina. Oppure ospitare il parrucchiere in casa.
A mio avviso reputo essere tutte attività ad altissimo rischio, evitabili, anche se con mascherina, in quanto, ok, diminuisce le possibilità che possa avvenire una trasmissione, ma
considerando che: 1) si è in un luogo chiuso; 2) potrebbero esserci dei contatti con delle superfici infette (se si considera che la persona potrebbe esserlo)
sono situazioni che a mio avviso si potrebbero evitare, e rimandando, perchè no, ad un due passi all'aperto muniti di mascherina e in distanza.
Purtroppo è da troppo tempo che aggiungo tali raccomandazioni, e penso di essere arrivato ad un punto di non ritorno, in quanto, sembra di elaborare a modo proprio delle teorie
anti-contagio che a mio avviso, considerando la possibilità di far entrare un parrucchiere in casa, con un tasso del 12% regionale, è alquanto un suicidio. Ed è stato così per mesi.
Purtrppo per salvare me e la mia salute, da possibili tramissioni, mi sto ammalando della sindrome dell'ossesione verso il perchè fa così.
Mi sento dire che sono paranoico, fissato, e che devo aver fiducia. Ma come posso aver fiducia se, vengono avanzate delle proposte come quelle citate, considerando un tasso di incidenza
molto elevato? Come posso aver fiducia, se, mi viene chiesto un pranzo con "distanza" ? Il rischio potrebbe essere "medio", ma ne basso ne Zero. E' pur sempre un pranzo a meno di un metro,
e considerando sempre i medesimi numeri, resterebbe un eventuale problema. Ecco, io penso, e di questi pensieri, spesso diventono motivo di analisi e discussione.
La matematica, seppur semplice, insegna che una maggiore incidenza di % aumenta OVVIAMENTE la % che tu possa positivizzarti. Ahime, potrebbe succedere anche con una media di 20 positivi al giorno in quel caso
saresti sfigato, ma ciò non ferma la mia ossessione in cerca del perchè lei (e così come il popolo) non avanzano considerazioni simili, rimandando a domani, appuntamneti a meno rischio?
Io ho paura di positivizzarmi e creare poi a mia volta disastri in famiglia. Ho un terrore. Molto forte. Potrei affrontarlo con uno psicologo, ma non penso che quest'ultimo
farà cambiare le sorti della mia relazione, ovvero: La mia ragazza, avanzera' sempre pensieri per lei a rischio zero o prossimo.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Sarebbe opportuno inoltre cercare di ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione che sta vivendo e trovare strategie maggiormente efficaci per contrastare le ossessioni di cui parla.
Cordialmente, dott FDL
Comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Sarebbe opportuno inoltre cercare di ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione che sta vivendo e trovare strategie maggiormente efficaci per contrastare le ossessioni di cui parla.
Cordialmente, dott FDL
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Salve forse è arrivato il momento di fare il punto della situazione con un esperto e parlare con lui delle eventuali o possibili attività. Fermo restando la situazione reale connessa alla pandemia nella sua nota il disagio che emerge è sicuramente degno di una maggiore attenzione. Ovviamente solo un consulto con uno specialista consente di valutare la situazione ma da quello che scrive potrebbe essere una buona opportunità da valutare. Un cordiale saluto
Salve, scrive di avere poca fiducia di cambiare le sorti della sua relazione confrontandosi con uno psicologo. Credo che invece sia più opportuno per lei darsi almeno un’occasione.
Ci rifletta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Ci rifletta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile Utente, mi dispiace per il disagio con cui sta facendo i conti. Nel leggere la sua richiesta, ho intuito un senso di fastidio che mi permetto di ricondurre ad un vissuto di rabbia. Mi chiedo come mai sia arrabbiato davvero e la invito a prendersi cura delle sue risposte emotive con la stessa attenzione con cui si protegge dal rischio di contagio virale. Nella sua richiesta, colgo un duplice focus: il terrore di contrarre il covid, per cui ipotizza di rivolgersi ad un* psicolog* e la sua relazione di coppia, per cui invece sostiene che un supporto psicologico non sarebbe d'aiuto. Sarebbe importante approfondire i riferimenti che ha accennato, contattare i suoi reali bisogni e individuare strategie funzionali a soddisfarli con un supporto adeguato. Resto a sua disposizione anche per eventuali chiarimenti o ulteriori specifiche. Dott.ssa Valentina Cecchi
Salve. La pandemia ha evidenziato una difficoltà a fidarsi della sua ragazza. Non la ritiene abbastanza attenta. Questa mancanza di fiducia era già presente prima? Probabilmente come dice lei, un consulto psicologico non può cambiare le sorti della sua relazione ma se ha scritto qui, un motivo ci sarà! Sento la rabbia e il rancore per non sentirsi ascoltato, rispettato da lei. Valutate la possibilità di fare un percorso di terapia di coppia oppure si conceda lei uno spazio per sé per affrontare la frustrazione collegata al non sentirsi ascoltato e rispettato, vissuto che molto probabilmente fa parte della sua vita. Distinti saluti
La paura è un istinto protettivo, assolutamente necessario, tuttavia quando eccesiva relativamente al pericolo, si può trasformare in disturbo d'ansia.
E' attraverso un confronto più approfondito che lei potrà comprendere se le sue sono paure motivate, o frutto di una disregolazione emozionale. Può esserle di grande aiuto ascolta il Podcast "Le Stanze Della Paura" in pubblicazione dal 1 giugno. Può ascoltarlo gratuitamente su Spotify o sulla pagina Facebook Le Stanze Della Paura Podcast. Troverà un approfondimento accurato dei problemi che pone. Buona giornata. Dr. Bruno Ramondetti
E' attraverso un confronto più approfondito che lei potrà comprendere se le sue sono paure motivate, o frutto di una disregolazione emozionale. Può esserle di grande aiuto ascolta il Podcast "Le Stanze Della Paura" in pubblicazione dal 1 giugno. Può ascoltarlo gratuitamente su Spotify o sulla pagina Facebook Le Stanze Della Paura Podcast. Troverà un approfondimento accurato dei problemi che pone. Buona giornata. Dr. Bruno Ramondetti
Carissimo utente, mi pare di capire che fra lei e la sua compagna ci siano due modi diversi di guardare al mondo e anche alla pandemia. In genere è proprio per le differenze che si sceglie un compagno o una compagna, poi però le differenze iniziano ad essere percepite come un problema. In questo sicuramente la terapia di coppia aiuta a ritrovare un modo per incontrarsi: il punto non è mai chi ha ragione o chi torto, ma quali bisogni ed emozioni spingono verso una direzione oppure l'altra e come si può trovare una strada comune (non un compromesso, ma una sintesi creativa) che nel rispetto di entrambi sia buona e positiva. Quando lei dice che una terapia non servirebbe perché non farebbe cambiare il comportamento della sua compagna, è perché non conosce la terapia di coppia: non è un processo di convincimento di uno dei due partner verso una verità assoluta, ma la messa in campo di due verità possibili da cui entrambi usciranno trasformati e faranno qualcosa di diverso.
Per quanto riguarda la sua paura che lei definisce terrore un percorso psicologico sicuramente la potrebbe aiutare in tutti i sensi: stare meglio emotivamente aumenta le difese immunitarie abbassando notevolmente il rischio di complicazioni anche nell'eventualità in cui venisse contagiato.
Del resto solo in Italia 3,85 mln di persone sono guarite dal covid su 4,22 mln di casi totali. Faccia lei la percentuale e scelga quale faccia della luna vuole guardare fermo restando che esistono entrambe.
Resto a disposizione
Dr.ssa Violetta Molteni
Per quanto riguarda la sua paura che lei definisce terrore un percorso psicologico sicuramente la potrebbe aiutare in tutti i sensi: stare meglio emotivamente aumenta le difese immunitarie abbassando notevolmente il rischio di complicazioni anche nell'eventualità in cui venisse contagiato.
Del resto solo in Italia 3,85 mln di persone sono guarite dal covid su 4,22 mln di casi totali. Faccia lei la percentuale e scelga quale faccia della luna vuole guardare fermo restando che esistono entrambe.
Resto a disposizione
Dr.ssa Violetta Molteni
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Salve,
come sa, la vita di ciascuno di noi è costellata di rischi: rischiamo camminando, lavorando, scegliendo. Da quello che scrive, sembra che l'unica probabilità di rischio che ritiene accettabile è ZERO. Certo, è comprensibile, ma anche impossibile, purtroppo. Non solo, si capisce bene che questa paura - orami ossessiva, come riconosce - è dovuta soprattutto alla possibilità di "combinare disastri in famiglia": per un suo comportamento irresponsabile potrebbe causare dei gravi danni ai suoi familiari, se non addirittura dei lutti.
Su questo, credo si debba lavorare con una psicoterapia, perché si può leggere chiaramente un senso di responsabilità eccessiva, che le rende a lei e alla sua compagna la vita molto difficile.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
come sa, la vita di ciascuno di noi è costellata di rischi: rischiamo camminando, lavorando, scegliendo. Da quello che scrive, sembra che l'unica probabilità di rischio che ritiene accettabile è ZERO. Certo, è comprensibile, ma anche impossibile, purtroppo. Non solo, si capisce bene che questa paura - orami ossessiva, come riconosce - è dovuta soprattutto alla possibilità di "combinare disastri in famiglia": per un suo comportamento irresponsabile potrebbe causare dei gravi danni ai suoi familiari, se non addirittura dei lutti.
Su questo, credo si debba lavorare con una psicoterapia, perché si può leggere chiaramente un senso di responsabilità eccessiva, che le rende a lei e alla sua compagna la vita molto difficile.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buonasera, capisco che è molto difficile quando nella coppia ci sono pensieri diversi. La sua ragazza è molto più ottimista nei confronti dei contagi e molto probabilmente lei affronta la malattia del Covid in maniera più superficiale di come l'affronta lei in maniera più ossessiva e forse più responsabile. Potreste fare degli incontri di coppia per elaborare tutte e due le vostre ragioni e cercare di trovare un accordo per venirvi incontro e non rovinare il vostro rapporto, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Buongiorno, la situazione di gestione e di rischio della pandemia cambia di giorno in giorno. Potrebbe esserle utile richiedere il vaccino visto che ormai è esteso a molta parte della popolazione. Rimane però il suo aspetto ansioso che è più elevato rispetto alla media della popolazione e che è intenso rispetto a ciò che lei vive quotidianamente. Andrebbero indagate le fantasie sottese ad un contagio che seppure reale, ribadisco che venga vissuto in modo angoscioso e invalidante.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente di mio dottore,
in merito alla paura di contrarre il virus, sarebbe opportuno richiedere il vaccino essendo ormai esteso a tutta la popolazione. Premesso questo, in virtù di quanto lei descritto, mi concentrerei molto sulle emozioni di paura e terrore che ormai la accompagnano da molto tempo in maniera forte. Per questo mi affiderei ad uno specialista, intraprendendeo una psicoterapia con lo scopo di riprendere in mano la sua vita, ritenendo quest'ultima non più esclusivamente come malattia e morte.
Inizi quanto prima, la aiuterà a star meglio.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
in merito alla paura di contrarre il virus, sarebbe opportuno richiedere il vaccino essendo ormai esteso a tutta la popolazione. Premesso questo, in virtù di quanto lei descritto, mi concentrerei molto sulle emozioni di paura e terrore che ormai la accompagnano da molto tempo in maniera forte. Per questo mi affiderei ad uno specialista, intraprendendeo una psicoterapia con lo scopo di riprendere in mano la sua vita, ritenendo quest'ultima non più esclusivamente come malattia e morte.
Inizi quanto prima, la aiuterà a star meglio.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buongiorno, se avesse il desiderio di affrontare il malessere e le preoccupazioni che ha qui espresso, sono disponibile per un primo colloquio conoscitivo gratuito, anche in modalità di videoconsulto, che le consenta di valutare la possibilità di intraprendere un eventuale percorso psicologico.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Margherita Decò
Resto a disposizione,
Dott.ssa Margherita Decò
Buongiorno caro utente grazie per averci contattato. Dal suo scritto si può presupporre che in tutto questo tempo di disagio collettivo dato da coronavirus lei abbia sviluppato un disturbo ossessivo compulsivo che non le permette di ricominciare a vivere la normale quotidianità con tranquillità.
Le consiglio caldamente di iniziare un percorso di sostegno psicologico con l'aiuto di uno psicologo/a che sicuramente sono in grado di aiutarla in questo senso.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dottoressa Monica Pesenti
Le consiglio caldamente di iniziare un percorso di sostegno psicologico con l'aiuto di uno psicologo/a che sicuramente sono in grado di aiutarla in questo senso.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dottoressa Monica Pesenti
Salve. Da quanto ha scritto emerge chiaramente il forte terrore che lei prova. L’obiettivo di un’eventuale presa in carico psicologico non si porrà come obiettivo il cambiare la sua ragazza, ma di aiutare lei, gentile utente, che sta riconoscendo di avere delle ossessioni, dei pensieri fissi da chi sembra far fatica a discostarsi. Un terapeuta può aiutarla in questo. E non è detto che la sua relazione non ne giovi. Valuti questa possibilità. Buona giornata
Buonasera,
purtroppo la pandemia ha portato conseguenze e paure in molte persone, a cui ognuno reagisce secondo diverse modalità. Mi sembra di capire che il problema sorga dal fatto che Lei e la Sua compagna avete strategie diverse, e più o meno restrittive, di farVi fronte. Questo crea inevitabilmente conflitto, cui si può ovviare solo con un confronto aperto in cui riflettere delle reciproche posizioni cercando una possibile mediazione. Credo sia importante, per Lei o per Voi, parlarne con uno specialista in grado di sostenervi in questo processo.
Buona fortuna!
Dott.ssa Clelia Savarese
purtroppo la pandemia ha portato conseguenze e paure in molte persone, a cui ognuno reagisce secondo diverse modalità. Mi sembra di capire che il problema sorga dal fatto che Lei e la Sua compagna avete strategie diverse, e più o meno restrittive, di farVi fronte. Questo crea inevitabilmente conflitto, cui si può ovviare solo con un confronto aperto in cui riflettere delle reciproche posizioni cercando una possibile mediazione. Credo sia importante, per Lei o per Voi, parlarne con uno specialista in grado di sostenervi in questo processo.
Buona fortuna!
Dott.ssa Clelia Savarese
Buongiorno, uno psicologo può aiutarla a salvare la relazione con la sua compagna, passando per imparare a gestire la sua paura. Lei vorrebbe smettere di aver paura oppure vorrebbe maggiore comprensione dalla sua ragazza per continuare a vivere un buon rapporto con lei? Per creare un percorso psicologico ad hoc, servirebbe raccogliere maggiori informazioni. Sono disponibile per una video-chiamata a distanza. Mi faccia sapere. Grazie.
Gentile paziente,
grazie per aver condiviso con tutti noi il suo disagio. Comprendo quanto possa essere difficoltoso convivere con questa situazione, per tanto le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per approfondire quelle che sono le sue emozioni, pensieri e comportamenti. Rimango a sua disposizione anche online. Cordialmente Dott.ssa Rosa Argenti
grazie per aver condiviso con tutti noi il suo disagio. Comprendo quanto possa essere difficoltoso convivere con questa situazione, per tanto le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per approfondire quelle che sono le sue emozioni, pensieri e comportamenti. Rimango a sua disposizione anche online. Cordialmente Dott.ssa Rosa Argenti
La tua preoccupazione per la situazione pandemica è comprensibile, specialmente dato il livello di trasmissibilità del virus e il desiderio di proteggere te stesso e i tuoi familiari. Essere vigili in questo contesto, con percentuali di rischio e trasmissione variabili, è sicuramente stressante, ma può anche portare a un livello di preoccupazione che interferisce con la tua tranquillità e, come descrivi, con la tua relazione.
Ecco alcuni spunti che potrebbero aiutarti a gestire questa situazione:
1. Riconoscere la base razionale della tua ansia
Il timore per la tua salute e quella dei tuoi cari è ragionevole e fondato: molti esperti raccomandano prudenza, soprattutto in contesti chiusi. Tuttavia, quando questo timore diventa così costante da dominare i pensieri quotidiani e da rendere difficile il confronto con gli altri, potrebbe essere utile esplorare modi per riportare la preoccupazione entro limiti che ti permettano di vivere più serenamente.
2. Trovare un compromesso di sicurezza con la tua ragazza
La tua ragazza potrebbe avere un approccio diverso al rischio, ma questo non significa necessariamente che non ci tenga alla tua salute. Potrebbe aiutare cercare insieme soluzioni alternative: ad esempio, proporre di fare attività all’aperto o con protocolli di sicurezza concordati. Con una discussione serena, spiegale che il tuo bisogno di cautela nasce da una preoccupazione reale per entrambi e prova a trovare delle attività che sentiate entrambi sicure.
3. Affrontare la paura con il supporto di uno psicologo
Il fatto che tu stia valutando l’idea di vedere uno psicologo è positivo. La terapia potrebbe aiutarti a gestire questa "ossessione" di controllo sul rischio e a trovare strumenti per convivere con un'incertezza che, per quanto difficile, non è completamente evitabile. Uno psicologo non ha la funzione di cambiare la tua relazione, ma può fornirti strategie per ridurre l’impatto dell’ansia e per comunicare meglio con chi ti sta vicino, facilitando anche il dialogo.
4. Accettare una parte di incertezza
La pandemia ci ha messi tutti davanti alla sfida di dover accettare un rischio che non si può completamente eliminare, ma solo mitigare. Quando raggiungi un livello di sicurezza per te accettabile, ricordati che hai già fatto del tuo meglio, e prova a concederti qualche momento di tranquillità, allontanandoti dai numeri e dalle statistiche per evitare che siano costantemente presenti nella tua mente.
5. Evitare la polarizzazione e costruire fiducia
Anche se al momento la tua ragazza può sembrare “incauta” ai tuoi occhi, è probabile che percepisca il rischio in modo diverso e con una soglia di sicurezza che, pur diversa, non implica necessariamente una disattenzione totale. Potreste stabilire delle regole comuni che rispettino entrambi i punti di vista e aiutarvi a trovare una “zona di comfort” condivisa, evitando discussioni ripetitive e dando spazio al confronto.
La tua ansia nasce da un senso di responsabilità e di cura per chi ti circonda, e questa è una qualità preziosa. Ma riconoscere quando la paura diventa eccessiva e difficile da gestire è un passo importante per recuperare il benessere personale e rafforzare anche le relazioni.
Ecco alcuni spunti che potrebbero aiutarti a gestire questa situazione:
1. Riconoscere la base razionale della tua ansia
Il timore per la tua salute e quella dei tuoi cari è ragionevole e fondato: molti esperti raccomandano prudenza, soprattutto in contesti chiusi. Tuttavia, quando questo timore diventa così costante da dominare i pensieri quotidiani e da rendere difficile il confronto con gli altri, potrebbe essere utile esplorare modi per riportare la preoccupazione entro limiti che ti permettano di vivere più serenamente.
2. Trovare un compromesso di sicurezza con la tua ragazza
La tua ragazza potrebbe avere un approccio diverso al rischio, ma questo non significa necessariamente che non ci tenga alla tua salute. Potrebbe aiutare cercare insieme soluzioni alternative: ad esempio, proporre di fare attività all’aperto o con protocolli di sicurezza concordati. Con una discussione serena, spiegale che il tuo bisogno di cautela nasce da una preoccupazione reale per entrambi e prova a trovare delle attività che sentiate entrambi sicure.
3. Affrontare la paura con il supporto di uno psicologo
Il fatto che tu stia valutando l’idea di vedere uno psicologo è positivo. La terapia potrebbe aiutarti a gestire questa "ossessione" di controllo sul rischio e a trovare strumenti per convivere con un'incertezza che, per quanto difficile, non è completamente evitabile. Uno psicologo non ha la funzione di cambiare la tua relazione, ma può fornirti strategie per ridurre l’impatto dell’ansia e per comunicare meglio con chi ti sta vicino, facilitando anche il dialogo.
4. Accettare una parte di incertezza
La pandemia ci ha messi tutti davanti alla sfida di dover accettare un rischio che non si può completamente eliminare, ma solo mitigare. Quando raggiungi un livello di sicurezza per te accettabile, ricordati che hai già fatto del tuo meglio, e prova a concederti qualche momento di tranquillità, allontanandoti dai numeri e dalle statistiche per evitare che siano costantemente presenti nella tua mente.
5. Evitare la polarizzazione e costruire fiducia
Anche se al momento la tua ragazza può sembrare “incauta” ai tuoi occhi, è probabile che percepisca il rischio in modo diverso e con una soglia di sicurezza che, pur diversa, non implica necessariamente una disattenzione totale. Potreste stabilire delle regole comuni che rispettino entrambi i punti di vista e aiutarvi a trovare una “zona di comfort” condivisa, evitando discussioni ripetitive e dando spazio al confronto.
La tua ansia nasce da un senso di responsabilità e di cura per chi ti circonda, e questa è una qualità preziosa. Ma riconoscere quando la paura diventa eccessiva e difficile da gestire è un passo importante per recuperare il benessere personale e rafforzare anche le relazioni.
Buongiorno,
prima di tutto grazie per aver condiviso il suo vissuto, che trasmette in modo chiaro quanto questa situazione stia influenzando profondamente il suo benessere emotivo e relazionale. La pandemia ha amplificato le paure e le preoccupazioni di molti, e ciò che descrive sembra riflettere un'esperienza in cui il bisogno di sicurezza e controllo è diventato centrale. Il timore per la propria salute e quella dei propri cari è una reazione comprensibile di fronte a una minaccia percepita. La paura è una risposta naturale che coinvolge il sistema nervoso e il corpo, attivando reazioni di allarme per proteggerci. Nel suo caso potrebbe essere utile riflettere su come il suo corpo risponde alla paura: sente tensioni particolari, un'accelerazione del battito cardiaco, difficoltà a rilassarsi? Essere consapevoli di queste reazioni è il primo passo per iniziare a gestirle. Tecniche di rilassamento, come la respirazione consapevole, possono aiutare a calmare il sistema nervoso e a favorire una risposta più equilibrata. Per quanto riguarda il peso del dialogo interno che descrive, fatto di analisi, previsioni e calcoli sul rischio, le suggerirei di provare a sospendere momentaneamente questo tipo di analisi e a focalizzarsi su ciò che può realmente controllare nel presente, magari riflettendo su quanto questa preoccupazione la stia effettivamente aiutando a proteggersi. La relazione con la sua ragazza appare un punto cruciale. È naturale che abbiate percezioni diverse del rischio, specialmente in una situazione incerta come questa. Al di là della discussione sulle singole attività, potrebbe essere utile esplorare insieme come comunicare il suo desiderio di essere ascoltato e compreso, da una parte, e il bisogno di libertà della sua partner, dall’altro, in modo che percepiate queste manifestazioni non come critica o controllo, ma come un'espressione autentica di sé.
Per lavorare sull’accoglienza della paura, potrebbe esplorarla attraverso la scrittura o una pratica di mindfulness, che potrebbe aiutarla a osservare i suoi pensieri senza esserne sopraffatto.
Valuterei inoltre un supporto psicologico: anche se crede che uno psicologo non possa cambiare le dinamiche della relazione, potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi alla base delle sue emozioni e pensieri, e a trovare nuovi modi per affrontarli.
Infine, la invito a riflettere su ciò che può davvero controllare e su come può coltivare un senso di sicurezza che non dipenda esclusivamente dall'esterno, ma che nasca anche dentro di lei.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore supporto.
Un caro saluto,
Elena Montagnoli
prima di tutto grazie per aver condiviso il suo vissuto, che trasmette in modo chiaro quanto questa situazione stia influenzando profondamente il suo benessere emotivo e relazionale. La pandemia ha amplificato le paure e le preoccupazioni di molti, e ciò che descrive sembra riflettere un'esperienza in cui il bisogno di sicurezza e controllo è diventato centrale. Il timore per la propria salute e quella dei propri cari è una reazione comprensibile di fronte a una minaccia percepita. La paura è una risposta naturale che coinvolge il sistema nervoso e il corpo, attivando reazioni di allarme per proteggerci. Nel suo caso potrebbe essere utile riflettere su come il suo corpo risponde alla paura: sente tensioni particolari, un'accelerazione del battito cardiaco, difficoltà a rilassarsi? Essere consapevoli di queste reazioni è il primo passo per iniziare a gestirle. Tecniche di rilassamento, come la respirazione consapevole, possono aiutare a calmare il sistema nervoso e a favorire una risposta più equilibrata. Per quanto riguarda il peso del dialogo interno che descrive, fatto di analisi, previsioni e calcoli sul rischio, le suggerirei di provare a sospendere momentaneamente questo tipo di analisi e a focalizzarsi su ciò che può realmente controllare nel presente, magari riflettendo su quanto questa preoccupazione la stia effettivamente aiutando a proteggersi. La relazione con la sua ragazza appare un punto cruciale. È naturale che abbiate percezioni diverse del rischio, specialmente in una situazione incerta come questa. Al di là della discussione sulle singole attività, potrebbe essere utile esplorare insieme come comunicare il suo desiderio di essere ascoltato e compreso, da una parte, e il bisogno di libertà della sua partner, dall’altro, in modo che percepiate queste manifestazioni non come critica o controllo, ma come un'espressione autentica di sé.
Per lavorare sull’accoglienza della paura, potrebbe esplorarla attraverso la scrittura o una pratica di mindfulness, che potrebbe aiutarla a osservare i suoi pensieri senza esserne sopraffatto.
Valuterei inoltre un supporto psicologico: anche se crede che uno psicologo non possa cambiare le dinamiche della relazione, potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi alla base delle sue emozioni e pensieri, e a trovare nuovi modi per affrontarli.
Infine, la invito a riflettere su ciò che può davvero controllare e su come può coltivare un senso di sicurezza che non dipenda esclusivamente dall'esterno, ma che nasca anche dentro di lei.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore supporto.
Un caro saluto,
Elena Montagnoli
Gentile,
Capisco perfettamente quanto questa situazione possa essere frustrante, e condivido la tua preoccupazione. A volte, le preoccupazioni sulla salute, in particolare con numeri e statistiche in gioco, possono davvero prendere il sopravvento nella mente. Però, prima di tutto, una piccola riflessione: come mai è così difficile per lei accettare le sue preoccupazioni? Potrebbe essere che ci siano altre convinzioni o dinamiche nella relazione che, al momento, non sono state esplorate a fondo.
Il suo desiderio di proteggersi è completamente comprensibile, ma quando la paura si trasforma in ossessione, finisce per intrappolarci e distorcere la realtà. La matematica e la statistica sono utili, ma non possono ridurre l’incertezza della vita a numeri. Forse potrebbe essere interessante fare un passo indietro e capire perché la sua mente si concentra su ciò che può andare storto, anziché su ciò che possiamo controllare.
La relazione è come un ballo, e, come in ogni ballo, bisogna trovare un equilibrio tra le proprie paure e le esigenze dell’altro. A volte, esplorando insieme questi “perché”, può essere possibile rimettere in gioco la fiducia.
Se desidera, potrei aiutarla a esplorare questi pensieri in modo più approfondito, per farla sentire meno in ansia, e magari capire meglio il punto di vista della sua ragazza. E se lo volesse, potremmo lavorare anche insieme su come bilanciare la sua protezione con la serenità in relazione.
Curioso di sapere cosa ne pensa! Perché non ne parliamo più a fondo? Un primo passo può essere proprio capire da dove nasce questa paura!
Se desidera, posso accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
Capisco perfettamente quanto questa situazione possa essere frustrante, e condivido la tua preoccupazione. A volte, le preoccupazioni sulla salute, in particolare con numeri e statistiche in gioco, possono davvero prendere il sopravvento nella mente. Però, prima di tutto, una piccola riflessione: come mai è così difficile per lei accettare le sue preoccupazioni? Potrebbe essere che ci siano altre convinzioni o dinamiche nella relazione che, al momento, non sono state esplorate a fondo.
Il suo desiderio di proteggersi è completamente comprensibile, ma quando la paura si trasforma in ossessione, finisce per intrappolarci e distorcere la realtà. La matematica e la statistica sono utili, ma non possono ridurre l’incertezza della vita a numeri. Forse potrebbe essere interessante fare un passo indietro e capire perché la sua mente si concentra su ciò che può andare storto, anziché su ciò che possiamo controllare.
La relazione è come un ballo, e, come in ogni ballo, bisogna trovare un equilibrio tra le proprie paure e le esigenze dell’altro. A volte, esplorando insieme questi “perché”, può essere possibile rimettere in gioco la fiducia.
Se desidera, potrei aiutarla a esplorare questi pensieri in modo più approfondito, per farla sentire meno in ansia, e magari capire meglio il punto di vista della sua ragazza. E se lo volesse, potremmo lavorare anche insieme su come bilanciare la sua protezione con la serenità in relazione.
Curioso di sapere cosa ne pensa! Perché non ne parliamo più a fondo? Un primo passo può essere proprio capire da dove nasce questa paura!
Se desidera, posso accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
Capisco molto bene il tuo stato d'animo e la frustrazione che provi riguardo alla situazione che stai vivendo. La pandemia ha avuto un impatto significativo su molti di noi, non solo a livello fisico ma anche psicologico, creando ansia, paure e tensioni nelle relazioni, specialmente quando le opinioni e le priorità tra le persone coinvolte differiscono.
Da quello che scrivi, sembra che tu abbia una preoccupazione legittima riguardo alla salute e alla sicurezza tua e delle persone a te care. La pandemia ha reso alcune dinamiche quotidiane, come incontrarsi con altre persone o ospitare professionisti in casa, molto più rischiose. La tua paura di contrarre il virus, e la necessità di evitare ogni potenziale esposizione, sono comprensibili, soprattutto se percepisci che la tua ragazza non sta considerando la stessa gravità della situazione.
La difficoltà in questo tipo di situazioni non è solo legata alla preoccupazione sanitaria, ma anche al conflitto emotivo e psicologico che ne deriva, soprattutto quando la tua visione della situazione non coincide con quella della tua partner. Quando si inizia a sviluppare ansia, specialmente ossessiva, riguardo a determinati comportamenti, può diventare molto difficile lasciar andare quei pensieri senza sentirsi colpevoli o ansiosi.
Quello che descrivi, il bisogno di continui controlli, di analizzare e rivalutare continuamente le possibili situazioni di rischio, è tipico di un'ansia ossessiva. È una forma di pensiero che può manifestarsi come risposta a una paura irrazionale, e in questo caso, la paura di contrarre il virus e danneggiare la tua famiglia. La matematica, come hai giustamente osservato, può essere dalla tua parte, ma non tutto può essere ridotto a numeri, e questo è un aspetto che potrebbe essere difficile da affrontare senza un supporto adeguato.
In questo momento, la comunicazione aperta e il rispetto reciproco sono fondamentali. Forse sarebbe utile cercare di spiegare a tua ragazza, in modo calmo, non solo la tua preoccupazione per la tua salute, ma anche il modo in cui la sua visione della situazione ti sta influenzando a livello emotivo e psicologico. Esprimere le tue paure senza accusarla, ma cercando di farle comprendere come ti senti, può aiutarla a comprendere meglio la tua posizione.
Detto ciò, anche se comprendo la tua riluttanza verso un intervento psicologico, potrebbe effettivamente essere utile un supporto per te. Non tanto per cambiare le opinioni della tua ragazza, ma per aiutarti a gestire l'ansia che questa situazione ti sta causando, in modo da non vivere ogni discussione o proposta come una fonte di stress insostenibile. Un terapeuta potrebbe aiutarti a sviluppare strategie per affrontare la paura in modo sano e per lavorare sulla gestione dei pensieri ossessivi.
Infine, è importante ricordare che il rischio zero non esiste in nessuna situazione. Ciò che possiamo fare è cercare di ridurre i rischi, adottando misure di sicurezza dove possibile, ma anche imparando a convivere con una certa dose di incertezza, specialmente in tempi così difficili. La paura è una risposta naturale, ma l'obiettivo è non lasciare che questa prenda il sopravvento sulla tua vita quotidiana e sulla tua relazione.
Spero che tu riesca a trovare un equilibrio che ti consenta di proteggere te stesso e i tuoi cari, ma anche di vivere in modo più sereno.
Da quello che scrivi, sembra che tu abbia una preoccupazione legittima riguardo alla salute e alla sicurezza tua e delle persone a te care. La pandemia ha reso alcune dinamiche quotidiane, come incontrarsi con altre persone o ospitare professionisti in casa, molto più rischiose. La tua paura di contrarre il virus, e la necessità di evitare ogni potenziale esposizione, sono comprensibili, soprattutto se percepisci che la tua ragazza non sta considerando la stessa gravità della situazione.
La difficoltà in questo tipo di situazioni non è solo legata alla preoccupazione sanitaria, ma anche al conflitto emotivo e psicologico che ne deriva, soprattutto quando la tua visione della situazione non coincide con quella della tua partner. Quando si inizia a sviluppare ansia, specialmente ossessiva, riguardo a determinati comportamenti, può diventare molto difficile lasciar andare quei pensieri senza sentirsi colpevoli o ansiosi.
Quello che descrivi, il bisogno di continui controlli, di analizzare e rivalutare continuamente le possibili situazioni di rischio, è tipico di un'ansia ossessiva. È una forma di pensiero che può manifestarsi come risposta a una paura irrazionale, e in questo caso, la paura di contrarre il virus e danneggiare la tua famiglia. La matematica, come hai giustamente osservato, può essere dalla tua parte, ma non tutto può essere ridotto a numeri, e questo è un aspetto che potrebbe essere difficile da affrontare senza un supporto adeguato.
In questo momento, la comunicazione aperta e il rispetto reciproco sono fondamentali. Forse sarebbe utile cercare di spiegare a tua ragazza, in modo calmo, non solo la tua preoccupazione per la tua salute, ma anche il modo in cui la sua visione della situazione ti sta influenzando a livello emotivo e psicologico. Esprimere le tue paure senza accusarla, ma cercando di farle comprendere come ti senti, può aiutarla a comprendere meglio la tua posizione.
Detto ciò, anche se comprendo la tua riluttanza verso un intervento psicologico, potrebbe effettivamente essere utile un supporto per te. Non tanto per cambiare le opinioni della tua ragazza, ma per aiutarti a gestire l'ansia che questa situazione ti sta causando, in modo da non vivere ogni discussione o proposta come una fonte di stress insostenibile. Un terapeuta potrebbe aiutarti a sviluppare strategie per affrontare la paura in modo sano e per lavorare sulla gestione dei pensieri ossessivi.
Infine, è importante ricordare che il rischio zero non esiste in nessuna situazione. Ciò che possiamo fare è cercare di ridurre i rischi, adottando misure di sicurezza dove possibile, ma anche imparando a convivere con una certa dose di incertezza, specialmente in tempi così difficili. La paura è una risposta naturale, ma l'obiettivo è non lasciare che questa prenda il sopravvento sulla tua vita quotidiana e sulla tua relazione.
Spero che tu riesca a trovare un equilibrio che ti consenta di proteggere te stesso e i tuoi cari, ma anche di vivere in modo più sereno.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso in modo così dettagliato il suo vissuto. Dalle sue parole emerge una profonda attenzione verso la salute e la sicurezza, ma anche una grande fatica nel gestire la paura del contagio e le sue conseguenze sulla relazione affettiva.
La pandemia, con la sua imprevedibilità e le continue notizie di rischio, ha amplificato in molti la percezione del pericolo, portando a volte a sviluppare pensieri ricorrenti e difficili da contenere. Quando la paura diventa così intensa da generare conflitti, tensione o un controllo costante delle situazioni, può trasformarsi in una vera e propria forma di ansia o di ossessione legata alla sicurezza.
Il suo bisogno di comprendere “perché gli altri non ragionano come me” potrebbe essere un tentativo di trovare coerenza in un contesto di incertezza, ma rischia di mantenerla intrappolato in una spirale di pensieri che alimentano ulteriormente la preoccupazione.
In questi casi, un percorso psicologico non serve tanto a “convincere” l’altra persona o a cambiare la relazione, quanto piuttosto ad aiutarla a gestire le sue paure, imparando a convivere con un livello di rischio inevitabile senza che questo condizioni la qualità della sua vita o dei suoi legami.
Il lavoro terapeutico può offrirle strumenti per riconoscere e ridimensionare i pensieri, comprendere l’origine della sua ansia e recuperare un senso di equilibrio tra la prudenza e la libertà di vivere relazioni affettive più serene.
Rivolgersi a uno psicologo, quindi, potrebbe essere un passo prezioso non solo per affrontare la paura del contagio, ma anche per ritrovare fiducia — in sé, negli altri e nella possibilità di gestire in modo più tranquillo le situazioni quotidiane.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
La pandemia, con la sua imprevedibilità e le continue notizie di rischio, ha amplificato in molti la percezione del pericolo, portando a volte a sviluppare pensieri ricorrenti e difficili da contenere. Quando la paura diventa così intensa da generare conflitti, tensione o un controllo costante delle situazioni, può trasformarsi in una vera e propria forma di ansia o di ossessione legata alla sicurezza.
Il suo bisogno di comprendere “perché gli altri non ragionano come me” potrebbe essere un tentativo di trovare coerenza in un contesto di incertezza, ma rischia di mantenerla intrappolato in una spirale di pensieri che alimentano ulteriormente la preoccupazione.
In questi casi, un percorso psicologico non serve tanto a “convincere” l’altra persona o a cambiare la relazione, quanto piuttosto ad aiutarla a gestire le sue paure, imparando a convivere con un livello di rischio inevitabile senza che questo condizioni la qualità della sua vita o dei suoi legami.
Il lavoro terapeutico può offrirle strumenti per riconoscere e ridimensionare i pensieri, comprendere l’origine della sua ansia e recuperare un senso di equilibrio tra la prudenza e la libertà di vivere relazioni affettive più serene.
Rivolgersi a uno psicologo, quindi, potrebbe essere un passo prezioso non solo per affrontare la paura del contagio, ma anche per ritrovare fiducia — in sé, negli altri e nella possibilità di gestire in modo più tranquillo le situazioni quotidiane.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
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Dott. Luca Rochdi
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